Informazioni storicheData: 10
Codice identificativo monumento: 1896
CronologiaNell'area posta sul bivio delle strade di s. Martino ai Monti e Giovanni Lanza, già di proprietà Giordani, esplorandosi il terreno per ragioni edilizie, si è sterrato un sacello compitale dell'antichissima regione esquilina. Il monumento, conservato nella sua quasi integrità, sorge sopra un'area pubblica che conserva ancora l'antico selciato. Si compone di una grande ara in travertino, dinanzi alla quale è un ampio suggesto, costruito con grandi massi rettangolari di tufa. Nell'età augustea questo podio fu rivestito di lastre di marmo; e con: servata religiosamente la parte più antica, fra esso e l’ara compitale venne aggiunta una base marmorea, sulla quale fu dedicata una stataa di Mercurio. Ciò è attestato dall'iscrizione incisa sulla fronte della base medesima:
IMP CAES.....DIVI F AVGVST | PONTIF MAXIMVS COS XI | TRIBVNICIA POTEST XIIII | EX STIPE QVAM POPVLVS | ROMANVS | K IANVARIIS APSENTI EI CONTVLIT | IVLLO ANTONIO AFRICANO FABIO COS | MERCVRIO SACRVM
La decimaquarta potestà tribunizia di Augusto ed il consolato di Antonio Jullo e Fabio Africano segnano l'anno 744 di Roma, 10 av. Cr. Con le strenne offerte dal popolo romano nel capo d'anno (cfr. Sueton. Avg. 57), Augusto consacrò in questo sacello il simulacro di Mercurio; siccome negli anni seguenti col prodotto dei medesimi donativi, dedicò statue di altre divinità in altri santuari degli antichi vici (0. 7. £. VI, 456-458).
La posizione del sacello testè discoperto, che si trova in un compito del Cespio, assai prossimo al vetusto tempio di Giunone Lucina, rende assai verisimile che il monumento sorga nel sito medesimo ov'era un sacrario degli Argei; essendoci stata conservata da Varrone (Z. Z. V, 50) la notizia, che il sexticeps della primitiva re| gione esquilina trovavasi appunto sul Cespio apud aedem Junonis Lucinae.
Negli sterri sono stati ritrovati parecchi avanzi di colonne, fregi e grandi cornici marmoree, i quali però non appartengono al sacellum, che non aveva copertura. Si è pure rinvenuto un frammento di grande statua in marmo bianco, che rappresentava una figura sedente, con la metà inferiore del corpo avvolta nel pallio; e due piccoli frantumi di altra statua in giallo antico.
Un cippo di travertino, con iscrizione mutila nella parte superiore, è stato raccolte a piccola distanza dal sacello compitale; e spetta ad una legale terminazione di area pubblica fatta da Augusto. Coll'aiuto di una simile epigrafe, edita nel C.I.L. VI, 1262, il nuovo cippo può essere reintegrato nel modo seguente:
imp. caesar auqustus | ex priVATo iN publicum | RESTITVIt | IN PARTEM SINISTRAM RECta | REGIONE AD PROXIM CIPPum | PED CKLIVS | et in parteM DEXTRAM RECTA regione | AD PROXIM CIPPUM | PED LZXVII
I punti sono incerti, attesa la grande corrosione della pietra.
Relazione del prof. Giseppe Gatti.
DescrizioneRecita l'iscrizione incisa sulla base:
"IMP CAES DIVI F AUGUST PONTIF MAXIMUS COS XI TRIBVNICIA POTEST XIIII E STIPE QUAM POPULUS ROMANUS K IANUARIIS APSENTI EI CONTULIT IULLO ANTONIO AFRICANO FABIO COS MERCUSRIO SACRUM"
"L'imperatore Cesare Augusto, figlio del divo Giulio, Pontefice Massimo, Console per l'undicesima volta, investito del potere tribunizio per la quattordicesima volta dedicò questo monumento con il denaro che il popolo romano donò il primo gennaio, mentre lui era assente, durante il consolato di Iullo Antonio e Fabio Africano. Consacrato a Mercurio".
Le cariche pubbliche dell'imperatore Augusto ci permettono di datare la dedica dell'ara al 10 a.C., nel diciasettesimo anno del suo impero.10
Stampe antiche