Informazioni storicheData: 1934
Codice identificativo monumento: 18987
CronologiaIl Duce Mussolini approva l'idea di indire un concorso per la Casa del Fascio lungo via dell'Impero. Il bando viene redatto sotto la supervisione del Segretario del PNF Achille Starace. Il tema del bando di concorso, riguarda la progettazione di un edificio monumentale che includa un sacrario, una sala per le adunate da 30.000 persone e uffici amministrativi tra la Basilica di Massenzio e via Cavour. Lo spazio accoglierà in modo permanente, anche la mostra della Rivoluzione Fascista.
Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il bando per il primo grado del concorso nazionale per il Palazzo del Littorio in via dell'Impero, nell'angolo con via Cavour (largo Corrado Ricci):
"La costruzione del Palazzo del Littorio è di vitale importanza anche perché risolve il problema della sistemazione definitiva della zona tra Via Cavour e Via dell'Impero con la soppre: Roma monumentali tanto un valore artistico storico e morale, con la soppressione di casamenti e di vicoli che contrastano con la imponenza e la dignità della Il progetto, dovuto alla fervida geniale iniziativa del Duce. non ha soltanto un valore artistico e morale, ma anche finalità di carattere altamente igienico.
Bene a proposito il Direttorio Nazionale Fascista, interprete sicuro del sentimento di tutte le Camicie Nere, ha espresso con un telegramma al Duce «la sua entusiastica ricono scenza per la decisione da lui presa di far erigere la Casa del Littorio su quella Via dell'Impero, la quale, mentre testimonia l'antica glotia della nostra gente, testimonierà insieme gli alti spiriti informatori della nuova civiltà fascista".
Nella sede del Palazzo degli Esami a trastevere, si svolge una mostra dei 72 progetti presentati per il concorso del nuovo Palazzo Littorio, sede espositiva permanente della Mostra della Rivoluzione Fascista, da realizzare a via dell'Impero:
"Mai un concorso d'arte riuscì a destare così vivo interesse come il concorso per il Palazzo del Littorio e della Mostra della Rivoluzione, ché ai tempi del concorso per il monumento a Vittorio Emanuele — che pur suscitò tanto fervore di discussioni nella stampa e nel mondo degli artisti e dei tecnici — la massa del pubblico non si appassionava come ora ai problemi d'arte.
Grande folla con rappresentanza di tutti i ceti all'apertura della mostra dei progetti presentati a questo concorso, ordinata nel Palazzo degli Esami, al Viale del Re, sotto la vigilanza dell'ing. Ambrogio Forastieri della Direzione del Partito. Per moltiplicare lo spazio necessario per la presentazione di settantadue progetti che la Commissione ha ritenuti degni di essere esposti al pubblico, si è ricorsi all'ingegnoso sistema delle impalcature tubolari mercé le quali si è riusciti ad ospitare tutti i progetti con relative piante e i particolari, un complesso di quattromila metri quadrati di carta disegnata. Alcuni progettisti hanno presentato anche dei plastici.
Come è noto questo Concorso di carattere nazionale è stato bandito alla fine di dicembre dell'anno scorso del P. N. F. d'intesa col Governatorato di Roma e colla R. Accademia d'Italia, la quale ha messo a disposizione novantamila lire per i premi, di cui cinquantamila per il progetto giudicato vincitore e degno di esecuzione.
Il Palazzo del Littorio deve sorgere sulla Via dell'Impero, che raccorda spiritualmente e storicamente la Roma Augustea alla Roma Mussoliniana e deve comprendere anche la Mostra della Rivoluzione sistemata in modo permanente.
Il concorrente ha piena libertà nei riguardi del sistema costruttivo e dei materiali di costruzione, ma nella scelta di questi e soprattutto nella costruzione architettonica, dovrà tener presente l'altissimo significato del tema da sviluppare e il valore dell'ambiente in cui il nuovo edificio sorgerà. Nei riguardi dell'ambiente assumerà fondamentale importanza l'armonizzare il colore del nuovo edificio con quello dei monumenti circostanti: il Colosseo, i Fori, la Basilica di Massenzio.
« Il grande edificio — si legge nel bando — deve essere degno di tramandare ai posteri un carattere duraturo e universale, l'epoca mussoliniana ». A quest'ardua prova si sono cimentati più di duecento fra architetti e ingegneri con un centinaio di progetti, molti dei quali sono frutto della collaborazione fra due, tre e anche quattro artisti. Una trentina di progetti sono stati eliminati dalla Commissione perché non rispondenti alle norme del bando o per altre ragioni.
In sede critica verrnno qui giudicati i progetti presentati: ci limitiamo ora a constatare il successo del Concorso per il grande numero di coloro che vi hanno partecipato con slancio entusiasta e con nobilissime intenzioni e a riprodurre alcuni progetti per dare un'idea dello stile al quale i progettisti si informano. Tale riproduzione — è superfluo aggiungere — non ha valore di indicazione né di scelta."
Conclusione formale del primo grado del concorso nazionale per il Palazzo del Littorio a Roma. La commissione giudicatrice, presieduta dal segretario del PNF Achille Starace, non dichiara un vincitore, decidendo invece di ammettere 14 gruppi di progettisti a una seconda gara limitata.
La giuria è composta da figure di spicco che dovevano mediare tra politica e architettura: Marcello Piacentini: L'architetto più influente del regime, garante del monumentalismo. Armando Brasini: Esponente del gusto neobarocco e accademico. Bino Realfonso e altri esponenti del Partito e delle Belle Arti.
I 14 Gruppi Selezionati per la seconda fase: 1 Giuseppe Terragni, Antonio Carminati, Pietro Lingeri, Marcello Saliva, Luigi Vietti (Il progetto più celebre per la sua parete curva in porfido). 2. Mario Ridolfi, Vittorio Cafiero, Ernesto La Padula, Ettore Rossi. 3. Luigi Figini, Gino Pollini e il gruppo BBPR (Gian Luigi Banfi, Lodovico Barbiano di Belgiojoso, Enrico Peressutti, Ernesto Nathan Rogers). 4. Adalberto Libera, Mario De Renzi, Giuseppe Vaccaro. 5. Enrico Del Debbio, Arnaldo Foschini, Vittorio Ballio Morpurgo. 6. Cino Calcaprina. 7. Marcello Canino. 8. Domenico Filippone. 9. Vincenzo Fasolo. 10. Oriolo Frezzotti. 11. Mario De Renzi (con un secondo progetto distinto). 12. Gruppo di Mario Paniconi e Giulio Pediconi. 13. Gruppo di Augusto Magnaghi e Mario Terzaghi. 14. Gruppo di Giovanni Muzio.
Pubblicato il bando ufficiale per il secondo grado del concorso per il nuovo Palazzo del Littorio.
La partecipazione è limitata a 14 gruppi selezionati dalla prima fase (1934). Il bando impone di risolvere il contrasto tra la mole del palazzo e i resti della Basilica di Massenzio.
Il Duce Mussolini riceve il Segretario del Partito Nazionale Fascista, Achille Starace, insieme alla commissione giudicatrice del secondo grado del concorso per il nuovo Palazzo del Littorio.
Durante l'incontro, vengono presentati al Duce i modelli in gesso e i grafici dei progetti selezionati per l'area di via dell'Impero.
Passaggio istituzionale decisivo in cui Mussolini, pur visionando le soluzioni architettoniche per i Fori, inizia a manifestare i dubbi che avrebbero portato, pochi mesi dopo, alla scelta di spostare l'opera alla Farnesina.
Viene verbalizzata la conclusione dei lavori della commissione giudicatrice per il secondo grado del concorso del Palazzzo del Littorio. Il progetto del gruppo Del Debbio-Foschini-Morpurgo è ufficialmente dichiarato vincitore, ma con la consapevolezza che il sito non sarà più via dell'Impero, ma presso il Foro Mussolini alla Farnesina.
Progetto
Stampe antiche