Informazioni storicheData: 1883
Codice identificativo monumento: 18995
CronologiaConcorso di Tiro a segno ai Prati della Farnesina:
"Alla sinistra di Monte Mario presso. ponte Molle si stendono alcuni prati detti della Farnesina: un piccolo colle che s'innalza ad un tratto dal molo in fondo di essi li rende specialmente adatti alle esercitazioni del tiro a segno. In questi prati vengono solitamente ad attendere agli esercizi militari le truppe della guarnigione di Roma.
La Società Italiana di ginnastica e tiro a segno fino dal principio della prima sera organizzò sui prati della Farnesina dei tiri domenicali, la cui serie terminò con un concorso durato tre giorni e diviso in diverse categorie, a ciascuna delle quali erano assegnati magnifici premi donati da S. M. il Re, dal duca d'Aosta, da alcuni ministri e signori romani.
Terminato il concorso nelle ore pomeridiane di domenica 13, S. M. il Re accompagnato dal duca d'Aosta si recò ai prati della Farnesina; dove alla sua presenza si aprì una gara speciale fra i vincitori delle gare domenicali. Risultò vincitore il signor Arnaldo Mengarini di Roma.
Quindi furono distribuiti i premi delle diverse categorie ed il. Re rivolsè congratulazioni ed incoraggiamenti a molti premiati, fra' quali vi erano sotto-ufficiali e caporali del Regio Esercito."
Concorso di Tiro a segno ai Prati della Farnesina:
"Alla sinistra di Monte Mario presso. ponte Molle si stendono alcuni prati detti della Farnesina: un piccolo colle che s'innalza ad un tratto dal molo in fondo di essi li rende specialmente adatti alle esercitazioni del tiro a segno. In questi prati vengono solitamente ad attendere agli esercizi militari le truppe della guarnigione di Roma.
La Società Italiana di ginnastica e tiro a segno fino dal principio della prima sera organizzò sui prati della Farnesina dei tiri domenicali, la cui serie terminò con un concorso durato tre giorni e diviso in diverse categorie, a ciascuna delle quali erano assegnati magnifici premi donati da S. M. il Re, dal duca d'Aosta, da alcuni ministri e signori romani.
Terminato il concorso nelle ore pomeridiane di domenica 13, S. M. il Re accompagnato dal duca d'Aosta si recò ai prati della Farnesina; dove alla sua presenza si aprì una gara speciale fra i vincitori delle gare domenicali. Risultò vincitore il signor Arnaldo Mengarini di Roma.
Quindi furono distribuiti i premi delle diverse categorie ed il. Re rivolsè congratulazioni ed incoraggiamenti a molti premiati, fra' quali vi erano sotto-ufficiali e caporali del Regio Esercito."
Rivista alla Farnesina in onore della visita a Roma di Maria Pia di Portogallo.
La fazione cui presero parte il 3.° e 4.° fanteria, il 1.° battaglione Nizza cavalleria e delle sezioni d'artiglieri, fu disturbata dalle intemperie. I bersaglieri avevano principiato le loro evoluzioni, ed i cavalleggeri si slanciavano alla carica, quando un acquazzone si scaraventò loro addosso. Le Regine e le Dame d'onore furono riparate dai soffietti delle vetture, tutto il resto del corteo reale, dei curiosi e la truppa restò esposto alla pioggia. I soldati, s'intende, continuarono le loro evoluzioni come se niente fosse. Sfogata quella loro furia, le nubi si diradarono ed un raggio di sole rischiarò di luci scialbe la scena. La fazione era finita ed il Re, i Principi di Portogallo e le Regine si misero in ordine per assistere al defilé, che si compiè in modo perfetto, sotto il trionfo di uno stupendo arcobaleno che fu il bouquet di quella fazione militare.
Grande rivista militare alla Farnesina in onore del principe Imperiale Federico Guglielmo, a cui presero parte il Re Umberto I, lo Stato Maggiore Italiano, la fanteria della Seconda Divisione Artiglieria e Cavalleria:
"Il Principe Imperiale veste l'uniforme del suo reggimento di Corazzieri che è bianco coi risvolti azzurri e i bottoni bianchi; più le divise distintive di maresciallo. Il principe di Baden, quello del suo reggimento Dragoni, cioè tunica bleu chiaro, mostre nere, filetti scarlatti, bottoni bianchi; sull'elmo invece dell'aquila prussiana il Grifo Batese. Questa rivista ha avuto un lato pratico assai importante; inquantochè è stato esperimentato con essa, come procederebbe, in un dato caso, la mobilizzazione parziale dell'esercito. In sole tre ore gli otto reggimenti temporanei si sono formati e si sono trovati pronti a partire per Roma! e questo è moltissimo ed è assai consolante.
Diremo adunque che le truppe passate in rivista costituivano una specie di corpo d'esercito completo, se non che l'artiglieria non avea seco i carriaggi, nè vi erano rappresentati il treno, le ambulanze, ecc.; in compenso però vi erano in più il nuovo Collegio Militare di Roma rappresentato da una sola compagnia, due battaglioni del 5.° Alpini, un reggimento di cavalleria, una brigata d'artiglieria da fortezza, due compagnie del genio in luogo di una. Per formare questo corpo di truppe si sono costituiti otto reggimenti temporanei, che hanno preso per la circostanza il numero di 1.° a 8.°, ed i cui tre battaglioni provenivano da reggimenti diversi.
La bandiera però e l'aiutante maggiore in 1.° erano del reggimento stabile da cui veniva scelto il colonnello comandante il reggimento temporaneo, e la forza d'ogni reggimento era calcolata in ragione di circa 400 uomini per compagnia, le compagnie divise in due soli plotoni. I reggimenti di cavalleria numeravano solo 4 squadroni ognuno, ogni squadrone circa 100 cavalli. Erano tre reggimenti rappresentanti appunto le tre qualità di cavalleria che attualmente possediamo cioè Genova per l'ex cavalleria di linea Aosta per i lancieri Lucca per i cavalleggeri.
Il corpo d'esercito, così costituito, contava adunque otto reggimenti di fanteria di linea, il 1.° reggimento bersaglieri, due battaglioni del 5.° alpini, tre brigate del 1.° d'artiglieria, ed una del 10.°, una brigata d'artiglieria da fortezza del 15.°, una d'artiglieria di montagna del 14.°, una del genio, e tre reggimenti di cavalleria. Cioè approssimativamente 15,000 uomini con 88 pezzi. Comandante in capo il generale di corpo d'esercito Luigi Mezzacapo. La 1.ª divisione agli ordini del tenente generale Maraldi comandante la 13.ª divisione militare (Roma) con Pagnamenta e Charles a maggiori generali; la 2.ª dal tenente generale Bocca comandante la 14.ª divisione militare (Firenze) con De-Vecchi Pellati e Csudafy a comandanti le brigate.
Le truppe suppletive agli ordini del maggior generale Colli di Felizzano: la brigata di cavalleria di dette truppe sotto quelli del maggior generale Guaita, che tanto si distinse nell'inondazione dell'anno scorso a Verona, e che alle qualità brillanti di generale di cavalleria unisce quella molto soda ma alquanto curiosa per un generale di cavalleria, di dotto latinista. Comandarono i reggimenti temporanei di fanteria dal 1.° all' 8.° i colonnelli Barducci dell' 8.°, Prielli del 33.°, Rossi del 45.°, Roselli del 21.°, Bricca del 1.°, Alasia del 39.°, Ponzi del 68.°, Dal Verme del 69.°. Il colonnello Goggia comandava gli alpini, Aymonino i bersaglieri, Rodini l'artiglieria, Gnecco il reggimento Genova (4.°), Gabutti di Bestagno il reggimento Aosta (6.°), Pagano il collegio militare.
Il corpo d'esercito era schierato su tre linee la prima e seconda formate dalla 1.ª divisione coi corrispondenti riparti d'artiglieria e cavalleria (3 batterie del 1.° e due squadroni Lucca 16.°) la terza e la quarta dalla 2.ª divisione e riparti corrispondenti la quinta e la sesta dalle truppe suppletive. Fronte al Tevere, colla sinistra verso Ponte Molle.
Lo sfilamento ebbe luogo dalla destra marciando verso nord-est colla guida a sinistra; le due divisioni e le truppe suppletive di fanteria, genio, artiglieria da fortezza e da montagna, al passo; l'artiglieria da campagna e la cavalleria suppletiva al trotto. Il collegio militare in colonna serrata di plotoni; la fanteria per compagnie in colonne serrate di battaglioni a mezza distanza, l'artiglieria per batterie, la cavalleria per mezzi squadroni. Lo sfilamento procedette egregiamente e fu vivamente applaudito.
Lo stato maggiore faceva fronte alle tribune; il Principe stava alla destra di S. M. il Re, che avea alla sinistra il Principe di Napoli, dietro ad essi il Duca d'Aosta, il principe di Baden, il Ministro della Guerra, ecc.: alla sinistra dello Stato Maggiore, S. M. la Regina col suo seguito in due carrozze, e più a sinistra un pelottone di corazzieri ed uno di carabinieri a cavallo.
Allo sportello della carrozza reale cavalcava il Capitano Morelli, ufficiale d'ordinanza del Principe di Napoli. Il saluto militare era doppio, cioè prima al Re ed ai Principi, poi alla Regina; le truppe in grand'uniforme, il tempo stupendo."
Le ascensioni dell'aereonauta francese Louis Godard alla Farnesina, vengono sospese dopo che un violento uragano provoca gravi danni al pallone. Dopo le riparazioni necessarie, le ascensioni riprendono e vengono effettuate anche una serie preziosa di fotografie aeree di Roma.
Nei prati della Farnesina, si è rinvenuta un'urna cineraria di marmo, lunga m. 0,60 X 0,27 X 0,27. Nella fronte vi è soltanto intagliata la cornice, senza alcuna iscrizione: nei lati vi sono scolpiti i consueti simboli della patera e dell'ociuolo. Nel medesimo luogo, a piccola profondità dal suolo, sono stati recuperati tre ammenti di iscrizioni sepolcrali. Uno è la parte superiore di un cippo in travertino, di m. 0,23 X 0,23, e conserva il solo nome EGNATIA.
Giuseppe Gatti.
Sulle pendici del Monte Mario, sovrastanti il Foro Mussolini, si svolgono alla presenza del Duce Mussolini e di una folla di 200.000 persone, i Campionato militare di carri armati della fanteria.
Stampe antiche1890
Pianta generale del Campo di Tiro a segno alla farnesina
L'Illustrazione Italiana 1890
1884
Lo Stato Maggiore entra nel Campo della Rivista
L'Illustrazione Italiana 1884
1884
Dante Paolocci
Rivista Militare alla Farnesina
L'Illustrazione Italiana 1884
1883
Dante Paolocci
Rivista alla Farnesina
L'Illustrazione Italiana 1883