Informazioni storicheCodice identificativo monumento: 19895
CronologiaNei lavori di sterro, che l’amministrazione delle ferrovie romane ha fatto eseguire al secondo km. in via Labicana per la posa di nuovi binari, apparvero mura laterizie e reticolate, ed aperture di volte sotterranee.
Nella vigna del capitano Marescotti, presso Tor Pignattara, si è ritrovato il selciato della strada antica, distante 25 m. dal margine sinistro della moderna. Vi sono rimasugli di monumenti sepolcrali, e alcuni frammenti di epigrafi.
Nella vigna del cav. Pasquale Ojetti, sulla stessa via, è stata ritrovata una peschiera, dalla quale si dipartono, o verso la quale convergono moltissimi tubi di terracotta, lunghi più diecine di metri.
Rodolfo Lanciani.
Nella vigna Marescotti Colombo, sulla sinistra della Labicana presso il mausoleo di S. Elena a Torre Pignattara, ampliandosi le latomie di pozzolana, alla profondità media di 18 m. sotto il piano di campagna, sono stati scoperti cinque antichi pozzi a sezione circolare, di m. 1,00 di diametro, profondi oltre a 20 metri, scavati nel cappellaccio, e distanti una quindicina di metri l'uno dall'altro.
Hanno le pedarole alternate per la discesa, e sono ripieni di rottami d'anfore e di olle cinerarie, e di marmi di varia specie, spoglie dei sepolcri pagani e cristiani del soprassuolo.
Gli oggetti più notevoli, scoperti nello spurgo del primo pozzo, sono: torso di statuetta di buon lavoro in marmo bianco, alto m. 0,35 rapppresentante un Satiro che suona la zampogna; titoletto ansato marmoreo.
Rodolfo Lanciani.
Scavandosi una galleria per estrarre pozzolana, in una vigna del sig. avv. cav. Niccola Bartoccini presso Torre Pignatara, si scoprì una camera sepolcrale, scavata interamente nel tufo e nella pozzolana, e priva di costruzioni murarie e d'intonaco.
Tale camera misura m. 3,00 X 2,50 di superficie; e trovasi a m. 8 circa sotto il piano di campagna. Vi si rinvennero da prima due sarcofagi, di marmo bianco. Il maggiore di marmo greco, misura m. 2,70 di lunghezza, 1,35 d'altezza, 1,23 di larghezza, 0,12 di spessore.
Sul davanti porta scolpita una piccola edicola, con timpano e colonnine tortili. Ai lati dell'edicola sono effigiati assai rozzamente i due defunti: la donna ha il corpo coperto da ampio manto, che scende sino ai piedi, e reca nella mano sinistra due cornucopie. L' uomo apparteneva alla magistratura, come r indicano i fasci e la scure che sono a' suoi piedi, ed anche il volume che sorregge colla sinistra. Al destro lato è scolpita la porta (simboleggiante la porta della domus aeterna) a due battenti, divisi questi in quattro riquadri. Ne' due riquadri superiori vedesi un puttino, in atto di aflVontare un leone; ne' riquadri inferiori ricorre lo stesso puttino, che timidamente ha abbassata la lancia, ed un leone che piìi minaccioso lo incalza.
Al sinistro lato poi è effigiato un Genio, dentro di un' edicoletta con timpano e colonnine tortili, appoggiato su di una fece rovesciata a terra.
Rimosso il pesantissimo coperchio, sonosi veduti i due cadaveri ancora benissimo conservati, coperti da una specie di sottilissima stoffa. Esaminata alla luce del giorno tale fragile velo, risultò non essere altro, che uno strato di foglie d'alloro disteso sui cadaveri, come un preservativo dalla rapida putrefazione. Tranne qualche traccia di filamenta d'oro, non si rinvenne altro.
Il secondo sarcofago, tutto di marmo grezzo delle cave di Limi, è lungo ni. 2,10, largo 0,05, alto 0,76. Dentro eravi il solo scheletro, colle mani incrociate sul petto.
Scalzando le pareti di questa camera, per estrarre i predetti sarcofagi, se ne trovò un terzo parimenti di marmo bianco, lungo m. 1,10, alto m. 0,50, largo m. 0,37. Conserva ancora traccio di policromia (rosso e turchino), ed ò tutto grezzo, tranne il lato anteriore. In tale lato sono rappresentate scene di caccia al cinghiale ed al leone. Le figure sono in numero di sette, e misurano in altezza m. 0,20; due di esse sono a cavallo. II coperchio porta scolpiti otto delfini, anch'essi dipinti in rosso e torchino.
Essendo tutti e tre i sarcofagi anepigrafi, è positivo che l'iscrizione collettizia dovea essere nella camera sepolcrale superiore, dovendo noi credere tali sarcofagi aiipartenenti a una delle grandi tombe, che fiancheggiavano la via Labicaua, e che argomentando dalle sculture, appartenevano al IV secolo dell'era volgare.
Rodolfo Lanciani.
Per le continue pioggie della prima quindicina di quest'anno, essendo franato il suolo in diversi punti nella vigna del sig. conte Marescotti-Colombo, presso il mausoleo di s. Elena, si è scoperto quanto segue.
La frana maggiore prodottasi presso il cancello d'ingresso della vigna, ha messo alla luce due pareti laterizie, di buona costruzione, e formanti angolo. Presso quest'angolo fu ritrovata una grossa olla cineraria fittile, con ceneri. Sotto questa stanza corre una chiavica con volta alla cappuccina. L'orientazione di tale camera c'indica, essere una tomba fiancheggiante la via Labicana.
Verso la sommità della collina di Torre Pignattara, e vicino ad una antica piscina, la frana mise allo scoperto un ustrinum di grandezza considerevole, la cui sezione presenta vari strati così disposti sotto il piano di campagna.
Superiormente uno strato di m. 1,50 di terra vegetale, sotto cui uno strato di cappellaccio, alto m. 1,00. Quindi ceneri per l'altezza di m. 1,40; e poi ossa combuste per l'altezza di m. 2,00. Inferiormente altro strato di terra alto m. 0,12, e quindi altre ossa combuste per m. 0,20. Di sotto infine è il tufo.
Frammiste alle ceneri ed alle ossa, ho ritrovate lucernette di terracotta di nessun conto, se si eccettua una che presenta in rilievo un gladiatore in atto di guardia. Il gladiatore ò armato di corta spada, colla sinistra regge lo scudo, ha l'elmo a visiera, cresta e pennacchio, porta le ocrene, bracciali e indossa il subligaculum. Inoltre furono trovati quattro vasi fittili, della forma presso a poco dell' idria, e sei tazze pure fittili, con piccoli globuli a rilievo. Kaccolsi anche una tazza aretina in frantumi, nel cui fondo ho letto: P CORN PRAS
Nella medesima vigna ampliandosi le latomie di pozzolana, si scoprì un pozzo antico a sezione circolare, di m. 1,00 di diametro, profondo oltre a 20 metri, scavato nel cappellaccio. Ha le podarole alternate per la discesa, e si trovò tutto ripieno di rottami d'anfore e doli, e di marmi di varia specie, spoglie dei sepolcreti del soprassuolo. A metri 6 circa dal fondo, s'apre una finestra che dà nel pozzo, e comunica con due camere rettangolari, di m. 2X3 di superficie.
Dai rottami d'anfore d'ogni dimensione, che ingombravano queste camere, e dal non aver trovato niente che alluda a tombe, sono d'avviso di riconoscere in questi ambienti sotterranei celle vinarie, alle quali il pozzo serviva di comunicazione col soprassuolo.
Luigi Borsari.
Nella vigna Marescotti Colombo, presso il mausoleo di S. Elena, si è trovata un'elegante umetta cineraria di marmo bianco greco con scorniciature, di corretto disegno e buon lavoro.
L' iscrizione incisa nel cartello, esso pure scorniciato, dice:
DIS MANIBVS M PETRON I BERYLLI
Poco discosto, si rinvenne un mutilo frammenta d'iscrizione. Essendo il marmo opistografo, l'altro lato porta inciso: NIS II M ensibus AVRELIV STATILIO AL
Rodolfo Lanciani.
Scavandusi una fossa per piantagione d'alberi nella vigna del sig. cav. Nicola Bartoccini, presso Torre Pignattara, si è scoperto parte di cippo sepolcrale di uno degli equites singulares che aveano sepoltura in questa località. L'iscrizione è del tenore seguente:
D M T AVRELIVS GEMELLINVS SESC EQ SING AVG NN NASVRVS VIXIT ANN XXXV MIL ANN XVI EX TVR PRESENTIS IVLIVS MACEDO BEHERES AMICO
Rodolfo Lanciani
Nella vigna Bartoccini, già Aragni, presso Torre Pignattara, nella quale si trovarono le epigrafi sepolcrali, edite nelle Notizie del 1876, p. 89; ed i sarcofagi figurati dei quali pure fu detto nelle Notizie 1884, p. 424, eseguendosi recentemente i lavori per scassato della vigna, fu scoperta la parte superiore di una cella quadrilatera, tagliata nel banco tufaceo, senza pareti di muratura.
Nella volta, pure ricavata nel tufo e coperta di intonaco, erano specchi e riquadrature di stueco, a fondo bianco e turchino, nel quale risaltavano figure in alto rilievo. In due frammenti di tali stucchi, che si conservano dal proprietario nel casale della vigna, vedesi una biga condotta da una vittoria alata, ed un Genio alato volante.
A breve distanza da questa cella si scoprì un piccolo colombaio, esplorato in antico, nel quale non conservavansi che le solite olle fittili coi resti della cremazione. Tra le terre che riempivano la cella ed.il colombaio, ed in altri punti non lontani, ai quali si estesero i lavori di scassato, si recuperarono varî vase i fitt frammenti di lucerne semplici, e grossi tegoloni battentati privi di Si raccolsero inoltre i seguenti titoli sepolcrali in marmo:
1. Lastrina di colombaio di m. 0,22 X 0,09: D MS ATEIAE THEMIDI; 2. Id. di m. 0,27 X 0,16: D M BRVTTI APELLETIS ASTYANAX AMICVS A B M; 3. Lastra di m. 0,29 X 0,21: D M Q CAECELIVS PECVLI ARIS FEC POMPONIAE VITALI CONIVGI BE NE MERENTI...SI BI ET POSTERISQVE SV ORVM; 4. Lalastrina di colombario m 0,28 x 0,16: CALVSIAE CL EPISTOLIO Q MVCIO ADMETO; 5. Id. di m. 0,22 Xx 0,11: ERATI SVLPICIORVM VIXANN VIII; 6. Id. di m. 0,20 x 0,14: ...BIVS FABIA | ML | ...IVS FAVSTA; 7. Lastra di m. 0,33 X 0,21, scorniciata e con corona lemniscata: D M CAIA FELICVLA SIBI ET SVIS POSTERISQVE EORUM ET COIVGI SVO MARTIALI BENE MERENTI IN FRONTE P V IN AGRO P V IN ACRìGRO P VII H R D M ABESTO; 8. Lastrina di colombario di m. 0,22 X 0,18: M LICIN FELIX SIBI ET...; 9. Lastra di m. 0,25 X 0,23: D M C LVCILI EVNI ...| VIX A V M VII D II ...| C-LVCILIVS TELESPH R ...| PATER FILIO DVLCIS SIMO ET SIBI ET...; 10. Lastra arcuata superiormente, di m. 0,42 X 0,25: D M S QVARTILLAE PIAE PRIMVS CONIVNX SPONSAE SVAE BENEMERENTI FECIT VIX ANN XIII MENS X D VI; 11. Lastrina di colombario, di m. 0,20 X 0,12: OBVLNIA SPERATA; 12. Lastra di m. 0,36 × 0,32: D M VERATIA LAVDICE CL PRVNICE MATRI PIENTISSIMAE B M SIBI ET SVIS POSTERISQ EORVM; 13. Urnetta quadrata di m. 0,25 X 0,19. Sulla fronte, entro cartello, leggesi: L VESONIVS AGATHC F SIBI ET L VESONIO FAVSTO FILIO SVO ET CL VRBANAE CON SVAE CON QVA VIX ANN XL; 14. Lastrina di m. 0,13 X 9,11: VICIRIVS ASTRAGALVS; 15. Lastra di m. 0,33 × 0,22: VIVS Q M L bs SIBI ET QCL EVGENIAE AE SVAE ET SATVRNINO F S; 16. Frammento di m. 0,22 X 0,11: DERE..|... NVMEN..|..OSOLAT...|OET DE..|...VDIVS N...|...TE LIB SVAE...; 17. Lastra marmorea rettangolare:corona lemniscata D M CN DOMITI PRI MITIVI QVI VIX ANN VII DIEB VII FECERVNT DOMITIAE LAVICA NA MATER ET IA NVARIA AVIA ET CASSIANVS PATER ET DALES VIAE LAVICANae; 18. Frammento di lastra di m. 0,27 X 0,24: ...SSIMAE ...|...VI TEMPORIS PRIMO ET AVRELIC ...|... BVSQVE POSTERISQVE EORVM ITA ...|... EX GENERE EORVM LICEAT CORPVS EXTE | ...AICO OPTIMO PROCVRATORI GENERI MEI DO | ...CEPOTAPHIVM VENDERE AVT DONARE VEL | ...IGENVM VEL OSSA INTVLERIT POENAE NO |...MMILIA NVMMVM AERARIO POPVLI
Luigi Borsari.
Nelle Notizie dell'anno 1896, p. 525, sono stati divulgati molti frammenti d'iscrizioni, specialmente appartenenti agli equites singulares, trovati negli sterri che la Commissione di sacra archeologia faceva eseguire nel cimitero dei ss. Pietro e Marcellino ad duas lauros. La maggior parte, come si disse, proveniva dai fondamenti di un muro dell’epoca cristiana, precipitato dal sopraterra nell'ipogeo cimiteriale.
Ora Monsignor Crostarosa, segretario della Commissione predetta, fa sapere che nel cimitero medesimo sono stati in seguito raccolti anche i frammenti qui appresso descritti; dei quali i n. 1-50 provengono dai sopraindicati fondamenti di un edificio di bassa età, ed i n. 60-63 dallo sterro della cripta storica dei ss. Pietro e Marcellino, e dalle prossime regioni, dove giacevano fra le terre e le macerie. I n. 51-59 sono stati rinvenuti nella vigna soprastante al cimitero sia che già ivi giacessero inosservati, sia che provengano dagli sterri praticati nel corso dei lavori.
Giuseppe Gatti.
Il proprietario della vigna confinante col terreno Tor Pignaltara, sig. Filippo De Sanctis, ha fatto eseguire lavori murarii, e nella demolizione di vecchi muri ha trovato alcune iscrizioni.
Tra queste, ve ne sono alcune spettanti agli equites singulares, che quivi ebbero il notorio sepolcreto (C.I.L. VI, 3173-3323).
Nella occasione avuta di verificare queste lapidi, ho anche voluto rettificare qualche mancanza in quelle già pubblicate. Sottopongo pertanto in primo luogo le inedite, e quindi le osservazioni sulle altre.
1. Lapide marmorea col fastigio ornato del solito rilievo del cavaliere sul letto, e nella parte inferiore, del famiglio conducente il cavallo: D M VLPIVS VALENTIN VS EQVES SING IMP NOST NATI B VIX ANN. XXVIII STIP XT VITALIS C CLAVDIVLIANO ET DOMITIVS SECV (sic) DVS A B M F C; 2. Cippo marmoreo mancante del principio e della fine: TVR CLAV... NAT SYRV... ANN XXX MIL.. XI T AVR VICT.. EX NEODE...; 3. Cippo marmoreo fastigiato, con il cavaliere nel letto convivale: D M AVRELIV... VETERA... ... DAC....; 4. Lapide marmorea con parte del consueto fastigio:D M M AVR PAVLO NAT DAR DANVS EQ SING AVG TVR CL SPECTATI V A XXVII. MIL A VIII AVR VIRIANVS HET; 5. Cippo marmoreo con il solito fastigio: D... T AVRELIO... EQ SING AV...; 6. Frammento di lapide marmorea: TVR... BESS... PA... SPA... A...; 7. Lapide marmorea acefala. Nella parte inferiore è scolpito il servo col cavallo: ...NAT NORICVS VIX ANN XXX MIL ANN.XIII T AVR GRACILIS ARM CVSTOS ET AVRELIVS VITALIS (sic) TV BICEM HEREDES A O F C; 8. Lapide marmorea con il consueto fastigio: ...M TORI EQ VR SATVR VS VA....; 9. Lastra di travertino: M ENNIVS M F CLV PRISCVS HIC SITVS EST SEVERIA FAVSTINA B M IN FR P XII IN AG P XX; 10. Lapide marmorea: V M LAEVIVS M L CAPITO | V POMPONIA O L RVFA | V M LAEVIVS M L SALVIVS | POMPONIA C(rovesciata) L FELIX; 11. Frammento di grande iscrizione marmorea: FLO... | PRO... | ...R; 12. Lastra di travertino (opistografa): a) D M Q ARTORIO AMEMPTO ARTORIA VENERIA C(rovesciata) BENEMER b) A PARIETE MONIMENT RECESS VM LATVM P VI LONG P VIII; 13. Cippo fastigiato marmoreo, alto m. 0,68 X 0,50: D M ANNIAE TYCHE (orciuolo) M ANNIVS. (patera) IVVENALIS CONIVGI B M F; 14. Lapide marmorea: D M C GALERI PLACIDI CECINIA AEGLEI (sic); 15. Frammento di lapide marmorea: ...A ROMA... ... AE BENE... ... FECIT...; 16. Titoletto marmoreo : GALLIA CN L SVRISCA (ramoscello) GALLIA C(rovesciata) L (ramoscello) MELAENE
Le osservazioni che ho fatto in questa ispezione sulle lapidi quivi già esistenti sono: 1° che la iscrizione di L. Urgulanius Cosmus indicata nel C. I. L. come esi- stente nella vigna già Volpi sull'Aventino (VI, 29584), adesso si trova in questo casino De Sanctis; 2°, che l'iscrizione sepolcrále Oppiae Cn. f. Sarrani edita nel C.I.L. dal manoscritto Vaticano del Suarez (VI, 23522) si trova parimenti in questa vigna.
Giuseppe Tomassetti.
Stampe antiche1706
Pietro Santi Bartoli
Memorie sepolcrali degli Equite Singolare Augustale
Le pitture antiche delle grotte di Roma
1706
Pietro Santi Bartoli
Memorie sepolcrali degli Equite Singolare Augustale
Le pitture antiche delle grotte di Roma
1706
Pietro Santi Bartoli
Sepolcro fuori di Porta maggiore
Le pitture antiche delle grotte di Roma