Informazioni storicheData: / 1659
Codice identificativo monumento: 19918
CronologiaL'Arcivescovo di Durazzo, Gabriele Fosco, a conclusione dei lavori di ricostruzione, consacra la chiesa ad honorem Dei et gloriosae Virginis Mariae, S. Michaelis Arcangeli, et S. Catharinae Virginis et Martyris.
La chiesa di Santa Caterina alle Cavallerotte, viene ceduta alla Compagnia del Sanctissimo Sagramento, che, con la distruzione dell'antico S. Pietro, aveva perduto il proprio Oratorio.
La chiesa di Santa Caterina alle Cavallerotte, viene sacrificata per la realizzazione del nuovo portico di Piazza S. Pietro.
In via del Colonnato, presso la piazza di s. Pietro in Vaticano, eseguendosi un cavo per la costruzione di una fogna, è stato scoperto, a circa un metro sotto il piano stradale, un muro rettilineo, sul cui intonaco è dipinto a fresco un quadro, largo m. 1,65 X 1,44, di soggetto religioso. Sembra potersi attribuire alla fine del secolo XIV od al principio del XV; e facilmente apparteneva ad alcuno dei numerosi oratorî, che nell'età di mezzo furono costruiti nei dintorni della basilica Vaticana.
Nel mezzo del quadro è rappresentato un altare, coperto di tovaglia bianca con frangia, sulla quale è disteso un piccolo lino, e su questo è deposta l'ostia eucaristica col calice: il messale aperto e la palla, che serviva a coprire il calice medesimo, stanno alle due estremità dell'altare. Dietro l'altare è in piedi e con le mani giunte il sacerdote celebrante la messa; dinanzi all'altare stesso giace a terra, sopra uno strato di paglia ed ignudo, il bambino Gesù, che solleva la destra in atto di benedire. A dritta di chi guarda l'altare stanno in piedi due figure nimbate: l'una è femminile, col capo coperto da bianco velo e con le mani giunte, in atto di adorazione; l'altra è di uomo, con barba e lunghi capelli, che tiene le mani incrociate sul petto. Mi sembrano raffigurare la Vergine Maria e s. Giuseppe. A sinistra è un'altra figura giovanile parimenti nimbata, con capelli biondi disciolti che ricadono sulle spalle e con le mani piegate: può credersi rappresentare un angelo. Più indietro vedesi il presepe col bue e l'asinello.
Nella fascia che inquadra il dipinto è graffito presso l'angolo inferiore sinistro: NOS EPOTV A
Forse può intendersi Mos.... ep(iscopus) Tu(sculanus ?). Altri nomi ed altri segni sono leggermente graffiti in varie parti del quadro; il quale è stato distaccato e collocato nella pinacoteca capitolina.
Giuseppe Gatti.
Progetto
DescrizioneAttigua al monastero detto delle Cavallerotte.
Gruppi e Istituzioni
Stampe antiche