Informazioni storicheCodice identificativo monumento: 19924
CronologiaNel terreno di proprietą Rinaldi, in via delle Sette Sale n. 19, gittandosi i fondamenti di un nuovo fabbricato, alla profonditą di circa m. 8 dal suolo, si sono incontrati avanzi di un'antica camera in buona opera laterizia, non posteriore al secondo secolo dell'impero, con pavimento a musaico bianco e nero.
I muri avevano intonaco assai fino, e se ne conservano alcuni brani su due pareti. Una di queste era dipinta a semplici riquadri, e vi si vede un leggiero ornato a ghirlanda di fiori, nel mezzo del quale sta un gallo. Sullaltra parete, a destra di chi guarda rimane parte di un festone con fiori e frutta; ed a sinistra č una tabella ansata, sotto la quale č un grande serpente avvolto in spire, che guarda a destra. Entro la tabella, in lettere rosse su fondo bianco, si legge: P TVIUIVS FELVS OFICINATOR R F INSVLE VITALIANE DONUM FECIT
Nelle quattro lettere iniziali, scritte sulle anse, non dubito di leggere: Genio Populi Romani Feliciter; ed č assai verosimile, che appunto il Genius Populi Romani fosse simboleggiato nel serpe sottoposto alla tabella (cfr. Pascal, 77 culto degli dči egnoli īn Roma, in Bull. arch. com. 1894, p. 196-199). Il cognome Felus probabilmente č idiotismo volgare di pronuncia, in luogo di Felix.
Da questa iscrizione apprendiamo, che il gruppo di fabbriche, poste nel sito della scoperta, denominavasi insula Vitaliana.
Giuseppe Gatti.
Togliendosi una parte del terrapieno dall'area sottoposta alla chiesa di s. Pietro in Vincoli e prospiciente la via Cavour, si č rimessa all'aperto una stanza di antica casa romana, nelle cui pareti rimane in qualche parte l'intonaco dipinto con fasce di colore rosso. Il pavimento di questa stanza trovasi a sette metri sopra il piano della via Cavour, ed č in musaico a fondo bianco con linee nere. Essendo esso ben conservato e presentando una forma piuttosto singolare di decorazione, ne diamo qui appresso il disegno riprodotto in zincotipia.
Si raccolsero fra la terra vari frammenti di fittili e di anfore, di niuna importanza, ed un pezzo di marmo scolpito, che appartenne alle spalle di una statua.
Giuseppe Gatti.
Stampe antiche