Informazioni storicheCodice identificativo monumento: 19970
Cronologia Duello tra i deputati Nicotra e Lovito
Scandalo avvenuto in uno degli ambulatori della Camera. Il deputato Nicotera svillaneggiò il deputato Lovito, che è anche segretario generale del ministero degli esteri, dandogli i graziosi titoli di "massaro, pecoraro, mascalzone," e poi gli sputò in faccia due volte dicendo che non lo schiaffeggiava per timore di sporcarsi le mani.
Tutto ciò perchè il Nicotera credeva che un tal Calabritto, il quale al tempo delle elezioni generali aveva scritto un opuscolo contro di lui, fosse stato nominato cavaliere, e il padre nominato direttore d'un sifilicomio.
Fossero pur veri, cotesti fatti non giustificano certo ingiurie così atroci e nè anco un semplice risentimento; per giunta il Nicotera non aveva appurato questi fatti così insignificanti: nessuna croce era stata data al Calabritto figlio, e il Calabritto padre, medico valente, vecchio patriota, avea tutti i requisiti professionali per il posto datogli.
La mattina dopo ebbe luogo il duello fra i due deputati, avendo prima il Lovito date le sue dimissioni da segretario generale; e il duello fu così feroce, che uno dei due, ferito, non sentì l' alt dei padrini, e continuò a scagliarsi contro l'avversario.
Entrambi rimasero feriti, ed anche uno de' padrini che s'era intromesso. Nessuno ne morrà, e si fa processo a tutti per duello; al Nicotera anche per oltraggio ad un pubblico funzionario.
Tutto ciò è un saggio di costumi meridionali e parlamentari; e la politica non ci entra che per le conseguenze del duplice fatto. La Pentarchia, appena costituita, ha ricevuto un fiero colpo da questa condotta selvaggia di uno dei suoi.
Il pubblico di tutti i partiti si domanda se mai si potrà affidare il timone dello Stato ad un uomo che si conosceva già impetuoso e irriflessivo, e che ora si vede, ad onta dell'età e dell'ambizione, lasciarsi dominare dalla passione in modo così cieco. Si domanda ancora se era giusto accettare le dimissioni del segretario generale: con questo precedente, qualunque villano, deputato o non deputato, potrà rovesciare anche un ministro mettendogli le mani addosso.
È vero che le dimissioni furono accettate dopo il duello, ch'è violazione alla legge commessa da un ministro della legge. Anzi il lato non meno scandaloso di questo scandalo, è il vedere duellanti e padrini, tutti deputati, violare il Codice con tanta disinvoltura, mentre hanno davanti il nuovo progetto di Codice che aggrava le pene per duellanti e padrini! È il caso di ripetere il detto antico: che valgono le buone leggi, — e che valgono i deputati, — senza i costumi?
Nel luogo denominato Mortesecco, suila riva destra del Tevere, in seguito agli sterri per l'arginatura del fiume, si rinvennero tre piccoli frammenti di lastra di bronzo, ed una lucerna ordinaria di terracotta.
Giuseppe Gatti.
Nei lavori per la sistemazione della sponda destra del Tevere, presso il luogo denominato Montesecco, è stata recuperata una colonna di granitello, lunga m. 2,00, diam. m. 0,28, con la sua base ed il capitello. Si è pure raccolto: un frammento di sarcofago marmoreo, con figure in bassorilievo; la parte inferiore d'un candelabro di marmo, decorato con foglie d'acanto; un piccolo campanello di bronzo; una mascheretta fittile, forse votiva; una tazza aretina, del diam. di m. 0,07; due lucerne di terracotta, comuni; tre piccoli balsamarii di vetro, mancanti dell'orifizio; un pezzo di mattone coll'inedito bollo circolare, a lettere rilevate (C.I.L. XIV, 829). SEX ANVFIV
Giuseppe Gatti.
Negli sterri che si eseguiscono presso la località Montesecco, per l’arginatura della sponda destra del fiume, è tornato in luce uno dei noti cippi della terminazione del Tevere, fatta nell'anno 700 di Roma. E il più grande dei cippi sinora rinvenuti, e misura m. 2,50 di altezza, m. 0,63 di larghezza e m. 0,38 di spessore. Reca in belle lettere, conservatissime:
M VALERIVS M F M NMESSALLP SERVEILIVO CE FORVRTCSCENSE EX S C-TERMIN
Si recuperarono inoltre: una testa marmorea, rappresentante un uomo barbato, adulto, con capelli radi e distesi a ciocche; un frammento di gamba, in marmo, grande al naturale; un medio bronzo di Settimio Severo; una lucernetta fittile, senza ornati; un vasettino di vetro, scheggiato sul labbro.
Luigi Borsari.
Per gli sterri che si eseguiscono sulla riva destra del Tevere, nel sito appellato Montesecco, e sulla riva sinistra in prossimità del ponte Milvio, sono stati recuperati questi oggetti:
Marmo. Piede sinistro di statua, appena abbozzato, lungo m. 0,22, rotto in due pezzi. Bronzo. Uncino, lungo m. 0,15. Tre piccoli frammenti, forse di vaso, assai consunti. Una fibula, mancante dell'ardiglione. Quattordici monete diverse. Vetro. Due piccoli balsamari, intieri e' ben conservati. Terracotta. Grande lucerna rotonda, mancante del becco, con un tridente rilevato nel fondo. Altra rotonda, col bollo a lettere incavate e rozze: FORTIS. Altra più piccola, di terra gialla, col bollo a lettere rilevate: FORTIS. Due lucerne grezze, di forma ellittica, e con largo becco. Altra piccola bilione, con cerchietti impressi sul piatto. Manico d'anfora col sigillo c ANTON QVET. Frammento di ciotola aretina, con testine e meandri nell'orlo superiore. Vasetto grezzo, alto m. 0,05, diam. m. 0,035. Osso. Spillo, in due pezzi, rotto alla punta, lungo m. 0,18.
Giuseppe Gatti.
DescrizioneAltura di pochi metri formatasi a causa dell'accumulo di detriti e cocci di anfore.
Stampe antiche