Informazioni storicheCodice identificativo monumento: 19976
CronologiaNella ex villa Patrizi, e nel taglio della prima via a d. della Nomentana moderna, incominciano ad apparire belli e grandiosi avanzi di un fabbricato del primo secolo dell’ impero, delineato alla meglio nella pianta del Bufalini. Le mura, grosse oltre un metro, sono di reticolato, senza fascie e legature di mattoni. Ho veduto scoprire due pareti parallele, e distanti fra loro m. 1,40. L' intervallo è occupato da una scala di travertino, che discende a latomie scavate nel cappellaccio, ed impraticabili a causa delle frane. Nelle terre di scarico sono stati ritrovati brani d’intonaco a polvere di marmo, con dipinti ornamentali finissimi, lumeggiati in oro, e frammenti d'una grossa colonna di sette basi..
Rodolfo Lanciani.
Nei lavori di sterro che la Banca generale eseguisce per conto del Comune, allo scopo di protrarre il viale dei Parioli sino alla basilica di s. Lorenzo fuori le mura, e precisamente a m. 150 di distanza, e ad oriente del viale che da Porta Pia conduce a s. Agnese, si viene discoprendo un diverticolo della via Nomentana, col selciato in ottimo stato di conservazione.
Corre in direzione, e discende, da sud-ovest verso nord-est alla profondità di m. 1,50 sotto il piano di villa Patrizi, ed alla profondità di m. 0,45 sotto il piano del viale de' Parioli. Il diverticolo doveva essere fiancheggiato da sepolcri, degli ultimi tempi della repubblica e dei primi dell'impero; costruiti parle in opera quadrata, parte di reticolato, ma gli sterri non discendono alla profondità occorrente per la loro esplorazione completa. La larghezza del selciato è di m. 3,00.
La causa di così immane lavoro è evidente: conglobate le mura, relativamente basse, del Castro nella linea generale di difesa della città, hanno voluto accrescerne la efficacia collo spianamento ed abbassamento della zona d'attacco. La scoperta di un edificio del tempo di Diocleziano, a livello della zona « abbassata » dimostra, che autore dei disterri è Aureliano (o Probo): mentre la nota formula « egestis immensis ruderibus » incisa sulle porte Tiburtina e Prenestina, avrebbe potuto farne credere autore Onorio.
Sul margine orientale del citato diverticolo della Nomentana, e a piedi della parete di uno dei sepolcri di maniera reticolata, è stato scoperto un notevole monumento d'arte figurata. Rappresenta due mezze figure, virile l'una, muliebre l'altra, certamente i coniugi titolari del sepolcro. Sono scolpite d’'altissimo rilievo e con arte squisita in lastrone scorniciato di marmo greco, lungo m. 0,97 alto m. 0,75. Il busto virile, a destra è togato, ed esprime i lineamenti di un'uomo d'età matura coi capelli corti e folti, barba, e baffi.
La mano sinistra stringe l'orlo della toga contro il petto: la destra che era protesa in avanti e retta da un puntello, è spezzata all'altezza del polso. La donna ha lineamenti piuttosto senili, e porta i capelli acconciati alla maniera della imperatrice Sabina, con treccie lunghe e sottili che fanno più volte il giro della fronte, sollevandosi a maniera di diadema. La buona qualità ed il colore eburneo del marmo, la vigoria dell'intaglio unita alla perfetta imitazione dal vero, permettono di classificare questo rilievo fra i migliori, di natura sepolcrale, tornati in luce in questi ultimi anni.
In quest istesso luogo sono stati scoperti due frammenti di epitaffi in lastra di marmo: M... | VETER VI.... | AMMIAS PATRONO L...; EST
Presso il casale della villa già Patrizi, detto la Vaccareccia, sul lato orientale del grande viale de’ Parioli, è stato scoperto il proseguimento della strada antica, già descritta superiormente. Se ne hanno così complessivamente oltre a 100 metri, a partire dal punto di distacco dalla via Nomentana. Questo nuovo tratto è fiancheggiato da ruderi di un'edificio, forse termale, conforme dimostra l'intonaco di signino onde sono spalmate le pareti.
L'edificio deve essere stato distrutto o finito di distruggere nelle turbolenze del 1849, mediante lo scoppio di una mina. A breve distanza verso oriente i marchesi Patrizi scoprirono, alcuni anni or sono, l'atrio di una villa, con il peristilio formato da colonne di mattoni, scanalate dal terzo in su, e dipinte di color nero morato, dal suolo fino al nascimento delle scanalature, e di cinabro nella parte più alta. Anche oggi si possono visitare ampî e lunghi cripto-portici, ed anditi sotterranei e cripte, costituenti il substrato della villa.
Negli scavi in corso, per la costruzione dei fognoli del viale, sono stati ritrovati pezzi di pilastri scanalati di giallo antico, e parecchi mattoni bollati. Ne riferisco due soli, perchè meno comuni. Il primo è inciso in targhetta rettilinea a lettere di rara eleganza e freschezza: c MAERCI MAI STR
Il secondo bollo pure rettilineo, dice: | DEF MACEDON | L P CASSIORVM
I lavori per la fognatura della nuova strada, che dal Policlinico andrà a congiungersi col viale dei Parioli, hanno restituito alla luce un titoletto sepolcrale, inciso su lastra di marmo, di m. 0,28X 0,29. Vi si legge:
D M S | VAL MAXENTIO | AE Q UEX NVMERO | LANCIARORVM | VIXIT AN XXVI MIL | AN V IISCOLAAEOVI | TVM B M F
Giuseppe Gatti.
Stampe antiche