Informazioni storicheCodice identificativo monumento: 2047
Cronologia Eseguendosi alcune riparazioni alla cucina del vicino monastero dei ss. Cosma e Damiano, furono rinvenuti nel vivo dei muri moderni questi due titoli sepolcrali: Lastrina ansata da colombaio di met. 0,15 x 0,14: Q TITIVS | COMMOD.. | VIX A IV...; Grande lastra scorniciata, alta met. 0,87, larga met. 1,00: d M AEPITTETVS A FVNDAMENTIS FECIT SIBI LIBERISQVAESVIS POs TERISQVAE AEORVM ETOCOLVOI LIBERTIS LIBERTABVSQVE
Rodolfo Lanciani
Il giorno 16 marzo S. E. il Ministro della Pubblica Istruzione, on. prof. Pasquale Villari, annunziò all’illimo sig. sindaco di Roma, aver dato ordine d'iniziare gli scavi nell'orto dell’ex-convento dei ss. Cosma e Damiano al Foro Romano, ove, secondo il parere di persone autorevoli, altri avanzi della celebre pianta marmorea di Roma si aveva speranza di recuperare. Preponeva ai lavori il prof. Gatti e l'ing. Marchetti, prescrivendo le norme per evitare i pericoli, che si erano incontrati nei precedenti tentativi di scavo in quell'area.
Dopo i lavori preliminari che occorsero per il trasporto dei numerosi massi marmorei, che ingombravano il terreno da esplorare, per la muratura delle porte che davano accesso alle cantine dall'esterno dell’edificio, e per la sistemazione delle condotture d'acqua , che traversavano l’area del giardino, fu incominciato lo sterro nel giorno 30 di marzo. L'escavazione fu da principio diretta a riconoscere lo stato di solidità della vetusta parete laterizia, per poterla mettere allo scoperto, senza pericolo veruno, fino al piano dell’antico foro della Pace.
Lo sterro fu intrapreso dall'angolo nord-est della parete ai piedi di essa, per uno spazio lungo m. 8,60 X 4,10 di larghezza. Alla profondità di m. 2,90 dal suolo s incontrò la risega del muro, sulla quale doveva poggiare, chiusa entro grandiosa cornice, la celebre pianta marmorea dalla città. L'aggetto della risega è di m. 0,37.
Approfondato lo scavo, il giorno 8 di aprile fu scoperto l'antico piano, alla profondità di m. 7,00 sotto il livello del giardino. Su di esso si rinvennero due grandi blocchi rettangolari di tufa, spettanti alla prima costruzione dell'angolo orientale dell’edificio; ed un masso di costruzione a mattoni, caduto dall'alto della prossima basilica di Costantino.
Lo sterro di questa prima zona fu compiuto il giorno 11; e si riconobbe che tutta la parte inferiore del muro laterizio è in buono stato di conservazione. Il muro sorge dal piano sopra uno zoccolo alto m. 0,75, sporgente m. 0,15 dalla risega; e mantiene ancora alcune parti dell'intonaco e piccoli brani del rivestimento marmoreo.
Fra le terre rimosse furono ricuperati i seguenti oggetti: Pezzo di lastrone marmoreo, con parte di figura graffita, servito per copertura di sepolcro su pavimento, del secolo XVI. Vasetto di vetro policromo, di forma svelta ed elegante, rotto poco sopra il collo e mancante delle anse e di parte del piede: è alto m. 0,12 col diametro massimo di m. 0,09. Frammento di grande lastra marmorea, con cornice, che serviva di soglia alla porta moderna della cantina: vi si legge: ...VS C F PAL | ...CVS | ...SIBI ET | ...PRIMO PAR | ...RTABVSQ | ...QVE EORV | ...GNATO MEO; Moneta di bronzo d'Alessandro Severo, Piccolo perno di bronzo, servito per fermare sul muro le lastre di rivestimento: alcuni altri ne rimangono tuttora al posto. Lucerna fittile comune, in parte rotta. Ago crinale d'osso. Piccolo balsamario e varî frammenti di vasetti di vetro.
Furono pure raccolti quattro pezzi di antichi mattoni, improntati coi seguent bolli di fabbrica: OPVS DOL EX FIGLIN DOMIT MAIOR FVLVIAE SVABILLAE (C.I.L. XV 167); OP DOL EX PR DO m. augg. nn. dOMIT LANI ortunati (C.I.L. XV 159); R S P OF DO S II (C.I.L. XV 1566b); OFF S R MARCI (C.I.L. XV 1615a).
Nel giorno 13 dello stesso mese di aprile fu proseguita l'escavazione lungo il muro laterizio fino alla sua estremità, cioè fino all'angolo nord-ovest dell'edificio. Quivi apparvero manifeste le tracce di recenti esplorazioni; ed a poca profondità furono raccolte varie monete papali: cioè una moneta d'argento da 20 baiocchi (papetto) di Benedetto XIV; un pezzo da due baiocchi, di Pio IX, dell'anno 1849; due monete d’argento da 20 baiocchi, dello stesso pontefice, dell'anno 1865; un mezzo-soldo, pure di Pio IX, dell'anno 1867; e due quattrini, l'uno di Pio VII, l'altro incerto.
Il giorno 25 fu compiuto lo sterro, anche in questa zona, fino al piano antico; e si trovò il termine della risega, che stabilisce la lunghezza totale del muro, ove era affissa la pianta marmorea, in m. 17,85, corrispondente a 60 piedi romani. Al di là del muro si videro i parallelepipedi di tufa, che costituiscono il lato occidentale dell'antico edificio, e che saranno esplorati a tempo opportuno. Fra le terre furono recuperati soltanto uno spillo d’osso ed un ardiglione di fibula in bronzo: sul piano antico si rinvennero tre piccoli frammenti della marmorea icnografia severiana.
La parete laterizia anche qui nella parte inferiore è ben conservata, con qualche residuo d’intonaco e delle lastre di marmo che la rivestivano.
Al di sopra però dell’accennata risega, e nello spazio compreso fra questa ed il piano del giardino, il muro si rinvenne assai manomesso per larghi tagli apertivi a fine di costruire le feritoie di ventilazione per le retroposte cantine. Si riconobbe quindi necessario di chiudere siffatte aperture, riempiendole di solida muratura, per ottenere quella consistenza della parete, che potesse permettere con ogni sicurezza il suo isolamento e lo sterro definitivo dell’area.
Questo sterro fu intrapreso il giorno 27 di aprile, a cielo aperto, dal lato che guarda la basilica costantiniana. A poca profondità si è incontrato un enorme masso, di circa 90 metri cubi, caduto dall'alto della basilica predetta, il quale nella parte finora scoperta conserva nove gradini di una scala rettilinea, costruita a mattoni ed intonacata, e nel lato opposto un avanzo di quella scala a chiocciola, ch'è tuttora visibile nell'alto del rudere della basilica. Togliendo la terra attorno a questo masso, che sembra poggiare sull'antico piano, e cadde forse per i violenti terremoti che fecero rovinare tante fabbriche in Roma dalla metà del secolo V ai primi anni del VI, il giorno 29 si rinvennero due altri piccoli frammenti della pianta marmorea di Roma; e nei giorni 1 e 2 maggio, altri otto, giorni 1 e 2 maggio, altri otto.
La grandezza media dei tredici pezzi fino ad ora recuperati, sui quali restano appena poche tracce delle linee icnografiche, è dai 5 ai 15 centimetri per lato. La grossezza delle pietre ed il taglio dell'incisione in questi frammenti è assai vario. La maggior parte delle lastre marmoree sono levigate nella superficie posteriore ; qualcuna è soltanto sbozzata e lasciata grezza.
Per riconoscere i dati di fatto e proporrre i modi che sembrassero più convenienti per l'andamento dell’escavazione, fu nominata il 15 di aprile da S. E. il Ministro una Commissione, la quale recatasi sul luogo dello scavo il giorno 17 del mese stesso, approvò il procedimento dei lavori iniziati, e fu unanime nel riconoscere la necessità di esplorare intieramente quell'area, per raccogliere tutto il frutto archeologico che da queste indagini si può sperare.
Giuseppe Gatti
Continuata l’escavazione nell'area adiacente all’ex-convento dei ss. Cosma e Damiano, di cui fu data una prima relazione nelle Notizie dello scorso mese (p. 124), fra le terre che circondavano il grande masso caduto dalla basilica di Costantino, ed a circa due metri al di sopra del piano antico, sono stati raccolti dal giorno 4 al 22 maggio, altri dodici piccoli frammenti della pianta marmorea di Roma, e parecchi pezzi di mattoni improntati coi sigilli seguenti: a) BRVTIA Na LVPi (C.I.L XV 29b); b) c. liciniMONTAni ex f. DOM (C.I.L XV 148); c) opuS DOL DE PRAED AVG Nex figl. | veT CAECILIA AMAnda (C.I.L XV 193); d) myr TILVS DOM LVCILL DE LICIN | PAETIN ET APRON | COS (C.I.L XV 270)
Si è pure rinvenuto un frammento di lastra marmorea, che servì per copertura di sepolero nel pavimento di una chiesa, e conserva: ...NO DNI MCCCC QUSAI I PACE
Nel rimuovere le terre a piedi dello sperone che sostiene l'angolo nord-ovest della basilica di Costantino, è stata osservata un'antica lesione in quel muro, che si è creduto opportuno di riparare prima di proseguire lo scavo. Questo perciò è stato temporaneamente sospeso; e sarà continuato appena compiuti i lavori di consolidamento del predetto muro.
Giuseppe Gatti
Giovanni Gargiolli fondare e dirigere il Gabinetto fotografico nazionale, per la raccolta di negativi e positivi d'opere d'arte utili anche alla catalogazione delle opere d'arte italiane. Come prima sede si installa nel convento di Santi Cosma e Damiano a via Sacra.
Il Gabinetto fotografico nazionale, in seguito all'unificazione con il Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione, si sposta dal convento di Santi Cosma e Damiano al palazzo dell'Istituto San Michele a Ripa.
Progetto
Committenti e finanziatori
Opere d'arte e decorazioni
Gruppi e Istituzioni
Stampe antiche1840
Paul Marie Letarouilly
Pianta Santi Cosma e Damiano
Edifices Modernes de Rome
1814
Christoffer Wilhelm Eckersberg
Via Sacra
1752
Giuseppe Vasi
Parte di Campo Vaccino
Delle Magnificenze di Roma antica e moderna - Libro II
1708
Bonaventura van Overbeek
S. Cosme e S. Damien
Les restes de L'Ancienne Rome
1641
Israel Silvestre
Veüe du Campo Vacine
Antiche e Moderne Vedute di Romae