Informazioni storicheData: 1885 / 1920
Codice identificativo monumento: 211
CronologiaAllargamento del Corso con la demolizione di via Cacciabove.
Roma, conscia dell'avvenire che l'attende, continua ad ampliare le sue vie e ad abbellirle. Ci occupammo già delle demolizioni di via del Gesù: ora tocca la volta a quelle di via Cacciabove.
Il progetto fissato era di proseguire la battuta via del Tritone, andando a imboccare sul Corso, di contro al prospetto del palazzo Chigi. Già il piccone demolitore risuonava, quand'ecco parte della popolazione si mostra malcontenta del nuovo tracciato, e apre una campagna per ottenere lo sbocco della nuova strada non già sul davanti del palazzo Chigi, ma propriamente nel mezzo della piazza: così sarebbe rimasta in bella vista la magnifica colonna che Marco Aurelio e Lucio Vero innalzarono al loro padre adottivo Antonino Pio; così, come sfondo, avrebbe campeggiato il palazzo Wedekind.
La questione fu portata nel Consiglio comunale romano; ma senza frutto. Intanto i lavori in via Cacciabove proseguono: e per il 28 di questo mese devono essere finiti, secondo il progetto stabilito.
I fratelli Bocconi (imprenditori del Nord Italia che avevano già pochi anni prima inaugurato un grande edifico commerciale a Milano nel 1879), acquistano un lotto sulla Via del Corso (per la cifra ingente di 900.000 lire). I nuovi magazzini dovranno fornire in un unico luogo tutto ciò che occorre ai ricchi borghesi dell’epoca, un luogo in cui l’esposizione delle merci è visibile anche dall’esterno e dove i clienti possano entrare liberamente senza avere in mente qualcosa di preciso da acquistare. Viene indetto quindi un concorso di progettazione per il nuovo edificio che abbia una pianta più libera possibile, con ampie vetrate espositive su strada. Il concorso viene vinto dall'architetto romano Giulio de Angelis, in collaborazione con l’ingegnere Sante Bucciarelli.
Costruendosi la chiavica della nuova via del Tritone, nel tratto compreso fra il Corso e S. M. in Via, sono stati ritrovati sei piloni di un portico o pilastri di travertino, porzione del quale esiste ancora ben conservata sotto il palazzo Piombino. Molti interpilastri sono chiusi con muro di mattoni mal cementati, e le stanzuole quadrilatere, racchiuse fra codeste pareti, sono pavimentate con selcioni da strada, arrotondati e consunti. Dal vivo d'una parete s' è cavato il bollo rotondo : EXPRCVMES5A_ IN ed un pezzo di labro di dolio col bollo quadiato: L RVSTI A F M
Rodolfo Lanciani
Inaugurazione del Grandi Magazzini “Alle città d’Italia” nel Palazzo Bocconi a Via del Corso. Pesenzia il re Umberto I.
Il Senatore Borletti rileva l'attività dei Fratelli Bocconi e affida l'ideazione del nuovo nome al poeta Gabriele D'Annunzio.
All'interno dei magazzini de la Rinascente, viene installata per la prima volta una scala mobile in un'azienda commerciale in Italia.
Il Palazzo della Rinascente al Corso, passa al Gruppo Zara che affida un restauro all'architetto Duccio Grassi.
Progetto
DescrizionePer poter disporre di un'ampia e luminosa zona espositiva, la struttura interna poggia su un sistema di otto coppie di colonne in ghisa, che racchiudono un vuoto che si configura come un vero e proprio “pozzo di luce” grazie al lucernario in copertura. Questo sistema strutturale, oltre a costituire una grossa novità nell'ambito architettonico romano, ha permesso di realizzare i lavori in tempi estremamente rapidi. Innovativo anche la presenza di ascensori a movimentazione idraulica, tecnologia non ancora presente in un nessun altro palazzo della Capitale.
Stampe antiche