Informazioni storicheData: 1593 / 1883
Codice identificativo monumento: 218
CronologiaIl principe Maffeo Barberini Colonna di Sciarra, incarica l'architetto Giulio De Angelis, assistito dal collega Francesco Marra, di realizzare (entro un'area libera su via delle Vergini del palazzo Sciarra Colonna) un Teatro in legno.
A causa della necessità di creare un'arteria di comunicazione tra via del Corso e fontana di Trevi, nel 1882 si rende necessario lo smantellamento della struttura lignea del Teatro Quirino, e la ricostruzione in muratura, a pochi metri di distanza dalla locazione originaria. Il progetto, sempre realizzato dal De Angelis, presenta una sala a ferro di cavallo e due ordini di palchi, con una struttura metallica, ornata da colonnine di ghisa in stile neoclassico.
Disordini e arresti a Piazza Sciarra in occasione delle Commemorazione di Oberdank organizzati dal circolo repubblicano della Società dei Diritti dell'uomo.
Alle ore 8 di sera, non ostante le perquisizioni, i sequestri, e gli arresti precedenti, non ostante le ammonizioni della Questura al Parboni e al Socconi, doveva farsi la domenica 7 gennaio la commemorazione di Oberdank nella sala dei Diritti dell'uomo. Fino dalle 5 pom. era stato ordinato uno speciale servizio straordinario in Piazza Sciarra e nei dintorni: le truppe erano state consegnate in quartiere: nella vicina caserma di Santa Marta era pronto con le armi in fascio un apposito picchetto di soldati di fanteria.
Alle 7 in Piazza Sciarra si notava un insolito movimento di gente e di forza pubblica. Le sale della Società dei Diritti dell'uomo splendevano, ma si credeva o si fingeva di credere che non ci fosse nessuno, mentre alla spicciolata c'erano entrati circa un centinaio di invitati, e si faceva la commemorazione con una certa solennità di cerimonie.
Che è, che non è, il delegato Neri di servizio comincia a impedire che altre persone salgano alle sale del Circolo. Il primo a cui fu vietato l'ingresso era il Passera, noto redattore del Ciceruacchio, già morto e sepolto; mentre costui letiga col delegato per entrare, e grida andiamo in Campidoglio, ecco alcune voci urlare: Viva Oberdank! Viva Fratti! — uno dei tre arrestati il giorno avanti. —
E mentre si intima lo sgombro della piazza, ecco venire dalle sale della Società dei Diritti dell'uomo come l'eco di un'acclamazione sonora: Ora comincia l'apoteosi di Oberdank.. Delegato, questurini, carabinieri salgono precipitosamente: la porta è chiusa: nè alle prime intimazioni si apre: bisogna usare la forza. Il delegato ha la fascia a tracolla, carabinieri e questurini non hanno le armi in pugno....
Tra bandiere, labari, sedie, s'entra nella sala delle adunanze, dove alle pareti in nero su fondo rosso si leggono iscrizioni sovversive e ribelli di Mazzini, Carducci, Imbriani, Garibaldi, Oberdank: iscrizioni offensive al Re, offensive all'Austria: Morte al colonnello austriaco, guerra all'Austria che è la China d'Europa, e va dicendo. A un banco coperto di tappeto verde, stava un busto di creta ancor fresco dell'Oberdank, velato a bruno, coronato d'alloro: l'aveva finito proprio in quel punto lo scultore Valente, quello stesso che aveva eseguito il busto in gesso già sequestrato.
L'Albani, milanese, redattore del Dovere, stava cominciando l'apologia dell'Oberdank. Il delegato, in nome della legge, invita l'assemblea a sciogliersi. Qui grida: Viva Oberdank, Abbasso l'Austria. Si resiste da un lato, si intima l'arresto dall'altro; alcuni scappano; di fuori si schiamazza; la piazza si fa sgomberare. Sono tratti in arresto tutti quelli che si trovano al banco della Presidenza: l'Albani, il Mazzolini, scultore torinese, il Tamburlini, professore istriano che si battè recentemente col Torraca, il Marini, orvietano, cassiere della Banca Popolare di Genova, sede di Roma, Balducci, studente, un certo Gioazzini, romano. Qui comincia un po' di lotta, molto chiasso, molta confusione, grida di viva e abbasso, si viene alle mani, si procede ad arresti.
Di fuori il Parboni, il Passera, il Cavagnari questionano, si ribellano alla forza pubblica: alcuni che volevano entrare sono mandati indietro, come il Castellazzo, il Socci, il De Luca Aprile, il Petroni, lo stesso Pantano che doveva pronunciare il discorso di commemorazione. Il parapiglia si può immaginare, non descrivere; per isbaglio sono arrestati e rilasciati in libertà il De Donno consigliere di cassazione, e il Tolazzi maggiore garibaldino, già condannato a morte dall'Austria. Si fa un baccano, una gazzarra infernale, tra fischi e applausi, due cordoni di carabinieri e guardie sbarrano le vie.
Gli arrestati sono 25, studenti, avvocati, commercianti, sarti, calzolai, pittori, cuochi, beccai, tutte le arti e i mestieri insomma: iscrizioni e busto sono stati sequestrati insieme con bandiere; degli arrestati, che hanno già avuto due interrogatorî, parte sono alle carceri Nuove, parte al carcere di San Michele, ciascuno in una cella separata. Avremo due processi e due giudizi. I sei che si trovavano al banco della Presidenza, risponderanno alle Assise del reato previsto dall'art. 174 del Codice penale insieme col Fratti, col Fonte e col Paolini, ed anche col sarto Valeriani e il tipografo Rigattieri; cioè colpevoli di atti che possono provocare una guerra; gli altri sono accusati a parte di contravvenzione all'intimazione della forza pubblica, di eccitamenti al disordine, di resistenza e oltraggi a carabinieri, delegati e questurini...
Sterrandosi il sottosuolo nell'atrio del palazzo Sciarra, sono stati rimessi in luce, in stato perfetto di conservazione, quattro archi dell’aquedotto Vergine, costruiti con blocchi di tufa assai tenace, e simile nella grana alla pietra sperone. La chiave di ciascun arco, come pure la cornice, che sporge al disotto dello speco, sono di travertino.
Il fondo dello speco è di calcestruzzo a scaglie di selce: le pareti di cortina. Il diametro di ciascun arco è di metri 3,15: la larghezza complessiva dell'aquedotto è di metri 3,60.
Il tratto ora scoperto descrive unà curva leggerissima, ed andrebbe ad innestarsi, dalla parte di occidente, al noto fornice di Claudio sulla via Lata: dalla parte di oriente, ai piloni scoperti due anni or sono, dietro la tribuna dell'oratorio di S. Marcello.
Il fondo dello speco corrisponde a m. 1,70, sotto il piano del cortile Sciarra: il piano antico della città è a m. 7 circa.
Mentre în piazza Sciarra si eseguivano lavori di scavo pe una fogna dall'Amministrazione giudiziale dei casamenti Sciarra, e per interesse della Cassa di Risparmio di Milano, alla profondità di quattro metri e mezzo, e precisamente al livello delle acque sotterranee, gli operai s'imbattono în un grande masso. Liberato dalla terra, appare un tronco di statua, mancante delle braccia e della testa, coperto da un ampio paludamento, a di e di discreta fattura. La statua era di grandi dimensioni, perchè il tronco rinvenuto è lungo m. 2.90. Si crede che essa abbia fatto parte dell'arco dell'Acquedotto vergine, che attraversava in questo punto il Corso:
"Le ricerche eseguite, ma inutilmente, in prossimità del tronco, per cercare la testa e le braccia, e i lavori di scavo della fogna, hanno fatto tornare in luce avanzi di costruzioni in pietra appartenenti all’acquedotto, di cui nei sotterranei del palazzo Sciarra esistono tuttora due grandi arcate. La scoperta ha molto eccitato la curiosità del pubblico romano, che affollavasi tutto il giorno attorno allo scavo, e che numeroso assistette alla estrazione della statua, nonostante l'ora assai mattutina in cui l'estrazione fu eseguita. Dicesi che la casa Sciarra voglia accampar dei ritti sul rinvenimento; per ora, la statua venne deposta nel Magazzino archeologico comunale, dove gli studiosi potranno esaminarla."
In via Minghetti a Roma, comincia a lavorare il primo stabilimento di panificazione integrale, sistema antispire. L'impresa è gestita dal banchiere di Bruxelles Roberto Junod, su brevetto del francese Augusto Des goffe.
Il pubblico ha fatto buona accoglienza, anche per il prezzo, ch'è di 30 centesimi il chilogramma. Il forno è aperto alle otto del mattino e gli operai che vanno ad acquistarlo a quell'ora lo hanno a 28 centesimi al chilo.
I panini di lusso con burro e i biscotti costano al chilo 50 centesimi. Ogni giorno se ne fabbricano una ventina di quintali, e se ne non fosse per il troppo rumore che infastidisce tutto il palazzo Sciarra, e perciò bisogna limitare il lavoro.
Si costituisce Il Giornale d'Italia, con sede a palazzo Sciarra Colonna.
Al vicolo Sciarra, n. civico 64 A, nei lavori di adattamento di una cantina ad uso di magazzino per la carta adoperata dall'amministrazione del « Giornale d'Italia » si misero in luce due filari di parallelepipedi di tufo formanti un angolo retto, l'uno in direzione da nord-est a sud-ovest lungo m. 4,50, l'altro in direzione da nord-est a sud-est lungo m. 5,60.
Quest'ultimo è tagliato da un muro trasversale a cortina, lungo m. 1,79 e dello spessore di m. 0,55. Parallelo a questo, a m. 2 di distanza, corre un altro muro anche a cortina, che si potè vedere soltanto per la lunghezza di m. 1,00. Alcuni mattoni avevano i bolli C.I.L. XV, 930 e (metà del I sec.) e 1005 b (a. 93-94)
Angiolo Pasqui.
Al vicolo Sciarra, proseguendosi i lavori di adattamento di alcune cantine ad uso di magazzino per la carta del Giornale d'Italia, si trovò quasi a fior di terra un torso di statua virile nuda, di marmo greco.
Angiolo Pasqui
Il Nuovo Circolo degli Scacchi si trasferisce da palazzo Pericoli a palazzo Sciarra Colonna.
Il Nuovo Circolo degli Scacchi si trasferisce da palazzo Sciarra Colonna a palazzo Fiano in Lucina.
Il Giornale d'Italia trasferisce la sede da palazzo Sciarra ad uno stabilimento sull'Appia nuova.
Progetto
Opere d'arte e decorazioni
Gruppi e Istituzioni
Casati e Famiglie
Stampe antiche1898
Dante Paolocci
Il Pane Integrale a Roma
L'Illustrazione Italiana 1898
1885
Pianta del Portico romano sotto Palazzo Sciarra
1883
Dante Paolocci
Disordini e arresti a Piazza Sciarra
L'Illustrazione Italiana 1883
1848
Carrozza del Senatore
Raccolta di scene carnevalesche di Roma
1840
Paul Marie Letarouilly
Palazzo Sciarra di Carbognano
Edifices Modernes de Rome
1838
Gaetano Cottafavi
Veduta di Palazzo Sciarra Colonna
Roma nell'anno MDCCCXXXVIII
1835
Giovanni Battista Cipriani
Palazzo Sciarra Colonna
Itinerario figurato degli edificij più rimarchevoli di Roma
1817
Giovanni Battista Cipriani
Piazza di Sciarra
Degli Edifici Antichi e Moderni di Roma
1799
Giovanni Battista Cipriani
Palazzo di Sciarra
Vedute principali e più interessanti di Roma
1798
Charles Percier e Pierre Fontaine
Elevation du Palais Colonna di Carbognano
Palais, maisons et autres édifices modernés, dessinés à Rome
1774
Pierre Adrien Paris
Façade du palais Sciarra Colonna
Études d'Architecture faites en Italie
1754
Giuseppe Vasi
Palazzo Colonna di Sciarra
Delle Magnificenze di Roma antica e moderna - Libro IV
1727
Pietro Paolo Coccetti
Portone del Palazzo di Carbogniani
1702
Porta del Palazzo dei Colonnesi a Piazza Sciarra
Studio d'architettura civile
1699
Alessandro Specchi
Palazzo Colonna a Piazza Sciarra
Nuovo Teatro delle Fabbriche et Edificii sotto Papa Innocenzo XII
1655
Pietro Ferrerio
Palazzo del principe di Carbognano
Palazzi di Roma de Piv Celebri Architetti