Informazioni storicheCodice identificativo monumento: 2420
CronologiaNell'area dove in passato sorgeva il Tempio di Iside, viene scoperta una statua del Tevere con Romolo e Remo. L'anno seguente nella stessa località viene alla luce una statua (analoga per tipo e simmetrica per disposizione), rappresentante il Nilo. Le statue sono portate nei giardini della villa del Belvedere al vaticano.
Per raccogliere i più importanti capolavori greci e romani custoditi in Vaticano e dopo l'acquisizione delle collezioni Mattei e Fusconi, Papa Clemente XIV Ganganelli istituisce un nuovo museo nei palazzi vaticani, incaricando l'architetto Alessandro Dori, di trasformare l'area del palazzotto del Belvedere (e il limitrofo Cortile degli Archivi) per il piccolo museo delle statue.
Donna Cornelia Barberini dona l'Obelisco Variano a Papa Clemente XIV. Il monolite viene spostato dal giardino di Villa Barberini al cortile della Pigna ai Musei Vaticani.
Il sarcofago di Elena viene restaurato da Gaspare Sibilla e da Giovanni Pierantoni, per essere poi trasferito dalla Catteradle di San Giovanni alla Sala a Croce Greca dei Musei Vaticani, collocato su quattro leoni scolpiti da Francesco Antonio Franzoni.
Nello scavare le fondamenta della nuova casa […] sulla piazza di S. Carlo al Corso nel cantone che guarda strada della Croce furono rinvenuti de’ pezzi grandi di travertino, che formavano un pavimento, questi erano segnati con diversi nomi de’ figli di Germanico, ed altri di famiglia Imperiale. Il marmo viene portao al Museo Pio Clementino.
Papa Pio VI trasferisce la base della Colonna di Antonio Pio dal deposito a Montecitorio ai Musei Vaticani. I frammemti in granito rosso della colonna, sono adibiti al restauro dell'Obelisco della Meridiana di Augusto, Montecitorio, ritrovato nel 1748, dopo la decisione di posizionarlo al centro della piazza di Montecitorio. La scelta viene effettuata poiché il granito rosso, presente solo in Egitto, non poteva essere più importato, sia per questioni politiche che economiche.
Robert Fagan, archeologo poeta, scopre la tomba di Claudia Semne sulla via Appia antica (all'altezza di S. Sebastiano).
Il sepolcro, venne costruito da Marcus Ulpius Crotonensis, liberto dell’imperatore Traiano, per l'omonimo figlio diciottenne e la moglie Claudia Semne, entrambi defunti.
Resti dell'Iscrizioni e sculture vengono portate ai Musei Vaticani.
I francesi sottraggono molte opere dai Musei Vaticani.
Giuseppe Mattei vende la gigantesca testa romana di Alessandro Magno, esposta nei giardini della Villa Celimontama, al pittore inglese George Wallis e all'incisore Tommaso Piroli, probabilmente intenzionati a rivendendela all’estero. Il Commissario alle antichità Carlo Fea, emana un editto che bloccava l’esportazione delle opere d'arte. I due rivendono il grande marmo antico al Museo Pio-Clementino, dove viene esposto nel cortile della Pigna.
Papa Pio VII fonda il Museo Chiaramonti. Allestito e ordinato da Antonio Canova, si sviluppa nella gallerie che mette in comunicazione i Palazzi Vaticani con il Palazzetto Belvedere, lungo il quale sono presentate opere greco-romane, databili dal I secolo a.C. al III secolo d.C.
Papa Pio VII incarica Raffaele Stern di costruire nel giardino del belvedere, un Nuovo Braccio dei Palazzi Vaticani. Il nuovo edificio avrà lo scopo di ampliare gli spazi del Museo Chiaramonti, a seguito della restituzione delle sculture «deportate» a Parigi da Napoleone.
L'affresco romano delle Nozze Aldobrandini, viene venduto e trasferito ai Musei vaticani, dove viene nuovamente restaurato da Domenico Del Frate.
Durante lavori di sistemazione alla Casa grande dei barberini, le 12 colonne di granito orientale che ornavano l'atrio vengono asportate e collocate nel braccio nuovo dei Musei Vaticani.
Nella tenuta di Tor Marancia sulla via Ardeatina, gli scavi della duchessa Maria Anna di Savoia riportano alla luce gli avanzi di due ville attribuite (come indicato dai bolli della proprietaria stampato su le tubature in piombo) a Munatia Procula (a nord nei pressi delle catacombe di Domitilla) e di Numisia Procula (a sud nei pressi della cava) di Tormarancia). I resti conservano un importante ciclo di mosaici che vengono acquistati da Pio VII e pavimentati nel Braccio Nuovo ai Musei Vaticani. Il resto del materiale di scavo viene utilizzato per adornare la residenza romana della duchessa, il palazzo Guglielmi a piazza Paganica.
L'Obelisco Variano, trasportato dal Cortile della pigna dei Musei Vaticani, viene innalzato da Giuseppe Marini presso i Giardini del Pincio, su un basamento realizzato da Giuseppe Vladier.
Pietro Campagna, dona al pontefice Pio IX, l'iscrizione di Lucio Mummio, trovata sul Celio nel 1786. L'epigrafe viene collocata nella collezione dei Musei vaticani.
Papa Gregorio XVI inaugura il Museo Gregoriano Etrusco.
Papa Gregorio XVI inaugura il Museo Gregoriano Egizio.
I rilievi scoperti nella tomba degli Haterii, sono ceduti al Museo gregoriano profano dei Musei Vaticani.
A seguito dell'arresto del marchese Giovan Pietro Campana per lo scandalo dei prelievi al Monte di Pietà, lo Stato pontificio crea una commissione per valutare le opere esposte all'interno della sua Villa museo al laterano e scegliere le opere da destinare ai Musei Vaticani.
Vengono portate a termine le matrici in creta dei Calchi del Fregio della Colonna Traiana. Da queste sono successivamente ricavate due serie complete di calchi. La prima, che consta di ben 125 calchi, viene destinata al pontefice Pio IX (ed esposte ai Musei Vaticani), mentre la seconda (realizzata con galvanoplastica) viene inviata in Francia.
Pietro Righetti vende a papa Pio IX (intenzionato ad esporlo nei Musei Vaticani), il colosso in bronzo scoperto nel cortile del suo Palazzo. Nonostante le molte offerte più sostanziose, si accordano per un prezzo di 50 mila scudi, la stima precedentemente effettuata dall'Accademia di San Luca.
Il colosso in bronzo scoperto a Palazzo Pio Righetti, ribattezzato Ercole Mastai Righetti (dai cognomi rispettivamente del papa e dello scopritore), viene trasportato e consegnato ai musei Vaticani.
L'Ercole Mastai Righetti viene esposto per la prima volta, nella sala rotonda del Museo Pio Clementino, dove sarà definitivamente conservato.
Esposizione di doni al Vaticano per il Giubileo episcopale di Pio IX.
"Da giorni è aperta nelle: sale delle Carte geografiche ed in quelle degli Arazzi in Vaticano la mostra dei doni d'ogni genere inviati al Santo Padre in occasione del suo giubileo. La prima sala o galleria è veramente un lurighissimo e spazioso corridoio dalle linee piene di, maestà ed di eleganza. Sul destro lato si aprono l'una appresso all' altra, non so quante finestre. Le pareti portano dipinte delle bellissime carte geografiche e topografiche degli antichi stati d'Italia, della Francia, della Svizzera, del Belgio, ecc. Lungo tutto il lato sinistro, è disposta la, mostra dei doni. Comincia da quelli pervenuti dalle Americhe.
Per la lunghezza di più metri vedi pianete, stole, calici aurati, croci, stipi di legno intagliati con industria somma, sottopiedi trapunti, {pelli pregiate di feroci animali, libri, ecc, La cosa che più colpisce sono i lavori dei selvaggi indiani, fra cui una piccola piroga, non so se in legno o in qualche altra materia dipinta, con otto o dieci rematori dentro. I rematori, in cui i selvaggi hanno evidentemente ritratto sè stessi, non hanno altro vestito che pelli. V'è pure una piccola slitta, dello stesso tipo di lavoro, tirata da sei cani bianchi, ciascuno dei quali porta sulla testa una piccola banderuola è paiono, al vederli, altrettante pecorelle. Nello scomparto americano si distingue per la copia dei doni la diocesi di Quebec (Guebec).
Dall America si passa alla Germania, i cui doni occupano due scompartimenti, e per bellezza e ricchezza, se non pel numero, sono forse i più pregevoli. Si incomincia e si finisce con una piramide di cera da Altare. Poi piviali, cotte, pianete, stole di bellissime sete e rasi. Tutte di squisiti ricami o di aurei fregi adornate. Si ammirano dei piviali di imitazione antica, mitrie assai ricche, messali egregiamente rilegati, carte g/vria, acquasantiere, pastorali e: perfino volumi di giornali clericali tedeschi.
L'Italia occupa sei scomparti; ma nella galleria delle Carte geografiche ne ha quattro, gli altri due sono nella galleria degli Au Anche l'Italia ha inviato della cera, molto inferiore però a quella germanica, delle fabbriche di Levantino Veneto. Poi ancora stole, cotte, pianete, camici, piviali, coperte da altari, ecc., alcune delle quali ricamate e trapuntate dalle industri mani delle suore o da quelle delle fanciulle degli educandati. Però per ricchezza di stoffa e per gusto d'arte ed armonia, di lavoro sono inferiori. alle offerte simili pervenute di Germania.
Negli scomparti italiani si veggono: un bel quadro ad olio con una ricca cornice, donato dal vescovo di Piacenza, che rappresenta l'Immacolata. Un Cristo e sei candelieri artisticamente lavorati, alti metà d'uomo e dorati, dono delle signore della pia opera di lavoro per le chiese povere di Firenze. Molti ricami di gentildonne. Una sedia pontificale della società artistica operaia di carità reciproca: dei bei quadri donati dal professor Mantovani: un quadro di Guido Reni, regalo del conte Zucchini di Bologna; alcuni calici di argento dorato. I quattro scomparti finiscono con una allegra piramide di bottiglie di vini e di elisiri prelibati. Non manca l'elisir Pio IX, una specialità ora di moda tra i pellegrini."
Inaugurazione dell'Esposizione Vaticana per il Giubileo Episcopale di Leone XIII, una ricca raccolta di prodotti dell'arte e dell'industria allestita nel Braccio Nuovo Chiaramonti dei Musei Vaticani.
"Non vogliamo parlare qui dell'importanza che a questa Esposizione deriva dal concorso dei cattolici di tutto il mondo, ai doni de' quali si sono aggiunti quelli di parecchi sovrani non cattolici — hanno mandato regali tutti i Sovrani d'Europa, meno i re d'Italia e di Svezia. La mostra Vaticana ha bensì anche una importanza artistica, essendovi raccolti moltissimi oggetti di gran valore o di straordinaria curiosità; sicchè un periodico quale è l'ILLUSTRAZIONE ITALIANA deve occuparsene con premura e raccogliere, almeno intorno ai principali, la maggior copia possibile di notizie.
L'Esposizione Vaticana occupa una parte de' Musei Vaticani, particolarmente il corridoio Chiaramonti ed il Braccio Nuovo, non chè altri locali provvisoriamente costruiti nel cortile della Pigna.
Fu inaugurata il 6 di gennaio — giorno consacrato dalla Chiesa alla solennità dell'Epifania — alla presenza di molti cardinali, prelati, diplomatici e numerosi invitati, in una gran sala costruita provvisoriamente alla quale si accede traversando il Museo lapidario. Nella sala sorge un baldacchino rosso a frangie d'oro; in faccia del quale è il palco per la musica, da un lato l'organo, e dinanzi le poltrone per gli invitati.
Leone XIII, accompagnato dal commendatore Tolli presidente del Comitato esecutivo dell'Esposizione Vaticana, dopo avere ascoltato il discorso inaugurale e varii pezzi di musica sacra, visitò le varie sale, nelle quali i doni fatti al Papa per il suo Giubileo sacerdotale sono disposti secondo la loro provenienza. La sezione Italiana, che occupa tutta la parte sinistra dei locali costruiti nel cortile della Pigna, è la più importante dal punto di vista artistico: si vede che in Italia il gusto artistico negli oggetti ed arredi sacri, si mantiene fedele alle buone tradizioni.
Nel Braccio Nuovo sono raccolti in una gran vetrina i doni dei Sovrani e capi degli Stati. Si osservano particolarmente fra questi la mitra d'oro e la ricca stola, dono dell'imperatore Guglielmo; un mesciroba preziosissimo cesellato della regina Vittoria; il grande anello di zaffiri e la croce di brillanti mandati dalla Corte di Spagna; il calice d'oro del re di Portogallo; il crocifisso tempestato di perle e zaffiri dell'imperatore d'Austria; la Bibbia Pauperum del re di Sassonia; la croce di brillanti dell'imperatore ed il tabernacolo di smalto antico dell'imperatrice del Brasile.
Un semplice elenco degli oggetti meritevoli di attenzione oltrepasserebbe i limiti che ci sono concessi. Rammenteremo per ora che dal Giappone meridionale è stata mandata una pagoda coperta di pitture simboliche con gli oggetti del culto giapponese; il patriarca d'Antiochia ed i vescovi di Siria hanno offerto una tiara di splendore orientale fabbricata in Aleppo: da Sciangai è venuto un indirizzo dei cattolici ricamato sopra stoffa gialla e contenuto in uno scrigno coperto di pietre preziose: da Smirne un tappeto meraviglioso con nove medaglioni con le sette chiese dell'Apocalisse: dall'Andalusia una Madonna del Murillo: dal Perù una rosa di diamanti che contiene nella corolla una reliquia di Santa Rosa di Lima: da Bruxelles delle trine meravigliose che il Papa potrà regalare ad una regina: dall'India, un crocifisso d'avorio di dimensioni colossali e di squisito lavoro; dal Cairo, un cuscino ricamato d'oro e di perle. Una sola Società cattolica del Belgio ha mandato al Papa 100,000 corone, e i camici che sono all'Esposizione ammontano a parecchie migliaia.
Vi sono bottiglie di vino di tutti i paesi; salami, salumi e altri commestibili d'ogni specie; strumenti di musica variatissimi; vaniglia dell'isola Borbone, indaco di Cocincina, porcellane, quadri, stampe, libri (tra i quali figura anche l'ILLUSTRAZIONE ITALIANA, mandata in dono dagli editori), vini preziosi e non preziosi; un emporio di tutti i prodotti della natura dell'industria umana.
La famiglia Borghese ha regalato al Papa una pianeta, due dalmatiche ed un gran piviale appartenuti a Paolo V. Don Filippo Orsini, principe assistente al soglio, un merletto di punto di Venezia antico che dicesi abbia appartenuto a Carlo V. Il principe Baldassare Odescalchi deputato di sinistra, un ritratto di Innocenzo XI dipinto da Cicillo Michetti. Il capitolo Vaticano, un reliquiario in argento e oro; quello di Santa Maria Maggiore una gloria contenente nel centro un quadretto a olio; e quello della basilica Lateranense una pianeta con relativa stola e dalmatica, ricamate in oro su velluto rosso.
La Guardia Nobile ha donato a Leone XIII uno stipo d'ebano intarsiato in avorio: la guardia palatina, una statuetta d'argento di molto valore artistico, rappresentante il papa stesso seduto in trono. I così detti volontari pontifici — ruivo caccialepri — hanno regalato un bel calamaio, cui don Carlo di Borbone — che ha fatto parte di quel corpo — ha aggiunto la penna ed un ricchissimo tagliacarte: la Guardia Svizzera, un ricco messale con curiose illustrazioni di stile tedesco.
Il principe e la principessa Torlonia un paliotto ricchissimo; il principe Doria un Cristo antico d'argento; la famiglia Allievi un trittico dipinto da Giotto o da alcuno dei suoi scolari, ed una copia d'una madonna di Raffaello: le signore Genovesi un inginocchiatoio scolpito: la principessa vedova Luisa Corsini degli abiti sacri. L'Ordine Gerosolimitano una grande statua di San Giovanni, in argento: la contessa di Parigi una statuetta d'argento di Giovanna d'Arco; il conte di Parigi una grande scrivania antica guarnita in bronzo dorato.
Quando l'Esposizione fu inaugurata restavano ancora da disporre moltissimi oggetti, sicchè il pubblico non fu ammesso subito a visitarla e i locali furono chiusi per essere riaperti a sistemazione compiuta.
Pubblichiamo oggi intanto il ritratto del cardinale Schiaffino, presidente onorario della commissione promotrice dell'Esposizione, non chè i disegni di alcuni principali oggetti esposti, ricavati da fotografie.
L'eminentissimo Placido Maria Schiaffino è genovese e nacque nel 1830. Entrato giovanissimo nell'ordine degli Olivetani, diventò abate generale di quella congregazione. Leone XIII lo nominò nel 1878 vescovo titolare di Nissa, poi consultore del Santo Officio e nel 1884 segretario della Congregazione de' Vescovi e regolari. Presidente dell'Accademia dei Nobili ecclesiastici ed ispiratore del giornale cattolico L'Aurora, fece supporre di essere inclinato ad idee conciliative nel dissidio fra Chiesa e Stato, ciò che lo espose agli sdegni degli zelanti. Nel 1886 Leone XIII gli dette il cappello cardinalizio e la commissione promotrice delle feste per il giubileo sacerdotale del Papa lo ha nominato suo presidente onorario. In tale qualità il cardinale Schiaffino ha letto il discorso inaugurale chiamando l'esposizione un trionfo pacifico.
Il dono che la Commissione stessa ha fatto a Leone XIII figura fra le cose più notevoli della Esposizione Vaticana. È un altare, per il quale fu aperto un concorso artistico con un premio principale di L. 3500 ed altri minori. La commissione giudicante composta dei professori C. Boito, Franco, Modenesi e Salvini scelse il progetto del professore Gaetano Moretti di Milano. Lo stile dell'altare è gotico italiano. Sopra una base di tre gradini sorge la mensa, dietro la quale s'innalza l'icona stupendamente decorata. Il concetto della decorazione della mensa è preso dalla istituzione dei Sacramenti raffigurata nei bassirilievi principali. Le nicchie sugli angoli contengono le statue dei principali dottori della Chiesa. Sulla mensa sorge il gradino per i candelieri e un artistico ciborio spicca in mezzo alla base sulla quale è appoggiata una tavola raffigurante la Vergine col Bambino. Ai due lati della tavola sono otto nicchie con le statue di alcuni santi canonizzati da Leone XIII: sotto di queste, altre due piccole tavole dipinte rappresentanti la Crocifissione e la Risurrezione.
Figura nella Esposizione Vaticana anche la portantina nella quale il papa fu portato nella Basilica Vaticana la mattina della messa d'oro. Questa portantina è stata regalata dai cattolici delle provincie napoletane e costa circa sessantamila lire. La cassa è finamente intarsiata e le ricorre intorno una balaustra a piccole nicchie nelle quali sono collocate le statuette in argento dei dodici apostoli. L'arco che incornicia i cristalli e le svelte colonne della balaustra sono ornate di un elegante lavoro di tartaruga e nella parte superiore vi è un ricco festone di cammei. Sullo sportello, Domenico Morelli ha dipinto San Pietro che consacra Sant'Aspreno vescovo di Napoli, e Santa Candida, nel costume dei primi tempi del cristianesimo. In fondo è il Vesuvio il cui fumo uscendo dal massimo cratere dà all'insieme del quadro una intonazione grigiastra.
Sopra questa pittura si legge una iscrizione dedicatoria situata in mezzo ad un intreccio d'arabeschi d'ottimo gusto. La portantina è foderata di velluto celeste ricamato a fiordalisi d'argento.
Un calice d'oro massiccio di stile barocco, che riproduciamo in una delle nostre pagine, è dono di Sua Eccellenza monsignor Casali del Drago, pregiatissimo lavoro eseguito nel laboratorio artistico di Angelo Tanfani e figli, di Roma.
Anche i doni mandati dalla Spagna a Leone XIII sono notevolissimi per il buon gusto e la ricchezza. La Regina Reggente ha mandato al papa un grande anello di brillanti, il cui castone, in forma di scudo, è sormontato dalla tiara e dalle chiavi pontificie che appoggiano sopra un grosso brillante fiancheggiato da sei più piccoli, di acqua stupenda. In mezzo allo scudo spicca in rilievo il nome di Léon XIII, le cui lettere sono formate da bellissimi zaffiri. La infanta donna Isabella ha mandato una croce pettorale tutta di brillanti attaccata ad una catena d'oro. Croce e pettorale sono lavoro del signor Marzo gioielliere della corte spagnuola...."
Esposizione Vaticana, Mostra delle Campane e Colonna che Pio IX in memoria del Concilio Ecumenico:
"In mezzo al cortile, chiamato una volta della Pigna, sorge ora la colonna che Pio IX stabilì di erigere in memoria del Concilio Ecumenico, su disegno del conte Virginio Vespignani, padre del presente architetto dei Sacri Palazzi, conte Francesco, che lo aveva ideato per la Piazza di San Pietro in Montorio.
Dal cortile, che si può dire il centro dell'Esposizione, si ripercuote nelle gallerie uno scampanio continuo, poichè è rara la persona che passando di là non muova un battaglio di una delle tante campane che vi sono esposte, quando qualche sacerdote non dà accademia sulla tastiera elettrica o su qualche altra riunione di campane semitonate.
Tutti i bambini si divertono con le campanine messe a piccola altezza, mentre qualche frate e qualche curato di campagna fanno gli occhi grossi su quelle di larga circonferenza, pensando al convento o alla canonica del paese.
La colonna del Monumento del Concilio Ecumenico è di marmo africano proveniente dagli scavi dell'emporio presso Marmorata.
La statua di San Pietro fu modellata dallo scultore comm. Gnaccherini e fusa nello stabilimento Mazzocchi.
I bassorilievi furono modellati ed eseguiti dal comm. Alberto Galli.
I lavori da scalpellino ed intaglio sono opera dei Martinori, Augusti, Ugolini, Viti e Medici.
La colonna fu collocata nel giardino della Pigna dal cavaliere Federico Mannucci sotto foriere dei SS. Palazzi Apostolici."
Inaugurazione della nuova Pinacoteca Vaticana. Realizzata per ordine di Pio X, su progetto dell'architetto Costantino Schneider, che ricava nove sale al piano terreno del Corridore di Ponente, sotto la Galleria della Biblioteca Apostolica. La collezione contava ben 277 opere: 19 provenivano dalla soppressa Pinacoteca Lateranense, 181 (la collezione delle icone bizantine e dei Primitivi) dalla Biblioteca, 21 dagli appartamenti papali e dai depositi dei Sacri Palazzi. "Otto grandi salo — una”serve da grandioso vestibolo — formano la nuova Pinacoteca; le quali, liberato da tutte le antiche superfetazioni, illuminate da ampi finestroni che si aprono sul bel cortile del Belvedere — il nobile silenzioso cortile, grande come una grande piazza, tutte ricoperte da una severa ricca tappezzeria di Stoffa di seta verde marezzata, sono completamente degne dei capolavori che vi sono accolti. Le pareti hanno zoccoli di legno finamente scolpiti; i soffitti a volta sono ornati di magni fici stucchi in stile cinquecentesco, in cui fioriscono rosoni e cornici alternati coi motivi araldici dello stemma di Pio X; i pavimenti sono di legno lucidissimo, e insieme al rivestimento degli zoccoli delle pareti, dànno a tutto il basso delle sale una severa tonalità, che serve a smorzare la troppo luminosa e candida tinta degli stipiti marmorei delle porte e ‘delle fineStre; per le sale sono collocate vasche e vasi d’arte antica, e basi istoriate di marmo bianco @ serpentino, che dànno varietà e rilievo alla decorazione."
Nel nuovo braccio del museo Chiaramonti, Papa Pio XI partecipa alla Cerimonia inaugurale della Mostra Missionaria al Vaticano. L'evento è vortemente voluto da Padre Pio XI, in concomitanza del Giubileo del 1925, Anno Santo con una profonda peculiarità missionaria. In ventiquattro padiglioni appositamente costruiti, per l'occasione, nei Giardini Vaticani viene documentata l'attività missionaria della Chiesa fin dalle origini.
Il Mahatma Gandhi arriva a Roma in visita per due giorni, prima di ripartire da Brindisi per l'India dopo aver partecipato alla Conferenza di Londra sull'India. Arriva alle 8,30 alla stazione Termini. Viene ospitato dal generale Maurizio Mario Moris (su interesse, di un suo conoscente in India, dell'intellettuale Romain Roland) nella sua villa a Monte Mario. Nel primo pomeriggio, visita la scuola Montessori e i Musei Vaticani. A seguire incontra Mussolini a Palazzo Vidoni, dove viene accolto anche dal segretario del Partito nazionale fascista Starace e dal segretario amministrativo Marinelli.
Papa Pio XI inaugura il nuovo monumentale ingresso dei Musei Vaticani, aperto nelle mura di Sangallo lungo viale Vaticano.
Su richiesta del direttore dei musei del comune di Roma, papa Pio XII concede in deposito perpetuo al costituendo Museo della Civiltà Romana, la prima serie dei Calchi della Colonna Traiana (realizzati da napoleone III nel 1861 ed esposti ai Musei Vaticani). .
Nel venticinquesimo anniversario della Anniversario della Conciliazione con i Patti Lateranensi, il Vaticano decide di donare all'Italia il frammento dell'Ara Pacis conservato presso i Musei Vaticani.
Il rilievo, che raffigura una parte del fregio processionale, era già stato richiesto dall'allora Ministro degli Esteri Galeazzo Ciano allo Stato Pontificio. Tale trattativa non aveva all'epoca prodotto risultati, se non il permesso di eseguirne un calco.
Progetto
Committenti e finanziatori
Opere d'arte e decorazioni
Stampe antiche1888
Doni a sua Santità Leoen XIII all'Esposzione Vaticana
L'Illustrazione Italiana 1888
1883
Pianta dei Musei Vaticani
1878
Galleria Pio Clementina
L'Illustrazione popolare
1877
Dante Paolocci
Esposizione di doni al Vaticano
L'Illustrazione Italiana 1877
1876
Galleria Chiaramonte al Vaticano
L'Illustrazione popolare
1855
Paul Marie Letarouilly
Cortile Ottagonale del Palazzo del Belvedere
Le Vatican et la Basilique de Saint-Pierre
1855
Paul Marie Letarouilly
Galleria de' Vasi e Candelabri nel Museo Pio-Clementino
Le Vatican et la Basilique de Saint-Pierre
1855
Paul Marie Letarouilly
Sala a Croce Greca nel Museo Pio-Clementino
Le Vatican et la Basilique de Saint-Pierre
1855
Paul Marie Letarouilly
Vestibolo rotondo nel Museo Pio-Clementino
Le Vatican et la Basilique de Saint-Pierre
1855
Paul Marie Letarouilly
Sala del Museo Pio-Clementino
Le Vatican et la Basilique de Saint-Pierre
1855
Paul Marie Letarouilly
Stanza della Segnatura al Palazzo Apostolico
Le Vatican et la Basilique de Saint-Pierre
1855
Paul Marie Letarouilly
Spaccato delle Sala del Museo Pio-Clementino
Le Vatican et la Basilique de Saint-Pierre
1855
Paul Marie Letarouilly
Spaccato delle sale del Museo Pio
Le Vatican et la Basilique de Saint-Pierre
1855
Paul Marie Letarouilly
Pianta delle sale del Museo Pio
Le Vatican et la Basilique de Saint-Pierre
1855
Paul Marie Letarouilly
Vista della Galleria delle Statue nel Museo Pio Clementino
Le Vatican et la Basilique de Saint-Pierre
1855
Paul Marie Letarouilly
Spaccato della Galleria delle Statue nel Museo Pio Clementino
Le Vatican et la Basilique de Saint-Pierre
1855
Paul Marie Letarouilly
Decorazioni della Galleria delle Statue nel Museo Pio Clementino
Le Vatican et la Basilique de Saint-Pierre
1855
Paul Marie Letarouilly
Mosaici nella Sala della Rotonda del Museo Pio Clementino
Le Vatican et la Basilique de Saint-Pierre
1855
Paul Marie Letarouilly
Sala delle Muse al Museo Pio Clementino
Le Vatican et la Basilique de Saint-Pierre
1855
Paul Marie Letarouilly
Mosaici nella Sala a Croce Greca del Museo Pio Clementino
Le Vatican et la Basilique de Saint-Pierre
1838
Gaetano Cottafavi
Braccio nuovo del Museo Vaticano
Roma nell'anno MDCCCXXXVIII
1798
Charles Percier e Pierre Fontaine
Vue de la novelle entreè du Museum du Vatican
Palais, maisons et autres édifices modernés, dessinés à Rome
1795
Domenico Pronti
Stanza ove è la Cleopatra del Museo Pio Clementino
Nuova raccolta di 100 vedutine moderne della città di Roma e sue vicinanze
1795
Domenico Pronti
Stanza Rotonda del Museo Pio Clementino
Nuova raccolta di 100 vedutine moderne della città di Roma e sue vicinanze
1795
Domenico Pronti
Stanza Rotonda del Museo Pio Clementino
Nuova raccolta di 100 vedutine moderne della città di Roma e sue vicinanze
1795
Domenico Pronti
Portico all'intorno del cortile del Museo Pio Clementino
Nuova raccolta di 100 vedutine moderne della città di Roma e sue vicinanze
1795
Domenico Pronti
Stanza del Nilo nel Museo Pio Clementino
Nuova raccolta di 100 vedutine moderne della città di Roma e sue vicinanze
1795
Domenico Pronti
Scala che conduce nel Museo Pio Clementino
Nuova raccolta di 100 vedutine moderne della città di Roma e sue vicinanze
1795
Domenico Pronti
Veduta generale del cortile nel Museo Pio Clementino
Nuova raccolta di 100 vedutine moderne della città di Roma e sue vicinanze
1795
Domenico Pronti
Gabinetto del Museo Pio Clementino
Nuova raccolta di 100 vedutine moderne della città di Roma e sue vicinanze
1795
Domenico Pronti
Scala che dalla libreria porta al Museo Pio Clementino
Nuova raccolta di 100 vedutine moderne della città di Roma e sue vicinanze
1795
Domenico Pronti
Vestibolo rotondo del Museo Pio Clementino
Nuova raccolta di 100 vedutine moderne della città di Roma e sue vicinanze
1795
Domenico Pronti
Vestibolo che introduce al Museo Pio Clementino
Nuova raccolta di 100 vedutine moderne della città di Roma e sue vicinanze
1795
Domenico Pronti
Stanza degli Animali nel Museo Pio Clementino
Nuova raccolta di 100 vedutine moderne della città di Roma e sue vicinanze
1795
Domenico Pronti
Stanza del Museo Pio Clementino
Nuova raccolta di 100 vedutine moderne della città di Roma e sue vicinanze
1795
Domenico Pronti
Galleria longa del Museo Pio Clementino
Nuova raccolta di 100 vedutine moderne della città di Roma e sue vicinanze
1785
Pianta del Museo Pio Clementino
1774
Pierre Adrien Paris
Plan du muséum du Vatican
Études d'Architecture faites en Italie
1536
Maarten van Heemskerck
Statue del Nile e Tevere nel Cortile del Belvedere