Informazioni storicheCodice identificativo monumento: 2459
CronologiaSu iniziativa di Otto Magnus von Stackelberg, Theodor Panofka e August Kestner, con il patrocinio dell'allora principe ereditario di Prussia, poi re Federico Guglielmo IV, viene fondata a Roma l'Istituto Prussiano di corrispondenza archeologica, con lo scopo di raccogliere e pubblicare notizie di scavi e scoperte archeologiche nell' ambito dell’antichità classica. La sede romana si installa presso la Villa Caffarelli, sede dell'Ambasciatore prussiano.
Allo scopo di determinare con maggiore esattezza l’estensione del tempio di Giove Capitolino, i cui avanzi si riconobbero in parte nel giardino del palazzo Caffarelli (Ann. Inst. 1855. p. 882-886. Mon. Inst. vol. vit. tav. xxiii. 2), ed in parte nel giardino del palazzo dei Conservatori (Bull. arch. municip. an. ni. tav. xvi), il ch. prof. Enrico Jordan fece eseguire alcuni saggi, nei punti ove supponevasi che l'antica costruzione dovesse arrivare.
Riconosciutone però il limite orientale, nel tratto di platea scoperto sul finire del passato anno nel giardino del palazzo dei Conservatori, rimaneva a determinarsi il limite occidentale; ed a tal fine il lodato professore fece praticare un taglio alla profondità di circa met. 5.00, poco lungi dal fianco opposto della platea scoperta nel 1865. Ma non incontrandosi residuo alcuno di mura o di antico edifizio, fu forza concludere che il tempio in questa parte non estendevasi oltre il limite segnato dalla linea tornata a luce nel 1865, e poi di bel nuovo ricoperta.
Per definire quindi il lato nord si fecero saggi a varia distanza dall'ingresso principale dell'indicato palazzo Caffarelli; e da per tutto alla medesima profondità s'incontrarono blocchi di tufo granulare grigiastro, delle dimensioni medesime di quelli scoperti negli altri lati; ed uguali costruzioni apparvero sul ciglio della rupe, sopra la via di Tor de’ specchi, ove sembra che servissero a contenere la terra per ridurre ad un medesimo livello il piano del tempio. Nel partecipare tale notizia mi è grato soggiungere, che il risultato dello scavo darà argomento ad una nuova monografia dello stesso prof. Jordan, nella quale si terrà conto di tutte le ultime indagini fatte per la ubicazione del maggior tempio di Roma.
Giuseppe Fiorelli.
A Villa Caffarelli, sede dell'Ambasciata di Prussia a Roma si tiene un ricevimenti in onore di Wagner.
Sottofondandosi l'angolo del palazzo dell'Ambasciata Germanica (già Caffarelli), che guarda la piazzetta di Tor de Specchi, è stata scoperta una parte considerevole della platea e sostruzione del tempio di Giove Capitolino.
È composta, come d'ordinario, di blocchi di cappellaccio lamellare cinereo, lunghi in i, m. 0,65, grossi 0,30, e collocati l’uno sull’altro senza cemento.
Rodolfo Lanciani.
II giornata della visita ufficiale a Roma del Principe Imperiale di Germania Federico Guglielmo di Germania.
Nel Pomeriggio, dopo l'omaggio alla tomba del Re Vittorio al pantheon, si reca all'Ambasciata di Germania e poi in visita al Vaticano:
"Nel momento stesso che il Principe Imperiale di Germania Federico Guglielmo giungeva a Roma, faceva chiedere dal signor de Schloezer, ministro germanico accreditato presso il Vaticano, al cardinale Jacobini, segretario di Stato, di visitare il capo della Chiesa cattolica.
E il 18 dicembre, il Principe, dopo avere già visitato il capo dello Stato italiano, dopo d'avere deposta nel Pantheon sulla tomba del re unificatore una corona — si recò dal barone di Keudell, ambasciatore di Germania presso il nostro Governo, al palazzo Caffarelli, e di là, nelle ore pomeridiane, col suo seguito e in compagnia del ministro Schloezer, andò a far visita al papa. Nessuna pompa. Il Principe vestiva l'uniforme di maresciallo. Tanto Sua Altezza quanto il suo seguito si servirono di carrozze di rimessa, in forma affatto privata: solo i cocchieri avevano una coccarda dai colori germanici: bianco, rosso e nero.
Le carrozze entrarono nel cortile vaticano, mentre un picchetto di svizzeri schieravasi in fila e presentava le armi: la bandiera papale bianca e gialla sventolava all'aria. Altre guardie svizzere, un bussolante in abito talare paonazzo, un cameriere segreto del papa, in abito nero alla spagnuola con spadino, accoglievano l'augusto visitatore. Nella sala Clementina, altra fila di svizzeri; nella sala successiva i palafrenieri schierati nei loro abiti di velluto e raso rosso; nella terza, i gendarmi in grande uniforme; nella quarta, le guardie palatine; e nella sala degli arazzi i bussolanti e, procedendo, le guardie nobili. Monsignor Macchi, maestro di camera del papa, andò incontro a Federico Guglielmo e lo introdusse col suo seguito nell'anticamera nobile, dove monsignor Samminiatelli, elemosiniere, e tutte le altre alte cariche di palazzo si trovavano raccolte.
Il Pontefice, tosto ufficialmente informato dell'arrivo, venne incontro premuroso al visitatore protestante, e lo introdusse nel suo gabinetto particolare, dove i due alti personaggi s'intrattennero quasi un'ora in colloquio privato; finito il quale, il Principe presentò il suo seguito al papa.
Più tardi, dopo avere visitato le gallerie e i musei, il principe passava dal Vaticano direttamente a quello che fu già palazzo apostolico, al Quirinale....
Il nostro corrispondente speciale, signor Del Don, potè cogliere il momento in cui le carrozze, entrate nel cortile del Vaticano, recavano l'augusto Principe e gli alti personaggi del suo seguito, e persino l'altro, così imponente, così solenne, del ricevimento nelle sale vaticane.
Egli ha potuto inviarci uno schizzo fedele del momento in cui Leone XIII, uscendo a sinistra da' suoi appartamenti segreti, va incontro al primo principe straniero che, ospite del re d'Italia, è ricevuto al Vaticano. E la bellissima sala del trono, dalle pareti coperte di damasco rosso con lavoro squisito, dal cielo riccamente intagliato e dorato.
Il trono sorge in fondo, tra due porte laterali: è qui, da questo trono, che il papa, secondo la prammatica, riceve le visite; ma egli preferì d'andar incontro al futuro potente imperatore e condurlo nel suo gabinetto. Il punto scelto dal nostro corrispondente fu uno dei più belli anche perchè l'ordine in quel momento scomparve: la corte pontificia si confuse fra i prussiani: i cattolici si frammischiarono ai protestanti.
Nel nostro disegno si vede Leone XIII, e, più indietro, i monsignori Cataldi e Theodoli, maggiordomo questi di Sua Santità, e, dietro il principe, l'ambasciatore germanico presso la Santa Sede; i generali prussiani, perchè protestanti, stanno in piedi: uno solo s'inginocchia, perchè il solo cattolico. A destra e a sinistra, cardinali, camerieri segreti, guardie nobili; un insieme nuovo e curioso."
Pubblica apertura del giardino di Monte Caprino. Nell'occasione viene anche inaugurata una statua di Cola di Rienzo presso la cordonata del Campidoglio.
Ballo di Carnevale all'Ambasciata germanica, nelle ricche sale del palazzo Caffarelli
"Poco dopo terminata la quadriglia d'onore, verso le 12 e mezzo la fanfara reale ha annunciato l'arrivo del Re, accompagnato dal Duca d'Aosta e dal suo seguito — reduce dall'incendio segppiato quella sera nello stabilimento Pantanella.
Il ballo splendido, animatissimo, s'è protratto fin dopo le due, ora in cui le Loro Maestà si sono ritirate. Impossibile far nomi: della Roma diplomatica, politica, aristocratica nessuno mancava; è detto tutto!
Il conte De Solms si segnalò fra tutti i ballerini. Re Umberto gli disse che ballava come un giovanotto."
Festeggiamenti per le Nozze d'argento dei reali. Visita degli Imperiali al Vaticano:
"Alle 10 e mezzo del 23 aprile (domenica) gl'Imperiali si recarono a palazzo Caffarelli, presso il Campidoglio, sede dell'ambasciata di Germania presso il Quirinale, e, dopo aver ivi assistito all'ufficio divino nel tempio, in cui era raccolta la colonia tedesca, e udita la lettura dei salmi fatta dal pastore Probst, ritornarono al Quirinale, dove l'Imperatrice fece colazione.
L'Imperatore si recava, invece, a far colazione presso la Legazione prussiana, dai cui villini le truppe formavano, intanto, due ali sino al Vaticano.
L'Imperatrice giunse alle 2 alla Legazione, donde, con Guglielmo, in uniforme di colonnello degli ussari, si recò direttamente al Vaticano. Era vestita di nero colla fascia dell'Aquila nera. L'etichetta della Corte pontificia prescrive il velo: l'Imperatrice non volle metterlo, ponendosi, invece, in capo un cappellino di tulle nero.
Il corteo imperiale, nelle carrozze fatte venire apposta da Berlino (e il perchè s'immagina!), era così composto: Precedevano otto vetture col seguito. Veniva il battistrada dalla ricchissima livrea rossa, quindi la carrozza imperiale alla postiglione a quattro cavalli, nera, semplice, dietro alla quale sedevano due enormi staffieri dalle livree azzurre e argento col colbak sormontato da due voluminosi pennacchi bianchi. Le truppe, scaglione sulle piazze e sugli altri punti del passaggio imperiale, rendevano gli onori delle armi; le bande suonavano l'inno tedesco: la popolazione applaudiva.
Alle 2,35, la carrozza imperiale, per il portone della Zecca, ove ricevè il saluto ultimo ufficiale italiano, entrò nel cortile di San Damaso, dove due compagnie della guardia Palatina con bandiera i... tificia e con tamburi, rendevano gli onori militari; ne cortile stesse, i Sovrani furono ricevuti dal principe Ruspoli maestro del Sacro Ospizio, da monsignor Sambucetti, prefetto delle cerimonie, e dai camerieri d'onore di spada e cappa, conte Alborgetti. L'inviato prussiano von Bülow fece le presentazioni. Salita la scala regia, al primo ripiano altri monsignori attendevano i Sovrani.
Nella sala del trono, Leone XIII aspettava in piedi gl'Imperiali. Scambiati i saluti, il Pontefice li invitò nel suo appartamento, nella Sala Gialla: in questa era eretto un baldacchino, sotto il quale stavano tre poltrone eguali, ove si sedettero gl'Imperiali e il Papa. Il seguito rimase nell'anticamera segreta. Sua Santità regalò all'Imperatrice un mosaico della fabbrica del Vaticano, rappresentante la Basilica e la piazza di San Pietro; e un'artistica fotografia colorata rappresentante un gruppo degl'Imperiali con tutti i loro figli. Dopo pochi minuti, l'Imperatrice si licenziava e scendeva in San Pietro. Guglielmo rimase solo col Papa; il loro colloquio durò un'ora precisa. Tutti tirano a indovinare ciò che possono aver detto in segreto i due augusti personaggi; è superfluo raccogliere voci senza fondamento. Guglielmo raggiungeva, dopo il colloquio, l'Imperatrice in San Pietro.
Appena i Sovrani apparvero in piazza San Pietro, alla terza finestra dell'appartamento del Papa, che corrisponde alla sua stanza da letto, si scorse una figura bianca che guardava dietro i vetri facendosi riparo della luce colla mano. La folla scoppiò in un grande applauso e, con grida di viva, agitava i cappelli e i fazzoletti. La bianca esile figura non si mosse finchè la carrozza imperiale non disparve dalla piazza.
Il nostro corrispondente artistico, che potè osservare com'erano disposti gli alti personaggi nella Sala Gialla, ci manda un disegno che ha valore di documento. Quella figura di prelato, che si vede dietro all'Imperatrice, è il cameriere segreto di Sua Santità."
Inaugurazione della nuova decorazione della Sala del Trono nel palazzo dell'ambasciata germanica a Roma, al quale intervengono i Sovrani: "La decorazione venne eseguita per incarico dell’imperatore Guglielmo da uno dei pittori tedeschi meritamente più in voga, Hermann Prell."
Parziale demolizione del Palazzo Caffarelli sul Campidoglio già sede dell' Ambascita di Germania. Sull'onda del nazionalismo postbellico, si sceglie di cancellare la memoria della presenza tedesca in Italia, con il pretesto degli scavi dei sottostanti resti del Tempio di Giove Ottimo Massimo.
Seppur con alcune alterazioni, viene avviata la ricostruzione del palazzo Caffarelli al Campidoglio. Al terzo piano è ricavata una grande terrazza Caffarelli e al piano terra si realizzano dieci sale ampie stanze da adibire a sede museale.
Portone della Vigna Della Rovere a Via Salaria viene ricomposto presso il giardino della Villa Caffarelli al Campidoglio.
Inaugurazione del Museo Mussolini al Campidoglio, nuova sede della Galleria Comunale d'Arte Moderna e nuova sezione dei Musei Capitolini (dove sono trasferite le opere di scultura conservate nell'Antiquarium al Celio). Per l'esigenze espositive viene parzialmente ricostruito il Palazzo Caffarelli e sistemati i suoi giardini:
"Nel tratto già occupato dal Palazzo Caffarelli, dove il Comune di Roma ha cancellato, con una quasi totale demolizione, il ricordo degli abitatori teutonici, è stata messa alla luce una parte della platea del tempio di Giove Capitolino e sono stati ordinati due nuovi Musei con dedicazione al Primo Ministro Benito Mussolini.
In pari tempo il Governatore di Roma, Filippo Cremonesi, coadiuvato dal Capo dell'Ufficio Belle Arti, Tomaso Bencivenga, ha voluto il restauro del Tabularium con opportuni abbellimenti.
Oggi, con l'ampliamento dei locali destinati ai Musei Capitolini, la suppellettile, talvolta preziosa, già custodita all'Orto Botanico del Celio, è stata sistemata sul colle che riassume la storia civile, religiosa e bellica di Roma.
Nel recentissimo ordinamento scientifico, compiuto dal prof. Settimo Bocconi, d'accordo con l'architetto Ghino Venturi, s'è tenuto conto d'una distribuzione il più possibile cronologica. La statua tutelare di Giove è stata collocata al sommo della platea del Tempio di cui furono dissotterrati i maestosi blocchi di tufo, nel salone centrale del nuovo Museo.
Attorno alla statua di Giove, stanno quelle dell'Azeradi Piazza Sciarra, dell'A sc/epio di Piazza Colonna. Alcune opere dell'età repubblicana sono riunite nella sala seguente: Affena di Castro Pretorio, l'Adoratrice in basalto, l'Aphrodite di Arles, l’Athena attribuita da alcuni archeologi a Timoteo; insieme alle due are ad Ercole e al dio agreste Vermino, al sepolcreto rozzo in peperino dei Tibicini.
La Protomoteca capitolina è anch'essa riorganizzata, e prenderà il necessario sviluppo. Vi figurano, insieme a numerosi «Ritratti » d’uomini grandi, di s simo valore artistico, due busti dovuti ad Antonio Canova: il Pontefice Pio VII e il musicista Domenico Cimarosa.
È stata pure ordinata ed esposta una raccolta interessantissima di acquarelli di Roesler Franz, di prevalente sapore topografico, gustosi talvolta anche per la sveltezza del segno e l'immediatezza della forma.
La scultura è rappresentata da un bronzo i Ercole Rosa, da opere di Duilio Cambellotti, Giovanni Prini, Attilio Selva, Arturo Dazzi, Alfredo Biagini, Sirio. Tofanari. Ritrattisti e anim slalternano per le sale. Ci son pure il Nicolini e il Brozzi, il Cataldi e il D'Antino.
La Sezione del bianco e nero è scelta, non numerosa: essa avrà certo un notevole incremento in seguito. E se il Comune di Roma non darà vita ad un Museo delle Arti decorative che considero necessario, in queste nuove raccolte capitoline che arricchiscono Roma d'altre attrattive estetiche, dovranno pure ere collocati i migliori prodotti delle arti applicate.
Nelle quali è la ragione prima, la salvezza dell'arte italiana."
Irnerio
In seguito ai lavori di realizzazione della galleria della metropolitana (che avrebbe collegato la Stazione Termini al nuovo quartiere dell'esposizione Universale), cede il terreno sotto l'Antiquario del Celio, creando scollamenti di interi settori dei muri perimetrali e vistose crepe.
Le collezioni ed i materiali esposti vengono trasferiti nel vicino Palazzetto dell'Orto Botanico del Celio.
I frammenti della Forma Urbis sono trasferiti ad un un deposito di Palazzo Caffarelli.
I frammenti della Forma urbis sono trasferiti dal deposito di Palazzo Caffarelli ad un altro magazzino a Palazzo Braschi.
Committenti e finanziatori
Gruppi e Istituzioni
Casati e Famiglie
Stampe antiche1919
Il Campidoglio e l'invadenza Germanica
1899
Dante Paolocci
Nuove decorazioni dell'ambasciata Germanica
L'Illustrazione Italiana 1899
1899
Dante Paolocci
Nuove decorazioni dell'ambasciata Germanica
L'Illustrazione Italiana 1899
1899
Dante Paolocci
Nuove decorazioni dell'ambasciata Germanica
L'Illustrazione Italiana 1899
1892
Dante Paolocci
Ballo all'Ambasciata germanica
L'Illustrazione Italiana 1892
1850
Palazzo Caffarelli
1840
Paul Marie Letarouilly
Pianta generale del Campidoglio
Edifices Modernes de Rome
1838
Gaetano Cottafavi
Veduta del Campidoglio
Roma nell'anno MDCCCXXXVIII
1747
Giovan Battista Piranesi
Veduta del Campidoglio
Vedute di Roma