Informazioni storicheData: 1590 / 1872
Codice identificativo monumento: 2522
CronologiaPreparativi per la visita di Stato dell'Imperatore di Germania Guglielmo II:
Il Consiglio comunale istituisce un plotone di guardie municipali a cavallo da "adibire per i servizi di sorveglianza nelle feste pubbliche e per le comunicazioni fra i vari punti della città e del suburbio, dove la distanza è enorme".
L'architetto comunale Giocchino Ersoch è stato incaricato di realizzare un palco in stile eclettico intorno all'obelisco di piazza del Popolo e un quinta scenica al fondo di piazza del Campiglio (in vista del ricevimento in suo onore), collegando Palazzo Senatorio e Palazzo Nuovo con una costruzione effimera in stile.
Viene inoltre completato il monumento dedicato ai Caduti di Dogali alla Stazione Termini. L'obelisco viene innalzato di due metri, installando il piedistallo in granito di Baveno (appartenente all'obelisco Sallustiano) regalato dai Boncompagni Ludovisi al Municipio nel 1883.
A Piazza Esedra, agli angoli della nuova fontana, vengono sistemati quattro leoni di gesso accucciati.
Davanti agli appartamenti per gli ospiti (nella manica lunga del Palazzo del Quirinale) sono demolite tutte le fabbriche, per realizzare una vista su nuovi giardini. Tra queste la chiesa della Maddalena e di Santa Chiara.
"Al Quirinale si lavora alacremente sotto la direzione del marchese di Villamarina che, per quest'occasione, ha riunito qui molti tesori ch'erano sparsi nelle diverse Reggie d'Italia. Il marchese di Villamarina sa a memoria l'inventario di tutti i palazzi reali. A lui pertanto è riuscita facile, assai più che a qualunque altro, la scelta degli oggetti da far trasportare a Roma per accrescere ornamento e lustro al Quirinale. Nè vi prenda timore ch'egli non li disponga in bell'ordine, per modo che ne risulti un complesso armonico. Diamine! Il marchese di Villamarina è anche Presidente dell'Accademia di Santa Cecilia dove si dettano le leggi dell'armonia. L'appartamento dell’ Imperatore sarà una meraviglia."
L'imperatore di Germania Guglielmo II arriva a Roma in visita di stato:
"Il principe Enrico di Prussia, fratello dell'Imperatore, ha raggiunto Guglielmo II al confine italiano andando con esso a Roma nel treno imperiale. È già noto che il conte Erberto di Bismarck, ministro di Stato, figlio del gran Cancelliere, accompagna egli pure l'imperatore nel suo viaggio.
Erano alla stazione a riceverlo re Umberto, col principe ereditario, il duca d'Aosta e il duca di Genova, con le loro case militari; il presidente del Consiglio, i generali Pallavicini e D'Oncieu comandanti dell'VIII corpo e della divisione di Roma, il prefetto Gravina ed il prosindaco marchese Guiccioli. Nessun altro era stato ammesso nella stazione.
Verso il piazzale esterno era stato eretto un padiglione in velluto e broccato: copriva il marciapiede un ricco tappeto di Bruxelles. Alle due estremità del padiglione s'ergevano due pennoni che sorreggevano, quello di destra lo stendardo imperiale tedesco, quello di sinistra lo stendardo italiano.
Guglielmo II ed Umberto I presero posto insieme al principe di Napoli, in una carrozza di Corte scoperta, con le livree rosse, preceduta dai battistrada. Percorsero la piazza di Termini dove è stata rinnovata l'antica fontana, e s'avviarono per Via Nazionale. La grande strada, lungo la quale s'innalzavano più di 300 pennoni, eguali a quello del quale diamo il disegno, era straordinariamente affollata. Dai balconi e dalle finestre stipate di signore cadevano sulla carrozza fiori e piccole bandiere con i ritratti dei due sovrani e i colori delle due nazioni alleate.
La carrozza dei due sovrani dovette farsi strada lentamente in mezzo alla folla fino al portone del Quirinale. Entrati nella reggia i sovrani, i principi ed il loro seguito, le acclamazioni che li avevano accompagnati fino dalla stazione continuarono, mentre Guglielmo II presentava i suoi omaggi alla regina Margherita, alla duchessa d'Aosta ed alle duchesse Elisabetta ed Isabella di Genova che lo ricevettero circondate dalle loro dame. Pochi minuti dopo l'Imperatore col Re, la Regina, i principi e le principesse si affacciavano al terrazzo ch'è sulla porta del Quirinale; poi vi comparivano soli i due sovrani più d'una volta.
La bandiera germanica sventolava sul Quirinale insieme a quella italiana.
Guglielmo II ha ricevuto subito dopo il suo arrivo i ministri, i sottosegretari di Stato, i presidenti dei due rami del Parlamento, i generali che si trovano in Roma, e la Giunta Municipale alla quale si erano aggiunti dieci consiglieri scelti dal Sindaco. Il comune di Roma ha voluto in questa occasione mostrarsi splendido. La sua rappresentanza è andata alla reggia in gran pompa, con vetture di gala e livree ricche e nuove, preceduta dal corpo delle guardie municipali a cavallo recentemente formato, e con numeroso seguito di trombettieri e donzelli che portavano il gonfalone del Comune ed i 16 stendardi dei rioni di Roma.
Si prepara in onore di Guglielmo II una grande dimostrazione popolare. Roma è piena di forestieri e d'italiani di tutte le provincie. A molti non è stato possibile trovare alloggio e la stazione è tutt'altro che bella e clemente.
Nella gita da farsi ne' dintorni di Roma compresa nel programma della visita imperiale, Guglielmo II visiterà probabilmente Tivoli e la Villa Adriana."
"Abbiamo già detto nel numero passato che Guglielmo II, accompagnato dal principe Enrico di Prussia, dal conte Erberto di Bismarck e da altri personaggi della sua Corte, giunse a Roma alle 4, 10 pomeridiane del giorno 11 corrente. Fino dalla mattina v'era grande movimento per le strade della città, rallegrate da uno splendido sole autunnale. Facevano ala, per lo stradale dalla stazione al Quirinale, le truppe della guarnigione e gran parte di quelle riunite a Roma per la rivista, sotto gli ordini del tenente generale conte Paolo d'Oncieu de la Batie comandante la divisione di Roma. La legione allievi carabinieri formava un gran quadrato sul piazzale esterno della stazione, tenendo lontana la folla dagli ingressi.
Un colpo di cannone annunziò l'arrivo del treno imperiale; la gran campana del Campidoglio rispose a quel colpo rintoccando a festa. Sul marciapiede della stazione era schierata una compagnia del 5° fanteria con musica e bandiera. Il treno imperiale, con due locomotive inghirlandate ed imbandierate, con i colori italiani e tedeschi entrò lentamente sotto la tettoia: la musica intuonò l'inno prussiano Heil dir im Sieger-kranz (salve, o cinto dal lauro della vittoria).
Guglielmo II era in piedi sulla piattaforma. Scese primo andando diretto incontro a re Umberto, che si era avvicinato al vagone; lo abbracciò e lo baciò quattro volte, sulle bocca e sulle guancie. L'Imperatore aveva l'aspetto sorridente: vestiva l'uniforme rossa di colonnello del reggimento d'ussari della guardia ch'egli ha comandato per qualche tempo. Dopo aver baciato re Umberto, l'Imperatore si rivolse al principe Vittorio Emanuele; lo baciò due volte, poi dette una stretta di mano al duca d'Aosta e al duca di Genova. Re Umberto gli presentò prima l'onorevole Crispi cui Guglielmo strinse la mano, poi gli altri personaggi della sua casa.
I saluti e le presentazioni durarono una diecina di minuti, dopo i quali Re ed Imperatore si avviarono verso l'uscita. Al loro comparire sotto il baldacchino eretto fuori della stazione, la folla immensa li accolse con una lunga ed entusiastica acclamazione. I due sovrani presero posto in una carrozza a due cavalli ed il corteggio si mosse verso il Quirinale.
Nella prima carrozza vi erano due aiutanti di campo e due maestri di cerimonie del Re.
Nella seconda l'Imperatore Guglielmo e il re Umberto: la precedevano e la seguivano i corazzieri. Il generale D'Oncieu cavalcava a destra, il capitano Werner comandante dei corazzieri a sinistra.
Nella terza carrozza erano il principe Enrico di Prussia e il principe di Napoli. Nella quarta il duca d'Aosta e il duca di Genova. Tanto il Re come gli altri principi di casa Savoia portavano al collo le insegne dell'Ordine dell'Aquila Nera.
Nella quinta carrozza v'erano il conte Erberto Bismarck, l'onorevole Crispi, il conte di Solms ambasciatore tedesco ed il von Liebenau gran maresciallo di corte dell'Imperatore. Nella sesta il generale Wittich, il generale von Hahnke, il conte Visone ed il generale Pasi. Nelle seguenti le altre persone del seguito dell'Imperatore e della casa militare del Re d'Italia. Un drappello di corazzieri chiudeva il corteggio.
Quando questo ebbe traversata la piazza di Termini e fu giunto all'esedra che serve d'ingresso a via Nazionale, s'offerse allo sguardo dell'imperatore tedesco uno spettacolo veramente meraviglioso. Lungo la via Nazionale più di centomila persone si affollavano sui marciapiedi dietro le truppe, alle finestre, sui tetti, sulle gradinate, sulle inferriate. Il palazzo dell'Esposizione, che ha una spaziosa gradinata davanti, era stato preso d'assalto fino da mezzogiorno. Le finestre disponibili s'erano vendute a prezzi favolosi; il gran palco fatto costruire dalla Banca Nazionale sul terreno di sua proprietà non avrebbe potuto contenere una persona di più.
Dalle finestre, imbandierate ed ornate di parati di fiori e di verzura, si gettavano fiori e piccole banderuole con i ritratti dei due Sovrani. Parecchie bande musicali distribuite lungo la strada suonavano l'inno tedesco. Guglielmo II, la cui fisionomia, non severa ma impassibile, tradisce difficilmente lo stato dell'animo, salutava con rigida compostezza alzando il braccio destro ed avvicinandosi al kolback l'indice ed il medio: ma nel suo occhio chiaro ed espressivo si leggeva facilmente che quella accoglienza eragli graditissima. Le grida, le acclamazioni entusiastiche accompagnarono la carrozza dei due Sovrani fino al Quirinale. La folla tentò più volte di rompere i cordoni della truppa, appena passato il corteggio: poi si precipitò per tutte le vie laterali verso la piazza del Quirinale, dove gli applausi ripetuti, insistenti continuarono per più d'un quarto d'ora, fino a quando cioè non si videro due staffieri di corte venuti a mettere un arazzo sul parapetto del balcone.
Entrato nella reggia italiana, Guglielmo II fu ricevuto a' piedi del grande scalone dal conte Cesare Gianotti primo maestro di cerimonie di S. M. e ff. di prefetto di palazzo che, precedendolo, lo accompagnò fino al salone detto degli Svizzeri, dove attendeva l'Imperatore S. M. la Regina con le principesse Letizia, Elisabetta e Isabella, e la marchesa ed il marchese di Villamarina.
Guglielmo salì lo scalone tenendosi alla destra del Re ed appena giunto davanti alla Regina prese la mano che essa gli stendeva e gliela baciò. Quindi baciò la mano alle principesse mentre il principe Enrico s'inchinava davanti alla Regina e le baciava egli pure la mano.
La Regina al braccio dell'Imperatore, la principessa Letizia a braccio del Re, la duchessa di Genova madre a braccio del principe Enrico, e la principessa Isabella a braccio del Principe ereditario, passarono nella sala azzurra dove furono presentate all'Imperatore la duchessa Sforza Cesarini, la contessa Marcello e la principessa Pallavicini dame di corte, la duchessa Massimo di Rignano, la contessa di Santaflora e la marchesa Calabrini dame di palazzo.
Dalla sala azzurra i Sovrani e le principesse passarono nella sala da ballo dove erano riuniti i cavalieri dell'Annunziata, i grandi dignitari dello Stato e della Corte, i presidenti del Senato e della Camera con gli uffizi delle due presidenze, il comandante del IX corpo d'esercito e quello della divisione di Roma, il prefetto, ed il prosindaco con la giunta municipale.
Le presentazioni furono brevissime perchè giungeva fino alla sala da ballo il fragore degli applausi, annunziando che la popolazione desiderava di salutare nuovamente l'Imperatore. Questi strinse la mano al generale Della Rocca, agli onorevoli Biancheri e Farini, al generale Pallavicini, ed espresse in poche ma cordiali parole al marchese Alessandro Guiccioli ff. di Sindaco il piacere di essere stato accolto tanto festosamente nella capitale d'Italia.
Gli applausi intanto continuavano. Finalmente comparvero sul balcone l'Imperatore col Re, la Regina, la principessa Letizia, le due duchesse di Genova, il principe Enrico, il principe di Napoli, il duca d'Aosta e il duca di Genova. L'Imperatore rispondeva alle acclamazioni agitando il kolback che aveva in mano e sorridendo di soddisfazione. Girò più volte intorno lo sguardo non potendo trattenersi dall'ammirare lo stupendo panorama di Roma ed il non meno stupendo spettacolo della folla che a perdita d'occhio riempiva non soltanto la piazza ma tutte le strade che vi fanno capo. Prima di ritirarsi Guglielmo II fece un nuovo saluto allargando le braccia come se volesse comprendere in un solo abbraccio quel popolo che ricordava d'aver veduto dieci anni sono, su quello stesso balcone, il Kronprinz Federico sollevare nelle braccia il principe di Napoli allora fanciullo...
Diremo qui che i principali personaggi del seguito dell'Imperatore sono il conte Erberto Bismarck (segretario di Stato per gli esteri), il gran maresciallo di corte Von Liebenau, il generale Hahnke capo del gabinetto militare di S. M. germanica, ed il consigliere Lucanus, ex sottosegretario di Stato al ministero de' culti, ora capo del gabinetto civile di S. M. Il signor di Liebenau si trova da 15 anni al fianco del suo giovine sovrano: il generale Hahnke ed il consigliere Lucanus, benchè occupino da pochi mesi i loro elevatissimi uffici, godono tutta la fiducia dell'Imperatore."
Nella notte dal 30 al 31 ottobre, tre persone che rincasando traversavano la piazza del Quirinale, sì accorgono che esce del fumo da un'apertura semicircolare esistente sopra una porta del palazzo, verso la via del Quirinale.
Lo spazio rimasto internamente disponibile nell’androne di detta porta serviva a deposito provvisorio di mobilio, e vi si trovavano în questo momento molti di grande valore artistico fatti vemire da Torino e da altre residenze reali per il quartiere dell'imperatore Guglielmo II.
Nel fare un cavo per rinforzare il fondamento del muro, che separa i reali giardini del Quirinale dal braccio del palazzo detto la Manica lunga, si è trovato, fra la terra di scarico, un cumulo di rottami di anfore e di altri antichi vasi, comuni, in terracotta. In prossimità dello stesso luogo si rinvenne un puteale di marmo, con cornice e zoccolo, ornato tutt' attorno di larghe baccellature ondulate. È alto m. 0,68, ed ha il diametro interno di m. 0,50 e l'esterno di m. 0,66. Sull'orlo sono due solchi, prodotti dal lungo attrito della corda che serviva ad attingere l'acqua.
Giuseppe Gatti.
Il Presidente della repubblica francese Émile Loubet, arriva in visita a Roma accompagnato dal ministro degli Esteri Delcassé. Viene accolto al Quirinale da re Vittorio Emanuele III di Savoia. Per l'occasione, nell sito del demolito Palazzo Piombino viene realizzato un giardino posticcio.
Visita a Roma del Re Giorgio V e della Regina Maria di Gran Bretagna. Viene organizzato un pranzo di gala nel Palazzo del Quirinale.
Visita di Stato della Regina Elisabetta II d'Inghilterra, accompagnata dal Duca di Edimburgo a Roma. I sovrani sono ospitati negli appartamenti imperiali nella manica lunga del Quirinale. Incontri con il presidente della Repubblica Ciampi e papa Benedetto XVI.
Visita di Stato della Regina Elisabetta II d'Inghilterra, accompagnata dal Duca di Edimburgo a Roma. I sovrani sono ospitati negli appartamenti imperiali nella manica lunga del Quirinale. Incontri con Papa Francesco e il Presidente Napolitano.
Progetto
Committenti e finanziatori
Opere d'arte e decorazioni
Stampe antiche1900
Inaugurazione del monumento a Carlo Alberto
L'Illustrazione Italiana 1900
1818
Villa del Qurinale
Catasto Urbano
1761
Domenico Montaigù
Veduta di Montecavallo
Nuova raccolta delle più belle Vedute di Roma
1747
Giovan Battista Piranesi
Piazza di Monte Cavallo
Vedute di Roma
1739
Giuseppe Vasi
Manica lunga del Quirinale
Novo teatro delle fabriche et edifici fatte fare in Roma sotto Papa Clemente XII
1735
Veduta del Quirinale
1735
Veduta del Quirinale
1699
Alessandro Specchi
Palazzo pontificio sul Quirinale
Nuovo Teatro delle Fabbriche et Edificii sotto Papa Innocenzo XII
1696
Lievin Cruyl
Prospectus Palatii Quirinali
Thesaurus Antiquitatum Romanarum
1686
Tiburzio Vergelli
Sant'Andrea al Quirinale
Il Nuovo splendore delle fabriche in prospettiva di Roma moderna
1669
Giovan Battista Falda
Chiesa dedicata a S. Andrea Apostolo sul monte Quirinale
Novo teatro delle Chiese di Roma date in luce sotto papa Clemente IX
1666
Lievin Cruyl
Veduta del palazzo del Quirinale
Prospectus Locurum Urbis Romae Insignium
1623
Matthaus Greuter
Palazzo Papale a Montecavallo
Giardini romani
1613
Giacomo Lauro
Pontificiar Aedium Hortorum Quririnalium
Antiquae Urbis Splendor