Informazioni storicheCodice identificativo monumento: 2683
Cronologia I censori Spurio Servilio Prisco e Quinto Clelio Siculola, avviano la costruzione delle nuove mura difensive. La costruzione durò oltre 25 anni.
La nuova cinta, estesa circa 11 km, include circa 426 ettari di territorio. Al Campidoglio (già protetto da una fortificazione propria, l'arx capitolina), furono collegati Quirinale, Viminale, Esquilino, Celio, Palatino, Aventino e parte del Foro Boario, sfruttando, dove possibile, le difese naturali dei colli.
Le mura sono alte circa 10 metri e spesse circa 4 metri, in alcuni tratti ulteriormente protette da un fossato largo mediamente più di 30 metri e profondo 9.
Il tratto pianeggiante (e più indifeso) tra Quirinale ed Esquilino, lungo un chilometro, viene rafforzato con un aggere (agger), un terrapieno largo più di 30 metri.
Durante scavi nei pressi della porta Viminalis, per la realizzazione dell'ampliamento della Stazione Termini, vengono scoperti due cippi di travertino, alti m 2,20 per 0,65:
"Gli scavi aveano ridonato pure alla luce due grandi cippi di travertino che facevano menzione di acquedotti e che erano stati qui posti per ordine dei curatori delle acque."
A settentrione del Monte della Giustizia, sul lato che guarda la via di Porta s. Lorenzo, essendo da qualche tempo apparsi residui imponenti dell’aggere Serviano, con numero di filari maggiore che nei punti prima conosciuti, affinchè fossero salvate agli studi le notizie relative a così importante reliquia, ordinai che vi si facessero regolari ricerche per conto governativo. E vi si scoprì dapprima il cadavere di un giovinetto, avente presso il cranio due monete di bronzo, una mal conservata di Filippo padre, l'altra assai ben mantenuta e rarissima, di Domizia moglie di Domiziano (cfr. conEN, tav. xvi. 10); indi a breve distanza, vicino ai ruderi di un muro a sacco presso il cominciamento delle strade, s’ incontrò un monumento di travertino di forma circolare, del diametro di circa met. 3.00, con due ordini di massi tagliati a segmenti di circolo, congiunti tra loro senza cemento.
Continuate inoltre le ricerche presso l'aggere, alla profondità di met. 5.60, furono trovati residui di una casa privata, addossata al muro esterno di esso, con avanzi d’intonachi dipinti; e vi si raccolsero più pezzi di una fistula aquaria, utensili di erro, un’anforetta, tre orciuoli, i rottami di un fregio in terracotta con rilievi di scene altletiche (cfr. CAMPANA, tav. xcv), lucerne, e frammenti di vasetti di vetro, in uno dei quali si notano le lettere: M AR YLAE. Ma non essendo ancora compiute le indagini intorno a quei resti antichissimi, rimetto ogni altro particolare al tempo in cui mi sarà dato di presentare il tipo degli avanzi scoperti.
Nel gettarsi le fondamenta della nuova Dogana municipale, sul confine dello stesso Monte presso le Terme di Diocleziano, s'incontrarono latomie profondissime, simili a quelle rinvenute sotto il Ministero delle Finanze ed in altre parti dell’ Esquilino; nè molto lungi, nei lavori per la fogna a sinistra della via del Maccao, si rinvenne un pezzo di cornicione marmoreo, largo met. 0.90 alto met. 0.70, con foglie e rosette, dello stile attribuito generalmente all’epoca dei Flavii.
Giuseppe Fiorelli.
Nell'angolo meridionale del Monte della Giustizia dietro il fabbricato della stazione della strada ferrata ricomparve una fogna di opera laterizia coperta di mattoni disposti a capanna, in uno dei quali si lesse il bollo edito dal Fabretti a p. 514 n. 188.
Vi si raccolse poi un'anfora; una parte di fregio in terracotta con ornati e rappresentanze, che ricordano la tavola del Campana (Antiche opere in plastica tv. XCV); altro mattone con bollo (Fabretti, pag. 516 n. 241); una lucerna fittile; un campanello di bronzo con tre monete di terzo modulo molto ossidate. Altra lucerna fittile, trovata nel medesimo luogo, presenta superiormente un gallo ad ali aperte che becca in un cestino di uva, ed ha il nome C CAESAE.
Poco più oltre, non lungi dal posto in cui fu scoperto l'oratorio privato cristiano, si rinvenne un piedistallo in marmo, alto metri 0,11, largo alla base metri 0,08, che ha inferiormente una feritoia, sotto la quale è la lettera B; ed un frammento d'iscrizione largo” metri 0,10, alto metri 0,08 con residui di belle lettere " PTV......
Presso altri muri d'opera laterizia, due dei quali a strati alternati di quadrelli di tufo e mattoni, giaceva una testina di statua virile in marmo bianco di non cattivo stile, mancante del collo ed alta metri 0,11, nonchè una strana lucerna in terra cotta in forma di fallo, su cui è accosciata una donna ignuda con buco dietro la testa per la cordicella a cui la lampada era sospesa.
Si incontrarono poi tra gli scarichi delle terre quindici pezzi d'intonaco dipinto, con ornati in istucco a riquadrature, e con figurine bianche a basso rilievo di bello stile, fra le quali meritano speciale considerazione un gruppo di un uomo e di una donna su fondo turchino, un Genietto alato con una lira, ed una figura di uomo panneggiato in fondo rosso.
Altri diciassette pezzi maggiori dei precedenti si rinvennero più tardi nel luogo stesso, i quali presentano: una donna volante di profilo, con indizî del manto dipinto sul fondo rosso cupo; un candelabro fra due Genî alati di profilo su fondo rosso, indi un timpano su fondo turchino, e due volute di acanto fra due cicogne; un Genio acefalo su fondo rosso, con varî ornati; un Centauro in fondo turchino con riquadro dello stesso colore, e con quattro Genî volanti fra una lira ed un cantaro; altra donna come la prima in fondo rosso con Genî volanti, e con figura bizzarra terminata in volute di acanto; un candeliere con figura di uomo nudo su fondo rosso; due capri presso un candeliere in fondo rosso, con cornici ed ornati in quadretti verdi; un Pegaso ben conservato, con nascimento di acanto e due cicogne.
Fra le rovine delle case antiche addossate all'aggere si ebbero tegoli col bollo: OP DOL EX PRAED AVG N FIG LINPONTICLANAS cfr. Fabr. p. 519 n. 295, ed altro tegolo col raro bollo: OP DOLEX PR DOM AVGVST N FIG FOR DOMITIANARV aquila ad ali aperte
Un altro mattone presentò un bollo comunissimo (Fabretti pag. 518 n. 272); ed in altro si notarono le sole lettere AN - LS Unitamente ai ricordati mattoni si raccolse: parte di tubo di conduttura di piombo lunga metri 0,42; peso rotondo marmoreo su cui è inciso il num. X; peso onciale di bronzo con testa di Mercurio; una lucerna di terra cotta con rilievo rappresentante due grappoli; piccoli frammenti marmorei e monete ossidate.
Continuati gli sterri verso oriente, e demoliti i muri ad opera laterizia, con belli archi semicircolari, i cui mattoni presentarono il bollo L SAMNI PLOCAMI, si trovò una piccola vaschetta di marmo con buco in una parte del fondo, larga met. 0,25, alta met. 0,14, nella cui fronte leggesi: IVLIVS PAPPARIO ET ALFIVS MA XI MVS SODALIBVS CALCARESIBVS DD EX VOTO
Inoltre: un mortaio di marmo bianco, alto met. 0,30, ed altro simile rotto in due pezzi che ha i quattro manichi formati da una foglia elegante; la parte superiore di una piccola statua di Venere, alta met. 0,23; un piede marmoreo con sandalo di buono stile; un intiero panneggio di statua marmorea puerile, con attacco di altra figura, alto met. 0,09; un tronco di pilastrino di rara breccia corallina; una colonnetta con imoscapo di bel granito bigio, alta met. 0,20; un pezzo di lastrone di porfido; un frammento di terracotta con rilievo raffigurante un Genio alato che regge una corona; un residuo di altro rilievo fittile con testa di guerriero, ed accanto una figura muliebre; la parte superiore di una lucerna fittile con rilievo di un elefante; altra lucerna di terra più fina con due becchi, e con ornato di conchiglia nel mezzo; altra lucerna fittile a tre becchi; altra con bollo MTRO, e due altre cristiane con monogramma Chi Rho, manico di grande lucerna in forma di foglia aperta; parte di vaso potorio aretino; pezzo di grande mattone con residui d’intonaco, su cui è rilevato a stucco un Sileno coronato di edera; mattone con bollo (Fabretti pag. 501 n. 58); un lastrone di piombo; pezzo di una catenellla di bronzo; due avanzi di una fibula di bronzo; dieci monete ossidate, sette delle quali appartenenti agli imperatori Costante e Valente. In un pezzo di lastra di marmo, largo metri 0,12 si notarono le lettere: ...II ...IMPESA DEDI
Ricomparve poi un tratto di antica via lastricata a poligoni di selce, della larghezza di metri 2,50, continuando verso oriente secondo l’aggere, ed a poca distanza dal punto in cui sorgeva l'oratorio cristiano, si scoprirono tre grandi parallelepipedi di pietra gabina come contrafforti all'aggere stesso. Altri massi simili si incontrarono lì presso, collocati egualmente in modo da porgere chiaro indizio, che quivi si aprisse una delle antiche porte, che si potè in seguito riconoscere essere la porta Viminale.
Giuseppe Fiorelli.
La continuazione degli sterri al Monte della Giustizia. ne ha posto in grado di meglio riconoscere l’antica Porta Viminale del recinto Serviano, per la quale si sono fatte le pratiche necessarie, a fine di mantenerla agli studi ed alla città. I lavori intanto spinti molti alacremente, nella parte che prospetta la stazione della strada ferrata e nel lato meridionale del monte, hanno rimesso a nudo la faccia interna del muro Serviano, del quale si conserveranno tutti i tratti che sarà possibile, conciliando ad un tempo gl'interessi della scienza coi bisogni edilizii.
Fra questi lavori, oltre le scoperte topografiche, che diedero contezza di maggiori particolarità dei fabbricati di epoca posteriore, addossati all'aggere stesso, si raccolsero fra le terre durante il mese di febbraio: Marmo. Un piede di sedia marmorea in forma di zampa di leone, alto met. 0,20; una testa di statua virile colossale di buono stile con capelli corti e tenia, ma con viso assai mutilato, alta senza il collo met. 0,27; una lastra marmorea, larga met. 0,30, alta met. 0,28 in cui si vede graffito, un pezzo di pluteo in lastrone di marmo con cornici volte ad arco, largo met. 0,48, alto met. 0,25; una colonnetta di lumachella bigia, alta met. 0,20, del diametro di met. 0,13; pezzo di paludamento di marmo pario; l’erma di una Baccante alta met. 0,31; un torsetto acefalo di piccola statua di Venere alto met. 0,05; una stampa in palombino alta met. 0,12, targa met. 0,07, ove sono nove quadretti con piccolissime figure incavate tutte quante nella stessa movenza, che sembra quella di una Fortuna; un masso appartenente ad una iscrizione marmorea, largo met. 0,25, alto met. 0,23 in cui restano le lettere TVS...... alte ciascuna circa met. 0,04; una voluta di capitello composito, larga met. 0,20 di mediocre stile; una piccola mano di statua muliebre mancante delle dita, lunga met. 0,11; una piccola base attica di colonia marmorea, alta met. 0,10, del diametro di met. 0,13; un frammento di ara votiva, alto met. 0,55, largo met. 0,33, profondo met. 0,30, con residui della iscrizione dedicatoria: ...NIVS FRVCTOSVS IMM PERPET ARAM cuM COLumnIS ET CVLTV DIS D D
Piede di piccola statuina con coturno allacciato; un macinello di colori in forma di dito; testa di statuetta muliebre, alta met. 0,10. Terracotta. Quattro anfore iutiere; cinque lucerne, una delle quali con rilievo di un manipolo di spighe; mattoni con bolli rispondenti ai num. del Fabretti 272, 295, 314, 333. Vetro. Un balsamario. Bronzo. Piccolo disco, e piastra di serratura con buco per la chiave; una fibula; un tintinnabulo; dodici monete ossidate di secondo e terzo modulo, una delle quali comunissima appartenente a Traiano, ed altra riferibile a Salonino. Ferro. Vari utensili di forma ordinaria, cioè due accette, due coltelli, un arpione. Piombo. Frammento di fistula aquaria anepigrafa, lunga met. 0.85. Osso. Due aghi crinali.
Nel mese di marzo si scoprirono: Marmo. Un mortaio intero ed altro frammentato; erma di una Baccante di buono stile, alta met. 0,16; peso del diametro di met. 0,30, in cui è incisa la nota numerale C; altro simile, con residui del gancio di ferro a cui si attaccava; lastra di giallo brecciato, larga met. 0,13; piccolo rocchio di colonnetta liscia della stessa pietra, del diametro di met. 0,07; capitello ionico di stile della decadenza, del diametro di met. 0,08; frammento di braccio con mano sostenente la metà di un Bacco nudo fanciullo, appartenente a statua di buona scultura, e lungo met. 0,15; testa barbata mancante del cranio: mano di statua muliebre di grandezza naturale; pezzo di paludamento in alabastro cotognino, largo met. 0,10; parte di piccola testa con tenia; mezzo capitello corinzio, alto e largo met. 0,12; statuetta acefala di Ercole, con pelle di leone sul braccio, alta met. 0,30; frammento di piccolo bassorilievo in marmo greco giallognolo, largo met. 0,13, alto met. 0,15, in cui resta una figura muliebre di non cattivo stile, reggente colla destra un vaso, mentre le si avvicina un Genio igrudo alato; pezzo di colonnina di portasanta, baccellata a spira, del diametro di met. 0,08, ed altro simile di marmo bianco : peso di alabastro orientale alto met. 0,10, diametro met. 0,12; altro simile con rocchio di colonna di bigio, alto met. 0,08, diametro met. 0,16; parte inferiore di una statuetta virile poggiata al tronco di un albero, alta met. 0,30; piedi della statuetta di un giovine, con base larga met. 0,25; pezzo di paludamento di statua muliebre; mano di statuetta simile, e parte di gamba di statua virile maggiore del vero; altro frammento di statua di Ercole alto met. 0,27; tondo di porfido adoperato per pavimento; due capitelli corinzi, rotto il primo in tre pezzi, e l'altro intero; un piccolo rocchio di alabastro orientale alto met. 0,18; un piedino di statua virile lungo met. 0,08; tronco di colonnetta in rosso antico, lungo met. 0,10; bassorilievo con figura di Ercole, largo met. 0,25, alto met. 0,30; tronco d'albero con piede di statuina alto met. 0,12, e parte di hassorilievo con colonnina striata; parte anteriore di un ossuario rotondo, larga ed alta met. 0,24 con targa e cornici, e con le lettere nel mezzo C L D, altra stampa in palombino larga met. 0,10; vari pesi ed alcuni ornamenti architettonici. Terracotta. Frammenti di antefisse, alcune delle quali colorate con grifi che divorano un leone, altri con pantere presso di un cratere, ed altri con Vittoria recante la palma nella destra ed una corona nella sinistra; lucerne comuni col bollo FORTIS, ed. altra simile a quella riportata dal Sante Bartoli al num. 17 nella parte prima delle sue Lucerne sepolcrali; un orciuolo ed alcune anfore, in una delle quali sono impresse sul collo le lettere C A M; mattoni con bolli identici a quelli editi dal Fabretti ai num. 62, 63, 117, 276; altro in cui è impresso un caduceo con le lettere laterali IN EV ed altro in cui si legge: EXPRIMPANTONINAVG EXFIGAB... OPVS SATRINI FORTVNATI Bronzo. Monete comuni di secondo modulo di Antonino Pio, Giulia Mammea, ed Alessandro Severo; di terzo modulo appartenente a Claudio Gotico; quarantadue monete conservatissime di terzo modulo, spettanti per lo più ad Aureliano, ed agli imperatori Tacito, Floriano, Probo, Carino e Caro; moneta di primo modulo di Filippo padre, ed altra di terzo modulo di Costantino iuniore; un cucchiaio, due anelli ed un tintinnabulo. Ferro — Coltelli, arpioni ed altri utensili.
Nel mese di aprile finalmente non mancarono pezzi. di sculture, tra i quali merita speciale ricordo un frammento marmoreo di piccolo toro, con residui di figura sedente su di esso, appartenente forse ad un piccolo gruppo che rappresentava il ratto di Europa. Si raccolsero inoltre varie monete comuni, mattoni con bolli conosciuti, e le seguenti lapidi: 1. L ANTONIVS CARICVS HERCVL D ARAM D IMPTAELIO ANTON PIO III MAELIO AVRELIO CAESARE COS ; 2. ... NOBENE MERENTI FILEMON BO COLLEGE SVO FECIT QVI VIXIT ANNIS; 3. DIIS MANIBVS PONTIAE PROCVLE CONIVGI DVLCISSI MÆBENE MEREN...; 4. ...RENTI ...ECTVS ..IVS
Giuseppe Fiorelli.
Presso la casetta dell'impresa degli sterri al monte della Giustizia, innanzi a quella parte della Stazione della strada ferrata destinata alle merci, ricomparve li 8 di maggio un pavimento a musaico, con fascia nera e nodo gordiano nell'angolo, largo met. 1,65 per met. 0,40.
Vi si scoprirono poi altri muri di antiche abitazioni addossate all’aggere, la cui facciata interna fu rimessa a nudo per grande estensione. Gli oggetti ed i frammenti raccolti durante i lavori furono scoperti: Marmo. Due pilastri baccellati a quattro lati, lunghi met. 0,30, per met. 0,17, per met. 0,15; frammento di una mano mancante delle dita, con foro per il perno; base di piccolo simulacro, su cui restano i piedi della statuetta ed un perno di ferro lateralmente; pezzo di colonna di africano; altro pilastrino con frammento di ornato a fogliami, tanto di fronte che nei lati; statuetta muliebre acefala alta met. 0,11; lastra marmorea di met. 0,32 per met. 0,22, con residuo d’un’iscrizione funeraria: ...XX M V D IX | ...S SEP; frammento di lapide lungo met. 0,40, alto met. 0,35 con resti di un titolo dedicatorio, ...SARID... | ...NIPI I F... | ...NIN...; un mortaio ed altri avanzi architettonici;
Bronzo. Fibuletta circolare; statuetta della Fortuna con cornucopia e remo, alta met. 0,07; frammenti di serrature e monete irriconoscibili; Piombo. Lastra anepigrafa lunga met. 0,90, alta met. 0,38; Osso. Un dado, una cerniera, molti aghi crinali, un pezzo di rivestimento di mobile, due teschi umani; Vetro. Due piccoli balsamari; Terrecotte. Molti tegoli con bolli di fabbrica, anfore, e lucerne comuni.
Continuati gli scavi presso la Porta Viminale, allo scopo di conoscerne esattamente le misure, vi si raccolsero alquante monete ossidate, un pezzo di urna marmorea con ornati a fogliami, ed un pezzo lungo met. 0,75 del diametro di met. 0,20, tutto formato di tartaro depositato dalle acque a strati circolari in qualche tubo di terracotta o di piombo, di cui per altro non si trovarono traccie.
Ivi pure fu scoperto un busto muliebre di bronzo, alto met. 0,11, largo met. 0,08, un pezzo di colonnetta in verde antico, ed un pezzetto di porfido.
Giuseppe Fiorelli.
Al Monte della Giustizia, nel mese di febbraio è stato scoperto quel tratto del muro di sostruzione dell'ggere serviano, che va a congiungersi con l’ala destra della porta Viminale. Questo tratto è lungo met. 34,80, a partire dalla testata del muro antecedentemente scoperto: ha una sezione uniforme di met. 3,20, ed è rinfiancato da uno sperone di met. 2,05 in quadro. L'altezza varia dai due agli otto strati di pietre, alti ciascuno due piedi romani. Contro la superficie esterna del muro sono appoggiati edifizî dell'epoca imperiale, con importanti restauri del secolo IV. e V.
Lo sterro di questa zona estramuranea, proseguito fino a raggiungere lo speco dell'acqua Felice, parallelo alla via di porta s. Lorenzo, ha condotto alla scoperta di un sottoscala, costruito in buon laterizio, il quale per essere stato lungo tempo chiuso da una porticina di legno (di cui rimanevano al posto le bandelle, ed i gangheretti), era sgombro dalle macerie.
Sul fondo del sottoscala si trovarono accumulati questi oggetti. Stadera completa di bronzo, con la relativa asta, piatto, umcini, catenine, e peso rappresentante un busto di Venere, di buona maniera; una mestola di metallo lunga met. 0,34; altra simile lunga met. 0,31; altra simile mancante del manico; ansa di cratere in bronzo, in forma di una coppia di delfini con le code intrecciate, larga met. 0,16; avanzi di un secchio di legno, cerchiato di ferro, pieno di ferramenta; quattro lastre di metallo, le quali fasciavano un mobile o una cassa; altri avanzi di catini, orciuoli, ed utensili di cucina.
Furono quivi accanto raccolti molti mattoni col timbro: D P D; TROPHIM AGATHOBVLI DOMIT IR LVCILLA DOL D V; D PR OST SC ed altri ben noti, dei figuli domiziani Primitivo e Felice. Le lucerne fittili hanno le marche: bASAVG, Apollo liricine; TAXIPOL, Corona di lauro; L MARMI, Genietto sopra un delfino; SAECVL, Fra due bustini; FRVGI, Oca inseguita da un cane. Lo scavo ha inoltre restituito l’ordinario corredo di marmi, e frammenti di marmi figurati od ornamentati, di figuline, ossi, bronzi ed intonachi di varia specie.
Rodolfo Lanciani.
Ritrovata la strada, che attraversava l'aggere di Servio alla porta Viminale, tanto dentro la città presso l'angolo nord-est della stazione centrale, quanto al di fuori, presso l'angolo delle vie Magenta e Castro Pretorio. Questo secondo tratto è chiuso da sepolcri di epoca repubblicana, costruiti con rozzi tufi, senza cemento.
Rodolfo Lanciani.
La società delle Ferrovie Romane ha incominciato a disterrare gli ultimi avanzi del Monte della Giustizia, tra il cancello delle merci in via di porta s. Lorenzo, e la nuova Dogana. Si è scoperto un piccolo tratto della fronte esterna del muro di sostruzione all’aggere, a destra di chi entra nella porta Viminale. Parimenti sono state scoperte (ed abbattute) alcune camere dei bassi tempi, edificate sull'area della fossa. Hanno pareti di tufa con ricorsi di tegolozza, e soglie di travertino, tolte evidentemente da una fabbrica più antica.
Proseguiti gli scavi, è stato scoperto un tratto notevolissimo della fronte del muraglione che sostiene l’aggere serviano, con un selciato del medio evo, o degli ultimi anni dell'impero, il quale corre sul riempimento artificiale della vetusta fossa serviana.
Le costruzioni, che riempiono la zona fra il selciato e l’aggere, appartengono pure ai tempi bassi, e sono murate a ricorsi di mattone di tufi. Intorno gli speroni o contrafforti di peperino (cf. Lanciani, Mura di Servio p. 59). Quindi è stata rinvenuta nel suo proprio luogo una colonna di tufo rosso, larga nel diametro m. 0,45.
Emerge dal suolo per un metro, ed è coronata da capitello dorico in travertino di buona maniera. Doveva essere accompagnata da. altre simili colonne, essendosi già scoperto (fuori di posto) un secondo Copia d travertino. Il luogo merita di essere meglio esplorato..
Rodolfo Lanciani.
Stampe antiche1876
Pianta degli scavi al Monte della Giustizia
Bullettino della Commissione archeologica comunale di Roma
1876
Prospetto degli scavi al Monte della Giustizia
Bullettino della Commissione archeologica comunale di Roma
1873
Scoperte nel nuovo quartiere del Castro Pretorio
Bullettino della Commissione archeologica comunale di Roma
1871
Servian Aggere and Porta Viminale
Rome and the Campagna
1871
Thermae Diocletianae
Rome and the Campagna