Informazioni storicheCodice identificativo monumento: 2808
CronologiaDurante i lavori urbanistici del nuovo a Villa Ludovisi viene scoperto il cosidetto Trono Ludovisi.
Lo stato acquista 104 pezzi della collezione d'arte antica della famiglia Boncompagni Ludovisi. Tra questi: L'Ares, il trono, il Dioniso, l'Ermes, il Galata. :"Don Rodolfo Boncompagni principe di Piombino e gli onorevoli Panzacchi e Danieli, sottosegretari di Stato amente per la pubblica istruzione e del tesoro, firmarono l'atto di cessione, essendo testimoni il comm. Fiorilli, direttore generale per le antichità e belle arti, e l'avv, Artom.
Il prezzo d'acquisto fu concordato in un milione e 400.000 lire da pagarsi in dieci esercizi senza interessi. Per l'accordo si ebbe riguardo innanzi tutto a due stime separate, che il prof. Giulio De Petra e il marchese B. Chigi-Zondadari senatore del Regno, coadiuvato dal senatore Barracco, avevano già fatte nell'occasione di una domanda presentata nel 1894 dal principe Boncompagni perchè fosse tolto, dietro un compenso, il vincolo fidecommissario che gravava sul Museo; e si tenne conto in pari tempo dei diritti dello Stato rappresentati appunto da tale vincolo.
Così è che mentre scrivo si effettua già il traporto dello sculture, non in magazzini privati nè alla Villa Borghose, come annunziò una falsa voce, ma al Museo Nazionale delle Terme Diocleziane, destinate ad accogliere il prezioso deposito sono alcune stanze attiguo al chiostro detto di Michelangelo, l'ampio e stupendo peristilio, che un dì risuonava appena dei passi dei Certosini gravi e taciturni, ed ora è divenuto luogo di pellegrinaggio per quanti cercano il bello, per quanti si sentono attratti alla contemplazione dei monumenti, che ci ha lasciati l’antica civiltà della Grecia e di Roma.
Il Museo Boncompagni più che pel numero (i pezzi che vengono allo Stato sono circa un centinaio) s'impone per la qualità degli oggetti. Esso è una scelta fatta con tanto gusto e intendimento d’arte, che per questo riguardo pochi altri Musei reggono al confronto. Non sono molti infatti quelli che, sebbene più grandi, contengano in proporzione tante opere di prim'ordine, e possano vantare anche opere veramente originali, garantite dalla firma dell'artista.
Inoltre esso ha il rarissimo pregio di potere rappresentare le fasi principali della scultura antica, dall’ arcaismo alla decadenza, con opere che sono veri capisaldi della storia dell’ arte. Winckelmann ed altri archeologi si sono formati contemplando l'antico nei viali ombrosi e nei giardini fioriti di Villa Ludovisi."
Grazie alla Legge speciale per le antichità di Roma, sono incrementati gli spazi espositivi del Museo Nazionale Romani. Sono acquistati Palazzo Altemps, Palazzo Massimo e l'intero isolato della Crypta Balbi. Le collezioni museali vengono quindi riorganizzate nelle nuove quattro sedi, ognuna con una propria specificità:
La vecchia sede della Certosa, con i suoi monumentali spazi, accoglie il Museo Epigrafico (della Comunicazione Scritta dei Romani) e il Museo di Protostoria (dei Popoli Latini), mentre le aule delle Terme di Diocleziano, sono interessate da importanti lavori di restauro.
Palazzo Massimo espone i capolavori della produzione artistica romana rinvenuti nella città di Roma e del suo territorio.
Palazzo Altemps ospita le collezioni storiche e al racconto del collezionismo dei casati romani.
A seguito di una sistematica ricerca archeologica nell'area Crypta Balbi, negli ambienti del Convento di Santa Caterina, viene allestita una esposizione dei materiali scoperti durante gli scavi e un Laboratorio archeologico per le attività di restauro, archivio, analisi e studio.
Gruppi e Istituzioni
Casati e Famiglie