Informazioni storicheCodice identificativo monumento: 2954
CronologiaSi costituisce per iniziativa di artisti romani e stranieri residenti a Roma, l’Associazione Artistica Internazionale, con sede nel palazzo Torlonia a via Margutta, nel salone creato nell'area dell'ex Teatro Alibert.
La commissione incaricata di redigere il primo Statuto è composta dallo scultore Ettore Ferrari, presidente eletto è Baldassarre Odescalchi.
Scopo della Società è "l'incremento delle arti rappresentative e a tal fine, si propone innanzitutto di realizzare a Roma un’esposizione permanente di Belle Arti, di creare una biblioteca, una sala di conversazione, scuole serali di nudo e di costume, organizza esposizioni serie e umoristiche, vendite di bozzetti e quadri a beneficio dell’associazione".
Ciò che rimaneva del teatro Alibert viene messo all’asta dal principe Torlonia e viene aggiudicazione in favore di Baldassarre Pescanti, che incarica l'architetto Galanti di realizzare uno Stabilimento di Bagni con annesso Albergo.
Il Circolo Artistico Internazionale organizza una festa in onore di Wagner, nella sua sede:
"La gran sala di quel locale era tutta ornata a bandierette delle varie nazioni. Al fondo della sala era disposto un trofeo di istrumenti musicali su di una bellissima stoffa, e dinanzi al trofeo era collocato un busto in eretto dall'illustre maestro che l'egregio scultore Ettore Ferrari aveva poco meno che improvvisato. Maestri di musica, letterati ed artisti accorsero in gran numero.
Il presidente del Circolo prof. Vannutelli con la sua signora andarono incontro all'ospite colla di lui moglie, entrati nella gran sala, fu condotto il Wagner dinanzi al suo busto, ed egli si fermò con compiacenza a guardarlo, dicendo che Ferrari lo aveva cominciato con una fotografia poco rassomigliante, ma che poi lo aveva potuto eseguire con fotografie migliori."
L'Associazione Artistica Internazionale trasferisce la propria sede dal Palazzo a via d'Alibert, nel Palazzo Patrizi a via Margutta. Il Re umberto I partecipa alla prima esposizione di inaugurazione:
"Dal 1872 all'anno scorso il fiorentissimo Circolo Artistico internazionale di Roma occupava alcuni locali di via Alibert, sopravvissuti all'incendio che distrusse il teatro di quel nome, nel 1853. Quei locali erano di proprietà del principe Alessandro Torlonia che, più d'una volta, aveva pensato di destinarli ad altro uso, e finalmente si decise a non rinnovare più il contratto di locazione.
Il Circolo provvide per conseguenza alla costruzione di una nuova residenza, in via Margutta, la strada classica dell'arte, nella quale hanno il loro studio moltissimi de' pittori e scultori residenti in Roma: dove tutte le porte mettono nel sontuoso sacrario di qualche artista già illustre o nella stanza disadorna d'un principiante, o in qualche scuola di nudo, dove la sera una ventina di giovinotti allegri si radunano intorno ad un modello illuminato dai riverberi di un lume a gas, e lavorano per delle ore ridendo e scherzando.
La nuova sede del Circolo artistico internazionale di Roma contiene due grandi sale da esposizione, che sono una vera meraviglia di eleganza e di buon gusto, costruite sotto la direzione di socii e decorate da socii. Meglio delle nostre parole valgano a darne un'idea più completa i due disegni del Paolocci che pubblichiamo in questo numero.
Fu ottimo pensiero quello d'inaugurare la nuova sede con una esposizione Artistica, e re Umberto consentì volentieri ad essere primo a visitarla. La visita reale ebbe luogo il giorno 8 del corrente gennaio. Uno de' nostri disegni rappresenta appunto re Umberto nella gran sala, accompagnato dal pittore Francesco Jacovacci presidente del circolo, di fianco al quale sta il barone di Keudell ambasciatore di Germania. Dietro, fra il re e l'Jacovacci, è il duca Leopoldo Torlonia ff. di sindaco, ed accanto al Torlonia il conte di Robilant.
In questa sala principale sono raccolte le pitture a olio — 103 quadri — fra le quali ricorderemo: La sera del giovedì santo di Pio Joris; le Tentazioni di san Girolamo del Siedmiraski; l'Avanguardia della signora Stuart Sindici; Il padre della modella di Frangiamore; Un paggio di Antonio Mancini; il Vecchio Tevere di Egisto Massoni; Martin Lutero del Tarenghi; sei quadri di paese di Guido Boggiani; l'Abbandono del Pontecorvo.
Oltre i quadri a olio sono esposti 34 fra acquerelli e pastelli e quaranta opere di scultura; queste quasi tutte raccolte nell'altra sala. Nell'altro disegno infatti si scorge benissimo la figura del Cencetti Ignara mali, statua finissima e graziosissima; più in là, la bellissima Giuditta dell'Ezekiel autore anche del busto di Liszt che si vede nell'angolo, e La Gladiatrice, statuetta in bronzo di Augusto Viola. E sono da ricordarsi quattro testine bellissime del Maccagnani, la Ruth di Antonio Rossetti, un bel busto modellato dallo spagnolo Benlliure, e altri due dello spagnolo Querol.
Fra gli acquerelli meritano di essere ricordati Gli olivi di Tivoli del Roesler Franz; una Manovra di cavalleria del Coleman; Un orientale del Tomba; un ritratto del Re di Modesto Faustini: il Procedamus in pace del Guzzoni; ed un altro acquerello bellissimo del Faustini indicato nel catalogo col semplice titolo di Studio di nudo."