Informazioni storicheCodice identificativo monumento: 3074
CronologiaPapa Pio VII fonda il Museo Chiaramonti. Allestito e ordinato da Antonio Canova, si sviluppa nella gallerie che mette in comunicazione i Palazzi Vaticani con il Palazzetto Belvedere, lungo il quale sono presentate opere greco-romane, databili dal I secolo a.C. al III secolo d.C.
Papa Pio VII incarica Raffaele Stern di costruire nel giardino del belvedere, un Nuovo Braccio dei Palazzi Vaticani. Il nuovo edificio avrà lo scopo di ampliare gli spazi del Museo Chiaramonti, a seguito della restituzione delle sculture «deportate» a Parigi da Napoleone.
Inaugurazione dell'Esposizione Vaticana per il Giubileo Episcopale di Leone XIII, una ricca raccolta di prodotti dell'arte e dell'industria allestita nel Braccio Nuovo Chiaramonti dei Musei Vaticani.
"Non vogliamo parlare qui dell'importanza che a questa Esposizione deriva dal concorso dei cattolici di tutto il mondo, ai doni de' quali si sono aggiunti quelli di parecchi sovrani non cattolici — hanno mandato regali tutti i Sovrani d'Europa, meno i re d'Italia e di Svezia. La mostra Vaticana ha bensì anche una importanza artistica, essendovi raccolti moltissimi oggetti di gran valore o di straordinaria curiosità; sicchè un periodico quale è l'ILLUSTRAZIONE ITALIANA deve occuparsene con premura e raccogliere, almeno intorno ai principali, la maggior copia possibile di notizie.
L'Esposizione Vaticana occupa una parte de' Musei Vaticani, particolarmente il corridoio Chiaramonti ed il Braccio Nuovo, non chè altri locali provvisoriamente costruiti nel cortile della Pigna.
Fu inaugurata il 6 di gennaio — giorno consacrato dalla Chiesa alla solennità dell'Epifania — alla presenza di molti cardinali, prelati, diplomatici e numerosi invitati, in una gran sala costruita provvisoriamente alla quale si accede traversando il Museo lapidario. Nella sala sorge un baldacchino rosso a frangie d'oro; in faccia del quale è il palco per la musica, da un lato l'organo, e dinanzi le poltrone per gli invitati.
Leone XIII, accompagnato dal commendatore Tolli presidente del Comitato esecutivo dell'Esposizione Vaticana, dopo avere ascoltato il discorso inaugurale e varii pezzi di musica sacra, visitò le varie sale, nelle quali i doni fatti al Papa per il suo Giubileo sacerdotale sono disposti secondo la loro provenienza. La sezione Italiana, che occupa tutta la parte sinistra dei locali costruiti nel cortile della Pigna, è la più importante dal punto di vista artistico: si vede che in Italia il gusto artistico negli oggetti ed arredi sacri, si mantiene fedele alle buone tradizioni.
Nel Braccio Nuovo sono raccolti in una gran vetrina i doni dei Sovrani e capi degli Stati. Si osservano particolarmente fra questi la mitra d'oro e la ricca stola, dono dell'imperatore Guglielmo; un mesciroba preziosissimo cesellato della regina Vittoria; il grande anello di zaffiri e la croce di brillanti mandati dalla Corte di Spagna; il calice d'oro del re di Portogallo; il crocifisso tempestato di perle e zaffiri dell'imperatore d'Austria; la Bibbia Pauperum del re di Sassonia; la croce di brillanti dell'imperatore ed il tabernacolo di smalto antico dell'imperatrice del Brasile.
Un semplice elenco degli oggetti meritevoli di attenzione oltrepasserebbe i limiti che ci sono concessi. Rammenteremo per ora che dal Giappone meridionale è stata mandata una pagoda coperta di pitture simboliche con gli oggetti del culto giapponese; il patriarca d'Antiochia ed i vescovi di Siria hanno offerto una tiara di splendore orientale fabbricata in Aleppo: da Sciangai è venuto un indirizzo dei cattolici ricamato sopra stoffa gialla e contenuto in uno scrigno coperto di pietre preziose: da Smirne un tappeto meraviglioso con nove medaglioni con le sette chiese dell'Apocalisse: dall'Andalusia una Madonna del Murillo: dal Perù una rosa di diamanti che contiene nella corolla una reliquia di Santa Rosa di Lima: da Bruxelles delle trine meravigliose che il Papa potrà regalare ad una regina: dall'India, un crocifisso d'avorio di dimensioni colossali e di squisito lavoro; dal Cairo, un cuscino ricamato d'oro e di perle. Una sola Società cattolica del Belgio ha mandato al Papa 100,000 corone, e i camici che sono all'Esposizione ammontano a parecchie migliaia.
Vi sono bottiglie di vino di tutti i paesi; salami, salumi e altri commestibili d'ogni specie; strumenti di musica variatissimi; vaniglia dell'isola Borbone, indaco di Cocincina, porcellane, quadri, stampe, libri (tra i quali figura anche l'ILLUSTRAZIONE ITALIANA, mandata in dono dagli editori), vini preziosi e non preziosi; un emporio di tutti i prodotti della natura dell'industria umana.
La famiglia Borghese ha regalato al Papa una pianeta, due dalmatiche ed un gran piviale appartenuti a Paolo V. Don Filippo Orsini, principe assistente al soglio, un merletto di punto di Venezia antico che dicesi abbia appartenuto a Carlo V. Il principe Baldassare Odescalchi deputato di sinistra, un ritratto di Innocenzo XI dipinto da Cicillo Michetti. Il capitolo Vaticano, un reliquiario in argento e oro; quello di Santa Maria Maggiore una gloria contenente nel centro un quadretto a olio; e quello della basilica Lateranense una pianeta con relativa stola e dalmatica, ricamate in oro su velluto rosso.
La Guardia Nobile ha donato a Leone XIII uno stipo d'ebano intarsiato in avorio: la guardia palatina, una statuetta d'argento di molto valore artistico, rappresentante il papa stesso seduto in trono. I così detti volontari pontifici — ruivo caccialepri — hanno regalato un bel calamaio, cui don Carlo di Borbone — che ha fatto parte di quel corpo — ha aggiunto la penna ed un ricchissimo tagliacarte: la Guardia Svizzera, un ricco messale con curiose illustrazioni di stile tedesco.
Il principe e la principessa Torlonia un paliotto ricchissimo; il principe Doria un Cristo antico d'argento; la famiglia Allievi un trittico dipinto da Giotto o da alcuno dei suoi scolari, ed una copia d'una madonna di Raffaello: le signore Genovesi un inginocchiatoio scolpito: la principessa vedova Luisa Corsini degli abiti sacri. L'Ordine Gerosolimitano una grande statua di San Giovanni, in argento: la contessa di Parigi una statuetta d'argento di Giovanna d'Arco; il conte di Parigi una grande scrivania antica guarnita in bronzo dorato.
Quando l'Esposizione fu inaugurata restavano ancora da disporre moltissimi oggetti, sicchè il pubblico non fu ammesso subito a visitarla e i locali furono chiusi per essere riaperti a sistemazione compiuta.
Pubblichiamo oggi intanto il ritratto del cardinale Schiaffino, presidente onorario della commissione promotrice dell'Esposizione, non chè i disegni di alcuni principali oggetti esposti, ricavati da fotografie.
L'eminentissimo Placido Maria Schiaffino è genovese e nacque nel 1830. Entrato giovanissimo nell'ordine degli Olivetani, diventò abate generale di quella congregazione. Leone XIII lo nominò nel 1878 vescovo titolare di Nissa, poi consultore del Santo Officio e nel 1884 segretario della Congregazione de' Vescovi e regolari. Presidente dell'Accademia dei Nobili ecclesiastici ed ispiratore del giornale cattolico L'Aurora, fece supporre di essere inclinato ad idee conciliative nel dissidio fra Chiesa e Stato, ciò che lo espose agli sdegni degli zelanti. Nel 1886 Leone XIII gli dette il cappello cardinalizio e la commissione promotrice delle feste per il giubileo sacerdotale del Papa lo ha nominato suo presidente onorario. In tale qualità il cardinale Schiaffino ha letto il discorso inaugurale chiamando l'esposizione un trionfo pacifico.
Il dono che la Commissione stessa ha fatto a Leone XIII figura fra le cose più notevoli della Esposizione Vaticana. È un altare, per il quale fu aperto un concorso artistico con un premio principale di L. 3500 ed altri minori. La commissione giudicante composta dei professori C. Boito, Franco, Modenesi e Salvini scelse il progetto del professore Gaetano Moretti di Milano. Lo stile dell'altare è gotico italiano. Sopra una base di tre gradini sorge la mensa, dietro la quale s'innalza l'icona stupendamente decorata. Il concetto della decorazione della mensa è preso dalla istituzione dei Sacramenti raffigurata nei bassirilievi principali. Le nicchie sugli angoli contengono le statue dei principali dottori della Chiesa. Sulla mensa sorge il gradino per i candelieri e un artistico ciborio spicca in mezzo alla base sulla quale è appoggiata una tavola raffigurante la Vergine col Bambino. Ai due lati della tavola sono otto nicchie con le statue di alcuni santi canonizzati da Leone XIII: sotto di queste, altre due piccole tavole dipinte rappresentanti la Crocifissione e la Risurrezione.
Figura nella Esposizione Vaticana anche la portantina nella quale il papa fu portato nella Basilica Vaticana la mattina della messa d'oro. Questa portantina è stata regalata dai cattolici delle provincie napoletane e costa circa sessantamila lire. La cassa è finamente intarsiata e le ricorre intorno una balaustra a piccole nicchie nelle quali sono collocate le statuette in argento dei dodici apostoli. L'arco che incornicia i cristalli e le svelte colonne della balaustra sono ornate di un elegante lavoro di tartaruga e nella parte superiore vi è un ricco festone di cammei. Sullo sportello, Domenico Morelli ha dipinto San Pietro che consacra Sant'Aspreno vescovo di Napoli, e Santa Candida, nel costume dei primi tempi del cristianesimo. In fondo è il Vesuvio il cui fumo uscendo dal massimo cratere dà all'insieme del quadro una intonazione grigiastra.
Sopra questa pittura si legge una iscrizione dedicatoria situata in mezzo ad un intreccio d'arabeschi d'ottimo gusto. La portantina è foderata di velluto celeste ricamato a fiordalisi d'argento.
Un calice d'oro massiccio di stile barocco, che riproduciamo in una delle nostre pagine, è dono di Sua Eccellenza monsignor Casali del Drago, pregiatissimo lavoro eseguito nel laboratorio artistico di Angelo Tanfani e figli, di Roma.
Anche i doni mandati dalla Spagna a Leone XIII sono notevolissimi per il buon gusto e la ricchezza. La Regina Reggente ha mandato al papa un grande anello di brillanti, il cui castone, in forma di scudo, è sormontato dalla tiara e dalle chiavi pontificie che appoggiano sopra un grosso brillante fiancheggiato da sei più piccoli, di acqua stupenda. In mezzo allo scudo spicca in rilievo il nome di Léon XIII, le cui lettere sono formate da bellissimi zaffiri. La infanta donna Isabella ha mandato una croce pettorale tutta di brillanti attaccata ad una catena d'oro. Croce e pettorale sono lavoro del signor Marzo gioielliere della corte spagnuola...."
Nel nuovo braccio del museo Chiaramonti, Papa Pio XI partecipa alla Cerimonia inaugurale della Mostra Missionaria al Vaticano. L'evento è vortemente voluto da Padre Pio XI, in concomitanza del Giubileo del 1925, Anno Santo con una profonda peculiarità missionaria. In ventiquattro padiglioni appositamente costruiti, per l'occasione, nei Giardini Vaticani viene documentata l'attività missionaria della Chiesa fin dalle origini.
Progetto
Committenti e finanziatori
Opere d'arte e decorazioni
Stampe antiche1936
Esposizione mondiale della stampa Cattolica
1924
Pianta dell'Esposizione Missionaria Vaticana
1888
Dante Paolocci
Inaugurazione dell'Esposizione Vaticana
L'Illustrazione Italiana 1888
1888
Doni a sua Santità Leoen XIII all'Esposzione Vaticana
L'Illustrazione Italiana 1888
1888
Esposizione Vaticana: grande galleria
L'Esposizione Vaticana illustrata
1888
Esposizione Vaticana: braccio nuovo
L'Esposizione Vaticana illustrata
1883
Pianta dei Musei Vaticani
1855
Paul Marie Letarouilly
Spcaccato del settore centrale del Cortile del Belvedere
Le Vatican et la Basilique de Saint-Pierre
1855
Paul Marie Letarouilly
Pianta del settore centrale del Cortile del Belvedere
Le Vatican et la Basilique de Saint-Pierre
1838
Gaetano Cottafavi
Braccio nuovo del Museo Vaticano
Roma nell'anno MDCCCXXXVIII
1774
Pierre Adrien Paris
Plan du muséum du Vatican
Études d'Architecture faites en Italie