Informazioni storiche

Informazioni storiche artistiche sul monumento

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Data: -241 / 1886

Codice identificativo monumento: 32

Cronologia

-241: Probabile realizzazione della via Aurelia da parte del censore Gaio Aurelio Cotta. La strada attraversa il Tevere attraverso un ponte in legno.

-142: Su iniziativa dei censori Publio Cornelio Scipione Emiliano e Lucio Mummio il ponte Emilio viene ricostruito (per la prima volta a Roma) con sei arcate in muratura.

1230: Inondazione del Tevere. Danni a ponte Emilio.

30/11/1422: Inondazione del Tevere. 17,2 metri di altezza massima a Ripetta. Danni al Ponte dei Senatori.

27/8/1548: Il Consiglio Municipale propone di affidare a Michelangelo il restauro del Ponte di Santa Maria.

15/9/1557: Inondazione del Tevere che devia il corso del Tevere presso Ostia Antica. 18,90 metri di altezza massima a Ripetta. La dogana pontificia viene spostata dal castello di Giulio II a Ostia Antica (Reso inutilizzabile a questo scopo) a Tor Boacciana. Gravi danni agli edifici dell'Isola Tiberina, dove sono distrutti la faccita e la decorazione pittorica della chiesa di San Bartolomeo. Crolli di arcate al Ponte Senatorio.

24/12/1598: Inondazione del Tevere. 19,56 di altezza massima a Ripetta. La più alta mai registrata. Crollarono tre arcate di ponte Senatorio.

1853: Papa Pio IX inaugura la passerella in ferro di Ponte Rotto.

1887: In seguito alla conclusione dei lavori al ponte Palatino, sono smantellata la pensilina in ferro e demolite le due campate verso il trastevere al Ponte Emilio.

26/10/2021: Una ricerca su Ponte Emilio condotta da Alessandro Cremona Urbani per conto dell'Associazione Info.roma.it riconosce (analizzando una stampa del 1850 di Luigi Rossini con veduta del tevere) che i basamenti decorativi delle testate di Ponte Emilio, sono stati riutilizzati negli anni '30 al Parco della Mole Adriana, come decorazioni agli angoli della scalinata nord ovest. Le facciate marmoree mostra ancora integri: le blasonature di papa Gregorio XIII e Giulio III (committenti nei lavori di restauro alle arcate); stemmi ecclesiastici con le chiavi di San Pietro (presenti nella stampa di Rossini); un'incisione dell'Arciconfraternita di San Giovanni Decollato (visibile chiaramente anche in una fotografia d'epoca di Ettore Roesler Franz, rintracciata dal dott. Roberto Pagani).

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