Informazioni storicheData: 1587 / 1951
Codice identificativo monumento: 326
CronologiaPrimo Torneo Nazionale dei giuocatori di scacchi nelle magnifiche sale del Circolo Filologico di Roma a Palazzo Del Drago.
Feste di Carnevale a Palazzo Albani Del Drago:
Per parlare dei balli principeschi di Roma, sceglierò il ballo d'Antuni, nel quale tutto era mirabile: la beltà andalusa della padrona di casa; la cortesia del padrone; la magnificenza, principesca, dell'appartamento; l'animazione del ballo; la splendidezza dei toilettes; la squisitezza della cena; e, sopra tutto, la fusione piena ed intera degli elementi o dei cori, sempre difficilissima ad ottenersi. Tutti hanno risposto all'appello: primi i due corpi diplomatici; il bianco con S. E. il conte di Robilant alla testa.
La principessa d'Antuni riceveva gl'invitati nel gran salone rosso, che potrebbe intitolarsi Sala dell'estate, dalla bellissima statua greca che ne è il principale ornamento. Si ballava nell'adiacente galleria, moralmente inalterata dallo splendore di casa Albani, cui apparteneva il palazzo prima che lo acquistasse la regina Maria Cristina, la quale lo diede poi in dote alla figlia principessa del Drago, madre, a sua volta, del principe d'Antuni. È una gran sala, oblonga, nello stile del settecento, dalla volta e le pareti ornata di affreschi pregevolissimi, di preziosi stucchi, di rari di smalti e di dorature; illuminata da grandi lampadari e bracci di Murano, a riflessi d'oro, i quali, coi mobili dorati, sul gusto dell'epoca, e i cortinaggi in damasco Vieux rose formano la più delicata armonia di luce e di colori che mai si possa immaginare, e la più incantevole sala da ballo.
Dalla galleria gli ospiti passavano in un altro gran salone, di tutti gli stili, da quello d'Enrico II allo stile dell'Impero: venivano poi a riposarsi nel salottino bianco stile rococò, e finalmente gli eletti andavano a finire nel sancta sanctorum, nel boudoir esagono, tappezzato di raso d'un colore indefinibile in mostra lignea, che in francese chiamasi ail, e misteriosamente rischiarato da una rosea penombra.
Ma la meraviglia di tutti era destata dalla nuova sala da pranzo, che veniva aperta la prima volta. Una sapiente, accurata ricostituzione di ciò che doveva essere una sala signorile italiana nel XV secolo, dovuta al giovane architetto Giovenale.
Quanto alle toilettes non abbiate paura. Restringerò la mia descrizione al minimum possibile, vale a dire alle signore di casa.
La principessa d'Antuni: in broccatello rosa con guarnizione di trina d'oro: una creazione di Worth delle più felici.
La principessa del Drago: in lilla, con stupendi merletti antichi: al collo quattro file di diamanti: in testa e sulla vita perle e diamanti.
La principessa di Sirignano, madre della padrona di casa: abito di raso bianco ricamato d'argento: al collo una innumerevole quantità di perle, e un leone rampante di diamanti e rubini.
La principessa Pio di Savoia, sorella come sopra: tutta in bianco... ad eccezione degli occhi neri come il getto, e più brillanti dei brillanti che portava al collo.
Le danze, quadro e giranti, si alternarono incessantemente dalle 11 alle 3 del mattino. Alle tre incominciò un cotillon diretto dagli stessi padroni di casa, con figure e regali novissimi arrivati coll'espresso di Parigi, che terminò alle cinque con un galoppo sfrenato. Quindi cena calda — e che cena! — per i più intrepidi... e dopo quadriglia infernale, con variazioni a piacere, mazurca, tarantella, bolero... da sembrare un'accademia internazionale alle corcoregrafie. Alle 8 — dico alle otto — entrata trionfale nel salone di Febo dalle finestre spalancate, e dell'asino, di due cherubini, figli della principessa, montati sopra un asinello, alto quanto un grosso cane, che la nonna materna aveva loro recato la sera prima da Napoli, e che aveva voluto presentare essa stessa, per godere della loro contentezza. Fu una scenetta tanto carina, di gioia domestica, un vero quadretto di genere, che resterà per tutti gli astanti la più cara ricordanza di quella lietissima festa.
CORTINA.
Chiude il Teatro delle Quattro Fontane.
L'Accademia d’arte drammatica lasciando il Villino Durante e si sposta a via Quattro Fontane 20.
L'Accademia d'Arte drammatica trasferisce la propria sede da Via Quattro Fontane a via Bellini 16.
Progetto
Committenti e finanziatori
Opere d'arte e decorazioni
Residenti famosi
Gruppi e Istituzioni
Casati e Famiglie
Stampe antiche1850
Luigi Rossini
Veduta della Via delle Quattro Fontane
Scenografia di Roma moderna
1840
Palazzo del Drago
Études d'Architecture faites en Italie
1835
Giovanni Battista Cipriani
Quattro Fontane
Itinerario figurato degli edificij più rimarchevoli di Roma
1835
Giovanni Battista Cipriani
Palazzo Albani
Itinerario figurato degli edificij più rimarchevoli di Roma
1774
Pierre Adrien Paris
Porte du palais Albani
Études d'Architecture faites en Italie
1765
Giuseppe Vasi
Veduta di S. Maria maggiore
Le rovine delle antiche Magnificenze di Roma
1752
Giuseppe Vasi
Piazza delle Quattro Fontane
Delle Magnificenze di Roma antica e moderna - Libro II
1686
Tiburzio Vergelli
Chiesa e convento di San Carlo alle Quattro Fontane
Il Nuovo splendore delle fabriche in prospettiva di Roma moderna
1669
Giovan Battista Falda
Chiesa dedicata a S. Carlo
Novo teatro delle Chiese di Roma date in luce sotto papa Clemente IX
1666
Lievin Cruyl
Prospetto delle Quattro Fontane verso Santa maria Maggiore e Porta Pia
Prospectus Locurum Urbis Romae Insignium
1655
Pietro Ferrerio
Palazzo dell'Emmo. et Revmo. Sigre. Cardle. Francesco Nerli
Palazzi di Roma de Piv Celebri Architetti
1655
Pietro Ferrerio
Parte Interiore nel Cortile del Palazzo del Cardle. Francesco Nerli
Palazzi di Roma de Piv Celebri Architetti
1655
Giovan Battista Falda
Palazzo del Cardinale Francesco Nerli
Palazzi di Roma de Piv Celebri Architetti