Informazioni storicheData: 1918
Codice identificativo monumento: 3354
CronologiaIl capo del governo Francesco Crispi, bandisce un secondo concorso di idee, per la realizzazione di un un unico palazzo dove collocare le due Camere del Regno. A sei anni da un primo concorso senza vincitori, in cui non era stata definita una collocazione certa, viene ora proposta l'area di Magnanapoli (tra la Villa Aldobrandini e il Convento dei Santi Domenico e Sisto). Il concorso si conclude con la premiazione ex aequo di cinque architetti: Basile, Broggi, Moretti, Sommaruga, Ristori. Il progetto non viene comunque portato a compimento.
A causa della ristrettezze del bilancio, si decide di mantenere a il palazzo di Montecitorio a sede dello rappresentanza nazionale, costruendo una nuova aula e sistemando in modo stabile e definitivo i locali occorrenti. Una nuova Commissione, nominata dall'onorevole Zanardelli, riceve l'incarico di esaminare i diversi progetti. Sono chiamati a farne parte gli onorevoli Colombo, Biscaxetti, Celli, Panzacchi e gli architetti Luca Beltrami, Pisanti, e Schioppa. La Commissione valuta quattro progetti più meritevoli: quelli dell'architetto Moretti di Milano, Kock-Marchesi-Mengarini, e Cirilli-Passerini entrambi di Roma, e degl'ingegneri Talamo e Mannajuolo di Napoli. Avendo peraltro riscontrate in ciascuno delle mende, concluse di bandire un nuovo concorso fra i quattro prescelti.
La Commissione preposta a valutare il progetto per la sistemazione del palazzo di Montecitorio a sede dello rappresentanza nazionale, sceglie a maggioranza il progetto presentato degl'ingegneri Talamo e Mannajuolo.
Gli ingegneri Rocco, Biglieri e Arnaud incaricati di esaminare la vecchia aula di Montecitorio "trovano che i montanti esterni in legname, per la loro vecchiezza, sono tarlati e fradici, în guisa che varie tribune, sorrette parzialmente da quei montanti, non possono sopportare che un carico limitato. E trovarono ancora che le centine, costituiscono la parte maggiormente danneggiata di tutto lo scheletro dell'aula. Esse sono per due terzi o marcite o molto tarlate nelle membrature e si deve ritenere che presentino tale grave pericolo da escludere la sicurezza della volta dell'aula. In altri termini, il lucernario famoso, minacciava di rovinare sulla testa degli onorevoli. Onde l'aula fu chiusa in fretta e in furia agli onorevoli e a tutti quanti, ad aula provvisoria, per le sedute della Camera, fu scelto il salone di lettura posto al primo piano dello stesso palazzo di Montecitorio, salone il più vasto dopo l'aula pericolante. In meno di venti giorni, îl salone fu ridotto ad aula delle sedute e rimarrà, finchè l'aula nuova, deliberata fin dal 30 aprile scorso."
Alla vigilia della riapertura della Camera dei deputati, terminano le demolizioni delle strutture della vecchia Camera (ormai degradate) e comincia la costruzioni della nuova auletta.
A via della Missione, vengono completati i lavori dell'Aula provvisoria per la Camera dei Deputati.
La Camera approva il progetto dell'architetto Basile, per far sorgere in continuazione del palazzo Innocenziano a Montecitorio, il nuovo Palazzo del Parlamento.
Con la legge n. 293, la Camera stanzia i fondi necessari all'ampliamento del Palazzo di Montecitorio, realizzando (secondo il progetto approvato dell'architetto Basile) in continuazione del palazzo Innocenziano a Montecitorio, la nuova camera del Parlamento.
A Montecitorio, negli sterri per l'ampliamento del Palazzo del Parlamento si è rinvenuto: un frammento di bassorilievo marmoreo, su cui sono conservate le gambe di fisura ignuda, dietro la quale scende il panneggio (m. 0,30 X 0,21); un piccolo frammento marmoreo di figura femminile ignuda, della quale si conserva parte del ventre ed un pezzo di coscia (m. 0,12 X 0,11); una piccola base marmorea con due piedi di persona, che doveva essere seduta in trono, il quale aveva ai lati due sostegni dai piedi di animale (m. 0,07 X 0,11); metà di un piccolo busto marmoreo, acefalo (0,10 X 0,12); una testa marmorea di uomo sbarbato, male conservata (m. 0,20 X 0,20); metà di testa virile marmorea, male conservata (m. 0,25 X 0,18); polso e mezza mano, appartenente a statua marmorea maggiore del vero (m. 0,20 X 0,10): una testa marmorea con elmo, male conservata (m. 0,23 X 0,20) (fig. 6); un frammento di panneggiamento con una mano che stringe un lembo del vestito (m. 0,30 X X 0,20); uno scaglione di colonna di giallo antico (m. 0,54 X 0,30); un rocchio di colonna di granitello (m. 1,20 X 0,50); un frammento marmoreo, su cui si vede parte di una figura virile ignuda e la zampa di un cavallo (m. 0,50 X 0,20); una mensola di travertino (m. 0,44 X 0,35); una scaglia di colonna di verde antico (m. 0,22 X 0,20); un capitello di pilastro a fogliame (m. 0,27 X 0,25); un capitello ionico (m. 0,35 X 0,25); un frammento marmoreo con foglie di acanto in alto rilievo (m. 0,47 X 0,28); due frammenti di cornice con ovoli e dentelli (m. 0,56 X 0,12; 0,20 X 0,15); un frammento di festone marmoreo con foglie e bacche (m 0,25 X 0,20); un coperchio di urna cineraria (m. 0,30 X 0,25 X 0,15); un medio bronzo di Claudio I (Cohen, 47) ed una moneta di billone di Gallieno (978); un bollo di mattone (C.I.L. XV, 1029 a); i seguenti frammenti di iscrizioni su lastra di marmo: 1. (m. 0,46 X 0,30), scorniciata: M MAI | XXXXV... | IVGI BL; ...MICO QVIVIX ANN XII PATRONO ET CON | ...fECIT MARIA TROPHI ...ELLICIO NOI...SO FILIO | ...LIB LIBERTAB... | ...HOC MONIMEN tum... | ...RI NEQ DONAR... | ... cont RA HANC LEGEN... | ... infer RE DEBEBET P N A ... | ... S V M N; 2. (m. 0,45 X 0,28): ...SS IIATORIS... TOR...; 3. (m. 0,12X0,28): ... AVG ...OR VIN...; 4. (m. 0,18X0,12): ...M... | ... O AN... | ...NIVGI F... ; 5. (m. 0,35 X 0,30): ...ESAL...; Sopra in obliquo è graffito il giuoco del filetto; 6. (m. 0,25 X 0,19): ...SCIVMSV...; 7. (m. 0,29 X 0,40): ...NII... | ...PAN...; 8. (m. 0,35 X 0,16): iN PACe... | ...OLE... TR ...; 9. (m. 0,29 0,16): ...NTIOCHO ... D L PROTO LIE... LAMA; 10. (m. 0,65 X 0,50), frammento di architrave a grandi lettere: I C....
Dante Vaglieri.
In Montecitorio, presso via della Missione, sono tornati in luce al loro posto quattro cippi di travertino (in media m. 1,40 X 0,70 X 0,65), che sostenevano una cancellata di ferro, della quale si conserva ancora, infissa in soglie di travertino, la parte inferiore di parecchie delle aste. Sulla fronte verso est i cippi sono due, alla distanza di m. 4,70; sulla fronte verso nord dal cippo d'angolo (il quale dista da via del Giardino m. 45) la distanza al secondo (verso ovest) è di m. 4,98, dal secondo al terzo m. 6,45. Le sbarre di ferro (m. 0,03 X 0,03) distano l'una dall'altra m. 0,12.
A proposito di questa scoperta, va ricordato il monumento venuto in luce nel fondare la casa della Missione, nel quale si riconobbe l'ustrinum Antoninorum (cfr. Hülsen nelle Mitth. d. d. archaeol. Inst. 1889, pag. 48 seg. e in Jordan, Topographie, I, 3 p. 604). Si rinvenne allora una base quadrata chiusa da doppia cinta. La base, di 13 m. di lunghezza, costituita da blocchi di travertino, era circondata anzitutto da un muro, lungo 23 metri, egualmente di blocchi di travertino bene squadrati, con un'elegante porta di marmo. Tutto intorno poi correva una balaustrata, di 30 m. di lunghezza, con stipiti di travertino. Il nuovo monumento, che non va confuso con quello sembra essere stato qualche cosa di analogo.
Sono stati anche rinvenuti questi marmi: un frammento di angolo di sarcofago, su cui da un lato si vede una zampa anteriore di un cavallo e sull'altro il collo e parte di zampa anteriore di un altro, sull'angolo è rappresentata una figura in piedi che tiene una frusta (?) (m. 0,40 X 0,20 X 0,18); un torso di statua virile, ignuda (m. 0,30 X 0,20); la mano sin. di una statua che teneva un'asta (m. 0,22 X 0,10); quattro frammenti di cornicione (m. 0,80 X 0,60; 0,66 X 0,47; 0,80 X 0,53; 0,75 X 0,40); un rocchio di colonna scanalata (m. 0,55 X 0,20); due frammenti di mani (m. 0,18 x 0,10; 0,12 X 0,10); un frammento di cornice con foglie (m. 0,32 X 0,25 X 0,18); un frammento di tavola su cui è inciso il giuoco del filetto (m. 0,30 x 0,30); una scaglia di colenna di africano (m. 0,40 X 0,29) ed altra di colonna di giallo antico (m. 0,38 X 0,17); cinque frammenti di lastre marmoree iscritte: 1. (m. 0,19 X 0,19):...D | ELA... | MESSALinae | NERONIS SER...; 2. (m. 0,12 X 0,10): ...IX ANN... | ...FECIT H... | ...MAT.... | .....PIIS...; 3. (m. 0,12 X 0,12) ...IBE... | ...DEN...; 4. (m. 0,10 x 0,09).
Dante Vaglieri.
A Montecitorio si sono rinvenuti: il piede-sinistro di una statua marmorea, male conservato (m. 0,30 X 0,10); un frammento delle zampe di un uccello rapace, in marmo (m. 0,22 X 0,25).
Dante Vaglieri.
Presso Montecitorio sono tornati in luce altri due cippi di travertino del lato orientale del recinto (v. sopra pag. 528), distanti tra loro m. 4,90, È i, distante il primo dai precedenti m. 5,85. Si rinvennero due colonne: l'una, di gra73 nito rosso (m. 5,84 X 0,58 X 0,64), reca una marca al sommoscapo ed all'imoscapo;l'altra, di granito bigio (m. 5,90 X 0,66 X 0,72); egualmente con marche.
Dante Vaglieri.
Negli sterri por la costruzione del nuovo palazzo della Camera dei Deputati in Montecitorio sono tornati in luce altri bellissimi frammenti architettonici appartenenti ad un monumento di carattere pubblico. (cfr. Notizie, 1907, pag. 525).
Dante Vaglieri.
A Montecitorio nei lavori per la nuova aula della Camera dei Deputati, è avvenuta la scoperta di un sistema di palafitte.
b
In questi medesimi sterri si è rinvenuta una gamba marmorea di una grande statua femminile (alt. m. 0,60).
Dante Vaglieri.
A Montecitorio nei lavori per la nuova aula della Camera dei Deputati, è avvenuta la scoperta di un sistema di palafitte.
b
In questi medesimi sterri si è rinvenuta una gamba marmorea di una grande statua femminile (alt. m. 0,60).
Dante Vaglieri.
Proseguono attivamente lavori per far sorgere in continuazione del palazzo Innocenziano a Montecitorio, il nuovo Palazzo del Parlamento progettato dall'Architetto Basile. "Le espropriazioni, in Via della Missione (dove era la tipografia della Camera), in Via dell'Impresa, in via dello Sdrucciolo, in Via delle Vignacce, sul Corso (con l'espropriazione e demolizione del palazzo Theodoli), sull'angolo settentrionale del palazzo Chigi, sul fianco del palazzo Levera, nel palazzone dove è l'Olympia, hanno portato in lungo e non sarà cosa facile. nè breve rettificare i notevoli dislivelli delle adiacenti strade. Si è sinora asportata una massa di terra di almeno 60000 metri cubi e nel cavo immenso si lavora giorno e notte per le fondazioni del nuovo grande edificio, per le quali sono già stati esegniti diecimila metri cubi di muratura, di cui 7000 sotto il livello ordinario delle acque, applicandosi all'uopo i cassoni ad aria compressa, come si è fatto per i muraglioni del Tevere.
Salvo circostanze sfavorevoli Straordinarie, fra un anno potranno essere completate le fondazioni e sopraelevati tutti i muri fino al livello del piano basamentale.
Contemporaneamente procedonoi lavori attinenti alle sistemazioni delle zone circostanti al nuovo palazzo."
A Montecitorio, verso via del Giardino, nei lavori por la costruzione della nuova aula parlamentare, a m. 8,00 sotto il piano stradale, si sono rinvenute due belle pigne, scolpite in marmo unito sopra un pezzo a tortiglione con foglie di acanto e due rosoni (alt. m. 0,63).
È tornata pure in luce una parrucca in marmo per testa di statua secondo la moda del terzo secolo; e con essi si è rinvenuto un frammento d'iscrizione cristiana (m. 0,27 X 0,27 X 0,06) in cui rimane soltanto: ...D MART... VV CC....
Negli sterri medesimi è stato raccolto il fondo di un vaso aretino, che presenta, scritto inferiormente graffito da un lato: ATTALL.
Dante Vaglieri.
A Montecitorio, nei lavori per la nuova Aula della Camera dei Deputati verso la via della Missione, si trovarono tuttora al posto sei pilastri di travertino appartenenti al recinto esteriore del grandioso monumento scoperto fino; dal 1907 (Notizie 1907, pag. 527). Si trovarono alla distanza di m. 5,40 l'uno dall'altro: A capo allo sterro, ma fuori posto, apparvero due grandi blocchi di marmo, ambedue angolari, uno ad angolo retto e con cornice a dentelli e gocciolatoio; l’altro ad angolo ottuso di 160°, appartenente ad un altro recinto del medesimo monumento.
Quest'ultimo blocco è liscio nelle faccie anteriori; ha poi la particolarità delle due faccie angolari interne levigate e limitate sopra e sotto da una cornice. Il primo misura nei due lati angolari m. 1,25 e 1,15 di lunghezza, e negli attacchi dei filari lineari m. 1,00 da una parte e m. 1,04 dall'altra, colla misura costante di m. 0,74 di altezza. Il secondo ha i lati, dell'angolo saliente, uguali e lunghi m. 0,585, i lati rientranti. pure .uguali e lunghi m. 0,53, gli attacchi coi filari lineari larghi m. 0,67, e conserva la misura costante di m. 0,74 di altezza.
In vicinanza di questi. grandi frammenti architettonici si rinvenne il tronco superiore di una colonnetta a modanature girate a spire, le quali superiormente si risolvono in due caulicoli o fogliami, che contengono due grosse pine. Da una parte e dall'altra, nei punti di coesione delle pine, due rosette molto rilevate. La colonna spiraliforme misurava m. 0,20 di diametro; doveva esser molto alta e necessariamente composta di due pezzi, il fusto propriamente detto la decorazione suaccennata. Infatti, nella parte inferiore vedesi un lungo foro, fatto a trapano, largo mm. 30, e avente lo scopo di fissare questo ornamento per mezzo di un pernio, che io credo di legno, al fusto della colonna.
Questa scoltura singolarissima, che deve riferirsi alla classe degli ornamenti per giardini, trova riscontro in altro esemplare più piccolo, ma completo e del pari elegante, esposto oggi nel Museo Nazionale Romano e segnato col numero d'inventario 507. Proviene dall'antico Museo del Palatino.
Angiolo Pasqui.
Nel cavo praticato sotto la via della Missione, nei lavori per la nuova aula parlamentare, alla profondità di m. 10,50 dal livello stradale e presso gli altri blocchi marmorei già rimessi in luce, si è rinvenuto un grande pezzo di basamento in marmo lunense, lungo m. 4,25, alto m. 1,30, largo m. 0,70, che accenna leggermente alla forma ricurva in modo che, se fosse ricomposto l'intero basamento, avrebbe un raggio di circa m. 82.
Entro altri cavi eseguiti per gli stessi lavori, a circa m. 11 di profondità dal livello stradale, si rinvennero dieci grandi frammenti architettonici di marmo bianco, in relazione con gli altri già messi in luce nella stessa località. Essi appartennero ad un edificio di grandi dimensioni di forma poligonale e consistono in un pezzo di architrave (m. 2,37 X 0,60 X 0,75), in due frammenti di pilastri (m. 1,35 X 0,57 X 0,71; m. 1,35 X 0,57 X 0,42), in sei blocchi di basamento scorniciati lunghi rispettivamente m. 1,73; 1,60; 1,50; 0,95; 0,90; 0,72; alt. m. 0,75; larghi m. 0,53, ed in un altro blocco di basamento leggermente rientrante ad angolo ottuso, scorniciato in alto ed in basso (m. 1,21 X 0,76 X 0,65). Si estrassero anche venti grandi blocchi di travertino appartenenti all'Ustrinum degli Antonini.
Proseguendosi i detti lavori, si estrassero dai cavi: un grosso peso di travertino di forma piramidale, con foro all'apice per la maniglia, alto m. 0,28, largo m. 0,13 alla base, m. 0,03 al vertice; un frammento di capitello di pilastro con voluta ionica a decorazioni vegetali (m. 0,20 X 0,13 X 0,03), una tegola con bollo C.I.L. XV, 314, e tre frammenti di lastra marmorea con parte di iscrizione cristiana (m. 0,24 X 0,27 X 0,06): ...D | MART... | VV CC...
Angiolo Pasqui.
La Camera dei deputati si riunisce per la prima volta nella nuova Aula di Palazzo Montecitorio.
Durante la prima riunione del Gran Consiglio del fascismo, allo scopo di trasformare le squadre d'azione in un vero e proprio corpo di forza armata, istituiscono la Milizia volontaria per la sicurezza nazionale: "La Camera si è riaperta senza presentare l'imponente aspetto delle altre riprese parlament.iri. Ma in Piazza Montecitot c'è stato però molto movimento non essendo mancata una nota esterna, di viva curiosità. Il solenne debutto, cioè, della Milizia per la sicurezza nazionale. I militi, in tenuta grigio-verde all'alpina e camicia nera, armati di moschetto, formavano col loro schieramento un reticolato che andava dall'estremo limite di Piazza Montecitorio al centro di Piazza Colonna. La folla, ammassata dietro i cordoni. ha seguito con fervoroso interesse tutti i movimenti della caratteristica milizia, sottolineando il passaggio attraverso lo sbarramento dei deputati più noti. Quando fu annunciato l'arrivo del Duce, con tre squilli di tromba, la coorte fascista presentò le armi e gli ufficiali comandanti di plotone salutarono, romanamente, alzando il braccio, mentre la banda intonava con festosità il canto Giovinezza, giovinezza. La prima giornata della ripresa parlamentare si è aperta coll'annuncio del fidanzamento di S. A. R. la principessa Jolanda. Tutti i deputati si sono alzati ad applaudire meno l'unico socialista presente : l'on. Bellotti (gli altri socialisti entrarono alla spiccialata appena finita la manifestazione dinastica). Dopo, Mussolini ha pronunciato un breve discorso metttendo in rilievo lo spirito con cui l'Italia aderisce alla limitazione degli armamenti: e la discussione si chiuse con l'approvazione delle convenzioni stipulate a Washington. All'uscita il Capo del Governo ha passato in rivista le squadre della Milizia Nazionale fra l'entusiasmo della folla ch'era rimasta fuori in attesa."
Giacomo Matteotti, segretario del Partito Socialista Unitario, parla alla Camera dei Deputati denunciando brogli elettorali: "L'elezione, secondo noi, è essenzialmente non valida, e aggiungiamo che non è valida in tutte le circoscrizioni. In primo luogo abbiamo la dichiarazione fatta esplicitamente dal governo, ripetuta da tutti gli organi della stampa ufficiale, ripetuta dagli oratori fascisti in tutti i comizi, che le elezioni non avevano che un valore assai relativo, in quanto che il Governo non si sentiva soggetto al responso elettorale, ma che in ogni caso - come ha dichiarato replicatamente - avrebbe mantenuto il potere con la forza".
I parlamentari dell'opposizione si riunirscono nella sala della Lupa di Montecitorio, decidendo comunemente di abbandonare i lavori parlamentari finché il governo non avesse chiarito la propria posizione a proposito della scomparsa di Giacomo Matteotti.
Discorso dell'on. Mussolini al parlamento, sul delitto Matteotti, dove assume la responsabilità "morale" e non materiale dell'omicidio, chiudere la questione e risolvere la posizione difficile in cui si era venuto a trovare il Partito fascista.
L'on. Mussolini presenta alla Camera un disegno di legge sulla disciplina di associazioni, enti e istituti e sull'appartenenza ai medesimi del personale dipendente dallo stato, dalle amministrazioni comunali e provinciali e da istituti sottoposti per legge alla tutela dello stato e degli enti locali; disegno di legge che pur non nominando mai la massoneria era stato presentato dal Partito Fascista per mettere fuorilegge proprio la massoneria.
Approvato dalla Camera il disegno di legge sulla disciplina di associazioni, enti e istituti e sull’appartenenza ai medesimi del personale dipendente dallo stato.
La Camera dei deputati è convocata in seduta straordinaria per approvare l'ordine del giorno di Augusto Turati, che decretava la decadenza dei deputati aventinisti.
Discorso alla Camera del Duce Mussolini, contro la politica sanzionista: "Non v’è assedio che possa piegarci, né coalizione, per quanto numerosa, che possa illudersi di distoglierci dalle nostre mete." Il discorso è trasmesso in diretta a piazza Colonna, dove si è raccolta una grande folla.
Una Targa commemorativa della fondazione dell'Impero viene esposta nell'aula di Montecitorio.
In occasione del XX aniversario della Fondazione dei Fasci littori, la Camera dei Fasci e delle Corporazioni si insedia a palazzo di Montecitorio, sostituendo la Camera dei deputati. Discorso della Corona di Vittorio Emanuele III.
Ultimo discorso pronunciato dal Duce Mussolini, alla Camera dei Fasci e delle Corporazioni.
Giorno dell'insediamento dell'Assemblea Costituente (Italia), iniziano le trasmissioni radio di Oggi al Parlamento.
Con la legge n.43 il Parlamento approva il piano INA-Casa: "Provvedimenti per incrementare l'occupazione operaia, agevolando la costruzione di case per lavoratori", (pubblicata in G.U. n.54 del 7 marzo 1949). La realizzazione del piano viene affidata all'INA.
Papa Giovanni Paolo II in visita al Parlamento Italiano. Nel suo discorso chiede “un segno di clemenza e la riduzione della pena” per i detenuti".
Progetto
Opere d'arte e decorazioni
Stampe antiche1910
Il Nuovo palazzo del Parlamento italiano
L'Illustrazione Italiana 1910
1908
Il Nuovo palazzo del Parlamento
L'Illustrazione Italiana 1908
1908
Fregio decorativo dell'Aula del Parlamento
L'Illustrazione Italiana 1908
1908
Prospetto della nuova facciata del palazzo di Montecitorio
L'Illustrazione Italiana 1908
1908
Particolari decorativi della nuova Sala dei Passi Perduti
L'Illustrazione Italiana 1908
1908
Nuova aula del Parlamento
L'Illustrazione Italiana 1908
1908
Soffitto della nuova aula con i vetri di Beltrami
L'Illustrazione Italiana 1908
1899
Dante Paolocci
La Futura Aula di Montecitorio
L'Illustrazione Italiana 1899