Informazioni storicheData: 298 / 306
Codice identificativo monumento: 344
CronologiaFallito il tentativo di prendere la città al primo assalto, le truppe di Vitige realizzano un accampamento in una zona dove le arcate degli Acquedotti Claudio e Marcio si inersecano ripetutamente. Per fiaccare gli assediati fa tagliare tutti gli antichi acquedotti che approvvigionavano d'acqua la città. I grandi impianti termali cessano definitivamente la loro funzione. Belisario, dal canto suo, fa murare gli sbocchi affinché non potessero essere utilizzati come passaggi per introdursi in città.
Papa Pio IV con una Bolla ordina, la costruzione di una chiesa nelle antiche Terme di Diocleziano, intitolata alla "Beatissimae Virgini et omnium Angelorum et Martyrum" ed officiata dai Padri Certosini di Santa Croce in Gerusalemme.
La prefettura dell'Annona acquista dai padri di Santa Maria degli Angeli le tre sale a sinistra dell'ingresso centrale per istituire dei granai.
La prefettura dell'Annona prende in affitto dai padri di Santa Maria degli Angeli la sala Ottogonale per ampliare i granai pontifici.
Papa Paolo V istituisce un Magazzino di Granaglie per i poveri presso le Terme di Diocleziano.
La Certosa delle Terme di Diocleaziano viene requisita e utilizzata come caserma dalle truppe francesi di stanza a Roma.
Nella Certosa alle Terme di Diocleziano, trasformata in Caserma dei soldati francesi, scoppia un incendio nella galleria superiore del chiostro grande, provocando il crollo di alcune volte in prossimità dell'androne di ingresso.
Viene fondato l'Ospizio dei Ciechi Margherita di Savoia, pia istituzione sovvenzionata con lasciti ed eredità di nobili famiglie legate alla casa reale, allo scopo di dare ospitalità e protezione a donne prive della vista e senza mezzi. L'istituto trova ospitalità alla Certosa di termini, in alcuni ambienti delle Terme (vestuario est) e del chiostro minore.
L'Ospizio dei Ciechi Margherita di Savoia, si trasferisce dagli ambienti della Certosa di Termini al Casale di Pio v.
Nel proseguimento dei lavori presso le reliquie dell'aggere di Servio al Monte della Giustizia, si rinvennero tra le terre di scarico che ricoprivano le case addossate all'antico muro, vari pezzi di sculture marmoree di non cattivo stile, monete di Alessandro Severo e di Gordiano III, la parte inferiore di un cippo marmoreo alto met. 0,32, senza residui del titolo, ed un cippo intero alto met. 0,50 largo met. 0,34, profondo met. 0,29, colla seguente iscrizione: SILVANO SALVTARI T SEVERINIVS SPERAT VS VETERANVS AVG COH VI PR CONSACRAVIT MAMERTINOET RVFO COS
Vi fu pure scoperto un frammento importantissimo di marmo, lungo met. 0,82, alto met. 0,46, spesso met. 0,11, che fa parte della iscrizione delle Terme di Diocleziano, la quale sembra fosse ripetuta in vari lati del grande edificio, e di cui insigni frammenti si conservano nel Museo Capitolino, ed altri furono ultimamente raccolti nel nuovo Museo lapidario dell'ex-collegio romano. Con questo nuovo trovamento si riempie la lacuna degli ultimi tre versi nel modo che segue: NOMINI CONSECRAVIT COEMPTIS AEDIFICIIS PRO TANTI OPER 15 MAGNI TVDINE OMNI CVLTV SVIS DEDICAVERVNT PERFECTAS ROMANIS cfr. C.I.L. vol. VI. I. n. 1130.
Demoliti i muri moderni, che si erano addossati alla prima esedra minore della cinta o stadio delle Terme di Diocleziano sulla piazza di Termini, si vide che nella costruzione posteriore erano stati adoperati mattoni delle Terme, nei quali sì lessero i seguenti bolli, comuni alle figuline di quel grande edificio (cfr. Fabr. n. 317, 59, 308, 309, 316): 1. OFFS R F DOM; 2. OFF P AVGG ET CAESS NN; 3. R S P OF DOM SIIII; 4. R S P OF DOM S II; 5. S P C OF TEM S II
Giuseppe Fiorelli.
Nel nucleo dei muri dell’ essedra del recinto, demolita per dar luogo all’ ordinamento del piazzale della Stazione, furono scoperti i seguenti sigilli figulini: R S P OF FAB S I; R S P OF TEM S I; R S P OF BOC S I; RSP OF DOM S II; RSP OF DOM S III; RSP OF DOM S IIII;
Giuseppe Fiorelli.
Nella piazza di Termini, fra il prospetto di S. M. degli Angeli ed il portone d'ingresso dell'Ospizio de’ poveri, fu dissotterrato un avanzo della sala d'ingresso del corpo centrale delle Terme, la quale per un'apertura larga met. 3,80, comunica con altra sala di forma ellittica.
Questi avanzi trovansi già descritti e delineati nelle opere di topografia. Rimangono al posto alcuni meschini frammenti di pavimento in marmo, cui è sottoposto l’ipocausto. Vi sono stati raccolti questi bolli: OFFSRFTEMP; OFF SRF DOM; OFF AVGG ET CAESNN.
Rodolfo Lanciani
Nella piazza di Termini, dinnanzi l'ingresso all'ospizio dei ciechi Principessa Margherita, sono stati trovati due fusti di colonne di sette basi, larghi del diametro met. 0,73. La lunghezza del primo supera i met. 4, quella del secondo è ignota, non essendone ancora compiuta la scoperta.
Nel corso dei lavori per la costruzione dei giardini in piazza di Termini, sono stati scoperti parecchi grossi muraglioni, appartenenti a quella parte delle terme di Diocleziano, che fu distrutta sulla fine del secolo XVI. La loro disposizione è conforme alla pianta del Palladio. Nel centro dell'esedra, e dello spazio libero che la divide dal corpo centrale delle terme, sono stati scoperti gli avanzi di un edificio anteriore al regno di Diocleziano.
Consistono in un colonnato, coi fusti e base di travertino, che forse appartenne al peristilio di casa privata.
Rodolfo Lanciani.
Nei lavori di fognatura che si stanno eseguendo in piazza di Termini, è stato trovato un ambulacro sotterraneo delle terme di Diocleziano, selciato alla maniera delle strade, il quale dalle sale centrali attraversando l'essedra, si dirige verso la moderna via Torino. Da ambedue i lati dell'ambulacro rimangono avanzi di edifici anteriori alle terme, distrutti da Diocleziano, fra i quali una platea di scaglie di selce, larga met. 44.
Rodolfo Lanciani.
Dietro il palazzo della villa Peretti Negroni Massimi, posto sull'angolo della piazza di Termini con la via Principe Umberto, si scavano le fondamenta di un nuovo fabbricato. Nel corso dei disterri furono rinvenute le seguenti cose:
Avanzi di una strada, la quale dalla valle quirinale saliva alla porta viminale, costeggiando il lato sud delle terme di Diocleziano. Sul. margine di cotesta strada stavano confitti due cippi di travertino, alti met. 1,25, larghi nella fronte met. 0,30. Nel primo è incisa questa importante memoria: TI CLA CAISARIS AVG GER AREA HORT LOLL. Nel secondo sono incise le sigle, alte 12 centimetri PR.
Questa coppia di documenti è tanto più notevole, in quanto che ci permette di ricostituire la vetusta topografia di parte della zona, occupata nel secolo IV dalle terme di Diocleziano. Sul pavimento della strada giaceva, fuori di posto, una bella epigrafe monumentale in marmo, larga met. 1,05 alta met. 0,70, a lettere alte met. 0,105: IVLIAE AVGVSTAE MATRI AVGVSTI PII FEL ET CASTRORVM
Gli avanzi di costruzioni scoperte in questo luogo, appartengono alle terme di Diocleziano soltanto in parte; spettandone altra parte agli edificii pubblici o privati, da lui occupati e abbattuti per lo stabilimento delle terme. Da questi ultimi provengono i bolli: L BRVTTIDI AVGVSTALIS; OPVS FIG FORTVNATI DOMT LVEILL; EX FIGLIN IVNCIANIS PAET ET APR COS; DOL EX FIG PVBLIANIS ARVNTI FELICIS.
Dalle costruzioni di Diocleziano provengono molte copie del bollo rotondo, con lettere ad incavo: OFF P AVGG ET CAESS NN SR
Sono stati trovati inoltre molti rottami di anfore e di vetri: un frammento di pluteo marmoreo, appartenente a qualche sala delle terme, lungo met. 1, 08, largo met. 0,72, con transenna piena su l’una delle faccie, e nascimento di foglie di acanto sull'altra: la metà superiore di statua muliebre acefala: e parte di un peso di travertino ovale, lungo nell’asse maggiore met. 0,30 con la leggenda: TI CLAVD CAESAR IIII L VITELL III
Rodolfo Lanciani.
Per gli sterri che si vanno facendo in piazza di Termini, nel sito occupato dal grande emiciclo delle Terme, si è rinvenuto un gruppetto di monete. di bronzo. Sono in numero di 68; tutte di piccolissimo modulo, e molto guaste dall’ossido. Le meglio conservate presentano i consueti tipi dell'età di Diocleziano, ed hanno l'effigie di questo augusto.
Demolita la parte superiore della grande essedra sulla piazza di Termini, la quale era ricostruita in bassa età, si è trovata nella parte inferiore l'antica costruzione dioclezianea. Un mattone, ivi raccolto, porta il seguente bollo circolare a lettere incavate:
OFF O AVGG ET CAESS NN SR
Le fondamenta del predetto emiciclo si sono vedute costruite coi grandi parallelepipedi di tufa, che appartenevano alle antichissime mura serviane.
Negli sterri poi, dal lato settentrionale, sono stati rimessi all'aperto avanzi di fabbriche del primo secolo imperiale, che furono distrutte da Diocleziano quando edificò le sue Terme.
Ivi stesso è apparso un tratto di selciato antico, che accenna ad una strada, la quale dalla piazza di Termini si dirige verso la via di s. Bernardo.
Dieci pezzi di fistule plumbee aquarie sono stati raccolti nelle escavazioni; e su tutti è impresso il sigillo:
CORNELIA LF VOLVSI SAWNINI P
Uno dei grandi blocchi rettangolari di travertino, innestati a modo di pilastri
nella ricostruzione della parte superiore dell'essedra, porta incisa in caratteri dell'alto medio evo la parola:
ABVNLARIDE
Le escavazioni pel nuovo fabbricato, di proprietà Morosi, a sud della piazza di Termini, hanno fatto tornare in luce tre belle colonne di bigio-morato, che conservano tuttora l'antica levigatura.
Demolendosi il palazzo Massimo, sulla piazza di Termini, tornò in luce un tratto di grande muro curvilineo, che apparteneva ad una delle sale minori circolari delle Terme di Diocleziano, ed era stato incorporato nella costruzione di un muro principale del palazzo predetto.
Giuseppe Gatti.
A seguito del mutato clima politico e i forti contrasti tra Comune e Stato (divisi sulla ripartizione di costi e spazi espositivi) si interrompe la collaborazione sui lavori per i nuovi Musee archeologici Urbano e Latino del Celio.
Si preferisce stabilire la collezione statale presso le Terme di Diocleziano, mentre l'edificio incompiuto sul Celio rimane di proprietà comunale, venendo destinato a Magazzino Archeologico comunale.
Su impulso di Felice Bernabei, con regio decreto n. 5958, viene istituito Museo Nazionale delle antichità in Roma. Nel nuovo polo statale alle terme di Diocleziano, confluiscono i materiali già depositati nel Chiostro della Certosa (rinvenuti durante i lavori per il Ministero delle Finanze e gli scavi alla Lungara, inizialmente esposti nel Museo Tiberino) insieme a prestigiose raccolte preesistenti: dal Museo Kircheriano del Collegio Romano alle collezioni scultoree di nobili famiglie, tra cui la celebre Collezione Ludovisi.
"È istituito in Roma un Museo nazionale, in cui saranno accolte e sistematicamente ordinate le antichità che il Governo possiede e quelle che potrà avere mediante scavi, acquisti o doni tanto nella città che nella provincia romana. Il predetto Museo è diviso in due sezioni. La prima delle antichità urbane, avrà sede nelle Terme di Diocleziano; la seconda delle antichità extra-urbane, finchè non saranno preparati nelle Terme i luoghi adatti ad accoglierla, avrà sede nella Villa Giulia sulla Flaminia. Farà parte del Museo la raccolta dei gessi col corredo destinato all'esercizio pratico della scuola di archeologia.
Le raccolte urbane e le extra-urbane e le collezioni sussidiarie all'insegnamento sono poste sotto una sola direzione, e dipendenti da un solo ufficio amministrativo. A ciascuna delle due sezioni del Museo sarà unito l'archivio coi documenti riferibili alla storia delle scoperte, cioè giornali di scavo, piante e rilievi topografici, disegni, fotografie e calchi di quelle iscrizioni le quali non fanno parte delle raccolte governative.
Il Ministero della Pubblica Istruzione avrà cura di richiamare tanto i privati quanto le Amministrazioni locali nel pieno adempimento di ciò che è imposto dalle disposizioni mantenute in vigore nella provincia di Roma e nell'Umbria sopra gli scavi di antichità, e segnatamente sull'obbligo di denunziare qualunque scoperta fortuita, e di non eseguire scavi se non nei modi valuti dalle disposizioni anzidette."
Da L'Illustrazione Italiana 1889, 5 Maggio 1889:
"Roma non è soltanto capitale d'Italia, e del mondo cattolico, è anche capitale del mondo archeologico, e in tale qualità procura grandi preoccupazioni al Ministero della pubblica istruzione, obbligato a provvedere alla custodia, e collocamento adatto agli studiosi, degli oggetti de' monumenti antichi che di continuo si vanno scoprendo, o si acquistano dallo Stato, o ad esso vengono dati in dono. Insediata la capitale del regno in Roma, il Governo non tardò a dover pensare seriamente a questo servizio a motivo d'una quantità di antichità di recente scoperta accumulatesi rapidamente in attesa di collocamento.
Esisteva già in Roma un Museo governativo fondato nel XVII secolo da quel bizzarro scienziato gesuita che fu il padre Kircher di Breslavia. Nel 1875 vi fu trasportato tutto il nuovo materiale d'antiquaria, ingrandendo il vecchio con tre nuovi musei: il Preistorico, il Lapidario e l'Italico. Il ministro credette avere con questo provveduto per molto tempo a tutte le necessità archeologiche dell'ambiente. Cominciava appena a cullarsi beato in tale sicurezza, che il Kircheriano aumentato si trovò ingombro, traboccante, assediato da una enorme quantità di antichità che non vi potevano più trovar posto. Si rimediò levandone tutte le antichità provenienti dall'alveo del Tevere e fondando così nel 1879 il Museo Tiberino nel palazzo Salviati, all'orto botanico, dove solamente fu possibile allora trovare spazio sufficiente e adatto per custodirvi le grandi pitture murali della casa antica, scoperta sulle sponde del fiume nel giardino della Farnesina.
Il Kircheriano era appena liberato dalle antichità Tiberine, che si manifestò in esso una nuova pletora per la quantità delle lapidi e frammenti scultorii provenienti dagli scavi di Ostia. A questo si provvide rimandando lapidi e frammenti là d'onde era venuta tanta roba preziosissima, ad Ostia; dove così sorse nella torre d'Orlando il Museo Ostiense. Ma la raccolta preistorica e la etnografica aumentavano a vista creando urgenti e grandi nuove esigenze; allora si prese una misura seria e discretamente barocca, ma inevitabile. Si trasformarono nel Museo in magazzini quanti locali parvero sufficienti a raccogliervi tutto ciò che di nuovo era stato introdotto nel vecchio Museo Kircheriano, che fu ripristinato quasi tal quale, anzi più tardi diminuito di alcune serie del vecchio fondo, mandato a raggiungere nel magazzino le serie analoghe del fondo nuovo.
E mentre la marea d'antiquaria montava sempre, il ministero della guerra ebbe bisogno del palazzo Salviati; la disgraziata raccolta Tiberina ne fu levata e chiusa in magazzini lasciati liberi dal ministero della guerra, nel chiostro di Michelangelo, presso le terme di Diocleziano. Poi suonò l'ora della reclusione anche pel Museo Palatino; i fortunati scavi della casa delle Vestali crearono nuovi bisogni nell'ambito del palazzo dei Cesari; il Museo Palatino dovette sloggiare e andare a raggiungere, nel domicilio coatto di Termini, il Museo Tiberino, le serie nuove del Kircheriano, e parte delle vecchie serie. Così le antichità uscivano di sotterra per scomparire sotto chiave accumulate, e più se ne scoprivano di nuove, più diminuiva per gli studiosi anche il fondo vecchio sul quale potevano prima rivolgere le loro indagini. L'onorevole Boselli assunse il ministero in queste condizioni bizzarre, e quando la necessità di un museo speciale diventava tanto più evidente, quanto più crescevano le difficoltà per fondarlo.
Si era già parlato di accentrare tutto nella Certosa di Termini; ma ivi lo spazio di cui potea disporre il ministro dell'istruzione pubblica era di troppo deficiente, e le trattative iniziate per occupare con tutte le dipendenze le Terme di Diocleziano, non riuscivano.In tanta complicazione il Boselli vide la necessità di un impianto radicale, con una riforma dalla base e un'amministrazione diretta a scopi determinati, e principalmente ad intraprendere scavi suggeriti da bisogni archeologici, promuovendo indagini prestabilite a compimento delle antichità che la sorte ci ha già restituito da sotterra all'aperto, sia entro Roma, sia nel prossimo Lazio, nella Sabina, nell'Etruria suburbicaria. Le antichità così raccolte pensò doversi spartire "secondo le città ed i centri minori, in rapporto coi luoghi e coi monumenti ai quali appartengono, e con tutto il corredo dei dati di fatto che giovino a determinarne il pieno valore." Da questo concetto risultò la necessità di permettere alla ricerca del luogo dove fondarsi il museo, quella delle serie d'oggetti di cui si dovesse comporre, e di questi quali fossero, e quanti, necessari al compimento delle serie e quindi maggiormente desiderabili.
Cominciò dunque col dare il massimo impulso ai lavori già a tal fine iniziati sotto l'alta direzione dell'illustre Fiorelli, ed al compimento della carta archeologica cui attende un ufficio speciale. Poi scelse un centro archeologico importante per gli scavi sistematici nell'area dell'antica Falisci, dove il governo avea iniziate indagini proprie e dirigeva diversi scavi di iniziativa privata nella necropoli. Tale impianto il governo ha inoltre stabilito debba servire di tipo e di guida per l'amministrazione dei lavori e l'impianto di musei e scavi d'altre parti dello Stato. La messe d'oggetti raccolti nelle tombe è già così ricca e abbondante che tra i più intendenti è ritenuta tanto cospicua da non temere confronti di sorta, e da essere urgente sia presentata agli studiosi in apposito Museo.
Circa alla distribuzione del materiale archeologico e artistico, in attesa di poter disporre e adattare tutto l'insieme del locale di Termini, è stato provvisoriamente provveduto con decreto che abbraccia tutta questa riforma, e che S. M. ha firmato il 7 febbraio, e pubblicato un mese dopo nella Gazzetta Ufficiale. Le notizie che qui abbiamo raccolto sono tolte dalla relazione colla quale il ministro ha sottoposto il decreto alla firma del sovrano. Il decreto istituisce un Museo nazionale diviso in due sezioni: la prima, delle antichità urbane, avrà sede nelle Terme di Diocleziano; la seconda, delle antichità extra urbane, finchè non saranno preparati nelle terme i luoghi adatti per accoglierla, avrà sede in villa Giulia, sulla Flaminia. In questa saranno pure accolti oggetti provenienti dall'Umbria, finchè non sarà fondato in quella provincia un Museo nazionale.
A ciascuna delle due sezioni sarà unito l'archivio coi documenti riferibili alla storia delle scoperte, cioè, giornali di scavo, piante e rilievi topografici, disegni, fotografie e calchi di quelle iscrizioni le quali non fanno parte delle raccolte governative. La raccolta dei gessi col corredo relativo destinato all'esercizio pratico della scuola d'archeologia fa parte del Museo, che è posto sotto una sola Direzione con un solo ufficio amministrativo. Il Museo preistorico ed il Kircheriano, — dal quale potranno essere rimossi per passare alle collezioni del Museo nazionale quegli oggetti che con esso abbiano più stretta attinenza — continueranno ad avere direzione e amministrazione propria nell'antica sede del Collegio romano.
La distribuzione degli oggetti nelle due sedi è già iniziata. La Villa Giulia è celebre fra le grandi costruzioni del Rinascimento in Roma; iniziata da Jacopo Sansovino pel cardinale Fabiano del Monte, continuata dal Vignola, che si giovò dell'opera e dei suggerimenti di Michelangelo, abbellita con le pitture di Taddeo Zuccari, che, stando al Vasari, vi lasciò le primizie dell'arte sua, meritava anche di per sè le cure dell'Amministrazione, a cui è affidata la tutela dei monumenti.
Nelle ampie sale di questa villa nella fronte del primo piano, sono già a posto collezioni di oggetti tolti alla necropoli de' Falisci, distribuiti in quattro epoche, da quella dell'industria locale coi segni del commercio orientale, a quella che adombra la scuola dell'arte campana, sino alla distruzione della città nell'anno 241 di Roma. In una sala distinta sono esposte le sculture dei templi e loro ornamenti; alle quattro sale che contengono questi tesori archeologici precede la sala delle carte del territorio de' Falisci, colle indicazioni delle antiche strade, il piano della città e delle necropoli e i rilievi delle tombe secondo le varie forme.
Il ministro Boselli col decreto del 7 febbraio rendendosi altamente benemerito degli studi storici e artistici dell'antichità, ha compiuto un dovere internazionale incombente all'Italia col possesso intangibile della città eterna, cui nessuna nazione civile si reputa estranea, ed ha aperto alla sapienza e alla somma perizia archeologica dell'illustre Fiorelli il più largo campo a ordinati lavori che faranno onore al paese presso le classi più colte delle nazioni civili.
L. Chirtani."
In piazza di Termini, rinnovandosi il pavimento stradale dinanzi al nuovo palazzo Massimo, si sono incontrati a pochi centimetri di profondità alcuni antichi muri laterizi, che appartengono al fianco orientale delle Terme diocleziane.
Uno di detti muri è rettilineo, e normale al predetto lato del grandioso edificio; l’altro è parte d'uno dei piccoli emicicli, ch'erano addossati al muro interno di perimetro. La larghezza di cotesti muri è di m. 0,90.
Alcuni mattoni, tolti dai muri sopra descritti, portano i noti sigilli, impressi entro doppio circolo: R SP OF BOC SI; R S P OF DOM S II; R S P OF DOM S III
Fra le terre è stato recuperato un piccolo orecchino d'oro, e tre monete di bronzo.
Giuseppe Gatti.
L'Osteria della Certosa si trasforma nel Caffè concerto Al Diocleziano, con ingresso da Piazza delle Terme 12 (La struttura occupata è la sala V delle terme di Diocleziano).
I sig. Martinelli e Cremonesi hanno intrapreso la costruzione di un grande edifìcio nel giardino già appartenente all'ospizio dei Sordo-muti (prossimo alla demolizione), presso l'angolo nord-est del recinto delle terme Diocleziano e nello spazio che divide questo dalla via Venti Settembre. Scoperto un muraglione di perimetro che le racchiudeva dal lato settentrionale. Alla distanza di m. 8,30 da questo lato delle terme e parallelamente ad esso corre una via selciata, larga m. 2,50 profonda sotto il piano attuale m. 1,20. Se ne è scoperto un tratto lungo circa 40 metri, il quale coincide esattamente con altri avanzi di selciato scoperti nelle fondamenta della vicina casa Maldura nel taglio per la fogna di via Pastrengo, e negli scavi del ministero delle Finanze.
Rodolfo Lanciani
Scavandosi per una piccola fogna dietro il nuovo albergo in piazza di Termini, sì trovò a m. 1,50 di profondità, un pilastro laterizio di forma quadrata, largo m. 1,00 per ciascun lato, al quale era unito, verso sud, un simile pilastro quadrato, a cortina, della larghezza di m. 0,75. Tale avanzo spetta al muro perimetrale delle Terme - Diocleziane.
Giuseppe Gatti.
Per i lavori di risarcimento nel grande fabbricato, che serviva per carceri sulla piazza di Termini, è tornata in luce una base marmorea di colonna, del diametro di m. 1,10.
Giuseppe Gatti.
Nella via di s. Martino, presso il Castro Pretorio, costruendosi un nuovo casamento, sono stati trovati duo grandi massi marmorei, che certamente provengono dalle prossime Terme di Diocleziano. Uno di essi è largo m. 1,15 ed alto m. 0,90 ; e conserva sopra un lato l'intaglio di un grande capitello di pilastro, d'ordine corinzio; del quale però fino da antico fu segata quasi una terza parte nei due lati e nel piano inferiore. Dal lato grezzo, opposto all'intaglio del capitello, è rozzamente incisa una nota numerale di cava.
L'altro masso, scorniciato in tre lati, è largo m. 1,3.5 X 1,18, con spessore di m. 0,73. È la base di un pilastro, corrispondente nelle proporzioni al capitello sopra ricordato. La sua pertinenza alle Terme è esplicitamente dichiarata dalla parola THRMARVM incisa sopra il lato grezzo dallo scarpellino, al quale ne era stata commessa l'esecuzione. La parola Th(e)rmarum è preceduta da una grande V, segno numerale del pilastro ove tale marmorea decorazione dovevasi collocare.
Giuseppe Gatti.
Nei lavori per la fondazione dell'ultima parte del nuovo edificio semicircolare, in piazza delle Terme, in prossimità dell'orfanotrofio, è stato scoperto un antico muro laterizio, largo m. 2,25, sul quale posavano massi squadrati di travertino, lunghi m. 1,15 X 0,80 X 1,00. Ivi presso, alla profondità di m. 0,80 sotto il livello della piazza, si è trovato un pezzo di grande colonna di granito bigio, del diam. di m. 1,10, e lungo m. 2,90. Questo rocchio di colonna, che apparteneva alle terme di Diocleziano, è stato trasportato nell'area adiacente all'ingresso del Museo nazionale romano.
Giuseppe Gatti.
Nell'intendimento di togliere l'umidità che danneggiava l'angolo nord-est del chiostro di Michelangelo nelle Terme di Diocleziane, sì è levata la terra che ingombrava il vano sotto una volticella a mattoni. Precisamente all'incontro dei due muri di perimetro, alla profondità di m. 4,95 dal piano del soprastante terrapieno e all'altezza di m. 1,05 dal pavimento del portico, sopra una strada a piccoli selci, si è scoperta, capovolta, collocata a guisa di paracarro ed evidentemente messa a riparo dell'angolo, un’erma acefala, di marmo greco, alta m. 1,27, lunga m. 0,28, profonda m. 0,255.
È in forma di pilastro quadrangolare con pieduccio in fondo. Le incavature rettangolari ai due lati debbono forse far inferire, che questa ed altre erme consimili, formavano i pilastri di una transenna. All'estremità superiore vi è l'incavatura per l'inserzione della testa: ai o lati, all'altezza del torace, due fori quadrangolari dovevano servire per l'inserzione dei sostegni metallici. Sulla faccia anteriore, sotto il torace, in lettere alte m. 0,048, vi ha l'iscrizione: Q ENNIVS:
Il nome del grande poeta non ricorre su altri monumenti, onde l'erma testè recuperata, che potrebbe venire dalle stesse Terme di Diocleziano, per quanto i caratteri sieno anteriori di molto a questo imperatore, acquista un certo pregio.
Una delle tre statue che adornavano il sepolero degli Scipioni, supponevano gli antichi potesse rappresentare l’amico poeta; ma nemmeno gli antichi ne erano certi (Cic. Arch, 22; Liv. 38, 56). Con molta probabilità però si può credere che una p ione della testa di quella statua fosse collocata anche sulla nostra erma. Purtroppo però la testa non è stata rinvenuta, onde l'iconografia enniana resta limitata alla nota ametista colle lettere Q. E e alla rappresentanza del busto di un uomo calvo, che potrebbe rappresentare Ennio (Bernoulli, Röm. Ikonogr. I, 234).
D. Vaglieri.
Per alcuni lavori di ampliamento negli edifici annessi al Grand Hotel, dal lato della via Venti settembre, sono stati rimessi all'aperto, alla profondità di tre metri dal livello stradale, resti di un'antica costruzione in laterizio con archi in tegoloni, forse appartenenti al lato settentrionale delle terme diocleziane. Fra la terra si è raccolta un'ara arcaica, in peperino, alta m. 0,90 X 0,73 X 0,80; un frammento di grossa lastra di travertino, su cui restano le lettere LIE alte m. 0.11; una base marmorea di colonna, diam. 0,15; un catino in terracotta, ddiam. di m. 0,28; una lucerna di terra rossa fina, senza ornati, rotonda, col diam.
di m. 0,07.
Giuseppe Gatti.
Per ampliare gli ambienti del Museo archeologico, viene smantellato il Caffè Al Diocleziano, installato nella Sala V delle terme di Diocleziano.
Nell'ambito dei festeggiamenti per i cinquant'anni dell'Unità d'Italia, Rodolfo Lanciani viene incaricato di organizzare una Mostra archeologica al Museo romano alle Terme di Diocleziano, dedicata ad illustrare la civiltà romana nelle provincie:
"Appena sorse l'idea di fare a Roma nel 1911 una grande Esposizione d’Archeologia, fu unanime consiglio che essa non potesse aver altra sede che le Terme di Diocleziano. Tutto pareva indicarla: la mirabile maestà del luogo, l’ampiezza solenne della sede, la severa poesia che aleggia in quell’immenso vetustissimo edificio così pieno di grandi memorie, la vicinanza infine del Museo Nazionale romano, ove la Roma italiana va raccogliendo con tenacia e con fortuna i più insigni monumenti archeologici che il suolo dell'Urbe e del Lazio, fecondissimo sempre, mette quasi quotidianamente in luce.
Né il momento poteva essere più favorevole. Corrado Ricci, Direttore Generale delle Belle Arti, ha potuto finalmente vincere le gravissime difficoltà di ogni genere che si opponevano a che potesse aver attuazione un suo antico e geniale proposito: quello di liberare il grandioso monumento dalle sconce e meschine superfetazioni che gli si erano addossate, quello di far sparire le case, le casupole, le tettoie, i magazzini, le lavanderie che come putridi vermi contaminavano il morto gigante.
Liberate così le Terme all'esterno, sgombrate dalle montagne di legname e di carbone, e dalle osterie e dalle stalle che ne deturpavano l'interno, il monumento insigne riappare in tutta la sua stupefacente maestà: ond'è che può dirsi senz'ombra di esagerazione che l'Esposizione Archeologica del 1911 sarà altrettanto interessante per il contenente come per il contenuto..."
Arturo Calza
Il Re, la Regina i principi tedeschi inaugurano alle Terme Diocleziane la Mostra Archeologica; i principi tedeschi partono alle 12.40 per la Germania.
Il Re inaugura a Vigna Cartoni il padiglione del Belgio.
Spettacolo di Totò al Teatro Diocleziano, installato nella Sala ottogonale delle terme.
IV giorno di visita di Adolf Hitler a Roma. A causa del maltempo viene rimandata la partecipazione all'esercitazioni a Furbara e Santa Marinella. Guidati sempre da Ranuccio Bianchi Bandinelli, i due gerarchi visitano la mattina nuovamente la Mostra Augustea della Romanità, poi i Palazzi Capitolini, Castel Sant'Angelo. Alle ore 16.30 il corteo si dirige alle Terme di Diocleziano (dove si trova l'Ara pacis) e poi alla Galleria Borghese. A sera partecipano al banchetto organizzato a Palazzo Venezia, a cui segue un discorso dei due gerarchi alla folla, dal balcone del palazzo.
Grazie alla Legge speciale per le antichità di Roma, sono incrementati gli spazi espositivi del Museo Nazionale Romani. Sono acquistati Palazzo Altemps, Palazzo Massimo e l'intero isolato della Crypta Balbi. Le collezioni museali vengono quindi riorganizzate nelle nuove quattro sedi, ognuna con una propria specificità:
La vecchia sede della Certosa, con i suoi monumentali spazi, accoglie il Museo Epigrafico (della Comunicazione Scritta dei Romani) e il Museo di Protostoria (dei Popoli Latini), mentre le aule delle Terme di Diocleziano, sono interessate da importanti lavori di restauro.
Palazzo Massimo espone i capolavori della produzione artistica romana rinvenuti nella città di Roma e del suo territorio.
Palazzo Altemps ospita le collezioni storiche e al racconto del collezionismo dei casati romani.
A seguito di una sistematica ricerca archeologica nell'area Crypta Balbi, negli ambienti del Convento di Santa Caterina, viene allestita una esposizione dei materiali scoperti durante gli scavi e un Laboratorio archeologico per le attività di restauro, archivio, analisi e studio.
Inaugurato il nuovo percorso di visita al Museo Nazionale romano presso le Terme di Diocleziano. Viene riaperto il chiostrino Ludovisi della Certosa e la Natatio delle Terme. Nel cortile è esposto il mosaico della Domus della Stazione Termini.
Progetto
Committenti e finanziatori
Stampe antiche1909
Pianta delle terme di Diocleziano
1904
Loubet a Roma esce dalla Stazione Termini
L'Illustrazione Italiana 1904
1885
Pianta per un progetto di piazza Esedra
1883
Dante Paolocci
Ospizio Margherita di Savoia per i Ciechi
L'Illustrazione Italiana 1883
1877
Monumento per l'Esedra della via Nazionale
L'Illustrazione Italiana 1877
1871
Thermae Diocletianae
Rome and the Campagna
1851
Luigi Canina
Pianta generale delle Terme di Diocleziano
Gli edifizj di Roma antica - Volume IV
1851
Luigi Canina
Prospetti delle Terme di Diocleziano
Gli edifizj di Roma antica - Volume IV
1851
Luigi Canina
Particolari delle Terme di Diocleziano
Gli edifizj di Roma antica - Volume IV
1851
Luigi Canina
Veduta interna delle Terme di Diocleziano
Gli edifizj di Roma antica - Volume IV
1851
Luigi Canina
Veduta delle Terme di Diocleziano
Gli edifizj di Roma antica - Volume IV
1851
Luigi Cavalieri
Terme di Diocleziano
Principali monumenti di Roma e sue vicinanze
1843
Achille Pinelli
Giocatori di Bocce
1838
Gaetano Cottafavi
Pianta delle Terme di Diocleziano
Roma nell'anno MDCCCXXXVIII
1835
Giovanni Battista Cipriani
Terme di Diocleziano
Itinerario figurato degli edificij più rimarchevoli di Roma
1834
Achille Pinelli
Certosa alle Terme di Diocleziano
1833
Giacomo Fontana
Pianta della Certosa di S. Maria degli Angeli
Raccolta delle migliori Chiese di Roma
1833
Giacomo Fontana
S. Maria degli Angeli
Raccolta delle migliori Chiese di Roma
1828
Luigi Rossini
Il Monte Viminale
I sette colli di Roma antica e moderna
1822
Plan des Thermes de Diocletien
Du génie de l'architecture
1822
Vue des Thermes de Diocletien
Du génie de l'architecture
1818
Luigi Rossini
Terme di Diocleziano
Raccolta di Cinquanta Principali Vedute di Antichità
1818
Pietro Parboni
Terme di Diocleziano
Raccolta de monumenti più celebri di Roma antica
1817
Angelo Uggeri
Pinacoteca delel terme di Diocleziano
Giornate pittoriche degli edifici di Roma Antica e de suoi contorni
1817
Giovanni Battista Cipriani
Terme di Diocleziano
Degli Edifici Antichi e Moderni di Roma
1803
Giovanni Battista Cipriani
Pianta Pinacoteca
Monumenti di Fabbriche antiche - tomo III
1803
Giovanni Battista Cipriani
Spaccato Pinacoteca
Monumenti di Fabbriche antiche - tomo III
1803
Giovanni Battista Cipriani
Cornicione angolare della Pinacoteca
Monumenti di Fabbriche antiche - tomo III
1803
Giovanni Battista Cipriani
Capitello delle Colonne angolari della Pinacoteca
Monumenti di Fabbriche antiche - tomo III
1803
Giovanni Battista Cipriani
Capitello delle Colonne di mezzo della Pinacoteca
Monumenti di Fabbriche antiche - tomo III
1803
Giovanni Battista Cipriani
Base delle Colonne di mezzo della Pinacoteca
Monumenti di Fabbriche antiche - tomo III
1803
Giovanni Battista Cipriani
Ordine che traversa le camere della Pinacoteca
Monumenti di Fabbriche antiche - tomo III
1801
Angelo Uggeri
Terme di Diocleziano
Iconografia degli edifici dell'antica Roma
1799
Giovanni Battista Cipriani
Pianta del Claustro dei Certosini
Vedute principali e più interessanti di Roma
1796
Giuseppe Vasi
Terme di Diocleziano e chiesa di Santa Maria degli Angeli
Nuova raccolta di cento principali vedute antiche e moderne di Roma
1777
Veduta delle Terme di Diocleziano
1774
Pierre Adrien Paris
Entablements, corniches et autres détails antiques
Études d'Architecture faites en Italie
1764
Prospectus lateris interioris horrei ad Thermas Diocletianeas
1763
Giovanni Brun
Vestigia delle Terme di Diocleziano
Accurata e succinta descrizione topografica delle antichità di Roma
1761
Jean Barbault
Plan des Thermes de Diocletien
Les plus beaux monuments de Rome ancienne
1761
Jean Barbault
Vue des restes des Thermes de Diocletien
Les plus beaux monuments de Rome ancienne
1756
Giovan Battista Piranesi
Pianta delle Terme di Diocleziano
Le Antichità Romane - Tomo I
1752
Giuseppe Vasi
Piazza di Termini
Delle Magnificenze di Roma antica e moderna - Libro II
1747
Giovan Battista Piranesi
Veduta delle terme di Diocleziano
Vedute di Roma
1747
Giovan Battista Piranesi
Terme di Diocleziano
Vedute di Roma
1747
Giovan Battista Piranesi
Chiesa della Madonna degli Angioli
Vedute di Roma
1745
Giovan Battista Piranesi
Terme di Diocleziano
Varie vedute di Roma antica, e moderna
1732
Prospetti delle Terme di Diocleziano
Le terme dei Romani disegnate da Andrea Palladio
1732
Spaccato delle Terme di Diocleziano
Le terme dei Romani disegnate da Andrea Palladio
1732
Pianta delle Terme di Diocleziano
Le terme dei Romani disegnate da Andrea Palladio
1708
Bonaventura van Overbeek
Les Bains de Diocletien
Les restes de L'Ancienne Rome
1708
Bonaventura van Overbeek
Les Bains de Diocletien
Les restes de L'Ancienne Rome
1705
Pieter Schenk
Thermarum Diocletiani
Roma aeterna
1705
Pieter Schenk
Thermarum Diocletiani
Roma aeterna
1702
Fioravante Martinelli
S. Maria degli Angeli
Roma ricercata nel suo sito
1687
Fioravante Martinelli
Santa Maria degli Angioli
Roma ricercata nel suo sito
1653
Certosa
1642
Roman ruins
1641
Israel Silvestre
Terme Diocletiane
Antiche e Moderne Vedute di Romae
1638
Giovanni Maggi
Thermavm Diocletianarvm rvinæ
Roma vetus ac recens
1629
Giovanni Battista Mercati
Listesse Terme
Alcune vedute et prospettive di luoghi disabitati di Roma
1629
Giovanni Battista Mercati
Listesse Terme
Alcune vedute et prospettive di luoghi disabitati di Roma
1629
Giovanni Battista Mercati
Listesse Terme
Alcune vedute et prospettive di luoghi disabitati di Roma
1625
Giacomo Crulli
Thermarvm Diocletiani
Grandezze della città di Roma antiche e moderne
1615
Aloisio Giovannoli
Thermæ Diocletiani
Vedute degli antichi vestigj di Roma
1615
Aloisio Giovannoli
Thermæ Diocletiani
Vedute degli antichi vestigj di Roma
1615
Aloisio Giovannoli
Thermæ Diocletiani
Vedute degli antichi vestigj di Roma
1615
Aloisio Giovannoli
Thermæ Diocletiani
Vedute degli antichi vestigj di Roma
1615
Aloisio Giovannoli
Thermæ Diocletiani
Vedute degli antichi vestigj di Roma
1615
Aloisio Giovannoli
Thermæ Diocletiani
Vedute degli antichi vestigj di Roma
1615
Aloisio Giovannoli
Thermæ Diocletiani
Vedute degli antichi vestigj di Roma
1615
Aloisio Giovannoli
Theatrj in Thermis Diocletiani
Vedute degli antichi vestigj di Roma
1613
Giacomo Lauro
Vestigia Thermarvm Diocletiani
Antiquae Urbis Splendor
1575
Étienne Dupérac
Vestigij delle Terme di Diocleziano
I vestigi dell'antichita di Roma
1575
Étienne Dupérac
Vestigij delle Terme di Dioclitiano
I vestigi dell'antichita di Roma
1575
Étienne Dupérac
Vestigij delle Terme di Dioclitiano
I vestigi dell'antichita di Roma
1569
Giovanni Battista Cavalieri
Diocletiani Thermarum
Vrbis Romae Aedificiorvm
1569
Giovanni Battista Cavalieri
Diocletiani Thermarum
Vrbis Romae Aedificiorvm
1569
Giovanni Battista Cavalieri
Diocletiani Thermarum
Vrbis Romae Aedificiorvm
1569
Giovanni Battista Cavalieri
Diocletiani imp. thermarum
Vrbis Romae Aedificiorvm
1565
Bernardo Gamucci
Parte di fvora delle Terme di Deoclitiano
Libri qvattro dell'antichita della città di Roma
1565
Bernardo Gamucci
Parte dentro delle Terme di Deoclitiano
Libri qvattro dell'antichita della città di Roma
1551
Hieronymus Cock
Ex Ruinis Thermarvm imp Diocletiani
Praecipua aliquot Romanae antiquitatis ruinarum
1540
Sebastiano Serlio
Pianta delle Therme Diocletiane
Trattato di architettura
1536
Maarten van Heemskerck
Bagni di Diocleziano