Informazioni storicheData: 1888 / 1912
Codice identificativo monumento: 346
CronologiaGli industriali inglesi James Shepard e Henry Fawcett (dopo aver comprato il progetto dell'ingegnere Pietro Lanciani per ricondurre a Roma l'acqua dalla sorgente nella valle dell'Aniene) ottengono l'autorizzazione da parte del ministero del Commercio e dei Lavori Pubblici per la realizzazione del nuovo acquedotto e la concessione per la distribuzione dell'acqua.
L'acquedotto viene progettato dall'ingegnere Cassian Bon, della Compagnie Générale des Conduites d'Eau di Liegi. La sorgente principale è quella che oggi è chiamata seconda Serena, da cui partiva il canale in muratura per una lunghezza di 27 km, di cui 12 costruiti in galleria, 12 interrati e 2,8 realizzati in ponti o su muri di sostegno. A Tivoli iniziano le condotte metalliche del diametro di 60 cm, che seguivano la Via Tiburtina, poi passa la ferrovia e si dirige lungo la Nomentana fino ad arrivare al manufatto di regolazione presso Piazza di Termini.
Papa Pio IX presenzia al primo zampillo dell'Acqua Pia Antica Marcia a Termini, dove è realizzata una rudimentale fontana rustica.
Proposta di progetto per un monumento in onore di Vittorio Emanuele a Via Nazionale.
"Si parla molto a Roma di un progetto di monumento che l'architetto Giulio Tadolini ha presentato, e che dovrebbe erige nell'esedra della via Nazionale.
Ne diamo il disegno, e una breve descrizione, Le Alpi formano il corpo del monumento. Dall'alto della mole giganteggia la statua equestre di Vittorio Emanuele in atto di salutare la Nazione. Il foro del Cenisio, che si scorge nel centro, scopre intieramente la linea della via Nazionale, Ai quattro lati sono collocati 4 gruppi: il Genio dell'Indipendenza che leva in alto con la sinistra la bandiera nazionale, e colla destra brandisce la spada, ha un leone al fianco.
Il Genio dell'Industria addita ad un putto, simbolo della generazione nascente, il foro del Cenisio, insegnandogli in esso una gloria della civiltà e del lavoro. La Libertà si appoggia col braccio sinistro sulla Lupa Romana, stringendo in mano lo Statuto, mentre con la destra impugna il giavellotto. L'Arte, che siede in atto di meditare, con la sinistra tien ritta una tavola e con la destra regge un compasso: al suo destro lato si vede il busto di Cavour già compiuto, al lato opposto un putto scolpisce il ritratto di Garibaldi. Sulla sommità del fòro è scolpita un'aquila, che stringe fra gli artigli un. serpente. Dall'altra parte un'altra aquila innalza lo stemma di Casa di Savoia.
Se il progetto riesce a passare dalla carta al granito ed al bronzo, sarebbe questo un monumento veramente nazionale e grandioso, e auguriamo anche noi che si trovino i mezzi per effettuarlo."
Ampliamenti dell'acquedotto dell'Acqua Pia Antica Marcia, con la costruzione del II Sifone.
Il Consiglio Comunale adotta il Piano regolatore redatto dall'ing. Viviani, sostanzialmente identico a quello del 1873 con alcune modifiche.
Vengono redatti i piani esecutivi, da sottoporre all'approvazione governativa per una serie di opere pubbliche considerate assolutamente necessarie, da realizzarsi con il concorso finanziario dello Stato: Palazzo di Giustizia in Prati; Palazzo dell'Accademia delle Scienze; Piazza d’Armi; Caserme in viale delle Milizie (due reggimenti di fanteria) e a Castro Pretorio (reggimento di artiglieria), nuovo Ospedale Militare al Celio; Ministero della Guerra in via XX Settembre; Palazzo delle Belle Arti in via Nazionale; Policlinico (inizialmente previsto dal Comune a Porta Maggiore, ma mai realizzato in quella sede)
Vengono inoltre pianificati: Traforo Umberto I (per collegare piazza di Spagna a via Nazionale); Stazione ferroviaria a Trastevere (più a nord, all'interno delle mura di come venne poi realizzata); Magazzini Generali sulla via Ostiense; Mattatoio a Testaccio; nuovi ponti sul Tevere.
Le principali opere urbanistiche sono: trasformazione dell'area tra la stazione Termini e via Nazionale come nuovo ingresso monumentale (con la realizzazione della fontana delle Naiadi e dell'emiciclo porticato di piazza Esedra); una serie di opere “per la riforma della fognatura della città e per il risanamento del sottosuolo”.
Definiti vari allargamenti: piazza Venezia e piazza di Trevi; via del Corso (parzialmente su Piazza Colonna); via di Monserrato; da Via dei Giubonari a ponte Sisto (non realizzato); Via dei Delfini - Tribuna Campitelli; Piazza Montanara fino a Piazza Campitelli (per liberare la visuale sul Teatro di Marcello).
Definite nuove strade di collegamento: prosecuzione della via Nazionale fino a Ponte Sant'Angelo (con larghezza di 20 metri); Via del Tritone (Piazza Barberini Corso); via Zanardelli (Piazza Navona Prati); Via Arenula Largo Argentina (Via Nazionale Trastevere); Piazza Venezia Fori Colosseo; via Cavour e via Giovanni Lanza (per collgeare il nuovo quartiere Esquilino);
Risanamento igienico-sanitario delle aree insalubri e la destinazione a verde pubblico di oltre 200 ettari (sistemazione del Colle Oppio e Gianicolo); ampliamento di Testaccio; edificazione di una parte di Trastevere (nei pressi di piazza San Cosimato), Colle Aventino e Celio; completo rinnovamento urbano del Ghetto (con demolizioni, rialzamento del suolo e nuove abitazioni).
Viene inoltre programmata la realizzazione di un nuovo quartiere a maglia ortogonale fuori Porta del Popolo: il Flaminio, “di estensione di circa 18 ettari e che potrebbe contenere 9mila abitanti”, con una monumentale strada circondata da parchi che portava da Porta del Popolo a Ponte Milvio, poi lambiva i Parioli e giungeva fino all'Acqua Acetosa, la Passeggiata Flaminia.
Ampliamenti dell'acquedotto dell'Acqua Pia Antica Marcia, con la costruzione del III Sifone.
Risistemazione viaria dell'area di Piazza Esedra. Con la costruzione dei nuovi palazzi gemelli, la fontana dell'Acqua Marcia viene spostata e ricostruita al centro della piazza, su progetto di Alessandro Guerrieri.
Demolito il Palazzo Sistino di Villa Peretti e la Porta Quirinale, le cui decorazioni marmoree vengono preservate e portate nel Deposito Comunale dei frammenti architettonici all'Aventino.
In piazza di Termini, cavandosi il terreno per costruire la muova mostra dell'acqua Marcia, nel centro dell’emiciclo delle terme diocleziane, sono tornati in luce alcuni muri laterizi di buona costruzione; i quali rappresentano avanzi di quegli edificî, che furono acquistati e demoliti da Diocleziano per la fabbrica delle colossali sue terme.
Preparativi per la visita di Stato dell'Imperatore di Germania Guglielmo II:
Il Consiglio comunale istituisce un plotone di guardie municipali a cavallo da "adibire per i servizi di sorveglianza nelle feste pubbliche e per le comunicazioni fra i vari punti della città e del suburbio, dove la distanza è enorme".
L'architetto comunale Giocchino Ersoch è stato incaricato di realizzare un palco in stile eclettico intorno all'obelisco di piazza del Popolo e un quinta scenica al fondo di piazza del Campiglio (in vista del ricevimento in suo onore), collegando Palazzo Senatorio e Palazzo Nuovo con una costruzione effimera in stile.
Viene inoltre completato il monumento dedicato ai Caduti di Dogali alla Stazione Termini. L'obelisco viene innalzato di due metri, installando il piedistallo in granito di Baveno (appartenente all'obelisco Sallustiano) regalato dai Boncompagni Ludovisi al Municipio nel 1883.
A Piazza Esedra, agli angoli della nuova fontana, vengono sistemati quattro leoni di gesso accucciati.
Davanti agli appartamenti per gli ospiti (nella manica lunga del Palazzo del Quirinale) sono demolite tutte le fabbriche, per realizzare una vista su nuovi giardini. Tra queste la chiesa della Maddalena e di Santa Chiara.
"Al Quirinale si lavora alacremente sotto la direzione del marchese di Villamarina che, per quest'occasione, ha riunito qui molti tesori ch'erano sparsi nelle diverse Reggie d'Italia. Il marchese di Villamarina sa a memoria l'inventario di tutti i palazzi reali. A lui pertanto è riuscita facile, assai più che a qualunque altro, la scelta degli oggetti da far trasportare a Roma per accrescere ornamento e lustro al Quirinale. Nè vi prenda timore ch'egli non li disponga in bell'ordine, per modo che ne risulti un complesso armonico. Diamine! Il marchese di Villamarina è anche Presidente dell'Accademia di Santa Cecilia dove si dettano le leggi dell'armonia. L'appartamento dell’ Imperatore sarà una meraviglia."
Abbattuto da una sommossa popolare lo steccato della Fontana delle Naiadi in Piazza Esedra. La recinzione copriva le nudità delle statue femminili, giudicate scandalose: "Le Ninfe dello scultore Mario Rutelli, le famose sue Ninfe cagion di tanta guerra, come la greca Elena, sono state scoperte.... Veramente, molto scoperte erano anche prima; ed è per questo che le caste Susanne del Consiglio comunale di Rama, coll'onorando senatore Vitelleschi alla testa, volevano impedire ch'esse si offrissero pubblicamente allo sguardo dei romani. Mai romani, avvezzi ad altre nudità di museo, con una carica di pedate mandarono in aria le tavole, che nascondevano le quattro ree condannate al bagno, e inaugurarono in quel bel modo, con accompagnamento di discorsi suo particolari la monumentale fontana. Allora fu un esplosione di grida da parte del popolino, che adottò subito come sue pupille le quattro ragazze scultorie, ponendosi a far loro la guardia, per timore dei loro persecutori. Una fila interminabile di carrozze e carrozzelle, zeppe di curiosi e studiosi della scuola del nudo, cominciò a girare intorno alla fontana, un carosello! Il Rutelli divenne popolare in un momento. I clericali del Consiglio romano accusano il sindaco Colonna d'acquiescenza, vogliono dimettersi o abbattere le statue e la Colonna. Nella storia della scultora italiana, non si è dato mai un caso simile, Pare una commedia di Scribe!"
Ampliamenti dell'acquedotto dell'Acqua Pia Antica Marcia, con la costruzione del IV Sifone.
Solenne arrivo a Roma del Kronprinz di Germania Guglielmo, con la sua consorte, principessa Cecilia.
Per l'occasione, viene scoperto il bozzetto provvisoro in malta (raffigurante tre tritoni, un delfino e un polipo), realizzato da Mario Rutelli per la fontana di paizza Esedra.
Il gruppo riceve commenti sarcastici, e il popolo ribattezzato l'opera "il fritto misto di Termini".
Il gruppo centrale della fontana delle Naidi viene sostituito dal Glauco di Mario Rutelli, a causa delle critiche ricevute.
Ampliamenti dell'acquedotto dell'Acqua Pia Antica Marcia, con la costruzione del V Sifone. Il condotto segue la Via Prenestina e termina al manufatto di Porta Maggiore, decorato con una monumentale edicola in travertino.
Per aumentarne la portata, viene ricostruito sempre in muratura, il tratto dell'Acqua Pia Antica Marcia dalle sorgenti fino a Tivoli.
Ampliamenti dell'acquedotto dell'Acqua Pia Antica Marcia, con la costruzione del VI Sifone. Il condotto raggiunge il manufatto di Viale Ventuno Aprile.
Ampliamenti dell'acquedotto dell'Acqua Pia Antica Marcia, con la costruzione del VII Sifone. Il condotto raggiunge il manufatto di Viale Ventuno Aprile.
Cerimonia di riapertura al pubblico della fontana delle Naiadi, alla presenza del Sindaco Gualtieri, il Sovrintendente Parisi Presicce, Presidente di Acea Marinali e dell'AD di Areti De Marco.
I lavori di restauro, curati dalla Sovrintendenza Capitolina nell'ambito del programma PNRR Caput Mundi, sono iniziati a settembre 2024, hanno avuto una durata di 240 giorni e un costo complessivo di oltre 580.000 euro.
Progetto
Opere d'arte e decorazioni
Gruppi e Istituzioni
Stampe antiche