Informazioni storicheData: 1886 / 1904
Codice identificativo monumento: 360
CronologiaNel disterro per la costruzione del palazzo della Banca nazionale, fra le vie Mazarino e de’ Serpenti, sono state scoperte alcune buone costruzioni laterizie, alle quali spettano i bolli presso il Fabretti VII, n. 275, 328, 513, 181; altro, nel quale si leggono le lettere CLAVDI GEMELLI; alcune anse di anfore coi sigilli TI CAMILI MELISSI; FOALBLIO L Q R | FXIIII; una lucerna fittile col rilievo del Pastor Buono ed il sigillo ANNISER; ed un capitellino di marmo bianco.
Nei disterri per la via Mazzarino, condotti a traverso la strada delle Terme di Costantino, sono stati scoperti ad un livello assai basso alquanti cunicoli scavati nel cappellaccio, ed intonacati di cemento; vespai o stufe sottoposte ai pavimenti pensili delle sale; un tronco di colonna di granito rosso, lungo met. 1,70, di diam. met. 0,44; un capitello corinzio di marmo, alto met. 0,80, di diametro met. 0,56; altro capitello composito di pilastrino isolato con foglie ad acqua, alto met. 0,30: tutto un sistema di chiaviche o condotture, con le sponde laterizie e copertura alla cappuccina, ed alcuni avanzi di pavimenti di marmo.
Rodolfo Lanciani.
Nel terreno appartenente alla Banca Nazionale, che forma angolo sulla via Mazarino, dirimpetto alla villa Aldobrandino, sono stati ritrovati avanzi di una casa privata, con pareti di laterizio, l'epoca delle quali può determinarsi approssimativamente col soccorso dei seguenti bolli, raccolti sul posto: FORTVNATI CN DOMITI TVLLI; Q OPPI NAT ALIS vel PRISCI; L EXTILI RVFI; D VETVRI CERDONIS; DORI SERVILI SECVNDI; ...ET SERG COS... AVG SAL; AGAB SVCCESSI; SAL EX PRARM CES PAETITE APRONI COS; FELICIS POMPEIAE AntHIDIS; L BRVTTIDI AVGVSTALIS OP DOL EX FIG OCEA MIN CAE N; C LICINI MONTANI VAL QVI FEC; C LICINI MONTANI EX P DOM
Lo scavo ha prodotto la consueta messe di frammenti di scoltura, di fregi di terracotta, di anse d'anfore, lucerniue, di intonachi e stucchi dipinti ecc. Il frammento epigrafico più importante è il seguente, inciso in lastra di marmo.
Rodolfo Lanciani.
Nel disterro generale per le fondamenta del palazzo della Banca Nazionale, da erigersi nell'isola circoscritta dalle vie Nazionale, de' Serpenti, e Mazzarino, sono stati ritrovati alquanti muri a cortina di mattoni, facenti parte probabilmente della domus di Tiberio Giulio Frugi (cf. Bull. com. VI, 124.).
Talune pareti conservano intonachi dipinti di rozza maniera; ma la fabbrica è stata spogliata e devastata al punto, che i soli oggetti ricuperati in 60 mila metri cubi di scavo sono: tre anfore assai malconcie, ed un bollo figulino delle fornaci domiziane.
Tanto maggior sorpresa ha quindi recato la scoperta di una statua marmorea, di proporzione assai maggiore del vero (metri 2,10), alla quale mancano soltanto gli avanbracci. Il simulacro rappresenta Antinoo, nel pieno fiore della sua giovanile bellezza, e rassomiglia al tipo ben noto del Museo Capitolino. La figura è ignuda; le serve di sostegno un tronco d'albero, al quale si avviticchia un tralcio di vite. La scultura nondimeno è assai danneggiata, per essere stata lungamente esposta all’azione dell'acqua, e per aver poi perduta la superficie liscia, a causa di una ripulitura a cui fu malamente sottoposta in antico. I guasti cagionati dall'acqua sono più visibili nella parte inferiore, essendo bucherellate le gambe ed il tronco a cui la figura si appoggia. La statua è stata rinvenuta in piedi, ben equilibrata, ma posata sopra uno strato di rottami, all'altezza di un metro e mezzo sul pavimento della camera; il che significa che il trasporto in questo luogo del simulacro, è avvenuto quando l'edificio era già caduto in rovina.
Rodolfo Lanciani.
Continuando gli scavi per la fondazione del palazzo della Banca Nazionale, nell'area già Mercurelli, sono stati ritrovati: una statuina acefala di Vene:e, ad un quarto del vero, di mediocre scultura; un frammento di lastra marmorea, con l’epigrafe seguente incisa a caratteri eccellenti; alcuni frammenti di decorazioni architettoniche; e circa dieci fra catilli e mete di molini di pietra vulcanica grigiastra. Una di queste mete porta incise le sigle, alte 572 millimetri: SPHR; Si è poscia ritrovata una seconda mèta di molino, fornita di sigle che ho trascritte a questo modo: GIAM.
A sud del pistrinum, fra questo e la chiesa di s. Agata, si incomincia a scoprire un’ officina di scalpellino, stabilita fra i ruderi di antiche fabbriche in epoca difficilmente determinabile. Vi sono sei rocchi di giallo antico, uno di africano, un masso di cipollino, uno di travertino tutti segati, o incominciati a segare, a giusta misura. Su d'un rocchio di giallo sono graffite le seguenti leggende: MAXIMINA ZENVARA VSTVS, VTERE SALIS ARC VIVAS.
Rodolfo Lanciani.
Continuandosi gli sterri per le fondamenta del nuovo palazzo della Banca Nazionale, sono stati messi in luce numerosi avanzi di fabbriche private con resti di pitture parietarie, da assegnarsi alla fine del secolo terzo dell'impero. È stata scoperta altresì una strada con pavimento a poligoni di lava basaltica, la quale divide queste fabbriche private dal lato meridionale delle Terme costantiniane.
Sono pure venuti in luce molti avanzi architettonici, tra i quali voglionsi ricordare due colonne, una di granito e l’altra di tufo con rivestitura di stucco.
Rodolfo Lanciani.
Nel proseguimento degli sterri per le fondazioni del palazzo della Banca Nazionale nella via Nazionale, è stato scoperto un pavimento formato di lastre di marmo bianco, perfettamente conservato. Non può conoscersene le dimensioni, essendo troppo stretto il cavo per le fondamenta.
In prossimità del mosaico ritraente figure atletiche, del quale fu detto nelle Notizie dello scorso mese (p. 15), fu rinvenuto altro pavimento a mosaico, composto di tesselli neri, intramezzati da piccole stelle formate con tesselli marmorei bianchi. Il mosaico è contornato da un fascione di lastre bianche.
Fu poi recuperato un cippo marmoreo, scorniciato, di m. 0,84 X 0,34 X 0,34, con l'urceo e la patera nei fianchi, e che reca la seguente iscrizione incisa sulla fronte:
H I IVLIVS GORGIAE F AQVILLIVS TERTVLLVS AEDILIS CEREAL D V S
Quindi si rimise in luce una lastra marmorea di m.0,35 X 0,23 X 0,05, nella quale si trova incisa l'iscrizione seguente, che ci porta un esempio non comune di longevità :
D M TATIE RVFINAE MATRI Q V I X ANN C VI MXI D XIV FIL B M F
Giuseppe Gatti e Luigi Borsari.
Nelle fondazioni del nuovo palazzo della Banca Nazionale in via Nazionale, si recuperò un frammento marmoreo di calendario, largo m. 0,13, alto m. 0,10, relativo ai giorni 10, 11, 12, 18 aprile.
Negli sterri che si eseguiscono per le fondamenta della Banca Nazionale, e precisamente al cavo n. 55, si è scoperto un pozzo di forma circolare, del diametro di m. 0,65, rivestito internamente con lastre di cappellaccio. Il pozzo è interamente riempito di argilla e sabbia di filtrazione, e nello spurgo, che sinora se ne è fatto sino a m. 9 di profondità, sono stati recuperati dodici vasi fittili, ordinarî, non molto antichi, della forma di oenochoe. Si ritrassero pure numerosi frammenti spettanti a vasi consimili.
Al cavo n. 59, in detta località, è stato messo in luce un pavimento a mosaico grossolano, bianco e nero, tutto sconnesso e privo di qualunque disegno.
Negli sterri pei lavori del nuovo palazzo della Banca Nazionale, nella via Nazionale, è stata rinvenuta un’anfora di buona fattura, nel cui collo è impressa in rettangolo la marca Chi Rho (Monogramma di Cristo).
Furono pure scoperte fistole acquarie di vario modulo, con la seguente leggenda ripetuta tre volte: C GALERIVS OFF. Le ultime lettere sono evanescenti nei tre esemplari.
In prossimità del nuovo Palazzo della Banca Nazionale sì disse rinvenuta una lastra marmorea, larga m. 0,79, alta m. 0,81, rotta inferiormente, nella quale si legge il seguente titolo. L. VIRIO LVPO IULIANO PR ALLECTO INTER QVAESTOR LEGAT PROV LYCIA PAMPHYLIAE.
Varie volte il nome di Virio Lupo ricorre nelle iscrizioni e nelle memorie storiche.
Abbiamo un Virius Lupus legato nella Britannia nel 197. Un altro Virio Lupo fu console nel 278 unitamente a Probo e fu prefetto della città nel triennio 278-280. Di lui nel 1887 si ebbe in Roma la prima memoria epigrafica. La nuova lapide fu aggiunta alla raccolta delle iscrizioni nel Museo nazionale romano nelle Terme di Diocleziano.
Felice Bernabei
Nell’eseguire un cavo presso il fumaiolo della officina per la fabbricazione delle carte-valori, annessa al palazzo della Banca Nazionale, alla profondità di m. 5,00 è stato messo all’aperto un muro formato da grossi parallelepipedi di tufa, i quali misurano m. 1,20 X 1,30.
D. Marchetti.
Nel lato del palazzo della Banca Nazionale, che guarda la via Mazzarino, scavandosi per costruire la camera d'aria per i caloriferi, si è incontrata, alla profondità di circa m. 3 dal piano stradale, un'antichissima costruzione a grandi parallelepipedi di tufo, i quali nei vari ordini erano tutti disposti nel senso della lunghezza. Questi massi misurano da m. 1,16 a m. 1,59, con l'altezza da m. 0,53 a m. 0,60. Il muraglione, del quale sono riapparsi i cinque ordini inferiori, poggia sul vivo della roccia tufacea. Questa costruzione può essere messa in relazione con l'altra simile esistente alla Salita del Grillo e descritta nel Bull. Arch. Com. 1886, pag. 305.
Sistemandosi il terreno avanti il prospetto del palazzo della Banca Nazionale, si è trovato un muro laterizio, grosso m. 2,60, che si dirige verso l'interno del palazzo, e di cui fu già scoperto un simile tratto nella fondazione della facciata. Altri avanzi di muri sono stati pure trovati dinanzi alla porta centrale, costruiti tutti in mattoni; ad eccezione di uno che apparisce d'età relativamente moderna, ed è formato principalmente con frantumi di marmi antichi. È grosso m. 3,10, e contiene pezzi di colonne, capitelli, trabeazioni ed anche qualche frammento di statua.
Si sono raccolti nello sterro due frammenti di mattoni, che portano i bolli degli anni 134 e 150, ed alcuni pezzi di fregio in terracotta.
Per i lavori di sistemazione dell'area dinanzi al palazzo della Banca Nazionale, sono stati scoperti altri informi avanzi di muri laterizi, piantati sopra massi squadrati di travertino, che misurano m. 1,35 in lunghezza, m. 1,16 in larghezza e m. 0,66 in altezza.
Fra le terre si è trovato un capitello marmoreo d'ordine corinzio, alto m. 0,83, di bell'intaglio, ma alquanto danneggiato; e da un muro antico si è tolto un pezzo di mattone col bollo figulo dell'anno 135.
Si è inoltre scoperto, alla profondità di circa m. 4,50, un piccolo pezzo di pavimento ad opera tessellata. È inquadrato di lastrine di giallo antico, con filetti di marmo nero.
Luigi Borsari.
Hausmann & Co. fornisce gli orologi alla Banca d'Italia per palazzo Koch.
Nel palazzo della Banca Nazionale, a circa m. 12 di distanza dal fianco orientale e presso l'officina Cartevalori, si è rinvenuto, alla profondità di m. 7, un antico muro laterizio coi piedritti di un arco a volta. Uno dei mattoni ivi raccolti porta il bollo delle figuline Domiziane maggiori, C. Z. Z. XV, 163.
Giuseppe Gatti.
Continuandosi gli sterri nell'area adiacente al palazzo della Banca Nazionale, alla profondità di m. 12, è stato scoperto un avanzo di antico pavimento a tasselli bianchi e neri, con semplici fascie di riquadratura.
Giuseppe Gatti.
Dietro il palazzo della Banca Nazionale, facendosi uno sterro per la galleria adiacente all'edificio destinato alla fabbrica di carte valori, a m. 4,50 sotto il piano stradale è comparso un tratto di grosso muro laterizio, di forma semicircolare e di buona costruzione.
Giuseppe Gatti.
Le SS si impadroniscono dell'intera riserva aurea italiana custodita nella Banca d'Italia in via Nazionale: 118 tonnellate.
Alla Banca d'Italia a via Nazionale, torna l'oro sottratto dai tedeschi. Era stato portato in Alto Adige, a Fortezza sul Brennero, circa 50.000 kg.
Progetto
Opere d'arte e decorazioni
Stampe antiche