Informazioni storicheCodice identificativo monumento: 3610
CronologiaClemente Vitelli, figlio di Giulio, vende la sua Villa a montecavallo a papa Clemente VIII, e questi la dona al nipote, il cardinale Pietro Aldobrandini.
Resti di maggiore importanza vennero a luce nei lavori della via nazionale, sia presso il giardino Aldobrandini, che nelle fondamenta del palazzo Antonelli, di fronte alla chiesa di s. Caterina da Siena.
Quivi comparve il grande emiciclo che prospettava lo stadio delle Terme di Costantino, con una parte delle mura dello stesso stadio con nicchie, nonchè varie stanze, frammenti di colonne, ed un’ampia scala dispogliata de’ suoi marmi, che metteva al piano superiore dell'edifizio medesimo.
Giuseppe Fiorelli.
I lavori proseguiti pel taglio delle terre, e per la demolizione dei fabbricati nella via Mazzarino e nel giardino Aldobrandini, hanno fatto conoscere da quali officine fossero usciti i mattoni impiegati in quella fila di botteghe del tempo degli Antonini, corrispondenti alle X Tabernae dei Regionari, poste sul limite del grande emiciclo o exedra dello Stadio presso le Terme Costantiniane.
Si lessero in alcuni di essi i bolli della officina Domitiana, in altri quello dei predi di Caio Giulio Apollinare, ed in altri il consolato di Serviano e Varo rispondente all’ anno 134 dell'e. v.
Poco lungi dallo stesso luogo, e propriamente nella via Mazzarino sotto il palazzo Rospigliosi, con poche reliquie delle mura delle stesse Terme, si scoprirono frammenti di sculture, parte di una tazza marmorea, la cui ansa esibisce strumenti di sacrificio con disco e prefericolo, altra parte di vaso in porfido, ed un pezzo del piede di un thymiaterion marmoreo, ove in bassorilievo è scolpita in buono stile una ierodula danzante.
Vi si rinvenne inoltre un torso di Giove di non cattivo stile, con tracce di colori nei capelli e nella barba, alquante teste di marmo, parte di un bassorilievo dell’ ultima epoca imperiale, parecchie anfore, monete comuni di bronzo, e molte lucerne, alcune delle quali di argilla finissima col monogramma cristiano.
Giuseppe Fiorelli.
Nella via Nazionale, continuandosi gli sterri per formare il piano del nuovo tracciato presso gli avanzi delle Terme di Costantino, nella parte espropriata del giardino Aldobrandini sul declivio del Quirinale, fu intrapresa la costruzione della grande fogna in molta profondità, e nel più basso strato di argilla che vi è stato scoperto (p. 99).
Si incontrarono pozzi antichissimi, scavati nel vergine e rivestiti internamente di lastroni convessi di cappellaccio, con piccoli incavi praticati lateralmente a regolare distanza per potervi discendere, come nell'altro pozzo rimesso a luce sull'Esquilino, non lungi dal recinto di Servio presso il così detto Auditorio di Mecenate.
Nei lavori medesimi, fra l'orto Mercurelli e la via Mazzarino, sotto il palazzo Rospigliosi, abbattuti i pilastri sottoposti alle Terme, si vide che erano essi composti di massi di travertino, larghi ed alti oltre un metro, con linee rosse formanti nessi, nei quali sembrano essere riconoscibili i segni della cava.
Nei lavori medesimi della via Nazionale si raccolsero i seguenti oggetti. Bronzo. Undici monete, ventinove frammenti incerti, e serrature. Osso. Quattordici aghi crinali. Terracotta. Nove lucerne, due anfore, tre frammenti di fregio e di antefissa, quattro vasetti, un mattone col bollo: CALLISTVS CN DOM TVL ed un piccolo avanzo di vaso aretino, con figurina virile ed animali, nonchè il sigillo SEXMP.
Giuseppe Fiorelli.
Con Regio Decreto Legge n. 4, il Governo acquista Villa Aldobrandini, per salvarla dalla Speculazione privata che voleva farne un albergo.
Il palazzo e parte del giardino, sono assegnati all'Istituto Internazionale per l'Unificazione del Diritto Privato; il resto del parco, con i tre padiglioni, al Comune di Roma.
Gli attori Stan Laurel e Oliver Hardy, giunti a Roma per un tour promozionale di un loro film, vengono ricevuti in udienza da papa Pio XII.
A Villa Aldobrandini parte un grande intervento di restauro del giardino e degli arredi artistici. I lavori, durata 3 anni, sono realizzati dal Dipartimento Tutela Ambientale-Servizio Giardini di Roma Capitale e dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali.
Parte la riqualificazione di Villa Aldobrandini. Il primo lotto, finanziato da 2,7 milioni di euro, riguarda la riqualificazione del verde e delle alberature nel giardino e il recupero del padiglione all'angolo tra via Nazionale e Largo Magnanapoli per realizzare una coffee house e un ascensore di collegamento con il giardino. E poi il restauro della loggia cinquecentesca di accesso originario alla villa con sistemazione museale e recupero della cordonata.
Proseguono i lavori di riqualificazione di Villa Aldobrandini. Il secondo lotto, finanziato da 5,6 milioni di euro, riguardano la riapertura del portone su via Nazionale, il restauro della scala e il nuovo ascensore, il recupero del padiglione angolo via Nazionale e via Mazzarino, il restauro vegetazionale e l’illuminazione degli scavi archeologici.
Villa Aldobrandini entra a far parte del patrimonio di Roma Capitale. L’Agenzia del Demanio ha formalizzato il trasferimento della proprietà del complesso monumentale, grazie alle procedure del cosiddetto federalismo culturale, che consente agli enti locali di acquisire e valorizzare beni di interesse storico e artistico sul proprio territorio.
Stampe antiche