Informazioni storicheCodice identificativo monumento: 3614
Cronologia"I due Fratelli Sacerdoti Sassi possessori di questo podere volendo ampliare ad uso di cantina i sotterranei del Casino nella loro Virna, ritrovarono incastrati ne lati della grotta in forma di cassa due gran di lastre di peperino, detto marmo Albano, con caratteri incìsi e rubricati, cioè tinti di rosso, che l'Epitafìo formavano di Publio Scipione Flamine. Basto questo primo monumento ad assicurare lubicazione del Sepolcro degli Scipioni, e allora fu che avisatone il defunto Ab. Gio. Batt. Visconti Commissario delle Antichiti sommamente benemerito delle Arti, egli comprese a chi spettavano si famose memorie, e pregò la Santità, di Nostro Signore Fio VI, ad intraprendere a sue spese lo scavo, accordando delle vantaggiose condizioni ai pròprietarj del sito. Intrapresi, e continuati per circa un anno con ogni diligenza 1i scavamenti, si potè sbarazzar tutto ciò, che rimaneva ancor pratticabile dì quel sotteraneo rovinato dal tempo e dall'incuria degli uomini, i quali per servirsene ad altri usi avean cercato ripararlo dalla ruina senza riguardo a quanto di prezioso contenevano quelle grotte."
Scavi promossi da Pietro Campana nella vigna di Giuseppe Sassi, tra la porta Latina e Appia. Viene scoperto il colombario del liberto Pomponio Hylas.
Il sig. Luigi Boccanera, debitamente autorizzato dal Ministero, ha aperto scavi di antichità nella vigna già Sassi ora Garassino, confinante ad est con la via Latina, a sud con la vigna Codini, ad ovest con la via Appia, a nord con la vigna: Pallavicini.
I saggi di esplorazione fatti in varipunti del fondo, e più specialmente in vicinanza dell'ipogeo degli Scipioni e del colombario di Pomponio Hylas, non hanno condotto ad alcun risultato, essendochè s'incontra dapertutto terra pura o banchi di cappellaccio.
Un solo tentativo è riuscito meno infecondo, ed è quello fatto sul confine di vigna Codini, lungo la linea dei sepolcri che fronteggiavano l'Appia. Quivi si è ritrovato un colombario dei tempi augustei, costruito in reticolato senza mattoni, con targhette dipinte a minio sotto ciascun loculo.
Il colombaio, di architettura abbastanza bizzarra, sembra essere stato profanato ab antico; infatti sono stati ritrovati molti cassettoni, costruiti in pessima muratura, sul pavimento di terriccio: e si veggono pure restauri alle pareti in cortina dei tempi bassi. Fra i rottami che riempivano il vano, sono stati raccolti iseguenti pezzi di lastrine, scritte a caratteri degni dei tempi augustei. Vi sono pure: una lucerna col bollo C CLO SVC, ed i frammenti di una tazza di vetro, di colore simile all’ambra, con ornatini a foglie di oro.
Rodolfo Lanciani.
Proseguendo le ricerche nella vigna Garassino (cfr. Motizie 1889, p. 31), il sig. Boccanera ha scoperto un gruppo di cripte profondissime, scavate nella roccia viva.
Vi si discende per mezzo di una scala, il primo rampante della quale, in parte costruito, in parte tagliato nel cappellaccio, conta otto gradini, ed è largo appena m. 0,65. Dal pianerottolo inferiore partono due altri bracci di scala. Quello a destra discende ad una cripta rettangola, con dieci loculi per cadaveri, dei quali due di fronte e quattro per ciascun lato. Anche nelle pareti della scaletta, si reggono quattro loculi simili ai descritti. Il braccio che piega a sinistra, è diviso in tre piccole rampe, e conduce a due camere assai profonde, anch'esse piene di loculi. Non le ho potuto esaminare, mancandovi aria respirabile. Ma nei tempi andati la condizione del luogo era ben diversa, poichè ciascuna cripta riceveva aria e un po’ di luce da pozzi, di un metro di diametro, comunicanti con la superficie del suolo. In tutto l’ipogeo non rimane traccia di intonaco, di affreschi, di pavimenti, di iscrizioni. Soltanto i loculi serbano avanzi della chiusura di mattoni, o di lastrarelle murate in calce. Il rampante della scala, più vicino allo sbocco a cielo aperto, è stato trovato pieno di ossami, quivi gettati alla rinfusa dai primi devastatori del sepolcreto.
Fra i rottami caduti dai pozzi o dal vano della scala, sono stati raccolti i seguenti oggetti: Piccolo orecchino d'oro. Specchio brunito. Piccola lapide da colombaio HERENNIA M M ET L VRBANA e tegoli con bolli (Marini ed. de Rossi 414 e 482). Il primo offre la varietà PANTG (sic) per PANTAG.
Rodolfo Lanciani
Il Comune di Roma avendo acquistato l’ ipogeo degli Scipioni sulla Via Appia ed il colombario di Pomponio Hylas presso la porta Latina, ne ha affidato la conservazione e la cura alla Commissioue archeologica comunale. Per alcuni sterri da questa intrapresi, allo scopo di sistemare il terreno adiacente al monumento degli Scipioni, sono tornati in luce parecchi frantumi di antiche scolture, ed i seguenti avanzi d'iscrizioni incise in lastre di marmo.
...EVTYCHIA F... | VSTIO EROTYLO C..|... DVLCISSIMO VIXIT ANNIS ...|... VSINIO ATIMETO IDEMQOVE VIX ...|... NNIS LXXX ET SIBI ET SVIS ET LIBER ...|... TABVSQVE POSTERIS QVE EORVM | E H N S
Nel sito medesimo è stato raccolto un frammento di mattone, col bollo circolare : EX F DOMITI aE DOMITiani SVLP PAETINO ET APRONANO COS. La lettera A nella parola DOMITIAE manca; ed apparisce non essere stata mai impressa, forse per rottura del sigillo.
Giuseppe Gatti
Il Comune acquista i terreni ancora rurali tra il sepolcro degli Scipioni e il colombario di Pomponio Hylas, sì da consentire un diretto collegamento tra i due monumenti archeologici. Il progetto del giardino viene affidato a Raffaele de Vico.
Apertura al pubblico del Parco e della Tomba degli Scipioni, dopo i lavori di sistemazione.
Il Mibac con decreto ministeriale, dichiara un interesse archeologico particolarmente importante della porzione di Parco Archeologico dell'Appia Antica tra le mura Aureliane, la Cristoforo Colombo, la ferrovia Roma-Pisa e la via Latina, convenzionalmente denominato V settore.
La Regione Lazio ha approvato l’ampliamento del Parco dell'Appia Antica, 1213 ettari, pari al 36% in più di territorio protetto: 33 ettari in Area porta San Sebastiano – Centro storico di Roma, dalle parti del quartiere Appio Latino, arrivando a ridosso della Cristoforo Colombo presso le Terme di Caracalla; 59 ettari in area Campo Barbarico – Tor Fiscale – Acquedotti; 05 ettari in area Capannelle – Barbuta fin sotto Ciampino, per arrivare all'Appia Nuova fino all'imbocco per il Grande raccordo anulare; 124 ettari in area Cornacchiole – Fiorano; 955 ettari in area Falcognana, Divino Amore, includendo l'area archeologica di Tellese.
Progetto
DescrizioneRaffaele de Vico adegua l'impianto del parco alla variazione altimetrica della zona, con la creazione di un contrasto visivo tra alberi di piccole dimensioni, usati nella zona più bassa, ed alberi d'alto fusto lungo gli assi principali.
In prossimità delle rampe fiancheggianti il Sepolcro sono scelti esemplari di specie mediterranee classiche: alloro, mirto, oleandro, cipresso e pino.
Stampe antiche1926
Sepolcro degli Scipioni
1851
Luigi Cavalieri
Porta Latina
Principali monumenti di Roma e sue vicinanze
1840
Antonio Acquaroni
Ingresso al Sepolcro degli Scipioni
Ricordo di Roma
1840
Scavi a Vigna Codini
Di due sepolcri romani scoverti tra la via Latina e l'Appia
1840
Scoperta del Colombario di Pomponio Hyla
Di due sepolcri romani scoverti tra la via Latina e l'Appia
1833
Agostino Tofanelli
Tomba degli Scipioni
Memorie di antichità e curiosità di Roma e dintorni
1823
Luigi Rossini
Veduta dell'antica porta latina e delle mura romane
Veduta del Gran Sepolcro volgarmente detto di Nerone
1823
Luigi Rossini
Sepolcro dei Scipioni
Raccolta delle piu interessanti vedute di Roma antica
1817
Giovanni Battista Cipriani
Ingresso al Sepolcro degli Scipioni
Degli Edifici Antichi e Moderni di Roma