Informazioni storiche

Informazioni storiche artistiche sul monumento

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Codice identificativo monumento: 3742

Cronologia

5/1780

"I due Fratelli Sacerdoti Sassi possessori di questo podere volendo ampliare ad uso di cantina i sotterranei del Casino nella loro Virna, ritrovarono incastrati ne lati della grotta in forma di cassa due gran di lastre di peperino, detto marmo Albano, con caratteri incìsi e rubricati, cioè tinti di rosso, che l'Epitafìo formavano di Publio Scipione Flamine. Basto questo primo monumento ad assicurare lubicazione del Sepolcro degli Scipioni, e allora fu che avisatone il defunto Ab. Gio. Batt. Visconti Commissario delle Antichiti sommamente benemerito delle Arti, egli comprese a chi spettavano si famose memorie, e pregò la Santità, di Nostro Signore Fio VI, ad intraprendere a sue spese lo scavo, accordando delle vantaggiose condizioni ai pròprietarj del sito. Intrapresi, e continuati per circa un anno con ogni diligenza 1i scavamenti, si potè sbarazzar tutto ciò, che rimaneva ancor pratticabile dì quel sotteraneo rovinato dal tempo e dall'incuria degli uomini, i quali per servirsene ad altri usi avean cercato ripararlo dalla ruina senza riguardo a quanto di prezioso contenevano quelle grotte."


Fonte: Angelo Uggeri, Giornata a Capo di Bove e Valle delle Camene, 1804

1928

Il Comune acquista i terreni ancora rurali tra il sepolcro degli Scipioni e il colombario di Pomponio Hylas, sì da consentire un diretto collegamento tra i due monumenti archeologici. Il progetto del giardino viene affidato a Raffaele de Vico.

Stampe antiche

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