Storia del Monumento

Informazioni storiche artistiche sul monumento

Data:  / 15

Cronologia

-120: Costruzione di un Tempio al foro boario commissionata da un ricco mercante, Marco Ottavio Erennio che lo dedica ad Ercole protettore degli oleari.

15: Restauro del Tempio di Ercole olivario dopo un alluvione al foro boario. Vengono ricostruite undici colonne e nove capitelli in marmo apuano di Luni.

1132: Il tempio di Ercole olivario al foro boario viene consacrato e convertito in chiesa dedicata a Santo Stefano delle Carrozze. Si provvede alla chiusura degli intercolumni.

27/10/1140: Innocenzo II invia una bolla al “dilecto filio Alberto presbitero ecclesia e S. Stephani rotundi…” nella quale si dice: “quia vestra ecclesia S. Stephani rotundi occasione guerrae nostri apostolatus a scismaticis fere distructa est”. Prima menzione della chiesa di Santo Stefano delle Carrozze, costruita riutilizzando le strutture del tempio di Ercole olivario al Foro boario.

1560: Secondo la tradizione popolare, sui margini del Tevere, viene ritrovata un'immagine della Madonna da cui partiva un raggio di sole. La sacra immagine viene posta all'interno della chiesa di Santo Stefano al foro boario, che cambia nome in Santa Maria del Sole.

1988: Iniziano restauri al tempio di Ercole olivaro al foro boario.

1999: Terminano i restauri al tempio di Ercole olivaro al foro boario. Rifacimento completo di uno dei capitelli parzialmente distrutti e restaurati da Valadier e ricostruzione del tetto.

Descrizione

Di impianto periptero (circolare con cella interna) e monoptero (con un colonnato unico circolare) ha un diametro di 14.8 metri. Il marmo originario usato per l'opera è greco proveniente dal Monte Pentelete, presso Atene.

Si erge su una fondazione ad anelli di blocchi di cappellaccio a loro volta su una piattaforma in blocchi di tufo di Grotta Oscura.

La parte centrale è circondata da venti colonne scanalate alte 10.6 metri con basi attiche e capitelli corinzi. Undici colonne e nove capitelli risalgono al restauro di epoca tiberiana e sono riconoscibili perché in marmo apuano di Luni (dove la foglia di acanto risulta molto meno incise rispetto agli originali).

La cella era coperta da tetto conico ribassato che richiama il modello delle tholoi greche.

Il riconoscimento è stato possibile grazie a un’iscrizione (CIL VI 33936) degli inizi III secolo d.C., trovata presso il tempio alla fine dell’800 e in parte integrata: [Hercules Victor cognominatus vulg] o Olivarius opus Scopae minoris. Fu costruito da Marcus Octavius Herrenus, un mercante romano arricchitosi col commercio di olio, che dedicò la decima a Ercole costruendo il tempio e la statua di culto: Ercole era infatti il patrono della corporazione dei mercanti d’olio, gli olearii, e non è casuale la costruzione del tempio nel luogo del mercato e degli scambi commerciali prossimi al fiume. Architetto dell'opera, Hermodorosdi Salamina, la statua della divinità scolpita da Skopas minore.

Personaggi collegati

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