Informazioni storicheCodice identificativo monumento: 4014
CronologiaMaria Candida Valle, cede la vigna del Torrione Prenestino ai PP. Domenicani Irlandesi per 800 scudi.
I padri Domenicani irlandesi, organizzano nella vigna del Torrione Prenestino, un sontuoso banchetto in onore del Principe di Galles Carlo Edoardo Stuart.
Nel principio adunque del mese di Febbrajo di questo anno 1745, scavandosi in un campo, un miglio distante dall'antica Porta Lavicana, detta oggi Porta maggiore, fu scoperto un antico sotterraneo edifizio, stato fatto per sepolcro de' descendenti, e de' Liberti di una Romana Famiglia.
Può tale Edifizio dirsi Mausoleo, ben meritandone tal nome, e per la sua spaziosità e per gli ornati, che già vi furono. È di figura rotonda, e ben costrutta, sul gusto de' celebri Mausolei di Cecilia Metella Figliuola di Quinto Cretico, di Munazio Planco, e dei Plauzi, che stanno in piedi finora nella Campagna di Roma, e presso Gaeta. Questo però è appartenente alla Famiglia Aurelia, come dalla Iscrizione trovatavi si deduce; ed è più grande di quello della Famiglia Cecilia. E' il suo diametro, di 190. palmi Romani, preso in tutto il suo corpo. Vi si entra per un corridore, o vestibolo lungo 60. palmi. Da questo vestibolo entrasi in una gran Camera di figura quadrata, della quale non m'è nota la misura. Sono in questa Camera tre nicchie, che sembrano destinate per tre statue di padroni di questo sepolcro, le quali però ivi non si sono trovate. Per buona sorte ne è stata conservata l'Iscrizione, la quale ci fa sapere, quali furono i Padroni di questo sepolcro. Ella è in tali espressioni concepita.
M. AVRELIVS. SYNTOMVS. ET AVRELIAE. MARCIANAE. AEDIFICIVM. CVM. CENOTA PHIO. FILIIS. LIBERTABVSQ. SVIS. A. SOLO. EXTRVXIT.
Che vale a dire: "Marco Aurelio Sintomo fece erigere questo Edifizio con un Cenotafio, ad onore degli Dei Mani, per Aurelia Marciana, per i figliuoli suoi, e pe' suoi Liberti".
Ognun sa, che gli Antichi Romani sempre fabbricavano i sepolcri loro lungo le strade maestre: e di fatto tale è questo posto sulli confini della Via Prenestina; e da ciò si può con più sicurezza conoscere, dove questa Via conducesse.
Presso il lato occidentale del Torrione Prenestino, viene realizzato un Fontanile.
La Vigna del Torrione Prenestino, diventa proprietà dello stato e viene lottizzata a fini edificatori.
Il Governatorato pubblica le decisioni in merito ai numerosi reclami presentati dai privati cittadini, proprietari delle aree interessate dall'esproprio nell'area della Vigna del Torrione prenestino: «Non si ritiene conveniente rinunziare al vincolo di esproprio per demolizione e ricostruzione, date le condizioni attuali in cui si trova la zona che impongono un radicale risanamento».
Durante i lavori di ampliamento della sede stradale di via prenestina, viene tagliato un tratto dell'anello esterno e asportata gran parte della terra a ridosso del tamburo che, privo di sostegno, inizia a manifestare due profonde lesioni sul fronte meridionale.
Dopo un sopralluogo al Torrione Prenestino del soprintendente di Roma Alberto Terenzio, si avvia la demolizione del fronte meridionale, lesionato dopo l'asportazione del terreno addossato al tamburo.
Bombardamenti alleati sui quartieri Prenestino, Nomentano, Italia che provocano 800 morti e duemila feriti.
Nell'incursione diretti allo Scalo Prenestino, alcuni ordigni cadono presso il Torrione Prenestino, causando il crollo di parte del dromos e lo smottamento dei blocchi della cella; l’onda d'urto delle bombe investe inoltre il vicino casale danneggiando il tetto e parte di un angolo del fabbricato.
Iniza la demolizione del Casale della Vigna del Torrione Prenestino, gravemente danneggiato dai recenti bombardamenti alleati allo scalo San Lorenzo. Vengono asportati e recuperati tra le macerie, vari elementi architettonici (stipiti del portale e delle finestre, cornici, ringhiere, lastre con epigrafi etc.).
Demolizione delle casupole costruite a ridosso del Mausoleo del Torrione Prenestino.
Sotto la direzione di Giovanni Caruso, sono compiuti dei saggi di scavo a ridosso del dromos e della cella. Viene individuato anche un cunicolo sotterraneo nel settore orientale del mausoleo e sono inoltre recuperate grosse schegge della bomba caduta nel 1944.
Segue un restauro delle strutture con il consolidamento di parti del tamburo, la ricollocazione dei blocchi ruotati o sfalsati dall'onda d'urto della bomba, il diserbo, la pulitura dei paramenti e la protezione dei colmi e delle superfici di copertura.
Dopo due anni di lavori di restauro, sono riaperti al pubblico il Mausoleo del Torrione prenestino e l'annesso parco, che è stato ampliata a 8000 metri quadrati, rendendolo più fruibile grazie ad un collegamento pedonale diretto con la via Prenestina.
Si conclude un Restauro conservativo e ricostruttivo ed illuminazione artistica del Torrione Prenestino, finanizato da 833.000 euro dal fondo PNRR Caput Mundi.
Il progetto, ha previsto una serie di interventi dedicati alla conservazione e valorizzazione dell'area, quali la rimozione dei depositi superficiali, il restauro ricostruttivo e conservativo, l'installazione di un impianto anti-intrusione e di un sistema di illuminazione artistica.
DescrizioneIl mausoleo è una tomba a tumulo risalente all'ultimo quarto del I secolo a.C.. L'ampio tamburo circolare in calcestruzzo (originariamente interamente lastricato di marmo) racchiude al centro una cella sepolcrale in travertino.
In origine esisteva un corridoio coperto con soffitto a volta che collegava la cella all'ingresso esterno della tomba, verso la via prenestina. L'intero spazio compreso nelle mura esterne, era ricoperto con un terrapieno, che formava oltre il tamburo una sorta di cono. La camera sepolcrale, è composta da due ambienti in opera quadrata (a blocchi di tufo), coperti con volta a botte e con tre nicchie rettangolari lungo le pareti.
Con un diametro di 41 metri, risulta essere il più grande mausoleo a Roma, dopo quelli di Augusto e di Adriano. Nonostante tutto, non è ancora noto chi sia stato il committente.
Una moneta del 15 a.C., recuperata nel terreno di riempimento tra il muro esterno e la cella, dopo il taglio della muratura per l’allargamento della via Prenestina, confermerebbe la fase di costruzione del monumento nell’ambito dell’ultimo quarto del I sec. a.C.
Intorno al xv secolo, risulta proprietà della famiglia Rufini, che lo adibisce a cantina e vi costruisce accanto una torre a due piani (oggi scomparsa).
Alla fine del XVI venne acquistato dai Padri Domenicani Irlandesi che vi addossarono un casale ed un pozzo (ancora esistente e rifatto nel 1800).
I bombardamenti della II guerra mondiale, causarono il crollo di una parte del corridoio e lo smottamento di numerosi blocchi della cella.
Il mausole ha le seguenti misure: dromos, alt. 2.45 metri, larg. 1.20 metri, lung. 14.40 metri; cella, alt. 4.43 metri, larg. 3.80 metri, lung. 4.74 metri. Materiali: basamento, opera cementizia con cortina variabile; muri, opera quadrata in tufo.
Gruppi e Istituzioni
Stampe antiche1833
Agostino Tofanelli
Tomba di Marco Aurelio Sintoma
Memorie di antichità e curiosità di Roma e dintorni
1817
Giovanni Battista Cipriani
Camera sepolcrale nella tomba di Marco Aurelio Sintoma
Degli Edifici Antichi e Moderni di Roma
1817
Angelo Uggeri
Sepolcro di Marco Aurelio Sintomo
Degli Edifici Antichi e Moderni di Roma
1697
Pietro Santi Bartoli
Pianta e Prospetto del Torraccio
Gli antichi sepolcri overo mausolei romani et etruschi trovati in Roma e altri luoghi celebri