Informazioni storicheCodice identificativo monumento: 4025
CronologiaL'archeologo Lorenzo Fortunati, con l'appoggio del cardinale Camillo Di Pietro, avvia una campagna di scavo nella zona lungo la via Prenestina, tra le tenute di Tor Sapienza, Acqua Bollicante e la Pedica di Tor de Schiavi (complesso ora noto come Villa dei Gordiani). L'indagine si conclude il 19 giugno.
Seconda campagna di scavo dell'archeologo Lorenzo Fortunati nella zona della Villa dei Gordiani. L'esplorazione si conclude il 21 luglio 1862.
I lavori di scavazione fatti intraprendere dal sig. principer del Drago, nel suo fondo suburbano di Acqua bollicante, posto sul margine destro della via Prenestina, alla distanza di tre chilometri dalla città, intorno ai quali scavi rifeì pure l'ing. cav. R. Lanciani, diedero nel mese di marzo i seguenti risultati, giusta la descrizione fattane dal prof. G. Tomassetti.
Un cinerario marmoreo rotondo baccellato, rotto in quattro pezzi, mancante di una metà e del coperchio. V è scolpito un cartello ansato colla seguente iscrizione: D M POMPEI DEXITIS SALVIA APHRODITVS CONIVGICARIS SIMO ET DVL GISSIMO B M F.
Una lastra di marmo di met. 0,53X0.50 portante questa iscrizione: D M L VALERI VS THRE... P AVRELIVSTERTIV.... I SIBI ETSVIS ET LIB... I FECITPARENTIBVS... CARISSIMAE CONI... I LIBERTISLIBERTABVSQ RIAE IRENE ET LIBER... POSTERISQVE EORV
Un'altra lapide rotta in sette pezzi, di met. 0,81X0,55, i quali ricongiunti danno la seguente iscrizione: D M S L CVSINIVS HELODOAVS HT V.. LPIA APHRODISIA FECERVNT AMICO S.. VO M VLPIOMAMERTINOETHELIODO OFILIOSVO QVAN VII M II D V LIBERT... BVSQVE EORVM QVIEECERVNT
Diversi frammenti iscrizioni sono state cavate da più sepolcri, dei quali sonosi ritrovati i muri principali, disposti in linea parallela della via consolare.
Tre di questi sepolcri contenevano alcuni oggetti, che sono custoditi ora dal proprietario, vale a dire: un anello di oro massiccio ovale, con angoli sporgenti e colla seguente acclamazione grafita nel dischetto centrale. Due piccoli orecchini d'oro di forma quadrata ornati con due paste verdi. Un denario d'oro di Giulia Domna; altro idem di Domiziano; altro idem di Antonino fanciullo; altro idem di Volusiano; altro idem di Settimio Severo, tutti meno quello di Domiziano, di squisita conservazione. Una piccolissima figurina di bronzo cinocefala, accosciata, il cui berretto termina in una lunga punta, posa su quattro globetti. Un torso di Bacco fanciullo (con parte della taenia sull'omero destro), di eccellente lavoro.
Cinque sepolcri erano coperti a fior di terra da piccoli musaici riquadrati, in media met. 0,40 per altrettanto. Tre di questi musaici sono stati lasciati sul posto, come d'insignificante valore: essi sono in bianco e nero, e rappresentano l'uno un cane in corsa, mancante delle zampe posteriori, l'altro un càntaro, il terzo figure geometriche di decorazione. Un quarto musaico presentava un tortiglione a colori, ma non è stato rimosso, perchè troppo piccola parte ne avanza dell'antico. Il quinto è stato cavato, ed è ora custodito dal proprietario. Quantunque di mediocre pregio, esso è il più importante di questo gruppo. Rappresenta un pavone presso alcune frutta, ed è a molti colori.
Rodolfo Lanciani
Nel mese di aprile continuarono le esplorazioni, (fatte intraprendere dal sig. principer del Drago, nel suo fondo suburbano di Acqua bollicante, posto sul margine destro della via Prenestina, alla distanza di tre chilometri dalla città) intorno alle quali il medesimo prof. G. Tomassetti scrisse questo secondo rapporto.
I lavori sono si continuati attorno al sepolcro quadrato laterizio, che sta in piedi vicino alla nuova strada militare di circonvallazione, e precisamente nel suolo interposto fra la strada e il sepolcro stesso. I sepolcri trovati alla profondità (in media) di metri 3 a 4, erano quasi tutti coperti da superedificazioni, probabilmente destinate ad uso di sepolcri, ma quasi intieramente devastate, perchè a fior di terra. Tuttavia oltre i musaici descritti nel precedente rapporto, vi si trovarono altri due frammenti di pavimento in musaico, i quali per la mediocrità del loro valore (figure geometriche) sono stati ricoperti.
Si è rinvenuto, nella terza e quarta settimana di lavoro, quanto segue: Un frammento di lastra marmorea scritta come appresso, a grandi caratteri, AIOCTHIAIACYNBI; Un piccolo frammento scritto come appresso, in piccoli caratteri: DIS MA CN DOM FELICI FELIC.
Un monumento quadrilimgo, alto met. 0,75, che contiene nella parte superiore una protome femminile di giovane in rilievo (busto), di belle forme. L'acconciatura dei capelli sembra spettare al secondo secolo dell'impero. Sono essi adornati con im cordone nella parte anteriore, e con un piccolo diadema dentellato nella parte culminante. La scultura non è spregevole. Nella parte inferiore si legge in buoni caratteri: D SACRVM M SANCIAE CL PIERIDI KA RISSIMAE ET RARISSIMAE ETINCONPARABILICONIVGI ANNIVS TELESPHORVS B MER HIC CONDITAE POSVITCVM QVA VIX AN XXV M VII D XIIII. Molti bolli di mattoni. Due denari aurei di Valentiniano.
Si è abbandonato questo sito, per essere giunti collo sterro in troppa prossimità alla odierna via Prenestina, la quale come ho potuto verificare, corre alquanto pili a manca dell'antica. Si è aperto un cavo intorno all'altro sepolcro, di cui esiste ancora una volta ed un nucleo di costruzione sopra il poggetto, al di là della strada militare.
È stato messo in luce lo stilobate del sepolcro, il quale è apparso circondato da un recinto, abbastanza vasto e di forma quadrata. Nell'angolo a sinistra di chi guarda la via Prenestina, vale a dire, dalla parte della campagna, presso la supposta porta del sepolcro, alla profondità di met. 3,50 si sono rinvenuti fra la terra due campanelli di terra cotta ovale, uno dei quali ha eziandio il battaglio.
Girando collo sterro attorno al rudero suddetto, si è giunti dalla parte che guarda la via Prenestina; e dal risultato generale del lavoro, si è potuto riconoscere la pianta del recinto da questo lato con una fronte verso la via, adorna di sei colonne di bigio lumachellato, distanti met. 2,50 tra loro.
Deve notarsi, che tutte queste costruzioni erano riempite con una superedificazioue posteriore, in modo che le colonne stavano murate per più della metà. Tre soli rocchi sono stati ritrovati, due al posto sulla respettiva base (attica) di marmo bianco; l'altra è stata rinvenuta giacente, ma presso la sua base. I due rocchi più grandi sono, l'uno di met. 1,22, l'altro di met. 1.
Nell'area di questo, che può quasi dirsi un peristilio, sono state cavate due fistule acquarie. Dopo questi risultati si sono sospesi i lavori.
Rodolfo Lanciani
Il sig. principe del Drago fa scavare alcuni sepolcri della via labicana e parte degli avanzi della villa dei Gordiani. I sepolcri si ritrovano sul margine sinistro della via, a m. 8350 fuori di Porta Maggiore.
Essi in generale sono elegantissimi, e della più perfetta opera reticolata. Le nicchiette, a una o due olle, sono alternate con graziose edicole, ornate di pilastrini, di mensole, di timpani, e contenenti fino a tre olle.
Sotto ciascuna nicchia e sotto ciascuna edicola vi è il cartello marmoreo, sovente anepigrafo , talvolta con iscrizione, racchiuso entro cornice di stucco.
Il sepolcreto presenta molte singolarità. In primo luogo la venustà dell’opera reticolata, senza mescolanza di mattoni, accenna agli ultimi tempi della repubblica, o ai primi dell’ impero : e ciò non concorda con la paleografia delle iscrizioni; le quali, tolte alcune che spettano al secondo secolo, in massima parte appartengono al terzo secolo dell’era volgare. In secondo luogo è notevole, la coesistenza in uno istesso ipogeo, di nicchiette per cinerari e di loculi per sarcofagi. In terzo luogo l'intonaco, che ricopre l’ossatura dei muri in alcuni ipogei, le traccie di dipinti murali, lo stile degli scorniciamenti di stucco, accusano un’ epoca assai tarda, certo posteriore di due secoli alla costruzione delle ottime pareti. Si direbbe quasi, che i sepoleri debbono essere restati disoccupati per lunghissimo spazio.
Fra gli avanzi della villa sono stati trovati, fusti di colonne di eipollino e di granito.
Rodolfo Lanciani,
Negli scavi fatti eseguire dal principe del Drago presso la Torre de’ Schiavi, sono stati scoperti e frugati altri quattro sepolcri.
Recavano tutti tracce di ricerche più antiche. La loro decorazione interna è ben conservata, specialmente quella delle edicolette (a due o tre cinerarii), ornate di pilastrini o di stucco, o di mattoncini intagliati: Ciaschedun colombaio ha la targhetta rispettiva di marmo, ma priva di iscrizione. È probabile che i titoletti fossere scritti a pennello, e che l'umidità e il tempo abbiano cancellato ogni apparenza di lettere.
Le seguenti epigrafi sono state ritrovate fuori di posto: Lastra scorniciata di 0,55 X0,35: LIB ET RAMILIAR PHILETI AVGESEIER MARCIAE CINNAMIDIS; Lastra c. s. 0,45X0,30. D M CANDIDIAE ATHENAIDI FL LOGAS MATER FILIAE PIISSIMAE FECIT; Due pezzi di vaso cinerario; Coperchio di olla.
Rodolfo Lanciani.
Nelle Notizie del 1883 (p. 82, 132), si disse di alcune scoperte avvenute nei possedimenti del sig. principe del Drago, a poca distanza da Tor de’ Schiavi sulla via Prenestina, dove furono esplorate varie tombe con loculi per cinerari, e con nicchie per sarcofagi, di una delle quali fu data una rappresentanza.
Delle iscrizioni che in questo sepolcreto si lessero, varie vennero riprodotte sugli apografi del comm. Lanciani, cioè 20 in un primo rapporto (ib. p. 82), e 4 in una seconda relazione sopra lo scavo medesimo (ib. p. 132).
A queste 24 epigrafi devono essere ora aggiunti nuovi titoli, che provengono dal sepolcreto stesso e che si trascrivono dai calchi.
Nella tenuta di proprietà del principe Del Drago, denominata Tor de' Schiavi, fra il quarto ed il quinto chilometro della via Prenestina, sono stati riconosciuti alcuni avanzi di un antico sepolcro costruito in opera laterizia. Fra la terra furono trovati un pezzo di sarcofago fittile, ed un titolo sepolcrale inciso su lastra marmorea di m. 0,37 X 0,30, che dice: D M TYCHE FECIT M AVRELIO OFELIMO ALVMNO SVO VIX ANN VIII
Si rinvenne pure un frammento di mattone, che porta impresso il bollo circolare (C. I. L. XV, 497): SALARESE A GAVINI SVCCESSI. La prima E nella voce SALARESE è male impressa, a causa della rottura del sigillo.
Giuseppe Gatti.
A Tor de’ Schiavi, ove si stanno costruendo i capannoni per la nettezza urbana, nel cavo a sinistra per il secondo capannone, a due metri sotto il piano della campagna, si sono scoperte quattro tombe in muratura, intieramente disfatte.
Dante Vaglieri.
Stampe antiche