Informazioni storiche

Informazioni storiche artistiche sul monumento

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Codice identificativo monumento: 4105

Cronologia

1902

Gli scavi in questo cimitero della via Tiburtina (incontro a s. Lorenzo) furono eseguiti dalla Commissione nel 1881; ed allora sì scoprì la grande cripta storica in forma di basilica sotterranea con i graffiti invocanti il martire e copiosa messe di iscrizioni di grande importanza.

Però l'accesso a questo insigne monumento era sempre assai disagiato, dovendosi ivi penetrare a traverso frane irregolari aperte nelle gallerie. Negli ultimi mesi del 1901 la Commissione di Archeologia sacra decise di ristabilire l'antico e monumentale ingresso; e fu messo così allo scoperto un bellissimo vestibolo adorno di piccole colonne laterizie e che introduceva i devoti nel santuario. Questo vestibolo fu costruito nel quarto secolo ed è quello descritto da Prudenzio nel suo celebre inno XI° in onore di s. Ippolito; ma esso fu poi restaurato dal papa Vigilio dopo i guasti della guerra gotica, siccome attesta una iscrizione ivi presso scoperta nel 1881.

Riaperto l'ingresso antico e monumentale del luogo, la Commissione ha anche provveduto alla migliore sistemazione di tutto il ricco materiale epigrafico che in parte giaceva ancora senz'ordine nel sotterraneo; e così parecchi frammenti di epi- grafi sono stati ricongiunti e tutto si è disposto in bell'ordine lungo le pareti della grandiosa cripta, la quale ha acquistato così una maggiore importanza, e dove gli archeologi potranno ora con ogni comodità studiare anche i più minuti frammenti.

Intanto rovesciando una pietra che chiudeva un sepolcro nel pavimento della cripta ho ritrovato questa iscrizione che era incisa nella parte rivolta verso terra:

DI XII ET AVRELIAE BARB
CV QVE VIXIT AN XXVI MES VIIII DIES
Au RELIVS BARBAS VET AVCC NN X COHT PRCE sic
KARISSI M SB M FECIT.

Fu posta da un Aurelius Barbas, veterano della decima coorte pretoria, dei tempi di Severo e Caracalla, alla sua consorte; e può giudicarsi cristiana tanto per la paleografia quanto per la forma oblunga della pietra.

Orazio Marucchi

Fonte: 1902. Notizie degli scavi di antichità.

2/1910

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