Informazioni storicheCodice identificativo monumento: 4216
CronologiaL'archeologo Lorenzo Fortunati effettua la prima scoperta e scavo dell'ipogeo catacombale alla tenuta di Romavecchia:
A Roma vecchia, presso il quinto miglio della via Latina, non lungi dagli acquedotti delle acque Claudia ed Aniene nuova, in una proprietà del principe Torlonia si scoprì da principio una scala a due tese, coperta da volta con 67 gradini.
Per essa discendendosi alla profondità di oltre 15 metri dal suolo, si penetrò in una camera sepolcrale, in cui si trovarono tre sarcofagi: due dei quali condotti con minore trascuratezza, e decorati con rappresentanze di leoni in lotta e corse d’ ippocampi, hanno le seguenti iscrizioni: 1. HI LARINO FILIO MOLLICIA MATER; 2. BENERIO FILIO MOLLICIA MATER
Vi si raccolse inoltre una tavola marmorea con l'epigrafe: BARBARO PATRONIO LVCIVS ALVMNVS
Che questo luogo fosse destinato a cimitero cristiano lo ha provato il ch. de Rossi, il quale riconobbe un’ iscrizione cristiana tracciata sulla calce che rivestiva esternamente un loculo nel fondo della cella (cfr. Bull. arch. crist. ser. DI. a. I. n. 1. pag. 34).
Giuseppe Fiorelli.
Premi
Viene avviata un operazione di salvaguardia e tutela del Ipogeo dei cento scalini al Parco degli Acquedotti, attuata con un nuovo scavo e restauro totale della struttura, la pubblicazione integrale della storia della piccola catacomba e l'apposizione di una nuova e adeguata chiusura di protezione.
DescrizionePresenta una camera funeraria con arcosolii a cui si scende per un ripido dromos composto da sessantasette gradini e alcune brevi bracci laterali utilizzati successivamente per le sepolture cristiane.