Informazioni storicheData: 852 / 1557
Codice identificativo monumento: 431
CronologiaSu ordine dell'imperatore Onorio, il magister militum generale Stilicone avvia una grande fase di restauri e rinforzo delle Mura difensive di Roma. L'altezza delle mura fu quasi raddoppiata (dai 6-8 metri circa precedenti ad almeno 10,50-15) creando un doppio camminamento, uno inferiore (quello precedente, che diventa così coperto, con feritoie per gli arcieri) e uno superiore, scoperto e circondato da merlature. le torri sono rinforzate con un secondo piano. Molte porte sono ristrutturate, altre create ex novo come Porta Pinciana. Anche il mausoleo di Adriano, sulla riva destra del Tevere, viene incorporato nelle mura con la nuova funsione di Bastione.
Per debellare la terribile pestilenza che affliggeva Roma, Papa Gregorio Magno indice una processione di tre giorni per invocare la misericordia divina. Durante il rito, i romani distinguono nel cielo stagliarsi la sagoma luminosa di un angelo, l'arcangelo Michele, nell'atto di riporre nel fodero una spada fiammeggiante. Gregorio I e i romani, lo interpretano come un segno della fine della pestilenza, che infatti cessa la sera stessa. A seguito del prodigio, la fortezza viene rinominata, Castello Sant’Angelo.
Papa Stefano VI, imprigionato a Castel Sant'Angelo dalla rivolta popolare dei fedeli di papa Formoso, viene ucciso per strangolamento.
Durante il matrimonio della madre Marozia con il re Ugo di Provenza, Alberico II viene umiliato per il poco rispetto dimostratogli nel versargli, a richiesta della madre, acqua per lavarsi le mani. Chiamata a raccolta i Romani contro lo straniero, assalta Castel Sant'Angelo e prende il controllo della città. Ugo viene caccciato dall'Urbe, la madre arrestata e papa Giovanni XI confinato nel palazzo papale del Laterano.
II marchese Eckard di Meissen, agli ordini dell'imperatore Ottone III, conquista la fortezza di Castel Sant’Angelo a Giovanni II dei Crescenzi, che viene decapitato. Il suo cadavere appeso ad una forca innalzata sulle falde del colle verso la via Trionfale, soprannominato per questa malvagità “Mons Malus” e quindi Monte Mario.
Enrico IV di Franconia entra a Roma da Porta Asinara e conquista la città. Papa Gregorio VII si ritira in Castel Sant'Angelo.
Il Normanno Roberto il Guiscardo, entra in città con con 36.000 uomini per liberare Papa Gregorio VII rinchiuso dall'imperatore Enrico IV a Castel Sant'Angelo. Dopo la liberazione seguono tre giorni di devastazioni e saccheggio della città, costringendo l'imperatore germanico alla ritirata.
Papa Gregorio Papareschi, viene consacrato vescovo di Roma nella chiesa di Santa Maria Nuova, dal cardinal Romano di Santa Maria in Portico. La basilica viene scelta perchè inserita nel Palladium, il circuito fortificato dei Frangipane. Il contendente Anacleto II, ottenuto il controllo del Laterano e di Castel Sant'Angelo, viene invece consacrato nella basilica di San Pietro.
Dopo una seconda campagnia militare in Italia dell'imperatore Lotario II, papa Innocenzo II rientra definitivamente a Roma. L'antipapa Anacleto II rimane comunque barricato nella fortezza di Castel Sant'Angelo.
Papa Innocenzo VII torna a Roma. Affida al nipote Ludovico Migliorati e a Paolo Orsini, il compito di espugnare Castel Sant'Angelo, ultimo baluardo dei baroni romani schierati con il re di Napoli.
Le milizie dei Colonna creano una breccia tra Porta San Lorenzo e Porta Maggiore ed entrano in città. Mentre il pontefice è costretto a rifugiarsi in Castel Sant'Angelo, Paolo Orsini difende il Vaticano riuscendo a sconfiggere le truppe avverarie e catturando i loro capi, Niccolò e Giovanni Colonna, Antonio Savelli, Giacomo Orsini, Corradino di Antiochia, Riccardo Sanguigni e Galeotto Normanni.
In occasione del decimo anniversario dell'elevazione al soglio pontificio di Sisto IV, a Castel Sant'Angelo si svolge uno spettacolo Pirotecnico, la Girandola.
«...et a mole Hadriani non modo tubarum et fistularum sonus, sed bombardarum et sclopulorum crepitus, dies et noctes, sine intermissione, usque ad sacietatem sunt auditi.»
Il Cardinale Lorenzo Oddone Colonna, in contrasto con Sisto IV, viene decapitato a Castel Sant'Angelo.
Cesare Borgia, Gonfaloniere della Chiesa, alla testa di 12.000 uomini armati, assedia Castel Sant'Angelo e blocca il Passetto, impedendo l'accesso in Vaticano ai Cardinali, che si riuniscono in conclave a Santa Maria sopra Minerva.
Il giovane condottiero Giovanni Medici, detto delle Bande Nere, si scontra con gli uomini di Camillo Orsini davanti a Castel Sant'Angelo, uccidendo il loro caposquadra, Brancaccio. Con Girolamo e Marcantonio Corso ed una ventina di compagni assale i 200 uomini armati di picche, supera il loro sbarramento al ponte ed entra nella fortezza: "Il signor Giovanni fece una grandissima prova, essendo assaltato dagli Orsini con più di duecento persone armate sopra questo ponte, egli solamente con dieci valorosi soldati che aveva seco passò per forza senza danno alcuno, e ritiratosi poi mostrò la bravura dell`animo suo."
Nel pomeriggio, davanti alle mura di Roma si ammassano i soldati imperiali tedeschi e spagnoli. Papa Clemente VII si rifugia in Castel Sant’Angelo.
I primi Compagni di Sant'Ignazio tengono a Castel Sant'Angelo una disputa teologica alla presenza di Paolo III; mentre il papa pranzava. Scrive sant’Ignazio: «Dopo che furono arrivati molti cardinali, vescovi e teologi, discussero con loro; fra questi il dottor Ortiz e altri illustri teologi. Il risultato fu che il Papa fu così contento, e come lui tutti i presenti, che cominciarono a concedere loro tutti i favori possibili. Paolo III diede loro il permesso di recarsi a Gerusalemme, concedendo, una o due volte la sua benedizione ed esortandoli a perseverare nei loro propositi. Diede loro in elemosina 60 ducati, e i cardinali e le altre persone presenti ne aggiunsero altri 150. A quelli di loro che erano sacerdoti, il Papa diede la facoltà di confessare e assolvere anche in casi che erano riservati ai vescovi. A quelli che non erano sacerdoti, diede lettere dimissorie, in modo che, in tre giorni festivi o in tre domeniche qualsiasi vescovo li potesse ordinare (suddiaconi, diaconi e) sacerdoti».
Su mandato di Papa Gregorio XIII, viene arrestata Vittoria Accoramboni, amante di Paolo Giordano Orsini, responsabile della morte del marito di lei Francesco Peretti.
Viene rinchiusa nelle carceri di Corte Savelli, poi nel monastero di S. Cecilia, infine nel Castel S. Angelo.
Papa Sisto V, con una lettera concistoriale giurata e sottoscritta dal papa e dai cardinali, decreta che la riserva custodita con particolari precauzioni a Castel Sant'Angelo, fosse considerata alla stregua dei beni immobili della Chiesa e restasse ad esclusiva disposizione della Sede apostolica. Poteva essere utilizzata solo con il consenso scritto dei due terzi dei cardinali presenti in Concistoro in occasioni eccezionali (quali la riconquista della Terra Santa, la guerra contro i Turchi, in caso di peste o di carestia, di minaccia diretta verso una provincia del mondo cattolico, di invasione degli Stati della Chiesa, della riconquista di una città appartenente alla Santa Sede) con la precauzione di non estrarre mai più della metà del totale e di reintegrare appena possibile i fondi spesi.
Le riserve pontificie ammontano rispettivamente a 3.000.000 di scudi d'oro e a 1.159.543 scudi d'argento.
Nei fossati di Castel Sant'Angelo, viene scoperta una scultura che riproduce un Satiro ubriaco. La scultura viene acquisita dal Cardinale Francesco Barberini e conservata presso la sua collezione a Palazzo Barberini.
Spettacolo pirotecnico a Castel Sant’Angelo per l'anniversario dell'incoronazione di Papa Clemente X.
A Castel Sant'Angelo si svolge la festa della della Chinea, eretta per commando di per Commando di Sua Eccellenza il Principe Don Lorenzo Colonna.
Papa Pio VI decide l'arresto di Cagliostro. Viene rinchiuso in Castel Sant'Angelo.
Michele Pezza, il bandito noto come fra Diavolo, evade nella notte da Castel Sant'Angelo.
Il cannone che spara a mezzogiorno per coordinare le campane di Roma viene spostato da castel Sant'Angelo a Monte Mario.
Grandi feste con colpi di cannone da Castel Sant’Angelo per la nascita di Napoleone Francesco Carlo Bonaparte, figlio di Napoleone I, subito nominato Re di Roma.
Un prospetto del commissario della guerra Doufour mostra il quadro generale delle caserme dell'esercito di occupazione. Un totale di totale di 5.500 uomini distribuiti: 700 uomini a Castel Sant'Angelo; 1.200 uomini nel convento della minerva e nell'ex-casa generalizia domenicana gli ufficiali con gli uffici del genio militare; 1.000 uomini nel convento di Sant'Agostino; veterani e truppe di passaggio sono installate nel convento di San Lorenzo in Lucina; 800 soldati di cavalleria si installano nella nuova Caserma di piazza del Popolo. I convalescenti sono stabiliti nel convento di Santa Maria della Concezione e l'ospedale militare viene trasferito dal Santo Spirito al convento di San Callisto.
Istituito il colpo di cannone per far partire all'unisono il suono delle campane delle Chiese romane. Il diario romano cita: “per ovviare al disordine che può non di rado arrecare il diverso andamento di tanti orologi in questa Capitale”. La procedura per dare il segnale del mezzogiorno viene ideato dall'astronomo Francesco de Vito, che fa collocare un palo lungo sei metri dietro il timpano della chiesa di Sant'Ignazio, dove è installato l'osservatorio astronomico dei Gesuiti. Sulla sommità del palo viene collocata una palla di vimini dal diametro di un metro e mezzo. Quando allo scoccare del mezzogiorno l'Osservatorio avvia il segnale, la palla di vimini veniva fatta cadere e contemporaneamente, uno dei soldati di Castel Sant'Angelo, munito di binocolo, avvertiva il collega, che fa partire la cannonata.
Per la festa dello Statuto, l'architetto comunale Gioacchino Ersoch realizza una Macchina pirotecnica a forma di Pagoda sulla facciata di Castel Sant'Angelo.
"Anche quest'anno la festa dello Statuto è stata solennizzata a Roma con la Girandola. Allo spettacolo pirotecnico il Re, la Regina e tutta la corte assistevano da un terrazzo del palazzo Altoviti, prospiciente sul Tevere e proprio dirimpetto alla mole Adriana o Castel Sant'Angelo, dove è montata la gran macchina per i fuochi. La popolazione romana è molto appassionata per questo divertimento.
Si può calcolare che vi abbiano assistito più di 150,000 persone, cosa difficile a comprendersi quando si pensa che la piazza detta di Ponte, che è dirimpetto al Castello, arriverà mala pena a contenere 10,000 persone ben pigiate. Ma tutto all'intorno a un chilometro di circonferenza tutti i luoghi elevati son buoni per trovar posto. I tetti si popolano come le piazze, alle finestre si affacciano 10 o 15 teste, e qualche migliaio di persone va a godersi la vista del fuoco artificiale ad un paio di chilometri di distanza, sull'altura del Gianicolo.
Quelli che vogliono star meno pigiati si contentano di andare nei prati di Castello, da dove si gode una veduta retrospettiva ed il meglio è nascosto dall' immensa mole del castello. Ma pure anche di là si vede tutta la parte aerea dello spettacolo e se ne sente il rumore gratis.
Un architetto municipale, il signor Herzog, ha la specialità delle girandole. Ogni anno, 15 giorni prima dello Statuto, egli diventa padrone del castello e le nasconde dietro le impalcature destinate a sorreggere il prospetto, la piece de resistance della serata, che rappresenta sempre un monumento architettonico, i fratelli Papi coadiuvano l'architetto Herzog, per quanto riguarda la piroctenìa. Il tempo buono fa il resto: se piove nella giornata, addio fuochi! Una brutta combinazione è pure quando, come quest'anno, non alita un soffio di vento. Allora i densi nuvoloni di fumo, prodotti dalla accensione della polvere pirrica mescolata ad altri prodotti chimici, si fermano ostinatamente davanti al Castello e la popolazione si contenta di sentire il rumore e di immaginarsi quanto avviene dietro quella cortina misteriosa.
Ogni anno bisogna mutare il prospetto e dalla scelta del disegno dipende se l'architetto conferma o diminuisce la propria riputazione. Quest'anno è piaciuta molto l'apparizione di un gran monogramma reale, tutto di fuoco a colori. Il prospetto principale rappresentava una pagoda chinese e la scelta non, è parsa molto adattata."
Girandola a Castle Sant'Angelo per la festa nazionale dello Statuto. La Macchina Pirotecnica rappresenta un Monumento alla Civiltà:
« La festa popolare della girandola di Castel Sant'Angelo dovette, invece essere rimandata otto giorni dopo. Nella loggia del palazzo Altaviti sedevano il Re e la Regina; era con loro anche Ismail ex-kedivè d'Egitto. I Reali furono ricevuti dal duca Torlonia.
Nella loggia vicina a quella ove sedevano i Sovrani, prese posto il corpo diplomatico. Alle nove e un quarto, sul palco del Municipio si udì suonare la marcia reale: giungeva la Corte. Subito uno scoppio, e quattro mila razzi si slanciano al firmamento, come sterminato gruppo di serpenti infuocati. »
Per la sistemazione dei Muraglioni del tevere, si avvia l'abbattimento del muraglione a cannoniere di Castel Sant'Angelo (che prospettava il Ponte per chi andava a San Pietro). Viene messa in luce un intero lato dell'antica opera quadrata e i due famosi bastioni di San Giovanni è di San Matteo costruiti dal Sangallo:
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"Ecco un lavoro pel quale è sperabile non sentiremo le lagnanze dei romanofili della bionda Albione o le critiche degli archeologi tedeschi, dappoichè l'abbattimento del muraglione a cannoniere che prospettava il Ponte per chi andava a San Pietro, se cambia a prima vista l'insieme dello storico monumento, lo migliora mettendo in luce un intiero lato dell'antica opera quadrata e i due famosi bastioni di San Giovanni è di San Matteo costruiti veramente dal Sangallo.
Dal nostro disegno appare chiaramente quali essi siano e come la nuova prospettiva giovi alla severa massa dell'antico mausoleo ridotto dai Papi a fortezza e che tanta parte ebbe nelle vicende medioevali di Roma.
Si è già parlato in questo giornale dei lavori di ampliamento che si debbono fare al ponte Sant'Angelo per completare la sistemazione del Tevere in detta località. Or bene, con la demolizione degli archi piccoli estremi e Ia costruzione in loro vece di grandi, affatto identici agli antichi di mezzo, ne veniva per conseguenza inevitabile che per la’ continuità del LungoTevere bisognava allargare la sponda destra, e perciò demolire il muro di cinta assieme al Corpo di Guardia del Castello.
Non dubitate, anche per cosa così leggiera, di chiaechiere e di carta si è fatto spreco prima di venire a simile decisione!
Il Ministero della Pubblita Istruzione, che del resto fa bene ad essere così sbvero, ha voluto che a Ini rimanessero, per essere ricomposti nou so dove, un gran camino în pietra con iutagli c stemma dei Barberini ed una porta diamantata che metteva verso il centro del Castello, nonchè ima Madonna posta in alto d'una parete accennante ad essere qualche cosa di buono assai.
Padre Zappata del Fanfulla potrebbe solo dirvi quanti e quali e di che colori vestiti fossero i soldati che si riscaldarono alla crepitante fiamma del camino colossale, non io che poco so di aneddoti guerreschi.
Comunque sia, io m'anguro una sola cosa, per il bene dell’arte e della storia, che cioè l' interno del Castello non venga mai profanato. Lascino per carità come sono quelle stradiceiuole mal selciato con quelle casipole che rammentano Rocca di Papa e Monte/Cave, e le lascino col loro Inme ad olio come ora, nè mai un pennello barbaro cerchi rischiarare quelle viuzze che sono veri quadretti, e che tanto contrasto di pensieri recano, accoccolate come sono entro la tomba d'un Imperatore romano.
Nella continuità della via che conduce verso San Pietro è stato aperto îl nuovo ingresso al forte, fabbricandovi modestamente, e come una moderna e piccola stazione ferroviaria, il nuovo Corpo di Guardia. 1 tetti rossi, i legni verniciati, e le piaute rampicauti lo rendono allegro; nè mi dispiace il distacco che esso fa con la severa mole vicina, anzi questa anmenta d’imponenza. Ma vè:poi una ragione che ha consigliato a non far per ora spese eccessive ed inutili, essendo idea stabilita nel piano regolatore l'isolamento completo di tutta la Mole Adriana.
Tutti questi lavori indicati schematicamente nella piccola pianta che si unisce sono stati appaltati per L. 1174 000 all'Impresa Medici, la quale ha già messo mano alle varie demolizioni, mentre come per il Ponte Palatino e per quello dei Fiorentini, di eni vi siete già occupati, i lavori del Ponte Sant'Angelo e della Mole Adriana sono diretti per conto dell’ Ufficio del Tevere dal bravo e solerte ingegnere Angelo Polidori.
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Dalla demolizione del muro di cinta del Castel s. Angelo proviene una lastrina di marmo, di m. 0,26 X 0,12, che porta inciso il titolo sepolcrale : D M LVSCIAE Q F CLAVdi ANAE ANIMAE Dulceis SIMAEET INocentissimae.
Giuseppe Gatti.
Presso il mausoleo di Adriano, demolendosi im muro del bastione moderno a valle del ponte s. Angelo, è stata recuperata una testa di statua virile marmorea, quasi colossale, con parte del collo. È scheggiata sulla guancia destra, e manca tutta la parte inferiore, dal naso al mento. Nello stato presente è alta m. 0,39. Su di essa è poggiata la mano destra della medesima tìgiura, o più probabilmente di un'altra, il cui braccio scendeva dietro la nuca. La mano, alta m. 0.31, impugna un oggetto, che non può riconoscersi per la rottura del marmo.
Nello stesso luogo si è rinvenuta una piccola erma bicipite, alta m. 0,14, di fattura assai mediocre. Da una parte presenta una figura virile barbata; dall'altra, una figura di giovane donna con capelli inanellati sulla fronte.
Giuseppe Gatti.
Nel disfare i muri di fondamento dei bastioni moderni dinanzi Castel s. Angelo, sono state messe allo scoperto parecchie grandi travi di quercia e di pino, che formavano la palizzata su cui era stata costruita la testata transtiberina dell'antico ponte Elio. Queste grosse travi sono larghe in media m. 0,50 e grosse m. 0,40. Hanno sopra un lato l'incastro a maschio e femmina, per essere fortemente unite fra loro; ed all'esterno erano rivestite da grosse lamine di piombo, alte m, 0,20.
Fra i materiali di fabbrica, che costituivano le suddette fondazioni, si è rinvenuto un frammento marmoreo di Atti Arvalici, largo m. 0,20, alto m. 0,15, grosso m. 0,048. Vi si legge: ..NEO STA... | ...AVT EO MELIORE... | RIS AST TV EA ITA F.... | TVM TIBI PRO CONL... | FRATVRVM ARVALIVM.... | AVRATO VOVEO ESSE F... | ...PITER OPTIME MAX...
Spetta questo frammento alla invocazione solenne, con la quale il collegio arvalico al principio di ciascun anno faceva voti per la salute dell' imperatore. Oltre i caratteri paleografici e la formola stessa del voto, propria degli atti più antichi, si hanno qui due dati caratteristici, per i quali possiamo stabilire con sicurezza, che il frammento deve assegnarsi all'impero di Claudio, e precisamente ad uno degli anni fra il 50 e il 54 dell'era nostra.
Dallo stesso luogo proviene un frammento marmoreo scolpito, di m. 0,15X0,10, spettante all'angolo sinistro superiore di un piccolo sarcofago probabilmente cristiano. Della scultura piuttosto rozza rimane soltanto la parte superiore di un uomo barbato e coperto di pileo, volto a d., con clamide aflìbbiata sulla spalla dritta, che potrebbe essere uno dei Magi alla presenza del bambino Gesù.
Fu pure recuperata nella demolizione dei muri sopra indicati una parte d'umetta cineraria quadrata (m. 0,26X0,16), che porta l'epigrafe: d M S ... | ...AVRELIO VALeri... | ANO VIXIT ANnos... | XV M VII D...
Giuseppe Gatti.
A nord del mausoleo di Adriano, demolendosi un costruito nel XVII secolo e che faceva parte delle opere di fortificazione aggiunte al Castel S. Angelo, a tempo di Urbano VIII, si rinvennero adoperati, quale mate riale da costruzione, cinque frammenti di una grossa lastra di marmo greco, che si ricongiungono tra loro e sui quali è incisa una iscrizione. Questi frammenti, spettanti ad altri già pubblicati nel C. I. L. VI, nn. 10053
e 10054, si riferiscono all' elogio dell' auriga circense Avilius Teres. La lapide, che fu adoperata per chiusura di tombe, nell' età costantiniana.
Luigi Borsari.
Il capitano del genio Mariano Borgatti istituisce il Museo dell'ingegneria militare italiana, con sede a Castel Sant'Angelo: "Il 13 febbraio, il Re e lo primarie autorità militari in tervennero în Castel Sant'Angelo all'inaugurazione d'un museo dell'ingegneria militare, iniziato dal generalo De la Penne e predisposto dal colonnello dal Genio, Borgntti, che pronunziò-il discorso inaugurale. Il museo (che fu visitato minutamente dal Re) è disposto a gruppi.
Il primo ha ingresso a destra da chi arriva dalla grando rampa e la prima sala è destinata ni busti e ritratti: vi si vedono quelli di Papacino d’Antoni e di Pinto del Bertola, di Robilant, Menabrea, Gaveri e Tournon, è cimeli di Chiodo, di Bordino, di Cerotti, ecc,; di Cavalli, istitutore dei pontieri italiani.
Nelle sale seguenti sono riunite plastiche di fortificazioni italiane dal secolo XVI al nostro; disegni, pianto e plastiche di fortificazioni delle città d'Italia; modelli di attacchi e difese delle piazze, con una grando plastica di batteria d'assedio italiana, un gabinetto delle mine, ove campeggia un ritratto di Pietro Micca, e un bel modello della cittadella di Torino, colla indicazione del rivellino fatto saltare dall'oroe di Andorno.
Una sala è dodicata a modelli di costruzioni futto dal Genio militare in Crimea; un altro gruppo di camere con modelli di costruzioni del. Genio per la R, Marina.
Al primo piano, attorno al girotto è un secondo gruppo di locali riuniti fra di loro dalla Galleria di Pio IV, contenenti modelli di artiglierie; di batterie costrutte a Gaeta, strumenti di telegrafia ottica, forni da campo è una colombaia militare.
Altro gruppo è costituito dalla antica biblioteca papale e locali attigui, ove sono riuniti documenti preziosissimi della storia del Genio, relazioni sullo campagne dell'Indipendenza, disegni di fortificazioni in numero di 1600 circa; resti di fortificazioni.
Un quarto gruppo è costituito da tre ambienti (detti anticamente Cagliostro) ove sono fotografie, apparati telografici ed un telegonometro Marzi in azione. Un quinto gruppo, finalmente, è alla cima del Castello, sotto lane gelo di bronzo; ivi è una bella raccolta di strumenti di telegrafia ottic: odelli di aereostatica; galleggianti lagunari, ponti mil strumenti ed apparecchi invontati o proposti da ufficiali del Genio.
Il nuovo museo è interessante ed è aperto al pubblico secondo l'orario consueto per la visita di Castel Sant'Angelo."
Nell'ambito dei festeggiamenti per i cinquant'anni dell'Unità d'Italia, a Castel Sant'Angelo si preparano le Mostre Retrospettive dell'Esposizione Universale.
Come spazio espositivo sono scelte le Casermette e un padiglione costruito nello slargo libero accanto al Palazzaccio.
Sul bastione ovest viene allestito un Padiglione per i Congressi.
Tra l'esposizioni, la ricostruzione di una farmacia del XVII secolo e di un laboratorio alchemico con una sezione dedicata alla storia della medicina, che alla fine della fiera saranno il nucleo di un nuovo Museo di Storia dell'Arte Sanitaria.
Il famoso tenore Evan Gorga, concede per l'esposizione alcune delle sue collezione, tra cui 280 strumenti musicali.
La famiglia Sanseverino presta, per l'esposizione, il marmo michelangiolesco della Pietà Rondanini, fulcro della sezione dedicata alla scultura e all'arte antica.
Con regio decreto, il Museo dell'ingegneria militare cambia nome in Museo Storico del Genio Militare. Le collezioni espositive si spostano dall'interno di Castel Sant'Angelo alle adiacenti Casermette di Urbano VIII, per far posto alle nuove mostre programmate per l'Esposizione universale.
II giornata di festeggiamenti per i cinquant'anni dell'Unità d'Italia. proseguono le inaugurazioni delle mostre dell'Esposizione Universale di Roma 1911.
Alle dieci e mezzo inaugurazione della Mostra retrospettiva a Castel Sant'Angelo. Alle quattordici inaugurazione del Congresso dei Sindaci e dei segretari generali delle città capoluoghi di provincia, in Campidoglio nella sala degli Orazi e Curiazi. I lavori si svolgono nel padiglione dei Congressi a Castel Sant’Angelo. Nel pomeriggio inaugurazione a Valle Giulia dei padiglioni di Belle Arti dell'Ungheria e dell'Inghilterra. La sera a Corte, un ricevimento viene offferto da S. M. il Re ai sindaci delle città capoluoghi di provincia:
"La seconda giornata, è stata la giornata di Castel Sant'Angelo. La mole maestosa che l'imperatore Adriano si fece costruire a riposo delle ossa sue e di quelle della sua consorte, Sabina, era ancora tutta incorniciata este¬ riormente dalle fiaccole spente della illuminazione della notte innanzi, quando la folla già veduta il 27 a Campidoglio ed a Valle Giulia, accorreva con ogni forma di veicoli verso il Ponte ed il Castello, per assistere all'inaugurazione dell'Esposizione artistica e storica retrospettiva. Già il i 3 febbraio una prima reinaugurazione aveva colmato di gioia il cuore del direttore generale ed organizzatore, colonnello Borgatti. E il 28 il benemerito ufficiale non stava più in se dalla gioia, perchè delle varie esposizioni di Roma, questa di Castel Sant’Angelo si può dire veramente la piti completa ed organizzata, cosi che la parola inaugurazione corrisponde ad un fatto reale e concreto.
Ciò è stato possibile, perchè qui non vi era che ben poco da creare ex-novo; tutti i grandiosi e fastosi locali del Castello erano pronti da un pezzo; poi il colonnello Borgatti ha potuto disporre di un'organizzazione militare pronta e disciplinata, che gli ha reso meno difficoltoso che altrove tutto il lavoro, pur rilevante, di ordinamento.
Il 28 marzo, in luogo degli homeni d'arme, di Leone X o di Giulio II, battevano i risonanti selciati dei fossati del castello i cavalli delle carrozze reali recanti dentro l'antico pauroso recinto riservato ai papi il Re e la Regina d’Italia, affrontati, anche in Castel Sant’Angelo dagl'inevitabili discorsi — due soli, per fortuna, brevi e succosi, quello del ministro Credano, che parlava come governante di ieri e governante di domani, e quello del bravo colonnello Mariano Borgatti, la cui felicità trasudavagli dalla spaziosa fronte — e ne aveva ben ragione e diritto, perchè egli, da almeno un ventennio è il vero papa o papà del Castello, e ne ha rinnovata la vita, pur rispettando i caratteri e la storia del colossale edificio.
11 discorso del Borgatti fu una brillante prolusione storica, preparatrice eccellente dell’uditorio sceltissimo alle maraviglie d’arte che poco dopo tutti si affrettarono ad ammirare nelle casermette, nel cortile delle Palle, nei fossati, sui bastioni, nelle casematte, nel grandioso appartamento papale, sulla piattaforma, dovunque il bravo colonnello ha potuto collocare qualche oggetto degl'infiniti tesori che egli è riuscito a riunire e felicemente ordinare e disporre in ambienti dove la civiltà romana ed il fasto papale non sono in nessun modo turbati dall’ora sopraggiunta esposizione.
Non è possibile inoltrarsi, nemmeno per un accenno sommario, nella specificazione di questa esposizione che formerà — non v’ha dubbio — uno dei maggiori successi delle Esposizioni Romane ed è fra le piti rispondenti alle tradizioni, alla storia, ai caratteri della Capitale d’Italia. In Castel Sant’Angelo possono saziarsi di godimenti gli eruditi e gli archeologi, gli artisti e gli amatori, tutti i cultori della bellezza sotto le forme piti elette e caratteristiche; è un’Esposizione che ha, aneli’essa, i suoi limiti di tempo, e, con quella archeologica che si inaugurerà alle Terme Diocleziane, forma il paio delle mostre che in Roma dovrebbero e potrebbero rimanere permanenti.
Ma le scale di Sant’Angelo, oh! le scale sono terribili, come l’antica dominazione papale, ed io mi arresto a riposarmi sulla terrazza da dove si domina l'urbe...."
A seguito del successo delle mostre retropsettive per l'Expo 1911, a Castel Sant'Angelo sono esposti in un museo storico musicale, oltre mille strumenti della collezione di Evan Gorga.
Inaugurazione del dispensario Regina Elena, un padiglione provvisorio in legno realizzato all'interno della cinta di Castel Sant'Angelo.
Il Ke con i generali Diaz, Badoglio e Albirri partecipano alla riapertura del Museo del Genio Militare a Castel S. Angelo:
"Oggi che il Museo segna la terza tappa nella sua storia e nel suo progresso, esso è racchiuso in tre vasti padiglioni, uno dei quali, di recente costruzione, contiene più speciamente i cimelii della ultima guerra."
Con Regio decreto n.604, viene istituito il Museo nazionale di Castel Sant'Angelo, per raccogliervi i più insigni cimeli del Regio esercito italiano e opere d'arte medievale e del rinascimento.
In occasione del X anniversario dell'intervento italiano nella guerra, i gloriosi vessilli dei disciolti reggimenti di guerra, vengono portati a Castel Sant'angelo per essere custoditi nel Museo storico. Il Re vittorio Emanuele III e l'on. Mussolini, accolgono alla Stazione Termini i sacri vessilli. Il corteo passa dal Quirinale ed arriva a Castel Sant'Angelo passando da Ponte Elio.
In seguito alla riduzione di quadri dell'esercito, quindici reggimenti di fanteria sono stati disciolti e le rispettive bandiere sono solennemente consegnate, al Museo militare di Castel Sant'Angelo. Presenziano alla cerimonia, il Re, il Capo del Governo Mussolini ed i marescialli Diaz, Giardino e Badoglio.
I vagoni del Treno di Pio IX sono trasferiti da Castel Sant'Angelo (dove erano rimasti in deposito dalla grande mostra per il cinquantenario del Regno d'Italia) nella sede del Museo di Roma in via dei Cerchi.
Riunione tenuta in Castel Sant'Angelo presso la direzione del Museo del Genio tra il Ministero della Guerra, il Governatorato di Roma e le direzioni del Museo del Genio e di Castel Sant'Angelo allo scopo di prendere accordi relativi al progetto di sistemazione del parco del Castello, impresa che il Governatorato intendeva attuare nell'arco di pochi mesi. Il progetto prevede la demolizione di ogni costruzione parassitaria, comprese le casermette di Urbano VIII, che insieme al padiglione rimasto dall'Esposizione del 1911 ospitavano il Museo dell'Arma del Genio militare.
Il Museo dell'ingegneria militare italiana, viene spostato da Castel Sant'Angelo alla Batteria Tevere presso il lungotevere delle vittorie.
IV giorno di visita di Adolf Hitler a Roma. A causa del maltempo viene rimandata la partecipazione all'esercitazioni a Furbara e Santa Marinella. Guidati sempre da Ranuccio Bianchi Bandinelli, i due gerarchi visitano la mattina nuovamente la Mostra Augustea della Romanità, poi i Palazzi Capitolini, Castel Sant'Angelo. Alle ore 16.30 il corteo si dirige alle Terme di Diocleziano (dove si trova l'Ara pacis) e poi alla Galleria Borghese. A sera partecipano al banchetto organizzato a Palazzo Venezia, a cui segue un discorso dei due gerarchi alla folla, dal balcone del palazzo.
A Castel Sant'Angelo torna la Statua restaurata dell'Arcangelo San Michele
Completati i lavori di riqualificazione del complesso del Fossato di Castel Sant'Angelo e dei giardini della Mole Adriana. Il Sindaco Roberto Gualtieri, presenzia alla cerimonia di fine lavori.
L'operazione, gestita dall'Anas a completamento di piazza Pia, è stato finanziata con 1,3 milioni di euro, ed ha comportato, oltre al rinnovamento degli spazi ver, anche il riposizionamento del “muro Spaccarelli”. L'elemento storico, confine del fossato, è stato così riposizionato nella sua sede originaria, in modo da ripristinare il disegno a cinque stelle del sistema difensivo del castello.
Progetto
Committenti e finanziatori
Opere d'arte e decorazioni
Residenti famosi
Casati e Famiglie
Stampe antiche1931
Marcello Piacentini
Allargamento del Lungotevere di Castel Sant'Angelo
Piano Regolatore del 1931
1911
Esposizione 1911 a Castel S. Angelo
1911
Aldo Molinari
Festa del cinquantesimo
L'Illustrazione Italiana 1911
1911
Pianta delle Mostre a Castel Sant'Angelo
Le Esposizioni del 1911
1896
Ettore Roesler Franz
Castel S. Angelo
Roma sparita
1895
Dante Paolocci
Apertura del ponte Sant'Angelo Restaurato
L'Illustrazione Italiana 1895
1895
Dante Paolocci
Apertura del ponte Sant'Angelo restaurato
L'Illustrazione popolare
1892
Dante Paolocci
Distruzione e ricostruzione di Castel Sant'Angelo
L'Illustrazione Italiana 1892
1892
Pianta delle demolozioni e ricostruzioni a Castel Sant'Angelo
L'Illustrazione Italiana 1892
1889
Dante Paolocci
Il Mezzogiorno a Roma
L'Illustrazione Italiana 1889
1886
Girandola del 1886
Macchine pirotecniche per le celebrazioni dello Statuto
1885
Dante Paolocci
Festa dello Statuto
L'Illustrazione Italiana 1885
1885
Girandola del 1885
Macchine pirotecniche per le celebrazioni dello Statuto
1884
Girandola del 1884
Macchine pirotecniche per le celebrazioni dello Statuto
1882
Girandola del 1882
Macchine pirotecniche per le celebrazioni dello Statuto
1881
Girandola del 1881
Macchine pirotecniche per le celebrazioni dello Statuto
1881
Dante Paolocci
Pontieri sul Tevere
L'Illustrazione Italiana 1881
1880
Girandola del 1880
Macchine pirotecniche per le celebrazioni dello Statuto
1879
Girandola del 1879
Macchine pirotecniche per le celebrazioni dello Statuto
1879
Dante Paolocci
Girandola a Castel Sant'Angelo per la Festa dello Statuto
L'Illustrazione Italiana 1879
1878
Girandola del 1878
Macchine pirotecniche per le celebrazioni dello Statuto
1876
La sistemazione del Tevere
L'Illustrazione Italiana 1876
1876
La sistemazione del Tevere
1876
Dante Paolocci
Festa dello Statuto
L'Illustrazione Italiana 1876
1875
Girandola del 1875
Macchine pirotecniche per le celebrazioni dello Statuto
1874
John Henry Parker
Mura leonine con Castel Sant'Angelo
The Archeology of Rome
1874
Girandola del 1874
Macchine pirotecniche per le celebrazioni dello Statuto
1873
Girandola del 1873
Macchine pirotecniche per le celebrazioni dello Statuto
1872
Girandola del 1872
Macchine pirotecniche per le celebrazioni dello Statuto
1855
Paul Marie Letarouilly
Vista generale del Vaticano
Le Vatican et la Basilique de Saint-Pierre
1855
Paul Marie Letarouilly
Pianta generale del Vaticano
Le Vatican et la Basilique de Saint-Pierre
1850
Luigi Rossini
Veduta della Mole adriana e del ponte Elio
1835
Giovanni Battista Cipriani
Castel Sant'Angelo
Itinerario figurato degli edificij più rimarchevoli di Roma
1835
Giovanni Battista Cipriani
Castel Sant'Angelo
Itinerario figurato degli edificij più rimarchevoli di Roma
1835
Domenico Amici
Castel Sant'Angelo
Raccolta delle principali vedute di Roma
1827
Agostino Penna
Veduta della Mola di Adriano
Vedute pittoriche de monumenti antichi e moderni di Roma
1818
Pietro Parboni
Mausoleo di Adriano
Raccolta de monumenti più celebri di Roma antica
1814
Christoffer Wilhelm Eckersberg
Vista su Castel Sant'Angelo
1795
Domenico Pronti
Veduta della Porta Castello
Nuova raccolta di 100 vedutine moderne della città di Roma e sue vicinanze
1765
Giuseppe Vasi
Veduta di Borgo
Le rovine delle antiche Magnificenze di Roma
1761
Jean Barbault
Restes du Mausolee d`Adrien
Les plus beaux monuments de Rome ancienne
1761
Domenico Montaigù
Veduta di Porta Castello
Nuova raccolta delle più belle Vedute di Roma
1760
Castel Sant'Angelo
1756
Giovan Battista Piranesi
Mausoleo di Adriano
Le Antichità Romane - Tomo IV
1747
Giovan Battista Piranesi
Veduta del del Mausoleo d' Elio Adriano
Vedute di Roma
1747
Giuseppe Vasi
Porta Castello
Delle Magnificenze di Roma antica e moderna - Libro I
1747
Giovan Battista Piranesi
Veduta del Ponte Sant'Angelo
Vedute di Roma
1745
Castel Sant'Angelo
Roma antica, e moderna
1744
Andamento del corso del Tevere e sue adiacenze
Delle cagioni, e dei rimedj delle inondazioni del Tevere
1726
Porta del Castel S. Angelo
1725
Fioravante Martinelli
Castel S. Angelo
Roma ricercata nel suo sito
1725
Francesco Posterla
Castel Sant'Angelo
Roma, sacra e moderna
1708
Bonaventura van Overbeek
Le Chateau S. Ange
Les restes de L'Ancienne Rome
1702
Fioravante Martinelli
Castel Sant'Angelo
Roma ricercata nel suo sito
1697
Pietro Santi Bartoli
Veduta di Castel S. Angelo
Gli antichi sepolcri overo mausolei romani et etruschi trovati in Roma e altri luoghi celebri
1696
Giovan Battista Falda
Inondazione di Roma
1687
Fioravante Martinelli
Castel S. Angelo
Roma ricercata nel suo sito
1669
Ponte Sant'Angelo
Numismata Pontificum Romanorum quæ à tempore Martini V
1666
Lievin Cruyl
Castel Sant'Angelo
Prospectus Locurum Urbis Romae Insignium
1665
Giovan Battista Falda
Veduta di Caste Sant'Angelo
Nuovo Teatro delle Fabbriche, et edificii sotto Papa Alessandro VII
1656
Castel Sant'Angelo
1656
Castel Sant'Angelo
1641
Israel Silvestre
Castel Sant'Angelo
Antiche e Moderne Vedute di Romae
1638
Pompilio Totti
Castel Sant'Angelo
Ritratto di Roma moderna
1638
Giovanni Maggi
Hadriani Mavsolevm nunc Arx S. Angeli
Roma vetus ac recens
1629
Giovanni Battista Mercati
Castelo Sant'Angello
Alcune vedute et prospettive di luoghi disabitati di Roma
1625
Giacomo Crulli
Moles Hadriani
Grandezze della città di Roma antiche e moderne
1624
Giacomo Lauro
Festa della Girandola a Castel S. Angelo
1615
Aloisio Giovannoli
Moles Hadriani
Vedute degli antichi vestigj di Roma
1615
Aloisio Giovannoli
Moles Hadriani
Vedute degli antichi vestigj di Roma
1607
Giovanni Maggi
Fortezza e ponte di Cast. S. Angelo
Aedificiorum et ruinarum romae ex antiquis
1588
Girolamo Francino
Castrvm S. Angeli
L'antichità di Roma
1579
La Girandola a Castello S. Angelo
Speculum Romanae Magnificentiae
1579
Ambrogio Brambilla
Castel Sant'Angelo con la Girandola
Speculum Romanae Magnificentiae
1575
Castel Sant'Angelo
Speculum Romanae Magnificentiae
1575
Nicolas Beatrizet
Castel Sant'Angelo
Speculum Romanae Magnificentiae
1575
Castel Sant'Angelo
Speculum Romanae Magnificentiae
1569
Giovanni Battista Cavalieri
Moles quam Hadrianus Imp.
Vrbis Romae Aedificiorvm
1565
Bernardo Gamucci
Castel Sant'Angelo
Libri qvattro dell'antichita della città di Roma
1557
Imperator Caesar Hadrian mavsolevm
Speculum Romanae Magnificentiae
1556
Hieronymus Cock
Sacco di Roma
Praecipua aliquot Romanae antiquitatis ruinarum
1550
Philip Galle
Castellum S. Angeli
Ruinarum varii prospectus, ruriumque aliquot delineationes
1550
Philip Galle
Burgus Romae
Ruinarum varii prospectus, ruriumque aliquot delineationes
1504
Castel Sant'Angelo
1500
Castel Sant'Angelo
Codex Escurialensis
1500
Castel Sant'Angelo
Codex Escurialensis