Informazioni storicheCodice identificativo monumento: 4355
CronologiaAntonio Bosio riscopre ed esplora una catacomba presso la via Ostiense.
Riscoperta delle Catacombe di Commodilla:
...tornò in luce per fortuita combinazione una grande stanza sotterranea. Il Boldetti che la visitò, die un cenno di tale scoperta descrivendo alcune pitture che ivi ancora si vedevano, e queste non lasciavan dubbio che in quella stanza fossero stati sepolti i martiri già ricordati. Una grande frana però seppellì dopo pochi giorni la cripta.
Da alcuni anni io facevo premura alla Commissione di archeologia sacra perchè si procedesse ad uno scavo nella vigna Serafini sulla via delle Sette Chiese, ove secondo le indicazioni del Boldetti doveva giacere nascosta la storica cripta dipinta, allo scopo di rimettere in luce questo importante monumento. Tale escavazione si intraprese finalmente nell'anno 1904, e ci restituì non solo la cripta veduta dal Boldetti, ma eziandio una vasta regione del circostante cimitero sotterraneo. E di queste scoperte do ora un brevissimo resoconto, rimandando, per i particolari che interessano soltanto gli studiosi di archeologia cristiana, a quello che io stesso altrove ne ho scritto. Aggiungerò poi a questo resoconto notizie di altre scoperte avvenute dopo quella pubblicazione.
Lo scavo è stato intrapreso a cielo aperto e sopra una vasta zona di terreno nella vigna del cav. Giuseppe Serafini, che ha favorito con grande cortesia l'opera della Commissione; e questo scavo si è poi continuato nelle gallerie sotterranee. Si è rinvenuta così la vasta scala di accesso al luogo storico, costruita proba- bilmente dal papa Damaso, e presso di questa la cripta sepolcrale dei martiri che ha la forma di una piccola basilica cimiteriale sotterranea scavata evidentemente nell'epoca della pace con l'ingrandimento del cubicolo primitivo dei santi.
Nel fondo di questa si vede un grandioso sepolcro coperto da un'abside che era adorno di pitture e di musaici e presso il quale si veggono pure numerosi graffiti di antichi visitatori. Questo sepolcro era capace di tre posti, due insieme uniti l'un sotto l'altro nel piano sotto la nicchia, ed un terzo separato nella parete; e può supporsi che nel primo fossero i corpi dei santi Felice e Adautto, e nell'altro quello di santa Emerita. Su questa tomba si veggono ancora le tracce di alcune antiche pitture del 4° o del 5° secolo; cioè di fronte i due santi locali che accennano al monogramma di Cristo e a destra l'incoronazione dei santi stessi e di s. Emerita.
A destra si vede una grande nicchia ove forse sorgeva l'altare, e accanto a questa se ne apre un'altra, ove probabilmente era collocata la mensa dei lumi. Una iscrizione metrica trovata presso il sepolcro dei martiri ci dà la notizia che un prete di nome Felice, cioè omonimo al martire principale, fece dei lavori importanti in quel luogo sotto il pontificato di Siricio (a. 385-398). Probabilmente allora la cappella primitiva dei santi, già adornata dal papa Damaso, fu ingrandita e trasformata nella piccola basilica cimiteriale.
Nelle pareti della cripta furono praticati numerosi sepolcri, come pure sotto il pavimento; il che mostra la grande devozione che vi era per quei martiri. E tale devozione è anche confermata dalla esistenza di una galleria scavata nel quarto secolo accanto proprio al santuario (retro sancios); galleria che fortunatamente restò chiusa dal secolo quinto o sesto fino ai giorni nostri e che perciò abbiamo ritrovata in uno stato di quasi perfetta conservazione, con i loculi ancora chiusi, molti dei quali portano ancora le lucerne di terra cotta, murate nella calce. Nella cripta vi sono tre tombe di particolare importanza e decorate di pitture del secolo incirca sesto. La prima verso il fondo è quella di una donna di nome Turtura, il cui sepolcro è adornato di un bellissimo ed intatto affresco di stile bizantino (VI secolo) rappresentante la defunta innanzi alla Vergine Maria seduta in trono col fanciullo Gesù e in mezzo ai due santi locali Felice e Adautto accompagnati dai loro nomi SCS FELIS (sic) SCS ADAVTVS.
Il secondo sepolcro, alquanto più lungi dal fondo, è un loculo dipinto ad imita- zione di marmi colorati con la iscrizione dipinta di una Quadragesima e la data dell'anno 432.
Il terzo sepolcro sta quasi sulla porta della cripta, ed è anch'esso decorato di una pittura del sesto secolo che rappresenta il Salvatore nell'atto di dare le chiavi a S. Pietro (SCS PETRVS). A sinistra è raffigurato S. Paolo (SCS PAVLVS) con i volumi delle sue epistole, e poi s. Felice (SCS FELIX) con la corona in mano, mentre dopo s. Pietro si veggono le tracce della figura scomparsa di un altro santo. Questo quadro è posto in mezzo alle due figure di S. Stefano (SCS STEFANVS) e di S. Emerita (SCA MERITA) sotto le quali sono dipinti due alberi di palma.
In uno strato d'intonaco più antico sotto il quadro descritto e al disopra del loculo, che è aperto nel basso della parete, si veggono le languide tracce dell'iscrizione dipinta in rosso: SANCTO MARTYRI BENERABILI (sic)
Siccome risulta dagli itinerari dei pellegrini che nella stessa ecclesia ove erano sepolti i martiri Felice e Adautto era anche venerato un altro martire sconosciuto di nome Nemesio, così può supporsi con grande probabilità che questo fosse appunto il suo sepolcro. Nella galleria che mette alla cripta storica dalla parte della grande scala si è poi scoperto un altro monumento assai ragguardevole.
È una tomba a forno scavata nella parete demolendo o guastando alcuni più antichi sepolcri; e la bocca di questa tomba è adornata di un dipinto del sesto se- colo rappresentante santa Emerita fra i due santi locali. Tutto induce a credere che sia il sepolcro di un devoto o di una devota del secolo sesto, che ha ambito di farsi seppellire presso la cripta dei martiri.
Oltre alla scala principale del cimitero se ne è ritrovata in questi ultimi giorni anche un'altra assai più angusta, la quale è molto vicina alla prima e parallela ad essa, ma è diretta in senso opposto. Finalmente deve notarsi che in questo cimitero si è scoperto un grande numero di sepolcri di forma speciale.
Consistono essi in pozzi rettangolari scavati a livello del pavimento delle gallerie; e nelle pareti di questi pozzi sono aperti dei loculi. Tale sistema è una particolarità che non si è riscontrata finora in altre catacombe; questo sistema di sepoltura trova un riscontro in alcuni cimiteri africani.
Orazio Marucchi
Nell'ambito della visita a Roma di S. E. Mehriban Aliyeva, vicepresidente della Repubblica dell’Azerbaigian e Presidente della Fondazione Heydar Aliyev, si svolge una cerimonia di inaugurazione del progetto di restauro delle catacombe di Santa Comodilla avvenuto con il sostegno della stessa Fondazione.
Stampe antiche