Informazioni storicheData: 1508 / 1518
Codice identificativo monumento: 436
CronologiaPapa Gregorio XIII decreta la venduta all'asta della Villa Chigi a Trastevere, per pagare i debiti insoluti degli eredi Chigi.
Restauri nella Villa Farnesina, a causa di gravi danni strutturali, dovuti al carico dei muri sovrastanti le volte. L'architetto Antonio Sarti, effettua degli interventi di consolidamento. La sala principale viene divisa in due parti, stravolgendo la spazialità originaria e aggiungendo nuovi ambienti di servizio, tra cui un vano ascensore.
Celebrazione per il IV centenario della nascita di Raffaello
Fin dall'aprile dell'anno scorso il Comitato delle feste pubbliche, emanazione del Municipio di Roma, aveva pensato di festeggiare il IV centenario della nascita di Raffaello Sanzio.
L'Accademia di S. Luca, l'Associazione artistica per il loro carattere speciale si erano pure interessate ad onorare la ricorrenza natalizia del grande Genio.
La data del 28 marzo era attesa con impazienza e Roma si preparava a riconoscerla come un giorno festivo. Dalle 8 antimeridiane, ad onta della pioggia fina fina ma uggiosa, si vedevano frotte di gente in abiti domenicali avviarsi verso il Campidoglio e bandiere avvoltolate a lunghe aste dominare la folla che saliva l'erta.
Verso le dieci, quando appunto il corteo doveva mettersi in marcia per il Pantheon, un barlume di sole forando a stento lo strato grigio che copriva il cielo, inviava un saluto alle bandiere che sfilavano per la cordonata di Piazza dell'Aracoeli e alle rappresentanze governative, comunali, accademiche e scientifiche, ecc., ecc., che in frac, gibus, surtout e relativo ombrello formavano il nucleo ufficiale del corteo.
Le guardie di città, i pompieri, i fedeli del Campidoglio nel loro costume barocco, benchè da molti reporters sia stato qualificato come figurino ideato da Michelangiolo e perfino da Raffaello, facevano ala alle autorità.Fra le Società quella che spiccava era l'Associazione artistica internazionale, lo stendardo della quale serviva di centro a 16 bandiere, portanti i colori delle varie nazionalità de' suoi soci.L'intero corteo sfilò innanzi alla tomba di Raffaello depositandovi corone magnifiche.
Il Circolo artistico volle aggiungere a quest'atto collettivo un sentimento gentile di individuale riverenza poichè ogni socio nel passare innanzi alla pietra tumulare offriva un mazzolino di violette, cosicchè le lastre marmoree scomparivano sotto quella specie di giardino improvvisato.
Alle 11 e mezza tutto era finito e le Società e i concertisti e le autorità si sbandavano, intanto che le infinite bandiere ritornavano alle loro rispettive sedi. La folla che assisteva sul tragitto era imponente e finita la cerimonia si riversò nel Pantheon per ammirare nella sua nicchia il busto di Raffaello, che fatto eseguire da Carlo Maratta ne era stato tolto da Leone XII per adornarne la protomoteca da lui istituita.
La gente andava pure ad inginocchiarsi dinanzi alla tomba di Vittorio Emanuele, alla quale pochi momenti prima il Duca D. Leopoldo Torlonia ff. di Sindaco aveva con delicata intenzione apposta una corona.
Alle 2 pom., con l'intervento delle LL. MM., nella sala degli Orazi e Curiazi si commemorò l'opera artistica del Sanzio con un discorso del comm. Quirino Leoni.La sera alle 9, altra commemorazione al Circolo artistico con un programma più variato: le poesie s'alternarono alla prosa e due suonate del prof. Sgambati e quattro pezzi di musica, cantati da quella raffaellesca figura della signorina Lehmann, figlia del noto pittore di Londra, rallegrarono la serata e glorificarono con composizioni di Wagner, Liszt, Gounod, Sgambati, il pittore della sala della Segnatura.
Ma la maggiore attrazione della serata non era al di qua del Tevere. Una commemorazione spontanea e vivace aveva luogo nel Trastevere. Già fin dal mattino il movimento in quella parte della città, per solito poco visitata, era stato acceleratissimo.
Il duca di Ripalta dopo tanti anni di dinieghi aveva aperto al pubblico il celebre palazzo della Farnesina, che dà sulla via della Lungara, ove a pianterreno Raffaello aveva dipinto a fresco tutta di sua mano la Galatea, e di più aveva fatto i cartoni della decorazione del portico, immaginandovi la favola di Amore e Psiche.
La fila delle vetture arrivava fino a S. Pietro: la folla era così impaziente che il duca Ripalta dovè ricorrere alle guardie di città e di questura per regolare gli aditi o le uscite. Cadde la notte e non tutti poterono godere la vista di quelle meraviglie artistiche.
Molti forestieri, che pazientemente avevano atteso la volta loro, dovettero ritirarsi crucciati di aver fatto invano per più quarti d'ora la coda. Per buona fortuna i trasteverini avevano preparata una gradevole sorpresa. Porta Settimiana — prossima alla Farnesina — era decorata di pennoni, illuminata e inghirlandata. Dei globi areostatici, con suvvi iscrizioni d'occasione e Raffaelli e Fornarine dipinte, si alzavano nell'aria, e la casa della Fornarina, dal basso all'alto coperta di fiori, veniva illuminata dai riflessi colorati dei bengala.
Le trasteverine s'erano coperte le mani, il collo, il seno di gioielli e processionalmente si portavano nella bottega del fornaio — che occupa il pianterreno di quella storica casa — ad ammirarvi una cromolitografia rappresentante la figura di donna inginocchiata della Trasfigurazione, nella quale Raffaello aveva per l'ultima volta copiato le forme opulente della donna amata.
I propositi e le osservazioni di quelle semplici popolane erano il condimento più piccante e più dilettevole della festa.Le osterie erano piene: la soddisfazione dava una fisionomia simpatica a quel rione popolato, ma ordinariamente tranquillo.I trasteverini con spontaneità lodevole s'erano messa su da loro quella festa e con orgoglio ne vantavano la riuscita.
La spiegazione di quel complesso di cose vien data dalla seguente iscrizione, che abbiamo copiata da uno stendardo della porta Settimiana:
IN ONORE DI RAFFAELLO SANZIO RICORRENDO NEL IV CENTENARIO DELLA NASCITA IL CIRCOLO RAFFAELLO E FORNARINA FESTEGGIA.
G. B.
Stipulato l'atto di acquisto di Villa Farnesina, per la somma di 12 milioni di lire, tra i rappresentanti del Governo e i coniugi Bermudez De Castro Donna Maria Salvadora, Duchessa di Santa Lucia e Alvaro Perez De Baradas, Duca di Santa Lucia, proprietari della Villa.
Avvio dei restauri a Villa Farnesina, per farne la sede dell'Accademia d'Italia.
A Villa Farnesina si riunisce ufficialmente l'Accademia d'Italia. L'on. Mussolini nel suo discorso dichiara che «entra ufficialmente nella scena del mondo, si mette senz'altro al lavoro».
Tommaso Tittoni si dimette, per gravi motivi di salute, dalla carica di Presidente della Reale Accademia d'Italia.
Nell'adunanza segreta, viene designato per acclamazione Guglielmo Marconi quale nuovo Presidente dell'accademia d'Italia.
A villa Farnesina, sede dell'Accademia d'Italia, il Duce Benito Mussolini insedia Guglielmo Marconi nell'ufficio di Presidenza dell'istituto.
I Convegno internazionale Volta. La Società generale italiana Edison di elettricità, per iniziativa del presidente on. Giacinto Motta, costituisce la Fondazione Alessandro Volta, annessa alla Reale Accademia d'Italia. Al primo dei Convegni annuali, dedicato al tema della Fisica nucleare, vengono invitati circa quaranta scienziati italiani e stranieri tra i più celebri del periodo, tra cui M.me Curie. Enrico Fermi, dal quale era partita la proposta dell'incontro, cura l'organizzazione scientifica e la gestione economico-amministrativa del convegno, mentre Marconi, in qualità di Presidente della Reale Accademia d'Italia e di Presidente onorario del convegno, si occupa della parte politica, insieme ad Orso Mario Corbino, senatore del regno e Presidente effettivo del convegno.
II Convegno internazionale Volta. Il Duce Mussolini inaugura nella sala Giulio Cesare al Campidoglio, con la presenza di Guglielmo Marconi, il Governatore Francesco Boncompagni Ludovisi, e il Presidente del Senato Luigi Federzoni. L'idea di fondo dell'incontro è quella di analizzare, storicamente e politicamente, il periodo, assai critico, per l'Europa, tra la fine della prima guerra mondiale e la crisi economica. I lavori proseguono a Villa Farnesina, sede dell'Accademia. Presidente del convegno il senatore Vittorio Scialoja, Ministro di Stato e Presidente della Reale Accademia dei Lincei.
III Convegno internazionale Volta, organizzato dalla classe di scienze fisiche, matematiche e naturali dell'Accademia d'Italia, dedicato al tema de L’Immunologia. Il Duce Mussolini inaugura il convegno nella sala Giulio Cesare al Campidoglio. I lavori proseguono a Villa Farnesina, sede dell'Accademia. Presidente del convegno viene nominato il Prof. Dante De Blasi, accademico d’Italia, ordinario della cattedra di Igiene alla Regia Università di Napoli.
IV Convegno internazionale Volta. Il tema, dedicato al Teatro drammatico, viene scelto dalla Classe delle Lettere. Luigi Pirandello è designato Presidente del Convegno, mentre Filippo Tommaso Marinetti, Segretario del Convegno.
Guglielmo Marconi, assistito dal suocero e dal prof. Frugoni, muore per un attacco cardiaco nella Casa di famiglia a via dei Condotti. La salma rivestita con la divisa di Accademico d'Italia, viene composta nella camera ardente allestita nella Sala di Galatea di Villa Farnesina.
La sede dell'Istituto Nazionale di Archeologia e Storia dell'Arte, viene trasferita, per esigenze di sicurezza dovute alla presenza del Capo del Governo da Palazzo Venezia a Via della Lungara, presso l'Accademia d'Italia.
Presentazione al Duce Mussolini e al Governatore Gian Giacomo Borghese, del progetto definitivo per la grandiosa sistemazione dell'area della Farnesina e delle falde del Gianicolo, in conformità del Piano regolatore generale dell'Urbe:
"...in occasione di un'adunanza della Classe delle Arti all'Accademia d'Italia, alla presenza del Governatore di Roma, di un gran numero di Accademici e di una rapresentanza della stampa, il Presidente Luigi Federzoni ha posto in rilievo le ragioni dell'iniziativa ed i caratteri salienti della sistemazione della zona in parola, plaudendo în modo particolare all'opera di Marcello Piacentini, il quale è riuscito a dare (come ha detto il Presidente) la prova più alta e convincente del suo eccezionale talento nel campo dell'urbanistica.
Ed ha anche ricordato e lodato, il lungo e intelligente lavoro compiuto dalla Commissione presieduta da Ugo Ojetti e composta degli Accademici Giovannoni, Marangoni e Pession. È giusto accennare che al progetto Piacentini hanno collaborato l'ing. Fuselli del Governatorato di Roma e gli ingegneri Jacopini e Massari dell'ufficio tecnico dell'Accademia d'Italia.
Dopo il breve discorso del Presidente dell'Accademia, Marcello Piacentini ha fatto un'ampia lucida e colorita illustrazione del progetto di sistemazione della zona, con l'ausilio di fotografie, di piante topografiche e di un grande plastico.
Da piazza della Chiesa Nuova si dipartirà un grande rettifilo che, attraverso il ponte Mazzini, salirà fino alla terrazza belvedere aperta in cima al colle Gianicolense, in mezzo a un succedersi di scenari architettonici che avranno una cornice e un fondale di verde, mentre l'accesso al Gianicolo assumerà un'aspetto imponente che ricorderà quanto Valadier fece in Piazza del Papolo e sul Pincio. Roma si arriechirà così di una nuova magnifica prospettiva.
Subito dopo il ponte Mazzini si snoderà sul declivio del colle, un ampio viale inquadrato da nuovi edifici. La caratteristica via della Lungara sarà mantenuta nella sua attuale direttrice, ma rialzata nel piano stradale. Ancora più in alto, dipartendosi dal grande viale di accesso, si biforcheranno due rampe, una delle quali sì inserirà nella nuova strada dal Gianicolo a San Paolo e alla zona dell'E. 42, e l'altra discenderà verso le poetiche pendici di Sant'Onofrio.
La nuova sistemazione impone la demolizione di case di poco conto e dell'edificio del carcere giudiziario di Regina Coeli, mette in valore gli edifici monumentali della Farnesina e di Palazzo Corsini, la cui facciata verso il colle ha un aspetto elegante e severo ad un tempo, e dà un nuovo accesso alla R. Accademia d'Italia da un viale di alberi dell'Orto Botanico.
Il progetto di massima comprende edifici per il Conservatorio di Santa Cecilia, per l'Istituto dell'Arte Drammatica, per la Sala dei grandi concerti sinfonici, per un Teatro all'aperto e forse per la Biblioteca Nazionale. Comprenderà anche un edificio per la Biblioteca di Archeologia e Storia dell'Arte, l'istituto fondato, da Corrado Ricci già a Palazzo Venezia e da poco trasferito in questa zona.
Attorno alla più importante istituzione della cultura quale è la R. Accademia d'Italia, dovrebbero sorgere quando il progetto sarà diventato realtà, enti culturali e artistici tali da formare di questo settore dell'Urbe la zona accademica per eccellenza.
In luogo adatto, quale sfondo al complesso architettonico, verrà collocata la fontana del Mosè, che per ragioni urbanistiche verrà spostata da Piazza S. Bernardo dove attualmente si trova e che nella nuova sede, verrà sistemata con opportuni, ampliamenti alle parti laterali in modo da renderla più proporzionata alla vastità dell'ambiente.
Ma la parte architettonica ed edilizia del progetto in discorso è subordinata all'importanza e alla vastità della zona arborea che deliberatimente si vuol lasciare protagonista di tutto il nuovo ordinamento, facendo assurgere la zona alla magnificenza delle ville tuscolane e tiburtine.
Parte essenziale del progetto è quindi l'utilizzazione, come parco pubblico, dell'Orto Botanico [...] di Villa Corsini, fatto risorgere a nuova Vita dal Pirotta nel 1885, ed ora affidato alle vigili cure dell'illustre prof. Enrico Carano, che l'insegnamento della botanica impartisce con l'ausilio anche del «giardino didattico» annesso alla Città Unversitaria, con la sistemazione ideata dal Piacentini potrà essere valorizzato e aperto al pubblico, mentre attualmento è si può dire, sconosciuto alla cittadinanza romana.
Il visitatore della zona, quando questa sarà opportunamente sistemata resa accessibile non soltanto a pochi privilegiati, sostando all'ombra delle palme e al murmure delle fontane e di cadute d'acqua, salendo la scalea cosiddetta garibaldina centro di uno degli episodi della gloriosa resistenza del '49, inoltrandosi poi lungo il viale che porta all’aerea terrazza da cui il monumento di Garibaldi e il monumento’ di Anita dominano il panorama dell'Urbe, respirerà il clima eroico di fasti memorabili, in cui Italia, nel brivido di un'ora sacra, ritrovava a Roma il suo cuore pulsante.
GIOVANNI BIADENE
Il Duce Mussolini inaugura la Mostra degli autografi e dei cimeli di Verdi, organizzata nella sede dell'Accademia d'Italia.
"Presente il Duce, si è inaugurata il giorno quattro del corrente mese di giugno, nella sede della Reale Accademia d'Italia, la Mostra del carteggio di Giuseppe Verdi e di Giuseppe Piroli, dal nipote di questo donato a Benito Mussolini, il quale dispose che il nostro maggiore istituto culturale lo custodisse e pubblicasse.
La cerimonia si aprì col saluto al Duce, rivolto dal Presidente dell’Accademia, Eccellenza Luigi Federzoni, e con un discorso dell'Accademico Alessandro Luzio, precursore insigne degli studi verdiani, che ordinò la Mostra del carteggio e ne curerà la pubblicazione integrale (e possiamo immaginare se riuscirà degna impresa).
Si chiuse, la cerimonia, con l'esecuzione del preludio al quarto atto della Traviata, della sinfonia dei Vespri siciliani e di una primizia, la sinfonia inedita dell'Aida, che il maestro Bernardino Molinari, a capo dell'orchestra della Reale Accademia di Santa Cecilia, diresse ottimamente."
Sotto la presidenza di Pietro Toesca, l'Istituto Nazionale di Archeologia e Storia dell'Arte, ritorna con la propria sede a Palazzo Venezia
Il Gabinetto Nazionale delle Stampe viene spostato da Palazzo Corsini e trasferito a Villa della Farnesina.
La Calcografia Nazionale e il Gabinetto nazionale delle stampe vengono fusi in un unico istituto con sede nel palazzo della Calcografia a via della Stamperia.
Trasferimento definitivo delle collezioni del Gabinetto delle Stampe da Villa Farnesina alla nuova sede dell'istituto Nazionale della Grafica a Palazzo Poli.
Progetto
Committenti e finanziatori
Opere d'arte e decorazioni
Gruppi e Istituzioni
Casati e Famiglie
Stampe antiche1940
Marcello Piacentini
Progetto di Sistemazione del Gianicolo
1883
Dante Paolocci
Celebrazione per il IV centenario della nascita di Raffaello
L'Illustrazione Italiana 1883
1851
Farnesina
Principali monumenti di Roma e sue vicinanze
1848
Paolo Cacchiatelli
Villa Farnesina
Vedute di Ville di Roma
1844
Affresco di Villa Farnesina
1841
Loggia di Galatea
Opere architettoniche di Raffaello Sanzio
1841
Pianta e dettagli della Loggia degli orti Farnesiani
Opere architettoniche di Raffaello Sanzio
1840
Paul Marie Letarouilly
Villa Farnesina
Edifices Modernes de Rome
1840
Paul Marie Letarouilly
Villa Farnesina
Edifices Modernes de Rome
1840
Paul Marie Letarouilly
Pianta di Villa Farnesina
Edifices Modernes de Rome
1840
Paul Marie Letarouilly
Vista della Loggi dellla Villa Farnesina
Edifices Modernes de Rome
1840
Paul Marie Letarouilly
Vista della Villa Farnesina
Edifices Modernes de Rome
1835
Giovanni Battista Cipriani
Farnesina alla Lungara
Itinerario figurato degli edificij più rimarchevoli di Roma
1833
Agostino Tofanelli
Villa Farnesina
Memorie di antichità e curiosità di Roma e dintorni
1774
Pierre Adrien Paris
Plan du projet de Paul III
Études d'Architecture faites en Italie
1754
Giuseppe Vasi
Veduta di Ponte Sisto
Delle Magnificenze di Roma antica e moderna - Libro V
1754
Giuseppe Vasi
Farnesina e palazzo Corsini
Delle Magnificenze di Roma antica e moderna - Libro V
1693
Psyches et Amoris nuptiae fabula
Raphaele Sanctio in Farnesianis hortis Transtyberim
1693
Psyches et Amoris nuptiae fabula
Raphaele Sanctio in Farnesianis hortis Transtyberim
1693
Psyches et Amoris nuptiae fabula
Raphaele Sanctio in Farnesianis hortis Transtyberim
1693
Psyches et Amoris nuptiae fabula
Raphaele Sanctio in Farnesianis hortis Transtyberim
1693
Psyches et Amoris nuptiae fabula
Raphaele Sanctio in Farnesianis hortis Transtyberim
1693
Psyches et Amoris nuptiae fabula
Raphaele Sanctio in Farnesianis hortis Transtyberim
1693
Psyches et Amoris nuptiae fabula
Raphaele Sanctio in Farnesianis hortis Transtyberim
1693
Psyches et Amoris nuptiae fabula
Raphaele Sanctio in Farnesianis hortis Transtyberim
1693
Psyches et Amoris nuptiae fabula
Raphaele Sanctio in Farnesianis hortis Transtyberim
1693
Psyches et Amoris nuptiae fabula
Raphaele Sanctio in Farnesianis hortis Transtyberim
1693
Psyches et Amoris nuptiae fabula
Raphaele Sanctio in Farnesianis hortis Transtyberim
1655
Pietro Ferrerio
Palazzo de Ghigi alla Lvngara
Palazzi di Roma de Piv Celebri Architetti
1643
Giovanni Domenico Franzini
Palazzo dei Chigi
Descrittione di Roma antica e moderna