Informazioni storicheCodice identificativo monumento: 4804
Cronologia Scavi e disterri presso l'area della basilica di S. Silvestro al cimitero di Priscilla:
« La Commissione di archeologia sacra, la quale con grande cura intende sistemare l'un dopo l'altro tutti gli antichi cimiteri cristiani di Roma, nel passato autunno e per lodevole iniziativa di monsignor Crostarosa, suo benemerito segretario, e col gentile consenso della Direzione della Banca d'Italia proprietaria della Villa Ada che ivi si estende, tolse questo sotterraneo dallo stato di rovina e di abbandono in cui il lungo da tempo giaceva e lo riunì, mediante lo scavo di una comunicazione laterale, alle adiacenti cripte del cimitero di Priscilla. E in tale occasione si sterrarono alcune gallerie che posero in comunicazione quelle adiacenti al nuovo monumento con l'ipogèo sottostante alla basilica di s. Silvestro, ed ivi si rinvennero pure importanti iscrizioni delle quali già si diè notizia nel Nuovo Ballettino (1900, n° 3-4, p. 337 segg.). La Commissione visitò il luogo già ricoperto e sistemato nel decembre del passato anno 1900; e l’impressione che il monumento fece a me ed ai miei colleglli, dopo il più attento esame sul posto, si fu che esso era un antico e grandioso battistero. »
Relazione di Orazio Marucchi sui nuovi scavi ed esplorazioni nel Cimitero di Priscilla sulla via Salaria nuova:
Questo cimitero è il più antico di tutti, e la sua origine risale senza dubbio all’ epoca apostolica come più volte ha asserito e dimostrato il De Rossi ('). Esso venne scavato nel suburbano podere degli Acilii Glabriones convertiti al cristianesimo fino dal primo secolo; ed ivi fu sepolta la famiglia quel Pudente il quale, secondo un’ antica tradizione, avrebbe ospitato s. Pietro nella sua casa posta presso il vicus patricius (oggi chiesa di s. Pudenziana).
Nel 1888 allorquando si fece nel cimitero di Priscilla la importante scoperta dell’ipogeo degli Acilii e si trovarono gli avanzi della basilica di s. Silvestro al disopra di quello stesso ipogeo, apparve a poca distanza di lì una antica e grande scala che discendeva ad una stanza sotterranea terminata in abside posta innanzi ad una conserva d'acqua. La esplorazione di quel luogo fu rimessa a tempo più opportuno, e dimenticatasi poi per molti anni, venne finalmente effettuata pochi mesi or sono dalla Commissione. E si congiunse allora quella stanza con l'adiacente cimitero che intorno intorno la circondava, sistemandosi convenientemente tutto il monumento, assicurandolo con robuste sostruzioni di muro.
Nello sterro delle gallerie di congiungimento si trovarono, oltre a minuti frammenti, le seguenti iscrizioni di qualche importanza ed assai antiche. EVGENI PAX TECV; PLVTARCHE VIBAS IN DEO PARXXTECV IORVM; ATTICAE ALEXANDER EVCARPIA CARISSI MA DEVS REFRIGERET SCIRENMOTNVM (sic) (spiritum tuum)
E questa è specialmente notevole per la formola della preghiera del refrigerium invocato all’anima della defunta: P MARCELLO BETERANO AA GG NN E Q R. Publio Marcello veterano duorum augustorum nostrorum equiti romano. I due Augusti qui nominati sono Settimio Severo e Caracalla; ed essendo la iscrizione ancora al posto ci prova che la galleria già esisteva negli esordî del terzo secolo. Nella stessa galleria si trovò pure il bollo di mattone SAL - EX * PR - ANN(27 Veri) che si giudica del primo secolo. Queste iscrizioni ed altre, che erano state vedute nelle prossime gallerie dal De Rossi molti anni prima, dimostrano l'antichità della regione cimiteriale che fu scavata intorno a quella piscina che oggi noi abbiamo nuovamente espurgata, sistemandone convenientemente l'antica scala.
E dopo tale sistemazione io mi posi a studiare questo monumento e vi riconobbi un antico battistero costruito e adornato nel secolo quarto. E tale destinazione del luogo potei ricavarla con ogni certezza dalla forma della costruzione del monumento stesso e da una iscrizione graffita che può leggersi chiaramente sull’ intonaco dell'arco sovrastante al bacino dell'acqua e che dice così: QVI SITET VEN [iat ad me et bibat]. Ed è chiaro che tale frase, presa dal Vangelo di s. Giovanni allude, al sagramento del battesimo che ivi dovea amministrarsi.
Dopo ciò esaminando la giacitura del ritrovato battistero in relazione al posto occupato anticamente dalla ricordata basilica di s. Silvestro ne dedussi che questo dovea essere un battistero annesso alla stessa basilica, e da ciò ricavai un argomento per attribuire una grande importanza al restituito monumento. Infatti noi leggiamo nella silloge epigrafica di Verdun, che un anonimo pellegrino dei tempi di Carlo Magno, dopo aver copiato le iscrizioni collocate nella suburbana basilica di s. Silvestro nel cimitero di Priscilla, copiò una lunga iscrizione metrica ad fontes; la quale indicazione, data l'indole topografica di quella silloge, ragion vuole che debba riferirsi ad un battistero annesso a quella basilica, cioè a quello che noi ora abbiamo ritrovato. E questa iscrizione (che è nello stile del quarto secolo), allude ad una memoria di s. Pietro e della cattedra di s. Pietro.
Con queste testimonianze misi allora in relazione l’altra del papiro di Monza, scritto al tempi di s. Gregorio Magno, da cui risulta che precisamente sulla via Salaria sì venerava nel sesto secolo una sedes ubi prius sedit s. Petrus.
Parrebbe dunque da tali indizi ed anche da altri (che qui ometto per brevità) poter dedurre che la memoria di questa cattedra, la quale ricordava la fondazione della Chiesa romana, si venerasse almeno fin dal secolo quarto presso il cimitero di Priscilla e non già nel cimitero che il De Rossi chiamò ostriano, sulla via Nomentana; dove però forse può riconoscersi soltanto un qualche ricordo del battesimo, amministrato dall’apostolo. Queste considerazioni sono importanti per la storia del nostro monumento, il quale dovette essere in venerazione nel quarto secolo ed anche in età posteriore, come indicano i molti graffiti dei visitatori; ed esso forse può mettersi anche in relazione con il papa Liberio, che in questa località amministrò pure solennemente il battesimo ai tempi della controversia ariana.
Indicherò anche due iscrizioni rinvenute nello scavo di questo battistero e che hanno pure una qualche importanza. M Q FEROBASVS OVANS. E il frammento di un epistilio marmoreo contenente forse una iscrizione votiva e che conferma la venerazione del luogo. ...TIAEA | conSTANTIa (?).. | signu M CRISTIaccepit ?| vixiTAN VIIII mens... | dep... (I)VLIANO ET sallustio conss.
Questa epigrafe sepolcrale può ricordare, con molta probabilità, una giovinetta confermata poco prima della sua morte (e forse in questo luogo) nell’anno 363, sotto il pontificato di papa Liberio (a. 352-366).
La Commissione di archeologia sacra, la quale tolse poco fa dall'abbandono questo monumento insigne allacciandolo con il cimitero sotterraneo, ha anche eseguito or ora una esplorazione nel suolo sovrastante, con il gentile consenso della Banca d' Italia, proprietaria della Vla Ada che ivi si estende, e ciò. allo scopo di ricercare se vi fosse restato un qualche avanzo di antica costruzione innanzi alla scala del battistero o qualche frammento epigrafico che avesse potuto dar luce alla accennata importantissima questione storico-topografica.
Ma sventuratamente questa esplorazione ci ha confermato ciò che già vide e dichiarò il De Rossi fino dal 1888: che cioè quella località ove era la basilica di s. Silvestro sopra il cimitero di Priscilla fu devastata sistematicamente nei passati secoli e le costruzioni stesse furono rase al suolo, tanto che della basilica suddetta appena allora si potè riconoscere la icnografia.
Ad ogni modo l'odierna esplorazione non è stata del tutto inutile, giacchè essendosi ora rimessa in luce, per qualche giorno, una parte delle mura della basilica abbiamo potuto constatare che l'asse di questo edificio era diretto verso la scala del battistero e che l’ultimo muro oggi superstite della basilica distava poco più di 20 metri dall’ ingresso monumentale del battistero medesimo. E di più possiamo anche asserire che dietro l'abside della basilica di s. Silvestro vi era un'altro edificio fornito di acque, in forma di ninfeo, che potè essere anche un battistero. Dalle quali circostanze può ricavarsi una conferma che il battistero recentemente rimesso in luce fosse quasi una continuazione del battistero annesso alla basilica di s. Silvestro, e che perciò ad esso debbasi riferire la indicazione 44 fontes della silloge di Verdun, la quale è posta subito dopo l’altra ad s. Si/vestrum nel citato documento.
Dopo ciò la Commissione ha intrapreso la esplorazione più difficile e costosa del sotterraneo cimitero nei dintorni della suddetta basilica; e da tale esplorazione può forse attendersi qualche risultato importante, di cui spero rendere conto fra breve. Ma intanto era necessario segnalare agli studiosi queste indagini storico-topografiche, le quali se non hanno ancora risoluto il problema importantissimo per lo studio della Roma sotterranea, del luogo ove si credeva la primitiva Sedes Petri, hanno però dato un nuovo indirizzo a tale studio e forse apriranno un giorno la via alla determinazione precisa di un così insigne monumento.
Scavi nel cimitero di Priscilla.
La Commissione di archeologia sacra ha concentrato in quest'anno le sue esplorazioni nell'antichissimo cimitero di Priscilla
sulla via Salaria, senza omettere altre ricerche ed altri lavori di minore importanza in altre parti delle catacombe romane. Gli scavi del cimitero di Priscilla si sono eseguiti in punti diversi del sotterraneo ed anche in parte nel sopraterra, per benevola concessione di S. M. il Re proprietario della villa Savoja, sotto la quale si estende quel vastissimo ipogeo.
Per prima cosa si è sterrata una regione cimiteriale presso un antico battistero sotterraneo scoperto fin dal 1901, e del quale altra volta si rese conto in queste
Notizie. Questo monumento fu da me per la prima volta illustrato nel Nuovo Bullettino di quell'anno, ove io lo misi in relazione con l'antica tradizione conservataci da molti documenti, che cioè nei dintorni della via Salaria vi fosse la memoria di un luogo ove l'apostolo Pietro aveva battezzato; ed ivi spiegai che quel luogo è chiamato nei documenti citati con vari nomi, cioè: Coemeterium ad nymphas B. Petri Coemeterium fontis s. Petri Coemeterium ostriannm ubi Petrus apostolus baptizaverat.
Ora gli odierni scavi ci permettono di asserire due fatti: 1° Quel battistero fu avviluppato da una rete di gallerie appartenenti per lo più al quarto secolo; e queste
gallerie sono anteriori alla grande scala di travertino che dal suolo esterno discendeva a quel battistero, perchè esse furono in parte troncate dalla scala suddetta. Dal quale fatto deve dedursi che quel monumento non può essere giudicato una semplice vasca ad uso della villa sovrastante (come taluno pretendeva); giacchè essendo un monumento cui si fece un accesso nell'epoca cristiana e che era tenuto in venerazione almeno nel quarto secolo, esso dovette essere un battistero o una fonte tenuta in venerazione.
2° Alcune di quelle gallerie furono scavate rompendo vecchi cuniculi d'acqua ed in un terreno tufaceo che contiene sotto di sè uno strato costante di argilla dell’altezza di circa metri 1,50. E siccome l'acqua passa a traverso il tufo mentre si arresta sull’argilla, così sotto il suolo di queste gallerie si distende un velo d'acqua continuo che viene fuori dovunque si pratichi un'apertura fino alla profondità di circa trenta centimetri.
E quest'ultimo fatto è assolutamente nuovo nelle catacombe romane; giacchè in quei sotterranei noi troviamo bensì gallerie che giungono fino presso al livello dell'acqua e poi si arrestano, ovvero gallerie che anticamente erano asciutte e poi furono inondate per un cambiamento di livello dell'acqua circostante o per nuove infiltrazioni; ma giammai vediamo che una regione cimiteriale sia stata scavata in origine in mezzo all'acqua, come deve dirsi per la regione di cui stiamo parlando. Ed è notevole che gli antichi fossori evitarono costantemente lo scavo delle galierie nelle roccie acquose, come il De Rossi affermò e come l'esperienza quotidiana ci conferma.
Le condizioni speciali pertanto di questa regione scavata presso il battistero del cimitero di Priscilla ci dimostrano che essa fu lì scavata, quantunque in terreno disadatto, perchè si voleva scavarla proprio lì, cioè evidentemente per un sentimento di venerazione verso quel luogo, il quale del resto dalla sua forma e dalla sua decorazione ci si palesa come un luogo che doveva essere venerato.
Ma dalla presenza dell'acqua che ivi abbonda può anche dedursi che quel cimitero poteva anche con tutta ragione chiamarsi dagli antichi stessi un coemeterium ad nymphas, mentre è certo che nessun altro cimitero si conosce in quei dintorni, nè sulla prossima via Nomentana, cui potesse convenire quel nome.
Deve ora ricordarsi che secondo il catalogo dei cimiteri uno solo era in questa regione suburbana il cimitero chiamato ad nymphas, ed era quello che si collegava alla memoria tradizionale del battesimo amministrato dall’apostolo Pietro, il quale cimitero è nominato dopo il cimitero di s. Agnese e prima di quello di Priscilla propriamente detto. Coemeterium s. Agnetis, Coemeterium ad Nymphas s. Petri, Coemeterium Priscillae. Dal che si ricava che il « coemeterium ad nymphas » o era una parte di quello di Priscilla o una parte di quello di s. Agnese o un cimitero intermedio collocato fra questi due.
Quanto al cimitero di s. Agnese esso è diviso in due parti, l'una sotto la basilica ove fu la tomba della celebre martire, l’altra più grande (coemeterium majus) ove fu il sepolcro di s. Emerenziana; ma ambedue queste parti costituirono un solo ed unico cimitero di s. Agnese, giacchè di s. Emerenziana si legge che fu pure sepolta nel cimitero stesso di s. Agnese (in confinio agelli martyris Agnetis).
Adunque la parte che noi conosciamo di questo coemeterium majus, alla quale si era dato in questi ultimi tempi il nome di cimitero Ostriano, essendo anch'essa cimitero di s. Agnese perchè conteneva la tomba di Emerenziana, non può corrispondere al cimitero Ostriano che era poi lo stesso del « coemeterium ad nymphas » giacchè quest'ultimo era diverso dal coemeterium s. Agnetis. Fra il cimitero di s. Agnese poi.e la via Salaria havvi una profonda vallata sotto la quale non può ammettersi la esistenza di un altro cimitero; e perciò a meno di ammettere un nucleo cimiteriale fin qui sconosciuto, in un angolo presso il cimitero di s. Agnese, deve andarsi a finire sulla ; Salaria e cioè nelle vicinanze del cimitero di Priscilla, per ricercare il « coemeterium ad nymphas S. Petri ».
Ora nel cimitero di Priscilla, intorno al nucleo che dovette propriamente chiamarsi così, si possono riconoscere (a differenza di ciò che dissi per s. Agnese) regioni cimiteriali diverse contradistinte da scale proprie, le quali regioni potevano benissimo costituire cimiteri di nomi diversi come accadde p. es. nel cimitero di Callisto. E siccome in una di queste regioni, quale è quella esplorata negli odierni scavi, | noi dobbiamo riconoscere un cimitero che fu veramente « ad nymphas » mentre sulla Nomentana ciò non sì riscontra; così fino ad ora tutto ci invita a credere che la regione suddetta abbia fatto parte del cemeterium ad nymphas s. Petri. Ma l'importanza della regione cimiteriale presso il cimitero di Priscilla in tale memoria è anche confermata da un'altra scoperta avvenuta pure nei presenti scavi. Già il De Rossi aveva riconosciuto nel secondo piano di quel cimitero una profondissima conserva d'acqua che egli pure giudicò aver servito di vasca battesimale.
Ora noi abbiamo sterrato lì presso una grandiosa scala che, partendo dalla galleria la quale passa avanti al descenso di quella profonda vasca sotterranea, direttamente saliva al sopraterra e metteva capo alla sovrastante basilica di s. Silvestro. E questa scala era così magnifica che indica chiaramente come quel luogo dovette essere assai frequentato e tenuto in venerazione. Io non mi estenderò ulteriormente a trattare questa storica e topografica che ho esposto nel Nuovo Bullettino, essendo quel periodico specialmente destinato allo svolgimento di tali questioni; ma ho creduto opportuno accennare almeno in queste Notizie ad un primo risultato delle nostre esplorazioni topografiche, riservandomi di tornarvi sopra dopo che queste esplorazioni saranno ultimate.
Ed ora vengo ad indicare le iscrizioni rinvenute in questo primo periodo dello scavo e che appartengono al quarto ed al quinto secolo. 1. MNIVS BENIG... MVTSVAD... accepiT REMIS sionem? ...NAM.... Nella terza linea si potrebbe supplire la frase accepit remissionem ed in tale ipotesi l'iscrizione si riferirebbe al battesimo che dicevasi appunto « peccatorum remissio » (s. August., De daptismo, V, 21); 2. Locus dormITIO Nis..., D PRAES byteri. È importante la espressione tutta cristiana /ocus dormitionis per indicare il sepolcro. Si riferiva al sepolcro di un presbyter appartenente forse al titolo da cui dipendeva il cimitero; 3. Al sepolcro di un altro « presbyter » appartenne pure un'altra epigrafe greca; 4. PRISCILla... La Priscilla qui nominata era forse della discendenza della nobile matrona fon- datrice del grande cimitero della via Salaria. Un altro nome di donna usato nella stessa famiglia è quello ricordato nella seguente; 5. A PRISCA TIBVS SV... DVL... 6. vIBAS IN DOMINO (Chrismon)w. Quest’ ultima epigrafe sembrerebbe di età molto antica per l'acclamazione vivas in Domino, ma recando il monogramma decussato fra le due lettere A_ed Ww, deve giudicarsi del secolo quarto assai inoltrato.
Queste altre epigrafi sembrano di età più antica: 7. AVRELIA SVNETIA; 8. AVREL... MATR.... NA....; 9. DOMITIVS HYMENEVS VIXIT ANNOS XXXIV; 10. AELI HRAC HELICRYSOgo NI...; 11. FACVN... DE... MATRI....; 12. C... VIRG.... IIAIQV.... XVIII DXX; Questa ultima può riferirsi ad una vergine sacra, e la scala a piuoli che vi è graffita potrebbe avere il significato simbolico della scala che conduce al Cielo, secondo il concetto espresso negli atti di s. Perpetua. 13. FORTVNATE VIB IN X (colomba sopra l'orlo di un vaso simbolo dell'anima che gode nel Cielo). 14. MAXIMINO DVLCISSIMO; 15. CONS TANTI A; 16. BE IN ETERNO IN PACE; 17. ENTINA VRSINAE matER CALPVRNIA ...A FECIT; 18. AVREL PROTOGENES AVREL SATVRNINA AVR PROTOGENIA
Lo scavo fu pure intrapreso in un’altra regione del cimitero, cioè nelle adiacenze dell'ipogeo degli Acilii Glabrioni e precisamente ai piedi della scala che serviva di comunicazione fra quel sotterraneo e la superiore basilica di s. Silvestro.
In un cubiculo dipinto di questa regione aveva riconosciuto il De Rossi il sepolcro del martire Crescenzione dei tempi di Diocleziano, sepolcro indicato da uno degli itinerari dei pellegrini poco lungi dalla scala suddetta. Questa opinione del mio maestro è stata confermata con gli odierni scavi, giacchè proprio incontro a quel cubicolo dipinto si è rinvenuta la seguente iscrizione: 19. FELICISSTIMVS ET LEOPARda BISOMVMATCRISCENTionem INTROIT... Essa infatti indica un sepolcro per due cadaveri comprato da Felicissimo e da Leoparda nel vestibolo della cripta del martire s. Cresceazione e presso il suo sepolcro ad Criscentionem.
Questa scoperta è pure importante perchè ci permette di fissare approssimativamente il luogo di un’altra tomba illustre del cimitero di Priscilla. Infatti sappiamo dal Liber pontificalis che il papa s. Marcellino, ucciso nella stessa persecuzione di Diocleziano (a. 304), fu sepolto pure nel cimitero di Priscilla e precisamente in un cubiculo bene illuminato da un lucernario, il quale cubicolo era vicino alla tomba del martire suddetto; « in cimiterio Priscitlae via Salaria in cubiculo claro in cripta juata corpus s. Criscentionis.
Però dall'esame accurato di questo passo si deduce che Marcellino e Crescenzione non erano sepolti in uno stesso cubiculo, come prima si era creduto, ma soltanto che il cubiculo del papa era prossimo alla tomba del martire già ricordato. Il sepolcro del papa Marcellino dovrà adunque ricercarsi nelle vicinanze del cu- biculo dipinto di Crescenzione, cioè nella regione degli Acilii Glabrioni o nelle adiacenze. Ed è a sperarsi che un ulteriore studio del sotterraneo ci permetta di giungere a riconoscere con certezza anche quest'altro storico monumento. Ho accennato alla basilica di s. Silvestro, che fu edificata nei tempi della pace al disopra del cimitero di Priscilla; ed ora dovrò dirne qualche parola.
Questo edificio fu di grande importanza e fu assai venerato, giacchè vi si con- servava la tomba dei martiri Felice e Filippo, figli di s. Felicita, e vi erano sepolti i papi Marcello, Silvestro, Liberio, Siricio, Celestino e Vigilio. Abbandonato dopo il nono secolo, in seguito alla traslazione delle reliquie, venne quasi intieramente di- strutto; ed alcuni avanzi di esso si ritrovarono con gli scavi eseguiti in quel luogo dalla Commissione nel 1890, ma poi furono ricoperti (2). Ora noi abbiamo nuovamente esplorato quel luogo ed abbiamo rimesso in luce l'abside della basilica e la tomba dei martiri, i quali avanzi si trovano nell'area della reale villa Savoja.
Desiderando pertanto la Commissione di conservare allo scoperto questo gruppo monumentale, ci siamo rivolti a S. M. il Re proprietario della villa pregandolo onde volesse permetterci di recingere quei ruderi, che troppo ci doleva di dover seppellire di nuovo. Sua Maestà accolse benignamente la nostra domanda, ed il giorno 1° luglio 1906 si recò insieme a S. M. la Regina a visitare gli scavi del cimitero di Priscilla; ed io ebbi l'onore di mostrare alle LL. MM. la grande importanza di quelle insigni memorie.
Il Sovrano ne fu assai soddisfatto e fece dono alla Commissione dell'area occupata dalle rovine ora ritrovate della basilica, le quali saranno dalla Commissione stessa racchiuse dentro un edificio fatto ad imitazione della primitiva basilica ed in tal modo perpetuamente conservate allo studio. Da tutto ciò i lettori potranno sempre meglio conoscere quanto sia utile e benintesa l'opera della Commissione di archeologia sacra negli scavi delle catacombe romane.
Orazio Marucchi.
Inaugurata con grande solennità, l'aula centrale della basilica di San Silvestro sul cimitero di Priscilla: "Il lavoro, iniziato il 2 gennaio 1906 in due punti diversi, fu sospeso a metà di giugno; ripreso poi nella stagione favorevole, è stato ora condotto a termine sotto la direzione del Marucchi, del Kanzler, dell'ing. Palombi e dell ispettore Bevignani. Sono state riaperte le scale di comunicazione che conducono dalla basilica di San Silvestro alla regione degli Acilii e ai sepoleri dei martiri e si scoprirono i muri di fondazione di una serie di edificî, rivelati da grandi cappelle sepolcrali, che circondano la costruzione centrale."
Padre Gazzola, dell'Istituto Salesiano San Tarciso, nota che l'erba medica piantata per la prima volta su un loro terreno prossiamo alla Via Ardeatina, cresce più bassa seguendo la sagoma di un edificio circiforme.
Dalle prime indagini archeologiche, riemergono dal sottosuolo, le fondamenta di una grande basilica paleocristiana cimiteriale di pianta circiforme.
La maggioranza degli studiosi, secondo le fonti storiche, ipotizzano possa essere quella realizzata da papa Marco, presso il fundus Rosarius inter Appiam et Ardeatinam.
Committenti e finanziatori
Stampe antiche