Storia del Monumento

Informazioni storiche artistiche sul monumento

Valutazione: ★ ★ 2 stella

Cronologia

1256: Per il carnevale vengono inaugurati i ludus Testaccie al Mons Palio del testaccio.

1470: Paolo II Barbo sposta i Ludus Testaccie del Carnevale alla via lata, presso il suo nuovo palazzo.

1670: Pietro Ottini e Domenico Coppitelli acquistano 200 canne di terreno adiacente al colle per aprirvi "grottini" destinati ad osterie.

24/9/1742: Editto in difesa del Monte dei Cocci di testaccio che vietava lo scavo e l’asportazione di terra e cocci, dannoso al buon mantenimento delle grotte per il vino e alla conservazione "di una antichità così celebre".

16/9/1744: Editto in difesa del Monte dei Cocci di testaccio che proisce il pascolo sull'altura.

3/6/1849: Comincia l'assedio francese di Roma. Il generale Oudinot attacca con le proprie truppe il versante del gianicolo. Non solo stava rinnegando un precedente trattato di alleanza ma addirittura aveva annunciato per il 4 giugno la data di riprese delle ostilità. Su monte dei cocci viene posizionata una batteria di artiglieria che da tale altezza prendeva agevolmente e insistentemente di mira i francesi accampati vicino alla Basilica di San Paolo fuori le mura.

1854: Durante le demolizioni dell'officina del Gas al Circo Massimo, i calcinacci ed i rifiuti asportati vengono scaricati nella zona del monte Testaccio.

1873: L'archeologo Heinrich Dressel avvia le prime rilevazioni archeologiche sul monte testaccio, con una catalogazione dei cocci e classificazione delle anfore sulla base dei bolli e dei tituli picti rinvenuti.

24/5/1914: Il parroco di Santa maria Liberatrice, don Luigi Olivares, sostituisce la croce lignea del monte testaccio, distrutta da un incendio, con una nuova in ferro.

1938: Iniziano gli scavi della testata sud est del Circo Massimo. Il materiale di risulta viene scaricato al Monte testaccio.

1989: Il professore Emilio Rodrìguez-Almeida dell'università Complutense di Madrid avvia una campagna di scavi e studi sulla sommità del Monte Testaccio.

Descrizione

Collina artificiale, costituita da strati ordinatamente disposti di cocci provenienti da più di 53 milioni di anfore olearie.

I vasi di terracotta, scaricati dal vicino porto fluviale sul Tevere, una volta svuotati dal contenuto e venduto sul mercato capitolino, venivano lì gettati.

L'accumulo attuale è di circa 36 metri sul piano e 54 a livello del mare, largo oltre 100 metri, per una superficie totale di circa 22000 metri quadrati che formano una sorta di triangolo scaleno con perimetro di circa 1490 metri.

Durante gli scavi effettuati sulla superfice del monte, è stato evidenziato che la maggior parte delle anfore proveniva dalle coste africane della Bizacena e dalla Betica psagnola (attuale Andalusia) datando il reperto più antico all'anno 144 e il più recente al 251.

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