Informazioni storicheData: 1895
Codice identificativo monumento: 513
CronologiaAd un anno dalla morte di Garibaldi, il Consiglio comunale di Roma stanzia una somma di lire 80.000, individuando nel Gianicolo, dove si era combattuto per la difesa di Roma, il luogo dove erigere il monumento all'eroe del Risorgimento.
Viene istituita una commissione costituita dagli artisti Monteverde, Boito, Rosa e Morelli e da alcuni parlamentari, presieduta dal Presidente del Consiglio Depretis, deputata a redarre il bando di concorso nazionale per la realizzazione di un monumento a Garibaldi.
Si stabilisce che il monumento dovrà essere composto da un importante basamento sormontato da una statua bronzea di Garibaldi in piedi o a cavallo, indicando come luogo il giardino di San Pietro in Montorio. La scadenza per la presentazione dei progetti è fissata per settembre del 1884.
Al palazzo dell'Esposizione si svolge l'esposizione dei progetti proposti per il Concorso del Monumento dedicato a garibaldi, da erigersi sul Gianicolo:
« Tra i tanti concorsi per monumenti visti da alcuni anni è uno dei migliori. L'anonimo del numero d'ordine e del motto che sostituisce la firma, non impedisce lo accorgersi che vi abbiano partecipato i nostri migliori scultori. I concorrenti sono cinquantacinque. Concetti volgari, naturalmente, non ne mancano, ma in molti la bontà del lavoro di stecca, e qualche bella trovata parziale compensano: qua è il cavallo, là la figura dell'eroe, in un altro bozzetto un gruppo accessorio, in un altro una statua secondaria o un bassorilievo.
Sino dall'apertura delle sale del palazzo dell'Esposizione, in via Nazionale, l'attenzione del pubblico e degli intendenti d'arte, scorrendo più o meno insoddisfatta sui quarantotto bozzetti, si concentrò sui tre che portano i numeri 28, 29 e 16. Il primo è di Ettore Ferrari, il secondo, di Emilio Gallori, il terzo di Ettore Ximenes e dell'architetto Guidini.
La riproduzione grafica dei tre bozzetti, sui quali tutti sono persuasi ridursi la gara dei concorrenti, dispensa dal descriverli parte a parte.
I due primi nella disposizione generale, ripetono, rialzato su di un impianto di scaglioni, zoccoli e gradini, l'insieme del monumento Colleoni, arricchito di gruppi e masse scultorie; il terzo impiega, con novità di disposizione generale, la piramide, ossia la più antica e naturale forma monumentale usata dagli uomini, non per sola commemorazione funeraria, come credono taluni, ma a ricordo di avvenimenti memorabili sino dai tempi più remoti.
In tutti e tre c'è la statua equestre di Garibaldi, e sculture accessorie per adornarne la gloriosa vita, dedicata al trionfo della libertà nei due emisferi. Il Gallori svolge il concetto della vita dell'eroe, con un misto di realtà e di allegorie, simboleggiando sui lati l'America e l'Europa, senz'altro che accenni alle memorabili azioni dell'eroe in queste due parti del mondo, e mettendo sulla testata due combattenti garibaldini, incoronati dalla classica Roma nel peplo antico. Le targhe distribuite sullo zoccolo portano i nomi delle battaglie combattute da Garibaldi.
Il monumento di Gallori così accenna in emblema, non racconta, le gesta del cavaliere dell'umanità.
Il bozzetto di Ferrari commemora le azioni eroiche di Garibaldi con alcune rappresentazioni reali dei momenti supremi della sua vita, distribuendo sui quattro lati i gruppi che si riferiscono all'America, a Roma, a Sicilia e Napoli, a Francia. In questo particolare il bozzetto Gallori che varia i livelli e collocamenti dei gruppi di testata e di fianco, è preferibile, come meno sistematico, a quello del Ferrari, dove tali gruppi si trovano su una sola linea nella ripetizione delle stesse luci. Nel bozzetto Ferrari un cenno simbolico è dato dall'ara antica posta sul dinanzi nel basamento: idea che può dar luogo ad un equivoco, indicando anzichè il concetto del sacrificio alla patria, l'ara dei sacrifizi da offrirsi appiè di un nume. Il simbolo suggerì anche la rappresentazione di otto leoni, e due rostri di nave, questi per segno che Garibaldi fu pure grande guerriero sul mare e navigatore.
Nel terzo bozzetto, Ximenes Guidini, non c'è di allegorico che un leone per lato; la vita dell'eroe è narrata da capo a fondo senza simboli nella grande fascia in bassorilievo coi fatti che la segnalarono: dai combattimenti d'America ai funerali di Caprera. È una compiuta storia in lingua plastica, accessibile a tutti, come la spirale della colonna Trajana: la glorificazione di Garibaldi nei suoi fatti reali, — e sotto questo rispetto il progetto Ximenes-Guidini ci sembra, senza confronti, preferibile agli altri due. Tuttavia questa sola prevalenza non può determinare la scelta.
Per giudicare della convenienza di un monumento è necessario ricordare il luogo dove sarà collocato. Il monumento a Garibaldi sorgerà sul monte Gianicolo, fuori della città; su quel monte illustrato dalla difesa di Roma contro i francesi nel 1849, dove i pochi respinsero i molti, duce però Garibaldi, come osserva il Bersagliere citando la lapide di Villa Medici, e dove si compirono a quella difesa atti di valore degni del nome romano.
Quale dei tre è più adatto a figurare sulla cima dell'alto monte glorioso?
Ciascuno dei tre bozzetti ha una espressione netta, un carattere proprio spiccato, che manifesta la valentia dei tre concorrenti e spiega la superiorità a questi accordata su tutti gli altri progetti, benchè presentino pure dei particolari da modificarsi. Quello di Gallori esprime la quiete, l'eleganza, la gentilezza.
Tali qualità esclusivamente emergenti non ci sembrano le più consone alla grande e sovente terribile epopea garibaldina. Quello di Ferrari esprime l'animazione, il moto, e il gruppo equestre è indubbiamente efficace, pieno di vita e di slancio; ma il terzo, che esprime la potenza e l'imponenza colla grandiosità, è il più adatto, diremmo l'unico adatto, ad alzarsi non su una piazza circondata da altri edifici, ma isolato a coronare maestosamente la cima del monte sacro alla gloriosa difesa di Roma: perchè è il solo che può mantenersi grande nell'isolamento d'una altura all'aperto, dove ogni altro monumento impicciolirebbe nell'effetto, pel contrasto dei grandi movimenti del terreno, delle masse montuose e degli sfondi grandiosi.
Il monumento Ximenes-Guidini è destinato ad avere 40 metri d'altezza. Gli altri hanno poco più delle dimensioni del Garibaldi a cavallo che occupa maestosamente la fronte della piramide; esso sul Gianicolo formerebbe la cima dell'altura, si immedesimerebbe col monte e tanto bene, che il monumento effettivamente verrebbe a comporsi della parte più elevata del monte e della grande piramide che ne sarebbe il vertice decorato. Questo concetto grandioso non appartiene a Ximenes e Guidini, ma allo stesso Garibaldi. Aveano anch'essi ideato un bel monumento sulle traccie consuete, — e del quale pure diamo pure uno schizzo, — ma ne pensarono un altro già sognato dall'eroe che non ebbe in sua vita se non pensieri grandiosi.
Questo sogno di monumento, è Garibaldi che lo racconta nel suo libro I Mille colle seguenti parole: "Ma portento! mentre io era assorto in tante e sì dolorose meditazioni, io contemplai una folla di Romani innalzare sul Gianicolo un tumulo somigliante a quelli che adornano le alture di Morat e di Maratona, e lo vidi coprirsi d'una piramide. Sui lati della piramide scorgevansi molti nomi, e in lettere cubitali, degli eroi caduti per l'Italia."
Che nomi! dicevo fra me, e mi pavoneggiavo d'essere stato fratello d'armi di quei prodi. Se Garibaldi facesse parte della Commissione, vedendo così grandiosamente svolta la sua idea, c'è da scommettere mille contr'uno che darebbe vinta la gara alla piramide. Ma Garibaldi non interverrà alla seduta della Commissione: non possiamo quindi esser sicuri se sulla cima del Gianicolo vedremo, come sarebbe il nostro desiderio, verificato il sogno dell'Eroe dei due mondi e alzarsi su di esso maestoso il progetto Ximenes-Guidini, che anche a noi sembra il più adatto allo scopo, senza far torto al merito indiscutibile degli altri due. »
Intrapresi gli sterri per la fondazione del monumento a Garibaldi sul Gianicolo, è tornato in luce alla profondità di m. 2,50 un antico muro laterizio, largo m. 2,85, che traversa tutto il cavo per la lunghezza di m. 18.
Giuseppe Gatti.
In forma solenne, viene posta sull'alta vetta del Gianicolo la prima pietra del monumento nazionale a Garibaldi: "In terra, era scavata una fossa quadrata: di fronte a questa, sorgeva un padiglione ornato di bandiere nazionali per i Sovrani: d'intorno i palchi per gl'invitati. I Reali giunsero col generale Ponzio Vaglia e colla marchesa di Villamarina. Quasi tutti i ministri coll'on. Crispi, quasi tutti i vice ministri coll'on. Galli, i presidenti del Senato e della Camera, senatori, deputati e altre autorità intervennero alla solennità che ebbe principio alle ore 16.
Il sindaco pronunciò il discorso di circostanza, annunciando che il monumento all'Eroe dei due mondi sarà inaugurato nel 25° anniversario della riunione di Roma all'Italia. I Sovrani, l'on. Crispi ed il sindaco Ruspoli firmarono quindi la pergamena destinata ad essere rinchiusa nella prima pietra del monumento.
La pergamena è uno splendido lavoro artistico realizzato dal prof. Nestore Leoni di Aquila. Misura centim. 30 X 20 ed ha un contorno ornamentale stile Cinquecento, ove in quattro medaglioni sono gli stemmi di Savoia, Roma, Nizza, Sicilia. In alto a sinistra è la data della nascita (4 luglio 1807) ed în basso quella della morte (a giugno 1882). Internamente ricorre tutt'intorno un'altra fascia a fondo rosso con rabeschi d’oro, dove insieme agli scudi di Savoia ed a perle tricolori sono intramezzati dei medaglioni in cui sono indicati i fatti più importanti dell'epopea Garibaldina con le relative date.
La pergamena con analoga scritta fu chiusa in un tubo di cristallo insieme con tre monete una di 1oo lire d'oro, conio 1891, una di lire 5 d'argento conio 1891 della Colonia Eritrea e una da centesimi 1o di rame conio 1804: il tutto è stato chiuso in altro tubo di metallo ricoperto all'interno di velluto rosso. S. M. il Re ha introdotto la pergamena e le monete così racchiuse in un foro praticato în un macigno di travertino, prima pietra del monumento: e il foro fu chiuso da una piastra di piombo con l' effigie scolpita di Garibaldi, nella quale in lettere rosse si legge Prima pietra 19 Marso MDCCCVC, Monumento a Garibaldi I Reali hanno gettato la calce sul masso con una cazzuola d’argento e la pietra è stata calata nell'ultimo cavo preparato per le fondamenta.
Fu scelto lo storico Gianicolo a degna sede del monumento a Garibaldi, perchè fu là su quel colle che arse più ostinato e più glorioso il combattimento a difesa di Roma. Il monumento venne affidato per concorso allo scultore Emilio Gallori, fiorentino, ed è quasi finito (la fusione avviene nella Fonderia Nelli a Trastevere."
Celebrazioni per il XXV anniversario della Presa di Roma:
"Venerdì, l'Italia celebrerà il 25° anniversario della breccia di Porta Pia, di Roma nostra, di Roma capitale. Da più giorni, Roma è mutata. Nonostante il caldo, sì lavora dappertutto. Si accomoda la via Nomentana; si erige una colonna commemorativa della breccia di Porta Pia sul corso d'Italia; si terminano i lavori al monumento a Garibaldi sul Gianicolo; si approntano i monumenti a Cavour, a Minghetti, ai fratelli Cairoli, a Pietro Cossa: si apre il ponte Umberto; si sistema buona porzione dei Lungo Tevere; si puliscono le immagini degli uomini illustri che stanno al Pincio....
Fra gli adornamenti dell'eterna città primeggia il magnifico ponte Umberto che il 20 corr. verrà aperto alla circolazione: e con esso la colonna commemorativa di Porta Pia. Le associazioni liberali di Roma, riunite, deliberarono che la colonna commemorativa sia inaugurata venerdì 20, alla stessa ora în cui ebbe luogo la memoranda breccia, cioè alle ore 10 del mattino. Sulla colonna si poserà un statua della Vittoria in bronzo, opera dello scultore Giuseppe Guastalla, allievo del Ferrari (presso la breccia di Porta Pia, accanto a quelle già poste del 1871, verrà anche collocata una nuova lapide con il nome dei caduti)
Innumerevoli le feste che sono stabilite; fra cui i congressi: la gara generale di tiro a segno al Poligono; la luminaria, colla famosa girandola che, quest'anno, rappresenterà un monumento commemorativo dell’unità italiana; îl congresso ginnastico, il congresso delle cooperative, il congresso degli insegnanti, il congresso medico, il congresso militare...".
Inaugurazione ufficiale del Monumento a Garibaldi sul Gianicolo. "Fin dalle prime ore, il Gianicolo è preso d'assalto da centinaia di migliaia di persone. Da piazza del Popolo, parte il corteggio inaugurale delle associazioni militari, dei veterani, dei reduci, dei garibaldini, a suon di musiche, Le bandiere, le uniformi: svariate, variopinte, non si contano e formano un calcidoscopio fiammeggiante.
Sul Gianicolo, in un grande recinto, di fronte al monumento, sorge la tribuna reale, ornata d’aquile, d’orifiamme, di bandiere. Le altre tribune sono fitte di spettatori. Quando i Sovrani arrivano e quando appariscono nel padiglione, risuonano salve entusiastiche di battimani ed evviva, frammiste al fragor delle trombe che suonano la marcia reale. Si agitano i fazzoletti, i cappelli; le bandiere sventolano. La commozione è immensa, Ma, d'un tratto, si fa profondo silenzio; il Re a un cenno, s'ode uno squillo di tromba, cade il drappo bianco che avvolge il monumento, e questo apparisce nella sua sovrana bellezza, e un uragano d’applausi sale al tielo.
I garibaldini, colle camicie rosse, danno la scalata al monumento, deponendovi le bandiere intrecciate e le corone; poscia si dispongono sui varii piani del monumento, formando un insieme stupendo.
L'on. Crispi pronuncia un discorso in cui inneggia a Garibaldi, a Vittorio Emanuele e a Mazzini come fattori dell'unità d’Italia, e non pronuncia nemmeno il nome di Cavour, la cui volontaria omissione dispiace e irrita. Rileva il rispetto ond'è circondato il Pontefice, ne esalta il potere spirituale, e minaccia îl clero e il partito retrivo se non obbedirà alle leggi.
Il sindaco di Roma prende in consegna il monumento, pronuncia anch'egli un discorso, e fra nuovi applausi indicibili la cerimonia finisce. Con tanta folla e con tale slancio, neppure il più piccolo disordine."
Commemorazione del centenario della nascita di Giuseppe Garibaldi al Gianicolo con inserimento alla base marmorea del monumento, di una corona con dicitura nello sfondo “O Roma O Morte”. Per l'occasione Ettore Ferrari, gran maestro della massoneria, fa un discorso sul manifesto del progetto liberal democratico.
Il presidente degli USA Woodrow Wilson si reca in visita al Foro romano, accompagnato da Corrado Ricci.
Segue l'altare della Patria, il Colosseo, il Pantheon e il Monumento a Garibaldi ed una udienza con Papa Benedetto XV.
Il giorno seguente riparte per Genova.
Presentazione al Duce Mussolini e al Governatore Gian Giacomo Borghese, del progetto definitivo per la grandiosa sistemazione dell'area della Farnesina e delle falde del Gianicolo, in conformità del Piano regolatore generale dell'Urbe:
"...in occasione di un'adunanza della Classe delle Arti all'Accademia d'Italia, alla presenza del Governatore di Roma, di un gran numero di Accademici e di una rapresentanza della stampa, il Presidente Luigi Federzoni ha posto in rilievo le ragioni dell'iniziativa ed i caratteri salienti della sistemazione della zona in parola, plaudendo în modo particolare all'opera di Marcello Piacentini, il quale è riuscito a dare (come ha detto il Presidente) la prova più alta e convincente del suo eccezionale talento nel campo dell'urbanistica.
Ed ha anche ricordato e lodato, il lungo e intelligente lavoro compiuto dalla Commissione presieduta da Ugo Ojetti e composta degli Accademici Giovannoni, Marangoni e Pession. È giusto accennare che al progetto Piacentini hanno collaborato l'ing. Fuselli del Governatorato di Roma e gli ingegneri Jacopini e Massari dell'ufficio tecnico dell'Accademia d'Italia.
Dopo il breve discorso del Presidente dell'Accademia, Marcello Piacentini ha fatto un'ampia lucida e colorita illustrazione del progetto di sistemazione della zona, con l'ausilio di fotografie, di piante topografiche e di un grande plastico.
Da piazza della Chiesa Nuova si dipartirà un grande rettifilo che, attraverso il ponte Mazzini, salirà fino alla terrazza belvedere aperta in cima al colle Gianicolense, in mezzo a un succedersi di scenari architettonici che avranno una cornice e un fondale di verde, mentre l'accesso al Gianicolo assumerà un'aspetto imponente che ricorderà quanto Valadier fece in Piazza del Papolo e sul Pincio. Roma si arriechirà così di una nuova magnifica prospettiva.
Subito dopo il ponte Mazzini si snoderà sul declivio del colle, un ampio viale inquadrato da nuovi edifici. La caratteristica via della Lungara sarà mantenuta nella sua attuale direttrice, ma rialzata nel piano stradale. Ancora più in alto, dipartendosi dal grande viale di accesso, si biforcheranno due rampe, una delle quali sì inserirà nella nuova strada dal Gianicolo a San Paolo e alla zona dell'E. 42, e l'altra discenderà verso le poetiche pendici di Sant'Onofrio.
La nuova sistemazione impone la demolizione di case di poco conto e dell'edificio del carcere giudiziario di Regina Coeli, mette in valore gli edifici monumentali della Farnesina e di Palazzo Corsini, la cui facciata verso il colle ha un aspetto elegante e severo ad un tempo, e dà un nuovo accesso alla R. Accademia d'Italia da un viale di alberi dell'Orto Botanico.
Il progetto di massima comprende edifici per il Conservatorio di Santa Cecilia, per l'Istituto dell'Arte Drammatica, per la Sala dei grandi concerti sinfonici, per un Teatro all'aperto e forse per la Biblioteca Nazionale. Comprenderà anche un edificio per la Biblioteca di Archeologia e Storia dell'Arte, l'istituto fondato, da Corrado Ricci già a Palazzo Venezia e da poco trasferito in questa zona.
Attorno alla più importante istituzione della cultura quale è la R. Accademia d'Italia, dovrebbero sorgere quando il progetto sarà diventato realtà, enti culturali e artistici tali da formare di questo settore dell'Urbe la zona accademica per eccellenza.
In luogo adatto, quale sfondo al complesso architettonico, verrà collocata la fontana del Mosè, che per ragioni urbanistiche verrà spostata da Piazza S. Bernardo dove attualmente si trova e che nella nuova sede, verrà sistemata con opportuni, ampliamenti alle parti laterali in modo da renderla più proporzionata alla vastità dell'ambiente.
Ma la parte architettonica ed edilizia del progetto in discorso è subordinata all'importanza e alla vastità della zona arborea che deliberatimente si vuol lasciare protagonista di tutto il nuovo ordinamento, facendo assurgere la zona alla magnificenza delle ville tuscolane e tiburtine.
Parte essenziale del progetto è quindi l'utilizzazione, come parco pubblico, dell'Orto Botanico [...] di Villa Corsini, fatto risorgere a nuova Vita dal Pirotta nel 1885, ed ora affidato alle vigili cure dell'illustre prof. Enrico Carano, che l'insegnamento della botanica impartisce con l'ausilio anche del «giardino didattico» annesso alla Città Unversitaria, con la sistemazione ideata dal Piacentini potrà essere valorizzato e aperto al pubblico, mentre attualmento è si può dire, sconosciuto alla cittadinanza romana.
Il visitatore della zona, quando questa sarà opportunamente sistemata resa accessibile non soltanto a pochi privilegiati, sostando all'ombra delle palme e al murmure delle fontane e di cadute d'acqua, salendo la scalea cosiddetta garibaldina centro di uno degli episodi della gloriosa resistenza del '49, inoltrandosi poi lungo il viale che porta all’aerea terrazza da cui il monumento di Garibaldi e il monumento’ di Anita dominano il panorama dell'Urbe, respirerà il clima eroico di fasti memorabili, in cui Italia, nel brivido di un'ora sacra, ritrovava a Roma il suo cuore pulsante.
GIOVANNI BIADENE
Un fulmine colpisce il monumento a Garibaldi sul Gianicolo, provocando il crollo di un bassorilievo e crepe al basamento.
Il sindaco Roberto Gualtieri presenzia alla cerimonia di fine lavori per il restauro del Monumento a Garibaldi. Oltre a riparare i danni causati dal fulmine, per proteggere il monumento è stato installato un parafulmine basato sui principi della gabbia di Faraday.
Progetto
Gruppi e Istituzioni
Stampe antiche1940
Marcello Piacentini
Progetto di Sistemazione del Gianicolo
1895
Dante Paolocci
Posa della prima pietra del Monumento a Garibaldi
L'Illustrazione Italiana 1895
1895
Monumento a Garibaldi inaugurato al Gianicolo
L'Illustrazione Italiana 1895
1895
Dante Paolocci
Palco reale all'inaugurazione del Monumento a Garibaldi
L'Illustrazione Italiana 1895
1895
Dante Paolocci
Inaugurazione del Monumento a Garibaldi
L'Illustrazione Italiana 1895
1884
Progetto Ximenes Gumini per il monumento a Garibaldi
L'Illustrazione Italiana 1884
1884
Progetti Gallone e Ferrari per il Monumento a Garibaldi
L'Illustrazione Italiana 1884
1884
Monumento a Giuseppe Garibaldi
L'Illustrazione popolare