Informazioni generali

Informazioni storiche artistiche sul monumento

Valutazione: ☆☆☆★ ★ 2 stelle

Data: 1949 

Cronologia

23/1/1944: Arrestati dalla polizia tedesca i generali Simone Simoni e Dardano Ferulli, il maggiore Ugo de Carolis, il capitano Raffaele Aversa, i colonnelli Giovanni Frignani e Giorgio Ercolani, Verranno uccisi nella strage alle Fosse Ardeatine.

24/1/1944: Ugo Stame, comandante di Bandiera Rossa, di ritorno dal fronte di Nettuno č catturato dalle SS in piazza Mignanelli. Morirą alle Fosse Ardeatine.

25/1/1944: La Gestapo, informata da Mauro De Mauro, infiltrato nel movimento Bandiera Rossa, arresta in una latteria in via sant'Andrea delle Fratte Aladino Govoni, Unico Guidoni, Uccio Pisino, Ezio Lombardi, Tigrino Sabatini. Saraano uccisi nella strage alle Fosse Ardeatine. Tigrino Sabatini viene fuciltato a Forte Bravetta il 4 aprile.

26/1/1944: Viene arrestato Giuseppe Celani, funzionario all'Annona, che dirige l'organizzazione clandestina che distribuisce carte false per ottere le derrate alimentari razionate. Finiscono in carcere nello stesso giorno anche l'avvocato Placido Martini fondatore dell'Unione Nazionale Democratica italiana, l'avvocato Carlo Zaccaglini e Mario Magri. Saranno tutti uccisi nella strage delle Fosse Ardeatine.

28/1/1944: Arrestati dalla polizia nazista Guido Rattoppatore e Umberto Scattoni mentre preparano un attentato al ritrovo tedesco nell'albergo Aquila d'Oro. Rattoppatore verrą fucilato a Forte Bravetta, Scattoni morirą alle Fosse Ardeatine.

29/1/1944: In via Urbana vengono arrestati e denunciati alla Gestapo don Pietro Pappagallo e il tenente colonnello Roberto Rendina, a capo di un'organizzazione che aiuta i militari italiani e alleati e gli ebrei. Moriranno entrambi alle Fosse Ardeatine.

29/1/1944: Arrestato dalla Gestapo nella casa in via Licia 79, Gioacchino Gesmundo, redattore dell'Unitą clandestina. Forniva ai partigiani armi e soprattutto i chiodi a quattro punte per i sabotaggi. Sarą ucciso alle Ardeatine.

15/2/1944: Romualdo Chiesa, dirigente del movimento dei Cristiano Sociali che opera anche con Bandiera Rossa, č arrestato dalle SS nella zona di Ponte Milvio. Durante le torture viene accecato. Morirą alle Fosse Ardeatine.

24/2/1944: Arrestato Ferdinando Agnini, capo dell'organizzazione giovanile USI-Unione Studenti italiani. Morirą alle Fosse Ardeatine.

1/3/1944: La banda di Koch riesce a catturare Pilo Albertelli. Rinchiuso nella pensione Oltremare, tenta due volte invano il suicidio, gettandosi anche dalla finestra. Muorirą alle Fosse Ardeatine.

12/3/1944: Alberto Marchesi č arrestato nella sua osteria in via della Scrofa. Morirą alle Fosse Ardeatine.

17/3/1944: Il tenente della polizia Maurizio Giglio, (arruolatosi per avere la copertura nello svolgere compiti di informazione e di sabotaggio) viene arrestato presso il ponte Risorgimento mentre accede alllo stabilimento galleggiante dove ha istallato una ricetrasmittente in collegamento con il quartier generale alleato. Caduto nella mani di Pietro Koch, verrą atrocemente torturato senza svelare i nascondigli di Tompkins e dei suoi collaboratori. Morirą alle Ardeatine.

18/3/1944: Arrestati ufficiali e collaboratori del Fronte Militare Clandestino, tra questi il capitano Manfredi Azzarita e l'avvocato Giovanni Vercilio che saranno uccisi alle Fosse Ardeatine.

19/3/1944: Enrico Ferola, che produce nella sua officina i chiodi a quattro punte usati dai partigiani per i sabotaggi, viene arrestato dalla polizia di Koch. Morirą nella strage delle Fosse Ardeatine.

21/3/1944: Un gruppo di partigiani di Bandiera Rossa guidati da Franco Bucciano, preparano un' azione di guerriglia che deve portare alla liberazione di alcuni detenuti a Regina Coeli. Arrestati, Bucciano e altri moriranno alle Fosse Ardeatine.

22/3/1944: Il Tribunale Militare germanico e condannato a morte Gioacchino Gesmundo, Manlio Bordoni e Carlo Lucchetti di Bandiera Rossa. Muoriranno nella strage alle Fosse Ardeatine.

24/3/1944: Eccidio delle Fosse Ardeatine. 335 civili e militari italiani, prigionieri politici, ebrei o detenuti comuni, vengono trucidati presso le cave di tufo dell'ardeatina, dalle truppe di occupazione tedesche, come rappresaglia per l'attentato partigiano di via Rasella. Al termine della procedura di annientamento delle vittime, i soldati del genio tedeschi minarono gli accessi alle gallerie e fecero esplodere le cariche sbarrando le entrate. I destinati al massacro erano stati scelti tra i prigionieri di via Tasso, del III braccio di Regina Coeli e della pensione Oltremare, sede della polizia speciale di Pietro Kock. 285 da Kappler, 50 dal questore Caruso e da Koch per completare la lista su richiesta di Kappler. Dopo l'esecuzione, rifacendo il conto delle vittime, queste risultarono, per gli errori compiuti durante la selezione dei detenuti, 5 in piu' del previsto.

24/4/1944: Un gruppo di partigiani di Bandiera Rossa per commemorare i compagni uccisi alle fosse ardeatine, conquista l'ingresso della cava, disarma gli uomini della Polizia dell'Africa italiana, che erano stati posti di guardia allo scopo di impedire azioni commemorative, ed espone un cartello con scritto: I partigiani di Bandiera Rossa vi vendicheranno.

24/3/1949: Inaugurazione del monumento ai martiri delle fosse ardeatine.

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