Informazioni storicheCodice identificativo monumento: 5171
CronologiaI lavori per lo scavo del Canale della Vignola, eseguiti nelle adiacenze dell'antico Porto Traiano, hanno dato luogo alle seguenti scoperte.
Alla sezione 42 di detto canale, e precisai»«nte a m. 35,00 dai ruderi di un edificio rotondo attribuiti al tempio di Portuno, sono state ritrovate una ventina di antiche sepolture, alune intatte, altre guaste.
Le tombe erano di due tipi, o a grossi tegoloni di 0,75X0,45, alla cappuccina, o a grossi tubi di terracotta, innestati fra loro e contenenti il cadavere. Gli scheletri generalmente ben conservati, avevano a destra del cranio una piccola tazza o ciotola di terracotta.
Questo gruppo di tombe era chiuso ad oriente e ad occidente da robusti muraglioni paralleli, di l)uona maniera reticolata, misuranti m. 1,50 di spessore e distanti tra loro m. 35,00. Non si potè conoscere la lunghezza di tali muri, proseguendo sotto gli argini del canaio da ambo le parti. Unitamente a questi tumuli, è stata scoperta una quantità considerevole di cocci d'anfore, dolii, e grossi tegoloni con bolli notissimi dell'età traianea.
Tra le sezioni 46 e 40, si ritrovarono muraglioni di reticolato variamente orientati, e tumuli come quelli ora descritti, anfore infrante, tegoloni bipedali, e copiosa quantità di marmi. Ho notato diversi blocchi e frammenti di porta santa, tra quali uno colle cifre :
Si ebbero inoltre molti pezzi di cipollino, di cui un solo blocco misura m. 2,00 X 1,00 X 0,76; diverse scaglie e. pezzi di granito rosa e bigio; due colonne di granito rosa, l'una del diametro di m. 0,60, l'altra di m. 0,50. Non se ne conosce la lunghezza, restando ancora interrate al sommoscapo.
Verso la sezione 49, presso allo sbocco del canale della Vignola nella fossa Traiana sotto l'episcopio di Porto, oltre ad un centinaio di monete de' bassi tempi imperiali, fu ritrovata una calotta di elmo in ferro, una spada lunga m. 0,80, due punte di lancia parimenti in ferro, e un frammento d'iscrizione, che deve attribuirsi a Settimio Severo, come le altre ritrovate dal 1863 al 1809; nel qual periodo tutto l'antico porto Trajano fu scavato dal principe don Alessandro Torlonia.
Passando ora a fare qualche osservazione su queste scoperte, dirò che nei muraglioni ora rimessi in luce, e nei vasti ambienti che detti muraglioni formano, dobbiamo riconoscere i magazzini portuensi, costruiti da Trajano sulla sponda destra della sua fossa, e distinti in magazzini frumentarii, vinarii, olearii e marmorarii.
Dei primi tre danno contezza l'abbondanza dei cocci di dolii e d'anfore, da formarne quasi una collinetta, l'ultimo potrebbe essere quello, donde è uscita tanta dovizia di marmi e materiali.
Come poi i magazzini portuensi abbiano subita una metamorfosi, e sieno cioè divenuti necropoli, parmi non difficile a spiegare, se si considera, che negli ultimi tempi dell'impero, la città di Porto andò man mano perdendo della sua importanza commerciale; e che in conseguenza molti dei vasti e innumerevoli magazzini rimasero chiusi, ed abbandonati.
Quindi nulla di più facile, che fossero destinati per le sepolture, che i recenti scavi hanno disolterrate.
Luigi Borsari.
Stampe antiche1933
Pianta di Porto
1868
Pianta di Porto
1830
Luigi Canina
Pianta delle rovine di Porto
Indicazione delle rovine di Ostia e di Porto
1830
Luigi Canina
Tempio di Portuno a Porto
Indicazione delle rovine di Ostia e di Porto
1830
Luigi Canina
Pianta ricostruttiva di Porto
Indicazione delle rovine di Ostia e di Porto
1559
Porto di Traiano
Notabili antiqvita di Roma