Informazioni storicheData: 595 / 1939
Codice identificativo monumento: 518
CronologiaPapa Simmaco inaugura il sinodo dei vescovi riunito a San Pietro in vaticano, per decide sulle nuove norme per la successione papale: La nomina del successore deve competere di norma al vescovo in carica, in caso di morte improvvisa, all'ordo ecclesiasticus (Gli atti di questo sinodo si sono conservati ed anno aiutato a ricostruire la lista delle chiese presenti all'epoca a Roma): Aemilianae (Santi Quattro Coronati), Anastasiae (Sant'Anastasia al Palatino), SS. Apostolorum (Santi Apostoli), Byzantis o Vizantis (sconosciuta), Caeciliae (Santa Cecilia in Trastevere), Clementis (San Clemente), Crescentianae (San Sisto Vecchio), Crysogoni (San Crisogono), Cyriaci (di incerta identificazione), Damasi (San Lorenzo in Damaso), Equitii (San Martino ai Monti), Eusebi (Sant'Eusebio), Fasciolae (Santi Nereo e Achilleo), Gaii (Santa Susanna), Iulii (Santa Maria in Trastevere, identico al Callixti), Lucinae (San Lorenzo in Lucina), Marcelli (San Marcello al Corso), Marci (San Marco), Matthaei (San Matteo a via Merulana), Nicomedis (San Nicomede in Via Nomentana), Pammachii (Santi Giovanni e Paolo), Praxedis (Santa Prassede), Priscae (Santa Prisca), Pudentis (Santa Pudenziana), Romani (sconosciuto), S Sabinae (Santa Sabina), Tigridae (incerto, forse Santa Balbina all'Aventino), Vestinae (San Vitale, Valeria Gervasio e Protasio ), S Laurenti (San Lorenzo in Panisperna).
Il Cardinale Pompeo Arrigoni, titolare della chiesa di Santa Balbina, intraprende alcuni lavori di restauro in vista del Giubileo, incaricando il pittore Anastasio Fontebuoni di decorare l'Abisde e l'Arco di Trionfo.
Sotto consiglio di Francesco Saverio de Mérode, Papa Pio IX chiede a Mons. Vittore Scheppers di trasferire un gruppo di Fratelli di Nostra Signora della Misericordia in Italia, per affidare ad essi una prima opera giovanile presso la chiesa e il terreno di Santa Balbina, dove viene istituito un riformatorio per la rieducazione dei minorenni delinquenti. La struttura educativa si trasformerà nella scuola Pia, dove vengono trasferiti i giovani detenuti già ospitati nel riformatorio di Via Giulia.
Su invito del direttore generale delle Carceri Garroni, i fratelli della congregazione di Nostra Signora della Misericordia, abbandonano la Casa di Santa Balbina in ragione dell’entrata in vigore di un nuovo ordinamento relativo ai locali abitati da religiosi.
Il Convento di Santa Balbina viene acquistato da Aniello Francesco Saverio Maresca per essere destinato a rifugio per ex-prostitute convertite, con il nome di Istituto di Santa Margherita, retto dalla Monache Agostiniane.
Il Convento di Santa Balbina viene adibito ad ospizio per anziani, affidato alle Suore Francescane dei Sacri Cuori:
"Anzitutto si presenta sott'occhio il guarda roba che serve pure di sala di lavoro, situato al secondo piano dal lato di occidente. È una vasta sala, dove sono depositati i diversi lavori che si fanno nell' Ospizio: tessuti, ricami, tappezzeria, arredi sacri ecc. Qui ancora trovasi la ragioneria. Gli avventori che vengono per comprare lavori dell' Ospizio, e dare delle ordinazioni. Una suora è sempre lì per la vendita degli oggetti, e per la registrazione dell' esito e dell' introito. Diverse ragazze aiutano la suora e curano le spedizioni.
Il primo cortile è molto spazioso. Nel mezzo vi è un bel giardinetto di fiori. Anticamente serviva di Cimitero all' attigua chiesa di S. Balbina e ancora attualmente vi è il deposito delle ossa.
Il lato a settentrione tiene cinque piani. Nel pianterreno vi è il lanificio a vapore, ove si fanno panni, saie, coperte di letto e ogni sorta di tessuti in lana. Questi tessuti si vendono a beneficio dell' Ospizio, specialmente ai luoghi pii, ospedali ec. e si spediscono in Italia. Si preferisce l' acquisto di esse stoffe per la sicurezza della lana tutta nuova e delle migliori qualità. Nel primo piano sopra il pianterreno vi è il primo refettorio, ove mangiano ordinariamente più di cento ragazze; e la cucina, questa fu scavata dal P. Simpliciano nel terrapieno, e nello scavare furono trovate le mura di Roma fatte da Servio Tullio. Il padre Simpliciano ha lasciato le traccie di esse mura per illustrazione della Archeologia.
Nel secondo piano vi è il dormitorio delle giovani riabilitande. Nel terzo il dormitorio delle pericolanti, e nel quarto il dormitorio delle orfanelle abbandonate. Dal lato dell' Oriente di questo primo cortile, al pian terreno vi è la porteria, il parlatorio e la scuderia; al primo piano vi sono quattro refettori, per le suore, per le orfanelle, per le anziane, e le dispense. Questo lato è ancora da terminarsi. Il P. Simpliciano tiene già fatta la pianta, e aspetta una provvidenza per mettere mano ai lavori. Questi terminati, l' Ospizio acquisterà il posto per altri cento letti.
Dal lato dell' Occidente a pianterreno vi è il forno, chè il pane per la Comunità si fa in casa, il magazzino dei tessuti, e la grotta per la conserva del vino. Al primo piano avvi la sala di ricevimento, quella del pianoforte, l' officina della sacristia, e diverse camere. Nel secondo piano il guardaroba e il quartiere del Direttore.
Nel terzo piano vi è il Dormitorio delle Suore. Nel secondo cortile vi è pure un bel giardinetto di limoni con un grande vascone di acqua nel mezzo.
Nel fabbricato attorno al giardino vi sono tutte le officine di lavorazione per le ricoverate che si occupano secondo la loro compressione, e inclinazione. All' Occidente vi è una vasta lavanderia. Si prendono ad imbiancare panni da Alberghi, Collegi, Comunità religiose, privati ec.
A Settentrione vi è la stiratoria, la scuola di ricamo, la sartoria in bianco, la sartoria degli arredi sacri per Chiese. La scuola di ricamo è riuscita perfetta e si ricamano per lo più in oro e in seta arredi sacri, si assetta qualunque lavoro di sartoria. Al secondo piano di questo lato vi è l' infermeria, divisa pure secondo le classi delle ricoverate. Da essa infermeria si vede il panorama di Roma.
Dal lato dell'Oriente vi è la tessitoria ove più di venti telai tessono lana, lino e cotone. Questi tessuti si portano in guardaroba ove si vendono. Nel primo piano è posto il Dormitorio delle Suore Margheritine, e nel secondo diverse camere per Signore pensioniste.
Presentiamo pure la veduta dell'Ospizio dalla parte dell' Occidente, cioè dalla vigna. Questa posta tutta sulla sommità della collina, detta falso Aventino, bella e spaziosa, occupa un' area di 34,000 metri quadrati. Da questa vigna l' Ospizio ricava gli erbaggi per la Comunità, frutti e vino. La sua posizione elevata la rende amena e deliziosa. In essa passeggiano le ricoverate nelle ore di ricreazione: vi si vede una bella torre medioevale. Questo lato del fabbricato dalla parte dell' Occidente è lungo m. 120, e dalla parte del Settentrione m. 40. Quivi è un fabbricato staccato ove trovasi la vaccheria, diversi magazzini, il granaio, il deposito delle lane, e il gallinaio.
La veduta dell'Ospizio dalla parte dell' Oriente è pure bella e attraente. Ad un angolo si vede la Chiesa di S. Balbina, la fabbrica da terminarsi ancora, e il nuovo fabbricato fatto dal P. Simpliciano dov' è la grande terrazza ad uso di stenditoio per asciugare al sole la biancheria messa in bucato...
Prima di chiudere queste poche memorie sopra uno dei più grandi e benefici Ospizi di Roma, diremo che esso era già un convento di religiosi che officiavano la contigua chiesa: poscia fu fatta casa di correzione dei ragazzi discoli minorenni; e da ultimo acquistatolo il P. Simpliciano dal Rmo Capitolo Vaticano, a cui fu donato tempo addietro dal Romano Pontefice, come dote della Cappella Giulia.
Dovendo sloggiare l'Ospizio di S. Margherita da Marmorata a motivo del Quartiere Testaccio ivi in fabbricazione, venne indicato al P. Simpliciano lo stabile a S. Balbina rimasto vuoto per il trasferimento dei discoli a Tivoli. Esso trovatolo adattatissimo al suo scopo trattò l'acquisto col R.mo Capitolo Vaticano. Ne fu stabilito il prezzo in lire 70,000 e ne fu fatta la minuta del contratto. Abbisognava che il Ministro di Grazia e Giustizia autorizzasse la vendita per trattative private.
Esso non volle e ne fu esposta la vendita all' Asta pubblica. Ferveva allora in Roma la febbre edilizia, e concorsero all' asta i più grandi speculatori dell' epoca; e lo stabile che era stato convenuto per lire 70 mila tra il P. Simpliciano e il R.mo Capitolo Vaticano fu portato dai concorrenti a 176 mila lire. Aggiunte a questa cifra le maggiori spese di registro, il P. Simpliciano dovette sborsare sul detto fondo la somma di lire 187 mila. Per pagare le quali fece un mutuo con la società immobiliare e versò tutto insieme il prezzo dello stabile.
Trovato il fabbricato mal ridotto per le acque che dalle terrazze erano discese sino ai piani terreni dovette subito por mano ai ristauri. E quantunque il locale fosse vasto abbastanza non fu trovato sufficiente allo scopo e perciò incominciò il prelodato Padre la nuova fabbrica.
Questa nuova fabbrica unita alle spese di restauri e al prezzo dello stabile costò al P. Simpliciano cinquecento mila lire. Donde venne tutto questo danaro? Dalla Divina Provvidenza. E così spera di avere il resto per terminare le fabbriche stesse. Merita qui una lode speciale l' egregio sig. Dott. Cav. Luigi Salucci che fin dalla fondazione con vero spirito di carità cristiana presta gratuitamente l' opera sua a vantaggio delle ricoverate nell' Ospizio."
Progetto
Committenti e finanziatori
Opere d'arte e decorazioni
Cardinali Titolari
Sepolture presenti
Gruppi e Istituzioni
Stampe antiche1927
Santa Balbina, pianta prima del restauro
1927
Santa Balbina, pianta dopo il restauro
1927
Santa Balbina, pianta prima del restauro
1914
Sistemazione della Passeggiata Archeologica
L'Illustrazione Italiana 1914
1874
John Henry Parker
Church of S. Balbina on the Aventine
The Archeology of Rome
1874
John Henry Parker
Spaccato di Santa Balbina
The Archeology of Rome
1874
John Henry Parker
Plan and Section of the Valley between the Aventine and Caelian
The Archeology of Rome
1840
Paul Marie Letarouilly
Prospetto di Santa Balbina
Edifices Modernes de Rome
1840
Paul Marie Letarouilly
Pianta di Santa Balbina
Edifices Modernes de Rome
1835
Achille Pinelli
S. Balbina
1835
Giovanni Battista Cipriani
Santa Balbina
Itinerario figurato degli edificij più rimarchevoli di Roma
1809
Josephus Augustus Knip
Bagni di Caracalla
1753
Giuseppe Vasi
SS. Nereo e Achilleo
Delle Magnificenze di Roma antica e moderna - Libro III
1588
Girolamo Francino
Basilica di S. Balbina
Le cose maravigliose della citta di Roma