Storia del Monumento

Informazioni storiche artistiche sul monumento

Descrizione

Così chiamato per la famiglia ultima proprietaria dei terreni. Una frammento di epigrafe andata perduta ma ricordata da Pirro Ligorio nel ‘500, recava il nome di un Q. Cornelius. Presenta una struttura architettonica tipica di II secolo d.C.: Circondato da un muro che lo lasciava visibile dalla strada, due piani sopraterra e la camera sepolcrale sotterranea; all’esterno decorazioni architettoniche fittili dipinte; l'interno coperto da volte affrescate e stuccate. Esternamente si configura come un imponente parallelepipedo rivestito in laterizi rossi e gialli, sormontato da una copertura a doppia falda con frontoni sui lati brevi. Sul lato nord una finestra illumina il piano superiore. Il buono stato di conservazione dei prospetti esterni permette di apprezzare le decorazioni architettoniche intagliate nel laterizio che caratterizzano capitelli, cornici, aperture e frontoni. Indagini del 1998 hanno rivelato come queste modanature fittili fossero impreziosite da rivestimenti pittorici dalle tinte rosso, giallo e blu. L’ingresso al piano terra e al primo piano avveniva per mezzo di una porta, inquadrata da soglie di travertino, che si apre sul fronte principale, opposto alla via Latina. Una scala esterna, permetteva invece l’accesso alla camera sepolcrale sotterranea, illuminata e areata da una feritoia. L'ambulacro, pavimentato con tessere di mosaico bicromo, venne usato per numerose sepolture. Circonda l’ipogeo a forma di “L” e che presenta pareti articolate in arcosoli e nicchie rivestiti da stucchi decorati con ovoli e palmette. Nell'ambiente furono trovati un sarcofago con scene del mito di Protesilao e Laodamia (ai Musei Vaticani) e, recentemente i resti di 40 individui deposti su letti funebri sovrapposti. Il piano terra è costituito da una sala rettangolare destinata alle sepolture, nelle cui pareti, molto articolate, si aprono numerose nicchie, alcune delle quali inquadrate da lesene sormontate da timpani; la parete di fondo era caratterizzata invece dalla presenza di un’edicola con tetto a spiovente, probabilmente dedicata alla memoria dei deposti. Tramite una scala si accedeva alla camera superiore, dove si svolgevano i riti dedicati ai defunti. La copertura con volte a crociera rialzata era rivestita da notevoli affreschi e decorazioni in stucco. Su uno sfondo monocromo rosso è possibile apprezzare partiture definite da sottili cornici campite da bande azzurre e arricchite da figurine di personaggi umani, vittorie alate su bighe con amorini, uccelli e animali marini. Anche le pareti erano riccamente decorate: su sfondi architettonici si stagliano figure femminili danzanti. Purtroppo l’apparato decorativo è andato per buona parte perduto.

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