Informazioni storicheCodice identificativo monumento: 546
CronologiaSecondo la Passio Sancti Sebastiani, nell'ippodromo del Palatino, per ordine di Diocleziano, San Sebastiano viene martirizzato con la flagellazione. Il suo corpo viene poi gettato nella Cloaca Maxima. Il corpo viene raccolto sul Tevere dalla matrona Lucina, che lo trasporta sino alle catacombe sulla via Appia.
Scavi nel Foro effettuati dall'architetto e topografo Pietro Rosa, portatono alla luce il tracciato della Cloaca Massima tra la Via della Salara Vecchia e la Marrana di San Giorgio. Il condotto viene in parte ripulito dal fango e dalle macerie che lo ingombravano.
Nei lavori per la sistemazione del Tevere urbano, durante il mese di maggio, si proseguì nella demolizione dei muri medioevali sulla sponda destra del fiume presso il ponte Emilio, e sulla sinistra in direzione della casa detta di Cola di Rienzi: altri muri medioevali furono pure abbattuti presso l'isola tiberina, senza che ne risultasse alcun oggetto meritevole di ricordo.
Giuseppe Fiorelli.
La mattina del 3 marzo, presenti il ministro Coppino, il senatore Fiorelli direttore generale degli scavi, il prof. Rodolfo Lanciani topografo di Roma antica per eccellenza, il duca Leopoldo Torlonia consigliere municipale, le acque del Colosseo venivano immesse per un canaletto dal bacino alla antica fogna ripristinata e quindi nel nuovo tratto di fognone che dall'Arco di Tito giunge al Tevere percorrendo una lunghezza di metri lineari 1192.
Nella casina del prossimo Orto botanico (così chiamato secondo il solito perchè è giardino e non orto, e non ha nulla di particolarmente botanico) erano esposte quella mattina parecchie tavole acquerellate di piani, di rilievi e di sezioni, eseguite con molta cura dallo stesso ingegnere Narducci e molto importanti specialmente sotto l'aspetto archeologico. Percorrendo più d'un chilometro qualche metro sotto il piano attuale di quella parte di Roma, che fu il centro di Roma antica, il Narducci ha fatte delle scoperte degne di tutta l'attenzione degli studiosi.
Il nostro Paolocci ha riportato nel suo disegno alcune delle sezioni disegnate dal Narducci; ha riprodotto 12 grandi vasi ritrovati negli scavi fatti e le cifre che si veggono sull'orlo di questi vasi.
Dalle scoperte del Narducci e dalla relazione fattane da lui stesso si può dedurre: Che fino dall'epoca di Tarquinio Prisco esistevano delle condutture in piombo per l'acqua potabile; Che le strade della città erano a quell'epoca (più di 600 anni avanti Gesù Cristo) ad un livello inferiore di 9 metri a quello dell'attuale piano stradale; Che la strada lungo la quale passava la conduttura scoperta fu tagliata quando furono costruiti il Circo Massimo e la Cloaca Massima, cominciati 599 anni avanti Cristo e terminati 80 anni dopo; Che fino dall'epoca dei Re esisteva un regolato sistema di cloache per lo scolo delle acque; mentre nell'anno di grazia 1879, Roma moderna non ha un sistema regolare di fogne; inconveniente del quale non è necessario convincersi con i proprii occhi, bastando spesso il semplice naso; Che questo sistema di Cloache de' tempi dei Re venne guastato ed interrotto dalle costruzioni successive, ordinate spesso a capriccio degli imperatori, di modo che le acque raccogliendosi in questa parte bassa, e specialmente intorno al Colosseo, resero il luogo malsano fino dai tempi di Nerone.
Lo scolo dell'Anfiteatro Flavio era fatto con diversi ordini di chiaviche in comunicazione fra loro che immettevano nelle cloache destinate a raccogliere le acque dei sotterranei e collocate nella direzione dell'asse maggiore.
I nuovi lavori sono costati di molto. Ma la loro importanza, non solamente archeologica, è anco igienica. Le vicinanze del Colosseo, benchè non siano più una palude come ne' bassi tempi, pure avevano reputazione di essere poco salubri. Certo che le acque che vi stagnavano fino a pochi giorni sono non potevano produrre esalazioni benefiche. Ora il più è fatto: e tolta quasi del tutto la causa dell'insalubrità, cesseranno gli effetti.
Speriamo che si penserà anche a sistemare in qualche modo il piano del Colosseo, e vi possano tornare a passeggiare nei silenzi di una notte stellata le coppie innamorate senza pericolo di trovarsi ad un tratto in fondo ad una cloaca a verificare personalmente la solidità e la durezza delle costruzioni di 1800 anni sono.
Scavi al Foro di Nerva riportano alla luce il primo tratto della Cloca Massima.
Inaugurazione del nuovo Ponte Palatino:
"Nel nostro numero dell'8 novembre 1885 demmo già un accenno di questo nuovo ponte da costruirsi in Roma, in sostituzione dell'antico Ponte Rotto o Palatino, per mettere in comunicazione diretta i centri popolosi di Via Montanara e di Piazza dei Cerchi col quartiere di Trastevere e con la sua nuova stazione ferroviaria.
Il progetto studiato per conto dell'Ufficio del Tevere, è dell'ingegnere del Genio Civile, signor Augusto Polidori il quale è stato poi il direttore dell'intera costruzione.
I lavori principiati nel novembre 1886 sono terminati coi primi di quest'anno. Essi vennero assunti dall'Impresa Ischokke e Terrier, la quale cedette, alla sua volta, tutti i lavori della parte in ferro all'Impresa Italiana di Costruzioni metalliche.
Nel suo complesso il nuovo ponte è largo 20 m. come il ponte Garibaldi, e consiste in sei grandi travate continue, parallele, tutte sottoposte al piano stradale. Queste sei grandi travate oltre che sulle spalle estreme poggiano su quattro pile intermedie, disposte a ventaglio, per passare gradatamente dall'obliquità d'una spalla a quella dell'altra, e per assecondare i filoni dei due rami del fiume che dopo oltrepassata l'isola Tiberina tendono a riunirsi su uno solo. Sull'asse queste pile sono presso a poco equidistanti fra di loro m. 32 per cui l'intera lunghezza del ponte da spalla a spalla, risulta all'incirca di m. lin. 160.
Le fondazioni furono eseguite col sistema dell'aria compressa, adottato ormai generalmente per tutti i lavori della sistemazione del Tevere.
Le parti in vista delle murature vennero costruite in travertino della cava del Barco presso Tivoli, la stessa che all'epoca dei Romani fornì i blocchi pel Colosseo e per gli altri grandi monumenti della città. Di questo materiale furono fatti anche i lavori di finimento più delicati, come i cappelli delle pile, e i parapetti delle piazzette in corrispondenza delle spalle.
Le parti in vista delle travate furono decorate con cornici e colonne in ghisa, che pur lasciando alla costruzione il suo carattere moderno di opera in ferro le hanno dato un'impronta grandiosa quale si conviene ad un ponte nell'interno di una città come Roma.
Compresi i marciapiedi in asfalto, eseguiti dalla ditta Parboni, e la pavimentazione della carreggiata in legname, eseguita dalla ditta Trémont, il costo dell'intera costruzione non supera due milioni.
È sperabile che il Comune pensi ora a sistemare le strade d'accesso onde tanto denaro speso e simile opera grandiosa diventino di vera utilità pubblica.
Con la sistemazione della sponda anche la celebre Cloaca massima ha cambiato d'aspetto, essa rimane ora incorniciata da un grandioso arco che sostiene il Lungotevere — e il tempio di Vesta, che godesi intiero dalla piazza della Bocca della Verità, vedesi dal ponte tagliato a metà per l'alzato livello delle sponde."
Committenti e finanziatori
DescrizioneÈ la più antica fogna ancora funzionante al mondo. Ha origine nella valle della Suburra per poi attraversare l'Argileto, il Foro, il Velabro, il Foro Boario, per poi scaricare nel Tevere nei pressi di Ponte Emilio.
Il condotto esplorato nel Foro di Nerva ha un'altezza di circa 3 metri (10 piedi romani), con il pavimento a circa 12 metri sotto il livello stradale moderno (ossia circa 6 metri sotto il livello antico).
Un primo tratto in tufo rosso dell'Aniene è forse databile all'età augustea, mentre la sezione al di sotto del Foro ha pareti in cementizio e volta in blocchi di peperino. Il tratto sotto la Basilica Emilia, in travertino e tufo dell'Aniene, è probabilmente contemporanea alla costruzione della basilica stessa (tra il 55 e il 34 a.C.).
Sotto il Foro Romano, per sopperire alla minore altezza, il condotto procede in due gallerie parallele. Realizzate in opera incerta e in opera reticolata, sono databili alla tarda età repubblicana. Sono comunque presenti anche resti più antichi che potrebbero risalire alla costruzione originaria, realizzati in cappellaccio e con tracce di falsa volta di copertura.
Il percorso prosegue attraversando il Velabro dove è presente un condotto in cementizio del I secolo d.C. che sostituisce con una modifica del percorso, uno più antico del IV secolo a.C., coperto con lastre di cappellaccio disposte a cappuccina.
Presso i resti del Ponte Rotto, si trova ancotra oggi l'antico sbocco della Cloaca, costituita da un arco a triplice ghiera di conci in pietra gabina.
Stampe antiche1897
Pianta della Basilica Giulia
Rovine e scavi di Roma antica
1896
Ettore Roesler Franz
La cloaca Massima
Roma sparita
1890
Dante Paolocci
Nuovo Ponte palatino sul Tevere
L'Illustrazione Italiana 1890
1890
La Cloaca Massima dalla Salara vecchia al Foro di Augusto
Bullettino della Commissione Archeologica Comunale di Roma
1865
Paolo Cacchiatelli
Ponte Senatorio
Le Scienze e le Arti sotto il pontificato di Pio IX
1851
Luigi Canina
Veduta del ponte Emilio
Gli edifizj di Roma antica - Volume IV
1828
Luigi Rossini
Veduta del Campidoglio dal Tevere
I sette colli di Roma antica e moderna
1825
Bartolomeo Pinelli
Veduta del colle Capitolino
Vedute dei sette colli di Roma
1823
Luigi Rossini
Veduta del Tevere presso la Cloaca Massima
Raccolta delle piu interessanti vedute di Roma antica
1823
Luigi Rossini
Veduta del Campidoglio dal Tevere
Raccolta delle più interessanti vedute di Roma antica
1818
Pietro Parboni
Ponte Palatino e Sbocco della Cloaca Massima
Raccolta de monumenti più celebri di Roma antica
1763
Veduta della Cloaca Massima
Accurata e succinta descrizione topografica delle antichità di Roma
1761
Giovan Battista Piranesi
Orthographia reliquiarum Pulcri Litoris
Della magnificenza ed architettura de romani
1756
Giovan Battista Piranesi
Muro lungo la riva del Tevere
Le Antichità Romane - Tomo I
1747
Giovan Battista Piranesi
Veduta delle antiche costruzioni fatte da Tarquinio il superbo
Vedute di Roma
1666
Lievin Cruyl
Sancta Mariae Solis
Prospectus Locurum Urbis Romae Insignium
1615
Aloisio Giovannoli
Tempio di Ercole Vincitore
Vedute degli antichi vestigj di Roma