Informazioni storicheData: 106 / 112
Codice identificativo monumento: 573
CronologiaInaugurazione del Foro e dei Mercati di Traiano.
Decreto Imperiale che delibera l'abbellimento della Piazza Trajana. Pietro Bianchi viene incaricato di sviluppare un progetto per gli sterri, le demolizioni e la sistemazione finale dell'area.
La Commissione degli abbellimenti della città di Roma, approva il progetto di Pietro Bianchi per la sistemazione della piazza Trajana. Il piano, prevede la demolizione del Monastero dello Spirito Santo e del Convento di Santa Eufemia, che insistevano sulle rovine del Foro, e la realizzazione di un emiciclo in un piazzale ribassato che al lato opposto vede una fontana moderna senza nessun recupero dei ruderi traianei.
Avvio dei lavori di sterro a Piazza della Colonna Traiana.
Si concludono gli scavi promossi da Pio VI alla Basilica Ulpia. Durante i lavori di isolamento, sono demolite le fabbriche a Nord della strada di San Lorenzo ai Monti, tra le quali la chiesa e il conservatorio di Sant'Eufemia, e la Chiesa con annesso Monastero delle Canonichesse Lateranensi. Una targa commemorativa viene posta sul muro sud del nuovo perimetro degli scavi.
Relazione di Giacomo Boni sull'Esplorazione del Forum Ulpium: Sostruzione della Basilica Vlpia
Praticando un tasto alla base d'una colonna della navata centrale nella basilica Ulpia, si constatò che la fondazione ha una massicciata lavorata a mano, di tegole ed alquanto peperino impastato con calce, profonda m. 0,85 ed altra sottostante (a sacco, assai più robusta, di calce, selce e poco travertino) che giunge oltre m. 1,15.
La distanza fra una colonna e l'altra, di m. 3,75, anzichè dalla massicciata di tegolozza è riempita da un blocco di peperino, largo m. 1,70, maggiore cioè della base della colonna, di m. 1,55, Il masso quivi appare tronco e resta l'impronta della parte mancante, sulla seconda massicciata, ben piana.
La fondazione, a un metro dalla colonna, venne tagliata da una fogna moderna che, a m. 0,60 dal livello forense, alta m. 1,40 e larga m. 0,43, con vôlta a cappuccio, pareti di tavolozza e fondo di mattonelle, attraversa la basilica da sud a nord. A metà larghezza dalla nave centrale un tasto mostrò le due massicciate di fondazione; meno robusta la seconda, con molto tufo misto al selce.
Il regio Commissario al Municipio di Roma annuncio l'avvio ai lavori di liberazione dei Fori Imperiali:
"lo però credo che poche volte sia stata incentivo a compiere cosa meritoria quanto la redenzione degli avanzi del Fòro d'Augusto, annunziata il 21 aprile di quest'anno, a coronazione d’antiche aspirazioni, antiche sicuramente di più che quattro secoli, perchè fu proprio durante il Rinascimento che Raffaello ne lanciò il voto, voto che forse ne raccoglieva altri già vecchi.
E veramente è da riconoscere il merito di quanto ora avviene, al senatore Filippo Cremonesi, regio Commissario al Municipio di Roma, spirito vigile nell’attuare quanto può giovar alla sua insigne città, e al comm. Alberto Mancini, segretario generale del Municipio stesso, uomo di fermi propositi, il quale, entrato nella via d’una impresa che gli sembri degna, vi persevera calmo quanto risoluto.
Il piano di lavoro, da essi accolto, è quello che io avanzai sino dal 1911, dopo che mi era stato concesso, come direttore generale delle antichità e belle arti, d'isolare le terme.
Non v'ha certo chi non vegga che idealmente la più grandiosa delle imprese sarebbe quella di liberare interamente l'area dei Fori tra il colle capitolino e il colle opposto; ma, realtà, tale progetto è ora e lo sarà per molto tempo, non per senpre, irrealizabile per i troppi edifici dovendosi abbattere e troppa folla di abitanti da spostare.
Sostenere ad oltranza tale progetto e volerlo inattuato era la stessa cosa. E fu per questo ch'io m'indussi a farne uno che, riducendo a poco le demolizioni, desse però un uguale risultato per quanto riguardava lo scoprimento delle maggiori parti monumentali. Basta infatti che si demoliscano le dieci o dodici case a levante di via Alessandrina, perchè tutte le testate orientali dei Fòri di Nerva, d'Augusto e di Traiano tornino all’ammirata vista di tutti.
Per ora, intanto, si scopriranno i grandiosissimi avanzi del Fòro d'Augusto, grazie alla raggiunta permuta del monastero dell'Annunziata dei Pantani con altri stabili di proprietà comunale.
E poichè la parte dei Fòri, che presto si scoprirà, è quella di mezzo, così v'è ragione a sperare che tosto parrà nece ia anche la liberazione dei Fòri laterali.
Ce ne danno, del resto, affidamento le parole con le quali si chiude la stessa pubblicazione ufficiale ora apparsa: L'Ammi-nistrazione Comunale fart tutto it possibile anche in avvenire perch e siano esauditi i voti, tante volte formulati, per la completa resurrezionc dei Fed Imperiali. ll Govern() Nationale, che dalla Romana grandezza ha tratto sa-piente misura di giustizia e di forza, vorra indubbiamente, con it stto pieno consenso, rendere pig agevole it raggiungimento della nobilissima meta, che segnera, in una suprema visione di bellezza, la rinascita di quells Roma che fu, nei secoli, luce di grandezza e di civiltà. "
Corrado Ricci
Ieri si è riunita al Ministero dei lavori pubblici la Commissione istituita per l’esame dei progetti esecutivi per l’esecuzione del Piano Regolatore di Roma. Sono intervenuti il Governatore di Roma, principe Boncompagni, e il senatore Corrado Ricci. In seguito all'approvazione di massima, data dal Capo del Governo e dalla stessa Commissione alla proposta del senatore Ricci per la sistemazione di piazza Venezia e delle adiacenze del monumento a Vittorio Emanuele II, la predetta Commissione ha proceduto all'esame dei vari particolari del progetto della grande esedra arborea, tracciando le fondamentali modalità tecniche, artistiche e prospettiche dell'opera. Ha quindi ritenuto che sulla base di tali direttive possa senz'altro essere studiato e compilato il progetto esecutivo da parte dei competenti uffici del Governatorato d'intesa col proponente senatore Ricci. Il Governatore di Roma ha assicurato che il progetto stesso potrà essere completato e portato all'esame definitivo della Commissione entro breve termine.
Ecco la lettera diretta al Capo del Governo dal senatore Corrado Ricci circa la sistemazione delle adiacenze del monumento a Vittorio Emanuele:
« Eccellenza, La sistemazione delle adiacenze del monumento a Vittorio Emanuele II è parsa sempre un problema grave. Diverse perciò le soluzioni proposte, ma tutte discusse assai, e talora non soddisfacenti, nemmeno per gli stessi progettisti. Arduo, infatti, trovare il modo di dare assetto architettonico a uno svariarsi così singolare e irregolare di piani, di edifici e di ruderi; imposti i primi dalla natura e ai cataclismi.
A levante lo scavo del Foro Traiano coi suoi colonnati infranti e l'ampia curva del Mercato di Traiano; a destra, la disforme spianata derivata dalle incaute demolizioni di piazza Aracoeli. Ai lati, quindi, del grande Monumento in ogni sua parte rigorosamente simmetrico, e in continuazione di piazza Venezia (che è ugualmente nelle masse e nei profili, se non nel tipo architettonico, simmetrica, un disordine senza pari di linee prospettiche, e di aspetti, case d'ogni tempo, ora alte, ora basse, chiese e palazzi inclinati per ogni verso, rimasti così dopo la scomparsa delle strade su cui corrispondevano.
Come rimediare a tutto ciò? In qual modo risolvere il problema e creare un ambiente architettonico che rispetti il vecchio e lo raccordi col nuovo? Il pensiero degli artisti corse in genere a quanto in condizioni pressoché simili, aveva fatto il Bernini col Colonnato di San Pietro, appunto per nascondere, ai lati della spianata antistante alla immensa basilica, tutto un formicolìo di costruzioni disuguali. Idea sicuramente ottima, ed attuazione stupenda; ma meno difficile che non sia nel caso nostro, perchè non v’erano là monumenti dell’importanza di Santa Maria di Loreto o della Colonna Traiana, nè ruderi da paragonare a quelli del Foro; e se anche vi sorgevano edifici alquanto notevoli come la porta vaticana di Paolo V, né il Bernini, né Alessandro VII, né il loro tempo avevano tali scrupoli da arrestarsi, dinanzi ad essi, nella colossale impresa. In ogni modo anche per i lati del nostro Monumento l'idea berniniana di alzare due porticati, che nascondessero le retrostanti anomalie, è prevalsa.
Ecco perciò proposte due costruzioni a portico, o rettilinee o in curva. Senonché esse, non collegate al Monumento stesso, come i loggiati di San Pietro, sì da formare un complesso unico, si vedrebbero staccate per quasi una trentina di metri, per dar posto alle due strade a levante e a ponente del Campidoglio. Esse non sarebbero altro che due nuovi Monumenti d'incerta destinazione, e costosissimi perchè non sarebbe certo consentito di farli meschini di linee e di materia. Oltracciò, a levante, il nuovo edificio nella sua moderna integrità verrebbe imposto ai ruderi del Foro Traiano, e precisamente della Basilica Ulpia, errore, a mio avviso, oltre che nel riflesso archeologico, anche in quello scenografico.
E poi i due emicicli non sorgerebbero come il Colonnato di San Pietro, prima del monumento a guisa d'immenso peristilio; bensì, con minore ragionevolezza, di fianco, e nasconderebbero totalmente o quasi, visuali magnifiche come quelle del Mercato di Traiano e del Foro d'Augusto. E allora? Giuseppe Sacconi, senza precisare il suo pensiero, vide come in sogno (uso una frase di Michelangelo) presso ai fianchi del suo Monumento, un fondo arboreo.
L'idea balenò in seguito ad altri. Ora da quella idea nasce la mia proposta, ampliata e concretata in una forma che ritengo (dico ritengo) nuova. Incorniciare, anzi isolare il Monumento da tutte le anomalie vicine, con una immensa esedra arborea, che a sinistra movendo di contro alla Chiesa della Madonna di Loreto si apra solo per far posto al Viale dei Fiori, lasciando vedere in fondo il Colosseo; e a destra movendo di contro il Palazzetto di Venezia, si apra solo per far posto alla via del Campidoglio, lasciando vedere la cima, ornata di pini, della Rupe Tarpea. Non altre forme architettoniche o scultorie vicino al Monumento; non altri candori marmorei; ma le ombre e il verde dei cipressi e dei pini in quei meravigliosi aspetti che la natura immutabile ha dato loro e che convengono ugualmente alle ruine, come agli edifici integri, d'ogni tempo, d'ogni stile, d'ogni culto civile o religioso.
Un viale a due filari, appunto, di cipressi e di pini (perchè il verde e l’ombra siano senza stagione, ossia perenni) col suo terreno alto tre o quattro gradini dal piano della piazza, perchè abbia certa grandiosità quasi di scalea teatrale, necessaria alla nobiltà del luogo, e non sia un giardinetto dal parterre rigonfio e banale. Sotto il viale, sedili di travertino, a linee semplici e romane.
E poiché è frequente il caso di solennità che si compiono nel Monumento, ed evitare il solito alzamento di aste provvisorie con trofei o aquile di legno o di cartapesta, siano da ogni lato collocati bei pili di bronzo, basi di antenne su cui s'inalberano, ad ogni occasione, bandiere e stendardi. Dietro alla curva alberata di ponente, risorgano edifici tali da ricomporre la piazza d'Aracoeli necessaria al raccoglimento delle linee convergenti delle scalee, delle rampe e dei palazzi Capitolini. A quegli edifici, non più alti del Palazzetto di Venezia, e parimenti oscuri, sarà di magnifica testata all'incontro della scala di Aracoeli, la piccola e grandiosa Chiesa di Santa Rita, la quale, con tre lati scoperti, risolverà il problema edilizio e artistico di quel punto piuttosto stretto.
E, si consideri che le colonne disuguali e rotte e i marmi della Basilica Ulpia e del Tempio di Traiano, avranno un fondo di verde; e, se altri resti affioreranno, saranno conservati tra gli alberi, senza che un edificio, da costruirvi sopra, renda necessaria la loro manomissione. E ben si sa come ogni orma d'antichità sia assai bella quand'è cinta di vegetazione. Sarà possibile, inoltre, con lo scavo del Foro, spingersi sino al Viale, nel cui percorso si avrà da ogni lato e di fronte, l'incanto di monumenti cospicui e famosi. Io credo perciò che la mia proposta conduca a una buona soluzione di tutte le difficoltà che « il loco varo » presenta. Né si trascuri infine il fatto che tale soluzione farà risparmiare allo Stato e al Governatorato molti e molti milioni, allontanando anche il pericolo che, a cose fatte, l'assetto architettonico si riveli infelice. Gli alberi sono sempre, e dovunque, cagione di bellezza e di ristoro. Con perfetto ossequio, Corrado Ricci. »
Scavi nel settore sud della Basilica Ulpia.
Terminano i lavori di isolamento dei Fori imperiali. Varie strutture sono state sacrificate nelle demolizioni di Via Alessandrina e Via bonella: la chiesa di Sant'Urbano ai Pantani; il Convento di Santa Caterina; la chiesa di San lorenzo ai Monti, dove l'iconostasi e gli arredi interni, sono donati parte al Pontificium Collegium Russicum e parte all’abbazia di San Nilo a Grottaferrata. La fontanella rionale appoggiata al muraglione che chiudeva lo scavo su Via Alessandrina viene smontata e portata nei depositi comunali.
Scavi sotto il Palazzo del Gallo di Roccagiovane, per esplorare il limite nord della basilica Ulpia.
Viene firmata una convenzione dal sindaco Marino e dal ministro della Cultura e del Turismo azero Abulfas Qarayev, che prevede il finanziamento (con una donazione di un milione di euro) di scavi che interesseranno una porzione dell'area dove oggi corre via Alessandrina. Sparirà quindi il tratto settentrionale della storica via Alessandrina, unica testimonianza superstite del quartiere che si venne a creare dal XVI secolo nell'area dei Fori.
Riparte la campagnia di scavi presso i resti di via Alessandrina. Gli scavi, iniziati già nel 2016, si era subito bloccati per la presenza di cavi elettrici.
Firmato un protocollo d'intesa tra il ministro per i Beni Culturali Albero Bonisoli e la sindaca Virginia Raggi, per riunificare nelle visite al pubblico, l'area statale e comunale dei Fori (attraverso un percorso nei tunnel sotto la via dei Fori Imperiali).
Progetto
DescrizioneSi trattava della più grande basilica di Roma: le sue misure erano 170 metri di lunghezza (120 metri senza absidi) e 60 metri di larghezza. Aveva una forma rettangolare inframezzata da avancorpi sporgenti che ne rompevano la linearità.
L'ingresso principale, situato sul lato est, possedeva una facciata decorata: essa era composta da un colonnato di dieci colonne a filo del muro, probabilmente in marmo giallo, più un ulteriore fila di sei colonne a guisa di porticato. Il colonnato fungeva da supporto ad una trabeazione sulla quale erano collocate delle quadrighe ed alcune statue, tra cui la Vittoria, che accompagnava la quadriga centrale.
La sala centrale della basilica, divisa in navate, era circondata da un doppio colonnato composto da un totale di 96 colonne, probabilmente in marmo bianco o giallo. I capitelli che le sormontavano erano di ordine corinzio ed erano di cinque metri di larghezza. La navata centrale misurava 25 metri di larghezza e percorreva l'intera lunghezza dell'edificio, avancorpi esclusi.
Le mura, in marmo, erano state coperte, in corso di costruzione, in bronzo.
Stampe antiche1931
Marcello Piacentini
Sistemazione di Magnanapoli sul Foro Traiano
Piano Regolatore del 1931
1931
Marcello Piacentini
Vista della sistemazione di Piazza Venezia
Piano Regolatore del 1931
1931
Marcello Piacentini
Pianta della sistemazione di Piazza Venezia
Piano Regolatore del 1931
1931
Sistemazone di Piazza venezia con Esedre Arboree
1924
Prolungamento di Via Cavour
1911
Plan of the Imperial Fora
The topography and monuments of ancient Rome
1906
Restauro della basilica Ulpia
Restauri della Roma Imperiale
1906
Restauro grafico del foro di Traiano
Restauri della Roma Imperiale
1864
Colonna e Foro Traiano
Scenografia dei più celebri monumenti
1851
Foro Traiano
Principali monumenti di Roma e sue vicinanze
1848
Luigi Canina
Pianta parziale della basilica Ulpia
Gli edifizj di Roma antica - Volume II
1848
Luigi Canina
Sezione della basilica Ulpia
Gli edifizj di Roma antica - Volume II
1848
Luigi Canina
Sezione della Basilica Ulpia
Gli edifizj di Roma antica - Volume II
1848
Luigi Canina
Elevazione della Basilica Ulpia
Gli edifizj di Roma antica - Volume II
1848
Luigi Canina
Decorazione della Basilica Ulpia
Gli edifizj di Roma antica - Volume II
1848
Luigi Canina
Decorazione esterna della Basilica Ulpia
Gli edifizj di Roma antica - Volume II
1848
Luigi Canina
Veduta del Foro Trajano
Gli edifizj di Roma antica - Volume II
1848
Luigi Canina
Veduta interna della Basilica Ulpia
Gli edifizj di Roma antica - Volume II
1843
Luigi Canina
Foro Trajana
Supplemento all'opera Sugli edifizi antichi di Roma
1839
Luigi Rossini
Foro Traiano
1839
Ristauro della basilica Ulpia
Il ristauro del Foro Traiano
1839
Ristauro del Foro Traiano
Il ristauro del Foro Traiano
1839
Scavo della basilica Ulpia
Il ristauro del Foro Traiano
1839
Spaccato della Basilica Ulpia
Il ristauro del Foro Traiano
1839
Alzati del peristilio del tempio di Traiano
Il ristauro del Foro Traiano
1839
Piante degli edifizi del foro Traiano
Il ristauro del Foro Traiano
1839
Scavi alla Colonna Traiana
Il ristauro del Foro Traiano
1839
Fregi del Foro Traiano
Il ristauro del Foro Traiano
1839
Fregi del Foro Traiano
Il ristauro del Foro Traiano
1835
Giovanni Battista Cipriani
Foro di Traiano
Itinerario figurato degli edificij più rimarchevoli di Roma
1833
Domenico Amici
Colonna Trajana
Raccolta delle principali vedute di Roma
1830
Colonna trajana
Nuova raccolta delle principali vedute antiche e moderne dell'Alma città di Roma e sue vicinanze
1824
Colonna Traiana
Accurata e succinta descrizione topografica delle antichità di Roma - III edizione
1824
Pianta del Foro di Traiano
Accurata e succinta descrizione topografica delle antichità di Roma - III edizione
1821
George Ledwell Taylor
Forvm of TraJan
Architectural Antiquities of Rome
1821
George Ledwell Taylor
Trajan Column
Architectural Antiquities of Rome
1818
Pietro Parboni
Foro Traiano
Raccolta de monumenti più celebri di Roma antica
1817
Angelo Uggeri
Pianta degli edifici adiacenti la Colonna Traiana
Giornate pittoriche degli edifici di Roma Antica e de suoi contorni
1817
Angelo Uggeri
Pianta delle scoperte al Foro di Traiano
Giornate pittoriche degli edifici di Roma Antica e de suoi contorni
1817
Giovanni Battista Cipriani
Colonna Traiana
Degli Edifici Antichi e Moderni di Roma
1817
Giovanni Battista Cipriani
Foro Traiano
Degli Edifici Antichi e Moderni di Roma
1813
Progetto di abbellimento della Piazza Trajana
Album Gabrielli
1810
Giovanni Battista Cipriani
Foro Traiano
1756
Giovan Battista Piranesi
Pianta di Roma
Le Antichità Romane - Tomo I
1752
Giuseppe Vasi
Colonna Traiana
Delle Magnificenze di Roma antica e moderna - Libro II
1752
Giuseppe Vasi
Piazza della Colonna Traiana
Delle Magnificenze di Roma antica e moderna - Libro II
1673
Fragmenta lapidibus Farnesianis
Fragmenta vestigii veteris Romae ex lapidibus Farnesianis