Informazioni storicheCodice identificativo monumento: 589
CronologiaDopo la vittoria contro i Cimbri, il console Q. Lutazio Catulo edifica nel Campo marzio un tempio dedicato alla Fortuna huiusce diei.
Un incendio devasta il Campo Marzio. Danni al Portico di Ottavia, al Teatro di Pompeo ed alle Terme di Agrippa. Il Pantheon, il Tempio di Minerva Calcidica, il Diribitorium e la Basilica di Nettuno sono distrutti. A causa dei detriti, nell'area sacra viene realizzata una nuova pavimentazione in travertino, che accorcia le scalinate d'ingresso ai templi.
Sterrandosi all'angolo di via Flavia con la via delle Finanze per la costruzione | i di un nuovo albergo nell'area dell'ex-villa Spithoever, sono stati scoperti alcuni muri 1 in opera reticolata e laterizia, fra i quali erano compresi due piccoli avanzi di pa vimento, l'uno .a tasselli bianchi e neri, a m. 2,50 sopra il piano di via Flavia, l'altro in opus sectile a m. 2,80 sopra lo stesso piano.
Fu scoperta pure la parte inferiore di un pozzo di età repubblicana, scavato nel cappellaccio di tufo e rivestito superiormente a questo con lastre di tufo, cinque per ogni anello. Il diametro interno era di m. 0,70; le lastre erano alte ciascuna m. 0,75 e larghe m. 0,43 ed avevano, diametralmente al pozzo, due pedarole rettangolari a sezione triangolare. Il piano del pozzo, nel punto ove terminava il vergine, Morar, #1 m. 0,50 sopra il piano di via Flavia: 1
Sono cominciati a venire in luce dei blocchi di tufo, sui quali non sì potrà dare giudizio se non a sterro continuato. Nella terra si sono rinvenuti: un plinto marmoreo (m. 0,70 X 0,82), un frammento di cornice di rosso antico (m. 0,60 X 0,15 X 0,10), un capitello ionico (ma. 0,27 x 0,18), un frammento di grande capitello corinzio (m. 0,47 X 0,24), una piccola — base di marmo bianco (m. 0,19 X 0,84 X 0 ;28).
Dante Vaglieri.
Proseguendosi il grande sterro nel fondo già Spithòver a via Flavia, dove appunto avvennero le scoperte segnalate in queste Mozizie, è stato trovato un piccolo gruppo di marmo, posato sopra una base circolare e rappresentante un fauno che cavalca un caprone. Di questo è scolpito soltanto il busto che dalla base stessa emerge dai fianchi in su. Il gruppo fu raccolto in frammenti, e manca della testa e delle braccia del fauno e del muso del caprone. Misura m. 0,70 di massima larghezza.
Angiolo Pasqui.
Firmata la convenzione tra l'Istituto romano beni Stabili ed il Governatore di Roma per la riqualificazione della zona dei Cesarini (attuale Largo Argentina). Avvio dei lavori di demolizione che si svolsero in tre tempi: · demolizione dei palazzi Acquari e Rossi che si affacciavano su via di Torre Argentina; demolizione di parte del palazzo Chiassi-Cesarini fino al limite della retrostante chiesa di S. Nicola ai Cesarini; demolizione del fronte prospettante su Corso Vittorio; demolizione dei fronti prospettanti sulle vie Florida e S. Nicola ai Cesarini.
Il Comitato di Storia ed Arte del Governatorato decise di procedere allo sterro generale nell'area in demolizione ai Cesarini, per una valutazione esatta dei resti "degni di essere conservati". Gli scavi sono diretti dall'archeologo Giuseppe Marchetti Longhi.
Terminano le demolizioni nell'area dei Cesarini. Appare chiaramente la presenza di quattro templi di epoca repubblicana.
Presso il podio del cosidetto tempio D nel lato settentrionale viene riscoperti una testa, braccia e gambe di un colossale acrolito femminile, dedicato alla Fortuna Huiusce Diei.
A seguito di una supplica inviata dall'archeologo Giuseppe Marchetti Longhi, Mussolini dichiara la non edificabilità nell'area di Largo Argentina, riconoscendo l'importanza storica dei ritrovamenti in corso.
Per realizzare la nuova area archeologica del Foro Argentina, il governatorato decide di rimborsare alla alla Società Romana dei Beni Stabili, i soldi già spesi per acquistare e demolire le case (venti milioni di lire).
Il Duce Mussolini innaugura l'area archeologica di Largo Argentina.
Lo storico Alessandro Cremona Urbani identifica alcuni monumenti presenti nel libro Campus Martius Antiquae Urbis di Piranesi: la Tavola XVII (Rudera Circi Flaminij) rappresenta il Tempio B di Largo Argentina; la Tavola XV (Reliquiae Porticus Caii et Lucii) rappresenta il Portico repubblicano al Foro Olitorio.
Progetto
Committenti e finanziatori
DescrizioneSi ipotizza che corrisponda al tempio Aedes Fortunae Huiusce Diei, La Fortuna del Giorno Presente. Di forma monoptero, pianta circolare su podio. Si conservano sei colonne in tufo coperte di stucco con le basi e i capitelli in travertino.
Durante gli scavi furono ritrovati i resti dell'acrlito (la testa alta da sola 1,46 metri, un braccio e un piede) dedicato alla divinità.
Stampe antiche1922
Restauro grafico della Curia di Pompeo
Restauri della Roma Imperiale
1918
Templi presso S. Nicola a Cesarini
Bullettino della Commissione archeologica comunale di Roma
1917
Ruderi presso i Cesarini
1916
Sistemazione di Via di torre Argentina
1848
Luigi Canina
Tempjo di Ercole al circo Flaminio
Gli edifizj di Roma antica - Volume II
1835
Giovanni Battista Cipriani
Tempio ai Cesarini
Itinerario figurato degli edificij più rimarchevoli di Roma
1817
Giovanni Battista Cipriani
Tempio di Apollo
Degli Edifici Antichi e Moderni di Roma
1763
Resti del tempio di Apollo presso il Circo Flaminio
Accurata e succinta descrizione topografica delle antichità di Roma
1763
Avanzi del tempio di Apollo vicino al Circo Flaminio
Accurata e succinta descrizione topografica delle antichità di Roma
1762
Giovan Battista Piranesi
Rudera Circi Flaminij
Campus Martius Antiquae Urbis
1756
Giovan Battista Piranesi
Pianta di Roma
Le Antichità Romane - Tomo I