Informazioni storicheCodice identificativo monumento: 5932
CronologiaAtto notarile relativo all'affidamento (affitto) del praedium Ad duas lauros (possedimento della Basilica Lateranense) e della Torre di S. Giovanni ai Capranica.
Nei pressi della torre di Centocelle, viene rinvenuta casualmente un ambiente di pianta quadrata, parzialmente scavato nel tufo, in origine decorato da ricchissimi rilievi. La struttura, appartenente alla famiglia degli Haterius, risulta molto rovinata, ma conserva rilievi con la rappresentazione del Foro Romano.
Grande rivista militare al pratone di Centocelle, in onore di Guglielmo II.
"Il periodo dell'annata era poco propizio per una rivista. Una delle tre classi abitualmente sotto le armi è stata congedata dopo le grandi manovre e la nuova classe non è ancora chiamata a prestar servizio. L'effettivo dei reggimenti è per conseguenza scarso. Per mettere insieme un corpo d'esercito e per mostrare all'Imperatore, amantissimo delle cose militari, tutte le varie armi dell'esercito italiano, si dovettero chiamare a Roma molte truppe da altre guarnigioni del Regno.
La rivista ebbe luogo la mattina del 13, alle 10 antimeridiane, nella pianura di Centocelle; località adattissima, situata presso la via Tuscolana a circa 5 chilometri fuori di Porta San Giovanni. Le truppe uscirono alle 6 dai loro quartieri ed alle 9 erano schierate su tre linee, la prima composta di due divisioni di fanteria; la seconda di due reggimenti d'alpini, tre di bersaglieri, la legione allievi carabinieri ed altre truppe supplettive; la terza di sei reggimenti di cavalleria componenti due brigate, una brigata d'artiglieria a cavallo, due reggimenti d'artiglieria da campagna, come meglio risulta dal qui unito schizzo copiato dal grafico officiale della rivista.
Le truppe erano sotto gli ordini del tenente generale marchese Emilio Pallavicini di Priola comandante il IX corpo d'esercito: le due divisioni di fanteria agli ordini dei tenenti generali conte Paolo d'Oncieu de la Batie e conte Annibale Boni, comandanti le divisioni di Roma e di Torino. Il tenente generale Asinari di San Marzano comandava la seconda linea: il maggior generale Testafocchi, i bersaglieri; il maggiore generale Luigi Pelloux, gli alpini. Il tenente generale Boselli comandava la terza linea e le due brigate di cavalleria erano agli ordini dei maggiori generali Crotti De Rossi di Costigliole, e De Morra.
La Regina Margherita giunse sul campo della rivista alle 10 1/4 con le principesse Letizia, Isabella, Elisabetta ed i loro seguiti. La tribuna reale nella quale Sua Maestà prese posto era non molto ampia, ma elegantissima, di forma rettangolare sostenuta da diverse colonne al disopra delle quali una specie di terrazzo. Sulla tribuna sventolavano bandiere italiane e tedesche, ed il frontone era ornato dagli stemmi degli Hohenzollern e di casa Savoia. Oltre la Regina e le principesse presero posto nella tribuna reale anche gli onorevoli Crispi, Brin e Boselli, i presidenti della Camera e del Senato, gli ambasciatori di Turchia, d'Austria e di Spagna e il conte De Launay.
Pochi minuti dopo comparve dalla strada del forte Casilino, dove i sovrani erano montati a cavallo, il corteo imperiale. Guglielmo II, cavalcava un magnifico cavallo nero e vestiva la divisa bianca dei corazzieri della guardia, con l'elmo sormontato da un'aquila d'argento ad ali spiegate. Re Umberto era vestito da generale d'armata, e montava un cavallo sauro. Subito dopo cavalcavano il principe di Napoli in uniforme di tenente di fanteria, ed il principe Enrico di Prussia vestito da capitano di corvetta. Seguivano il duca d'Aosta, il duca di Genova, il ministro della guerra Bertolè Viale, il conte Bismarck, il generale Cosenz, i generali Hanke, Brautschisch, Vittich, ed il maresciallo di corte von Libenau, il generale Corvetto, gli ispettori generali d'artiglieria e genio con i generali addetti agli ispettorati, tutti gli addetti militari esteri — meno quello di Francia — i seguiti dei due sovrani e dei principi.
Le truppe presentarono le armi e le musiche intonarono l'inno prussiano. Le LL. MM. si fermarono dinanzi al palco reale a complimentare S. M. la Regina. Si portarono poi al galoppo alla destra delle truppe ed ebbe principio la rivista. S. M. l'Imperatore era alla destra di S. M. il Re, ed incominciando a percorrere l'estesissima fronte della prima linea mise il cavallo di passo.
Le musiche intuonavano l'inno tedesco successivamente e man mano che l'Imperatore sopraggiungeva; nella seconda linea S. M. passò in rivista con speciale attenzione le truppe speciali, i bersaglieri, l'artiglieria da montagna e gli alpini; l'aspetto, il contegno delle truppe era ottimo.
Finita la rivista i due Sovrani si sono diretti al palco ove trovavasi S. M. la Regina. Intanto eransi iniziati col massimo ordine i movimenti per disporre le truppe allo sfilamento, movimenti che si sono compiuti in brevissimo tempo.
I Sovrani hanno preso posto a destra di S. M. la Regina: in prima linea e a destra del Re l'imperatore Guglielmo; presso e dietro di loro i principi Reali e le altissime cariche militari; si contavano 22 generali italiani. Alle 11,25 è cominciato lo sfilamento. La legione allievi RR. Carabinieri ha sfilato in testa di tutte le truppe, al suono della marcia reale della propria musica. I carabinieri, la fanteria, l'artiglieria da fortezza, il genio, l'artiglieria di montagna e gli alpini hanno sfilato al passo; i bersaglieri alla corsa, l'artiglieria da campagna al trotto, l'artiglieria a cavallo e la cavalleria al galoppo.
I carabinieri, la fanteria, l'artiglieria da fortezza, il genio, gli alpini e i bersaglieri hanno sfilato per battaglioni o brigate in colonna serrata per compagnia. L'artiglieria da montagna, l'artiglieria da campagna, l'artiglieria a cavallo e la cavalleria hanno sfilato per batterie e squadroni in linea. Sfilarono benissimo i carabinieri, ottimamente tutti i reggimenti di fanteria di linea; furono ammirate le nostre robuste e severe milizie alpine che per la prima volta prendevano parte ad una rivista in numero così considerevole. L'artiglieria di montagna, veramente caratteristica, richiamò in particolare l'attenzione dei tecnici.
La comparsa dei bersaglieri che sfilarono con molto slancio al passo di corsa provocò una vera esplosione di contento popolare. Applausi fragorosi scoppiarono da tutte le tribune. Gli applausi continuarono al sopraggiungere dell'artiglieria da campagna che defilò magnificamente e l'artiglieria a cavallo provocò una vera ovazione.
Il nostro G. Amato ha rappresentato appunto, nel suo gran disegno unito a questo numero, lo sfilamento dell'artiglieria.
Guglielmo II espresse più volte a re Umberto la propria compiacenza, e quando i bersaglieri sfilarono davanti ai Sovrani, gli strinse ripetutamente la mano.
La rivista incominciata alle 10,20 era terminata alle 12,30."
Via Labicana. Nel campo militare di Centocelle eseguendosi un fossato per il salto dei cavalli, alla profondità di soli m. 0,70, si è ritrovata una statua di marmobianco, mancante del capo, del braccio destro e delle gambe. Nello stato attuale è alta m. 1,65. Il lato posteriore è piano, e posa sopra un lastrone alto m. 0,40. Rappresenta una figura muliebre, vestita di lunga tunica succinta, col braccio sinistro ripiegato sul petto. È di arte assai mediocre, e doveva essere posta ad ornamento di qualche sepolcro.
Nello stesso luogo è pure tornato all'aperto un leone scolpito in marmo, e di stile semplicemente decorativo. L'animale sta seduto sulle zampe posteriori: manca della testa e della coda. È alto m. 1,00 ed al petto è largo m. 0,34.
Giuseppe Gatti.
Il Re Vittorio Emanuele III e l'Imperatore Guglielmo II, assistono alla rivista militare organizzata al Pratone di Centocelle.
Viene fondato il Club Aviatori, con a capo come fondatore e presidente, il Magg. Maurizio Moris. Per le operazioni, viene affittato il pratone di Centocelle, dove viene allestito un campo di volo.
Su interesse del Magg. Maurizio Moris, Wilbur Wright giunse a Roma con un proprio velivolo, il Wright Flyer N°4 costruito in Francia dalla ditta Bariquand&Marre. Il mezzo era stato acquistato per 50.000 franchi, comprendendo lezioni di pilotaggio al Ten. di Vasc. Mario Calderara e al tenente del genio Umberto Savoia.
Ore 18. Nel pratone di Centocelle, Wilbur Wright effettua una prima dimostrazione del suo aereomobile: «…L'ordine vien dato, un rombo e le eliche sono in moto. L’aeroplano scivola sulla rotaia, si lancia in avanti, s’innalza. S'innalza sempre più, proseguendo in un volo sicuro, meraviglioso, verso la campagna romana. È già lontano, gira, si avvicina, passa sulle teste a venti metri, maestoso, un urlo unanime palesa tutta la commozione e l’ammirazione della folla. Wright continua a volare, si alza ancora e fila verso la torre di Centocelle, passandovi sopra. Un altro giro ancora, e calando lievemente ripassa accanto alla folla e si dirige con volo sempre più basso verso l’aviorimessa, dove prende terra leggermente. Un autentico trionfo. Il volo era durato dieci minuti, a un’altezza massima di trenta metri».
Al Campo di volo di Centocelle, Wright effettua altri quattro voli di addestramento: il primo della durata di dieci minuti con il suo primo allievo, l’amico Mario Calderara, il secondo di otto minuti con il tenente Umberto Savoia, il terzo, di sei minuti, con il capitano Castagneris, segretario del Circolo degli aviatori, e il quarto, di otto minuti, con l’onorevole Sydney Sonnino, ex presidente del consiglio.
Al campo di volo di Centocelle, si svolge l'ultimo volo di addestramento di Wilbur Wright con Mario Calderara. Per la prima volta viene effettuata una partenza senza l'aiuto della rotaia. Dopo aver slittato con i pattini dell'apparecchio sull'erba del prato del campo volo per un tratto di 150 metri, l’aeroplano decolla compiendo una lunga evoluzione.
Durante un esercitazione al campo volo di Centocelle, a causa del forte vento, il pilota Mario Calderara precipita con l'aereomobile Wright Flyer N°4. Rimasto ferito viene trasportato all'Ospedale militare del Celio.
Nuovo sorvolo di Roma del Dirigibile militare 1 bis Rinnovato:
"Il dirigibile durante l'inverno (dopo il felicissimo viaggio su Napoli) fu completamente rinnovato, tanto che hen poco gli resta di quello che fu il dirigibile 1 bis, che pure diede così soddisfacenti risultati.
Il dirigibile rinnovato, parti dall'Hangar di Vigna di Valle alle 8,25 di giovedì mattina, con una atmosfera limpida e calmissima. Erano nella navicella i tenenti di vascello Scelsi e Munari, il tenente Muscari allievo pilota, e il ben esperto meccanico Laghi.
Quindici minuti dopo il dirigibile passò sui terreni dove fervono i lavori per l'esposizione del 1911, poi sulla piazza d'armi dove le truppe del presidio compivano le loro abituali esercitazioni. Si credeva che il dirigibile avrebbe atterrato, e gli ufficiali della brigata specialisti fecero uscire all'uopo una squadra di soldati, ma dalla navicella fu segnalato che nulla occorre e che il pallone avrebbe proseguito il suo felicissimo viaggio.
Così esso fu visto dirigersi all'altezza di 300 metri, al di sopra delle caserme, poi avanzarsi verso la città Leonina, girare a sinistra della gloriosa cupola michelangiolesca di San Pietro, passare sulla Lunga sul carcere di Regina Coeli, alzarsi al disopra della torre dell'Anguillara, e passare quindi al disopra della caserma del 2° bersaglieri a San Francesco a Ripa. Il dirigibile, dopo fatte sulla caserma parecchie evoluzioni, attraversò di nuovo il Tevere, e passando quasi sopra il tempio di Vesta e piazza Montanara si accostò al Foro Romano.
Girò poi intorno al monumento a Vittorio Emanuele e passando presso il Pantheon raggiunse la, linea del Corso e segui per lungo tempo il tracciato della strada più frequentata di Roma, indi si spostò su via Nazionale, passò sul palazzo del Ministero degli esteri e su quello della Banca d'Italia e sì diresse per via Panisperna e via Cavour verso il Colosseo, di qui spingendosi a piazza San Giovanni e nei sobborghi su la campagna romana fino a Centocelle.
Quivi con una breve evoluzione sugli hangars degli aeroplani, gli aeronauti restituirono la visita che il loro collega tenente Savoia fece a Vigna di Valle giorni or sono, poi avanti ancora fino a Frascati dove l'aeronave giunse verso le 10.
Senza fermarsi affatto, il dirigibile proseguì per Bracciano rientrando felicemente nell'hangar di Vigna di Valle verso le 11."
Vittorio Ugolino Vivaldi Pasqua, marchese di San Giovanni, parte con il suo aereo dall'aereoporto di Centocelle per un sorvolo di Maccarese, Ladispoli e Civitavecchia. Giunto al Ponte della Magliana, il motore si arresta e si schianta al suolo, morendo. E' il primo incidente dell’aviazione italiana.
Seconda vittima Italiana dell'Aviazione. L'aviatore Saglietti precipita al Campo Volo di Centocelle:
"La mattina, splendida di luce e di sole, egli sul suo biplano Sommer, si slanciò pienamente sicuro a seguire l'ing. Cammarota, che era salito sul suo Farman: questi teneva piuttosto basso, ma Saglietti si alzò rapidamente a 600 metri, filando perfettamente e facendo magnifiche evoluzioni.
Dopo un giro sul campo di Centocelle, Saglietti prese la direzione di Frascati, senza però uscire dal campo. A 300 metri da terra spense il motore per tentare un volo planè, ma la discesa avvenne con forza straordinaria, i presenti ebbero subito la sensazione di qualche cosa di insolito: Saglietti, purtroppo, non era più padrone dell’apparecchio; si videro i suoi sforzi; sì distinse anche un suo tentativo di svincolarsi dall’apparecchio e balzare a terra; ma, purtroppo, a 10 metri dal suolo il biplano precipitò furiosamente col tenente, in una comune rovina. Gli accorsi non poterono sollevare che un cadavere!"
Doppia sciagura aviatoria di Centocelle:
"Un'altra dolorosa sciagura ha colpito la scuola militare di aviazione di Roma, a Centocelle. Ivi la sera del 3, dopo una giornata di frequenti e riuscitissimi voli, il tenente del genio, ing. Cammarota, istruttore dei piloti volle fare ancora un volo con l'apparecchio da passeggieri, portando seco il soldato Castellani, bravissimo meccanico, che, dei molti addetti alla scuola, non aveva ancora avuta la soddisfazione di fare un volo.
L'apparecchio s'innalzò benissimo, compiendo due o tre giri, all'altezza di poco più di venti metri; ma gli osservatori, ufficiali e soldati, notarono, in un ultimo giro, che la coda dell'apparecchio volgeva in basso. D'un tratto, in una virata, l'apparecchio fu veduto piegarsi tutto sulla destra e precipitare, e, in un attimo, fra l'angoscioso accorrere dei presenti, l' ing. Cammarota e il suo compagno giacevano moribondi sul terreno, fra i rottami dell'aereoplano!
Furono raccolti ancora in vita, ma durante il tragitto da Centocelle all'ospedale militare spirarono!"
Per riunire in un unico grande sodalizio capace di divenire un polo per tutti gli appassionati dell'arte aviatoria, la sezione romana della Società Aeronautica Italiana, il Club Aviatori e altre varie associazioni romane minori, si uniscono in un unico sodalizio che prende il nome di Aero Club di Roma.
Dall'aeroporto Centocelle di Roma parte il Raid Roma-Tokyo. L'evento auspicata da Gabriele D'Annunzio e Harukichi Shimoi, viene portato a termine dall'aviatore Arturo Ferrarin insieme al motorista Gino Cappannini.
Con regio decreto n.645, viene istituita la Regia Aeronautica, a cui vengono affidate tutte le forze aeree militari del Regno e delle colonie, dell'esercito e della marina.
Il Campo Volo di Centocelle viene intotolato alla leggendario Francesco Baracca. La cerimonia si conclude con la consegna della Bandiera di Guerra e il giuramento della neo costituita Regia Aeronautica.
Parata aerea sull'aeroporto di Centocelle.
In occasione della visita dei Sovrani di pagna a Roma, viene organizzata una parata aerea sull'aeroporto di Centocelle.
Il capo squadrone Stuart-MacLaren, e la sua squadra di aviatori, William Noble Plenderleith e l'ingegnere di volo sergente WH Andrews, atterrano e fanno sosta al Campo di Centocelle con il loro biplano anfibio Vickers Vulture II Mark VI, durante il tentativo di effettuare la prima circumnavigazione aerea del globo.
Celebrazioni del VI aniversario della Vittoria. In accordo tra Governo e Municipio, viene di nuovo innalzare la croce sulla torre del Campidoglio. Dopo essere andati a recare portato omaggio al Milite ignoto. il Re e il capo del Governo l'on Mussolini, passano in rivista le forze aeree italiane al Pratone di Centocelle.
Inaugurazione della linea aerea Roma Berlino. Il primo apparecchio, partito dall'Aeroporto di Berlino Tempelhof, atterra sul Campo di Centocelle.
Aviatori della squadriglia da caccia francese, agli ordini del comandante Welsee, arrivo in visita al campo di aviazione di Centocelle.
Il Duce Mussolini al campo di Centocelle, visita le truppe coloniali reduci della campagna d'Etiopia.
I Campo Roma, al Campo aereo di Centocelle, dove si installano i Giovani Fascisti dei novantaquattro Campi provinciali.
II giorno di visita di Adolf Hitler a Roma. Alle 10 Duce Mussolini (in divisa di Comandante della milizia) insieme al Ministro degli Esteri Ciano, si recano al Quirinale ad incontrare l'ospite. I due gerarchi giungono poi al Pantheon, dove depongono alcuni mazzi di fiori sulle tombe dei Savoia. Dopo la visita al Palazzo Littorio per rendere omaggio all'Ara dei caduti fascisti, si recano all'Altare della Patria, dove passano attraverso cinquemila uomini in perfetta divisa: a destra milizie tedesche, a sinistra italiane. Sfilata su via dell'Impero. Dopo pranzo, partono da Palazzo Venezia per dirigersi al Campo Roma presso l'aeroporto di Centocelle, assistono a una manifestazione militare alla quale parteciparono 50.000 fra Balilla e Avanguardisti. Raduno di nazionalsocialisti residenti a Roma alla Basilica di Massenzio. A sera il Fuhrer parte per Napoli.
Il Duce Mussolini visita i lavori delle nuove Metropolitane. La prima è progettata per collegare la stazione Termini al nuovo Quartiere dove si svogerà l'Esposizione Universale del 1942. La seconda è invece una variante della linea ferroviaria Roma-Fiuggi, con un percorso sotto il pratone di Centocelle.
L'aeroporto di Centocelle subisce un'incursione aerea alleata particolarmente violenta.
Dopo gli eventi bellci, viene riaperta la Stazione meteorologica di Roma Centocelle.
Un aereo S.M. 82 viene trasportato dall'aeroporto di Centocelle al Museo militare, adiacente alla basilica di Santa Croce. L'aereo, viene rimontato alle spalle del Chiostro.
Chiude la Stazione meteorologica di Roma Centocelle.
Il Ministero dei Beni Culturali ed Ambientali include il Comprensorio Ad duas lauros tra le aree di interesse archeologico e lo sottopone a vincolo paesagistico. L'area è costituita da una larga fascia di territorio non edificato che si estende dal Parco di Centocelle, sulla Casilina, fino a Villa Gordiani, sulla Prenestina, includendo le vie di Torpignattara, Acqua Bullicante e Tor de Schiavi.
Un vasto incendio devasta il Parco di Centocelle presso gli sfasci di viale palmiro Togliatti.
Progetto
Gruppi e Istituzioni
Casati e Famiglie
Stampe antiche1912
Aldo Molinari
Stazione Radiotelegrafica a Centocelle
L'Illustrazione Italiana 1912
1910
Achille Beltrame
Incidente nel campo di Centocelle
1910
Dante Paolocci
Morte del tenente Vivaldi Pasqua
L'Illustrazione Italiana 1910
1910
Aldo Molinari
Caduta e morte dell'aviatore Saglietti a Centocelle
L'Illustrazione Italiana 1910
1903
Guglielmo II e Re Vittorio Emanuele III alla Rivista militare a Centocelle
L'Illustrazione Italiana 1903
1903
Dante Paolocci
Rivista militare a Centocelle
L'Illustrazione Italiana 1903
1888
Grande rivista militare a Centocelle
1888
Guglielmo II a Roma: Pianta della Rivista a Centocelle
L'Illustrazione Italiana 1888
1888
Guglielmo II a Roma: Grande Rivista a Centocelle
L'Illustrazione Italiana 1888
1888
Guglielmo II a Roma: Palco della Regina alla rivista di Centocelle
L'Illustrazione Italiana 1888