Informazioni storicheCodice identificativo monumento: 5949
CronologiaMatrimonio di Erode Attico (figlio del senatore greco Tiberio Claudio) e di Appia Annia Regilla, che porta in dote alcuni terreni presso l'appia antica.
Atto notarile di acquisto da parte di Antonio Caffarelli dai Colonna, della tenuta agricola che si snodava da Roma ad Ardea, lungo le vie Appia e Ardeatina all'interno dell'agro romano.
Editto a tutela dell'attività delle valche della Caffarella, in particolare di quella nei pressi della via Appia, condotta dai padri Cappuccini, erano prescritte le opere necessarie ad evitare il ristagno delle acque: quanti lavoravano i terreni adiacenti alla Marrana vengono obbligati allo spurgo del suo alveo, al suo allargamento, e alla liberazione delle sponde da alberi e piante.
L'annuale Festa degli artisti parte dalla rotonda di Tor de' Schiavi per accamparsi nella grotta della Ninfa Egeria alla Caffarella. L'evento viene tramandato dal pittore Ippolito Caffi in un suo dipinto (oggi a Palazzo Braschi).
Essendomi stato riferito, che nelle cave di pozzolana al Tavolato era stato rinvenuto un sarcofago, mi sono recato sul posto per prender nota della scoperta. Il sarcofago era già stato rimosso, e l'ho ritrovato, non senza difficoltà, nell'osteria detta degli Spiriti sull'Appia Nuova.
È liscio, anepigrafo, monolite e provvisto di coperchio. Misura m. 2,00 X 0,95 X 0,85. Conteneva uno scheletro ed una moneta erosa. Nelle pareti della cava al Tavolato si veggono molti cassettoni a capanna, troncati e manomessi. I tegoloni hanno bolli volgari dell'anno 123.
Il luogo merita costante osservazione, essendo prossimo al sito nel quale, cinquantatre anni or sono, fu scoperto e devastato il tempio della Fortuna Muliebre, rifatto da Livia e da Settimio Severo.
Rodolfo Lanciani.
Eseguendo il sig. Giovanni Vaselli alcuni lavori di sterro, in una sua cava di pozzolana nella tenuta di S. Urbano alla Caffarella, di proprietà del sig. principe Torlonia, si è imbattuto in una galleria di catacomba ebraica.
Questo ipogeo, piccolo per estensione, componesi di tre corridoi o gallerie, nelle cui pareti sono tagliati i loculi, chiusi da semplici tegole o mattoni cementati all'intorno, e di sette cubicoli di m. 3,00 X 3,00 circa di superficie, contenenti quasi tutti tre arcosoli. L'antica scala che scendeva nella catacomba è stata ritrovata a nord, costruita in mattoni ed in maniera non buona.
I sepolcri furono violati, con molta probabilità nei secoli XV e XVI, come avvenne per le catacombe cristiane. La nuova catacomba è poverissima, e non ha dato alla luce che tre piccoli orcioletti fittili ed una iscrizione pagana, che era stata impiegata per chiusura di loculo. Essa è del tenore seguente:
D M S VALERIAE PRIMITIVAE
Si trovarono anche frammenti di grosse anfore. Di pitture si conservano pochissimi avanzi, cioè due palme dipinte sopra intonaco bianco in due pilastri a riscontro, ed una iscrizione dipinta in bianco sopra intonaco rosso in un arcosolio. Tale iscrizione di difficilissima lettura fu esattamente copiata dal sig. dott. Nic. Miiller
Rodolfo Lanciani
Eseguendosi uno sterro in prossimità di s. Urbano, ad ovest di questo, si sono incontrati due muri laterizi, fondati su cappellaccio di tufo, chiusi nella parte est da un muro egualmente laterizio, di forma circolare, avente la corda di m. 1,20. I due muri distano l'uno dall'altro m. 1,55. Tra la terra si rinvennero, oltre a molti frammenti di lastrine marmoree servite per rivestimento, anche mattoni con i bolli C.I.L. XV, 368, 375, 1022 e M ANNI ONESIM
Dante Vaglieri.
Continuato lo sterro per la costruzione di una grotta in prossimità di s. Urbano, è stato messo alla luce un altro avanzo di costruzione spettante a quella già indicata nel mese scorso. La parto ora scoperta consiste in una stanza con le pareti semicircolari, con un'apertura verso sud larga m. 2,50. Del pavimento di ossa non rimane altra traccia oltre la risega dei muri, su cui esso ora posato.
Sotto il pavimento, alla profondità di circa un metro, correva una condottura di terracotta, formata con tubi lunghi m. 0,46, del diametro esterno di m. 0,17. Ciascuno di questi tubi aveva da ambedue lo parti gli innesti formati da cordone e bicchiere o quindi incalciati.
Dante Vaglieri.
Il Ministero della Pubblica Istruzione, notifica al signor Augusto Pisani, che “il rudero facente parte del Templum Martis nel terreno di sua proprietà nella tenuta della Caffarelletta ha importante interesse ed è quindi sottoposto alle disposizioni contenute negli articoli 6, 7, 13, 14, 29, 31, 34 e 37” della legge 20 giugno 1909, n. 364.
Emanato il decreto di dichiarazione dell'importante interesse archeologico del cosiddetto Ninfeo di Egeria alla Caffarella, ai sensi della Legge 1089 del 1939.
Con decreto del Ministero della Pubblica Istruzione, avvia i lavori di stesura del Piano Paesagistico della via Appia Antica.
Su commissione del Marchese Gerini, l'architetto Moretti confeziona un piano archeologico per la valle della Caffarella, che prevede la costruzione di circa 200 edifici.
Si conclude la stesura del Piano Territoriale Paesistico per l'Appia antica. Viene consentita la costruzione di quattro milioni di metri cubi di villette nell'area dell'Appia Antica e della Caffarella. Tale piano, è noto come Piano Gerini, dal Senatore Alessandro Gerini Torlonia, proprietario dei terreni della Caffarella. La Via Appia si trasforma in un corridoio murato fra proprietà private.
Il Consiglio Comunale delibera l'esproprio di circa 73 ettari nella Valle della Caffarella al prezzo di 307.303.780 lire. Immediata la reazione del proprietari, il marchese Alessandro Gerini, che approfitta di una serie di cavilli burocratici per presentare ricorso al TAR del Lazio.
Il Ministero per i Beni Culturali e Ambientali, dichiara l'importante interesse archeologico dei resti di una villa romana rinvenuta ai limiti della valle della Caffarella, presso via Carlo de Bildt.
Il Ministero dei Beni culturali dichiara l'interesse archeologico del Colombario della Caffarella, e contestualmente istituisce una fascia di rispetto per salvaguardarne la prospettiva.
Viene demolita la chiesa di Sant'Antonio al Borghetto Latino.
Nel parco della Caffarella viene demolito il Borghetto Latino, insediamento di baracche sorto a seguito delle demolizioni degli anni trenta.
Istituito il Parco Regionale dell'Appia Antica. E' comprende anche il Parco della Caffarella ed il parco degli Acquedotti.
L'area dell’Appia Antica diventa parco suburbano con la Legge Regionale n. 66. Questa legge risulta talmente caotica e contraddittoria da impedire ogni possibilità di funzionamento.
L'Azienda Consorziale dell’Appia Antica presenta il Piano di Utilizzazione della Valle della Caffarella, che prevede, le destinazioni d'uso delle aree verdi, dei casali e delle altre strutture. Si comincia a parlare del risanamento del Fiume Almone attraverso la realizzazione di collettori fognari di Quarto Miglio e Statuario e la sistemazione del Fosso dell'Acqua Mariana.
Il Ministero dei Beni Culturali, la Regione Lazio e il Comune di Roma sottoscrivono l'accordo di programma per l’attuazione del Piano di Utilizzazione della Valle della Caffarella.
Approvata la delibera della Giunta Comunale n.934 per avviare gli espropri nella Valle della Caffarella. Da questo momento si avvia la trattativa con i proprietari, a partire dalla Fondazione Gerini cui appartiene la maggior parte della valle.
Il Sindaco Francesco Rutelli firma l'ordinanza ordinanza n. 466 per l'occupazione dei primi 70 ettari del parco della Caffarella, proprietà della Fondazione Gerini la quale acconsente ad una cessione bonaria dei terreni.
Alla presenza dell'Assessore alle Politiche Ambientali del Comune di Roma Loredana De Petris e dell'Assessore all'Uso, Tutela e Valorizzazione delle Risorse Ambientali della Regione Lazio Giovanni Hermanin si insedia il Consiglio Direttivo del Parco regionale dell'Appia Antica. Eletto Presidente del Parco Gaetano Benedetto.
Un incendio devasta il parco della Caffarella.
Il Comune di Roma apre ai cittadini i primi 77 ettari del Parco della Caffarella, Grazie ai 26 miliardi della legge per Roma capitale e ai 9 miliardi del Piano degli Interventi per il Giubileo.
Ulteriori espropri nella valle della caffarella da parte del Comune di Roma, 40 ettari e alcuni casali tra cui quello della Vaccareccia e delle Vignacce.
Con una cerimonia svolta di fronte al casale della Vaccareccia è ufficializzata l'acquisizione pubblica del casale della Vaccareccia, insieme a tutti gli altri casali e 40 ettari della valle della Caffarella, completando così l'iter amministrativo iniziato on il decreto di esproprio.
Completamento dei lavori di restauro del Fienile Torlonia alla Caffarella.
Durante un esplorazione di un sistema di cave del parco della Caffarella (a ridosso dell'Appia Antica), l'équipe del centro ricerche speleo archeologiche Sotterranei di Roma, guidata da Marco Placidi, rinviene un complesso catacombale del tutto sconosciuto.
Alla presenza del Sindaco di Roma Ignazio Marino viene inaugurata la Casa del Parco nel Casale di Vigna Cardinali alla Caffarella.
La Regione Lazio ha approvato l’ampliamento del Parco dell'Appia Antica, 1213 ettari, pari al 36% in più di territorio protetto: 33 ettari in Area porta San Sebastiano – Centro storico di Roma, dalle parti del quartiere Appio Latino, arrivando a ridosso della Cristoforo Colombo presso le Terme di Caracalla; 59 ettari in area Campo Barbarico – Tor Fiscale – Acquedotti; 05 ettari in area Capannelle – Barbuta fin sotto Ciampino, per arrivare all'Appia Nuova fino all'imbocco per il Grande raccordo anulare; 124 ettari in area Cornacchiole – Fiorano; 955 ettari in area Falcognana, Divino Amore, includendo l'area archeologica di Tellese.
Dopo 15 anni dall'esproprio, il Comune di Roma recupera dai privati 5000 metri quadranti di parco sviluppa intorno all'antico sepolcro di Geta, permettendo di dare nuovo accesso dall'Appia antica al Parco della Caffarella.
La Giunta comunale stanzia 6 milioni e mezzo di euro nel piano finanziario 2023-2025 per consentire di eseguire “interventi volti al restauro ed alla rifunzionalizzazione” del complesso della Vaccareccia alla Caffarella. Gli interventi programmati al Casale ed alla Torre, riguardano la realizzazione di un solaio aerato, nella bonifica delle murature, di una nova scala e passerella, nell’inserimento di un ascensore e nel restauro del pavimento storico rinvenuto al piano terra. Oltre al rifacimento di tutti gli infissi, e ad una serie di altri interventi architettonici, è prevista la sistemazione di una nuova copertura a vetrata in corrispondenza dell’area intorno alla torre. Il finanziamento copre anche gli interventi impiantistici necessari ed include anche “stazioni di ricarica di veicoli elettrici” e di “impianti fotovoltaici”.
Presentato il progetto per il completamento del restauro e della rifunzionalizzazione degli edifici del complesso del Casale della Vaccareccia, situato all’interno del Parco della Caffarella. Il progetto di rifunzionalizzazione prevede la ristrutturazione degli immobili e la realizzazione di spazi per la fruizione pubblica e per la valorizzazione della sua vocazione agricola: aule didattiche, sala conferenze e foresteria nel Casale; punto ristoro, sala lettura/ludoteca e bar/gelateria nella Stalla Grande; per esposizioni temporanee e laboratori didattici nella Stalla Piccola; ambienti per la produzione casearia e punto vendita nel Fienile.
Il parco dell’Appia Antica acquista dalla fondazione Gerini per 600 mila euro, il Casale dell'ex mulino della Caffarella.
Committenti e finanziatori
Casati e Famiglie
Stampe antiche1856
Luigi Canina
Topografia della Via Appia da Porta Capena al IV miglio
Gli edifizj antichi dei contorni di Roma
1824
Fonte Egeria oggi detta Caffarella
Accurata e succinta descrizione topografica delle antichità di Roma - III edizione
1819
Grotta di Egeria
Views of the Remains of Ancient Buildings in Rome
1818
Pietro Parboni
Tempio del Dio Redicolo
Raccolta de monumenti più celebri di Roma antica
1817
Giovanni Battista Cipriani
Tempio del Dio Redicolo
Degli Edifici Antichi e Moderni di Roma
1810
Antonio Acquaroni
Veduta del tempio del Dio Redicolo
1804
Agostino Tofanelli
Tempio del Dio Reddicolo o Ridicolo
Giornata a Capo di Bove e Valle delle Camene
1800
Giovanni Brun
Tempio delle Camene in oggi S. Urbano
Nuova raccolta di 100 vedute antiche della città di Roma e sue vicinanze
1800
Giovanni Brun
Sepolcro del Dio redicolo sulla via Appia
Nuova raccolta di 100 vedute antiche della città di Roma e sue vicinanze
1799
Jacob Wilhelm Mechau
Fontana Egeria
Pittoresche vedute incise dell'Italia
1794
Carlo Labruzzi
Tempio detto del Dio Redicolo
Via Appia illustrata ab urbe Roma ad Capuam
1792
Ninfeo di Egeria
1763
Francesco Piranesi
Spelonca della Ninfa Egeria
Accurata e succinta descrizione topografica delle antichità di Roma
1761
Jean Barbault
Temple du Dieu Ridicule
Les plus beaux monuments de Rome ancienne
1761
Jean Barbault
Temple du Dieu Ridicule
Les plus beaux monuments de Rome ancienne
1756
Giovan Battista Piranesi
Spelonche d'Egeria
Le antichità Romane - Tomo I
1666
Valle Egeria
Roma antica
1655
Rovine del ninfeo di Egeria
1655
La Cafarella