Informazioni storiche

Informazioni storiche artistiche sul monumento

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Codice identificativo monumento: 6007

Cronologia

757

In seguito all'assedio longobardo, Stefano III sposta le reliquie della martire Sinforosa dalla Basilica omonima sulla via Tiburtina alla chiesa di San'Angelo in Pescheria.

Descrizione

L'area scavata dall'Archeologo inglese Stevenson, portò alla riscoperta di una basilica a tre navate con doppia fila di sei pilastri (40 x 20 metri della fine del IV-seconda metà del V secolo). La parte conservata è costituita da un'ampia abside di 6,20 metri di diametro, preceduta da un presbiterio rettangolare di 6,30 x 3,50 metri con volta a botte rinforzata da due costoloni in laterizi. Anche l’abside è rinforzata da una nervatura longitudinale che termina nell'incavo del columen della navata. La tecnica dell'opera laterizia con mattoni di colori diversi e abbastanza spessi. Ai lati del presbiterio si trovano due vani rettangolari con soffitto ad arco fortemente ribassato in laterizi. Della navata centrale è ancora conservato solamente un arco a tutto sesto poggiante su pilastri rettangolari. Durante lo scavo, dietro l'abside venne riscoperti i resti di muri in laterizio di un edificio più piccolo con pianta alquanto irregolare a forma di cella tricora (m 20 x 14 ca.). La seconda basilichetta a tricora, databile alla fine del III-metà del IV sec., venne costruita sul più antico sepolcro dei martiri San Sinforosa ed ai suoi sette figli.

Casati e Famiglie

Stampe antiche

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