Informazioni storicheCodice identificativo monumento: 6049
CronologiaIn una cantina vicino alla piazza di Palestrina furono scavati due pezzi di un obelisco in granito rosso-egiziano, con scrittura geroglifica, eguale in tutte e quattro le facce. I detti frammenti per cura dell'ispettore degli scavi sig. P. Cicerchia furono acquistati dal comune, e conservati ueUa residenza municipale. Lo stesso ispettore nel mandare la notizia del rinvenimento, soggiunse che nel 1790 fu scoperto un altro pezzo forse dello stesso obelisco, il quale fu venduto' in Roma, Avendo fatto esaminare dal dott. E. Schiaparelli le rappresentanze geroglificha lette nei frammenti ora trovati, mi fece egli sapere che a suo credere, questa non possa ritenersi per opera di scalpello egiziano, ma sia un lavoro d'imitazione. Ciò risulta dalle forme dei segni ripetuti sulle quattro fecce, e dal modo con cui questi sono raggruppati, che rivela nell'esecutore una ignoranza assoluta della lingua e della scrittura egiziana. Nè devesi trascurare il fatto, che nella località medesima vennero già in luce molti altri monumenti ed oggetti di stile apparentemente egiziano, ma che in nessuna maniera si possono considerare come prodotto dell'arte e dell'industria dell'antico Egitto.
Nello eseguire alcuni restauri nella chiesa cattedrale di Palestrina, avvennero alcune scoperte degne di essere ricordate. Questa cattedrale occupa in parte il sito di un antico edificio, chiamato basilica dai più accreditati scrittori.
I resti più considerevoli di tale basilica si conservano nella navata di mezzo, le cui pareti sono di eccellente opera quadrata. La parete verso l'abside fu distrutta, allorchè fu costruita la cattedrale nel secolo XI.
Nella nave minore, a cornu epistolae, in fondo vicino all’abside, fu rimesso a luce sul finire di aprile un tratto di strada antica, selciato a poligoni, la quale non conosciuta dai topografi, ci fa determinare il limite esatto della basilica. Questa via continuava innanzi il seminario vescovile, innanzi cioè alla grande sala antica, ove fu scoperto il celebre musaico barberiniano.
Presso la detta via, e nei limiti stessi della navata minore della cattedrale, si trovarono alcuni rocchi di colonne, fuori del loro posto, i quali al credere dell’ingegnere cav. R. Lanciani che li esaminò, furono destinati a reggere la volta di una cripta o di sepoleri, nella primitiva costruzione della cattedrale. Ma la loro scoperta è importante, perchè appartengono senza dubbio allo stesso antico edificio di opera a bugna, ridotto al culto cristiano nel secolo XI.
Infatti in tutte le piante prenestine, questo antico edificio o basilica apparisce circondato da peristilio. Le colonne paiono di ordine dorico, del diam. di met. 0,90 nell’imoscapo, e di met. 0,70 nel sommoscapo, sfaccettate nel terzo inferiore, scanalate dal terzo in su. Oltre i sei rocchi collocati verticalmente, ve ne sono molti altri posti nelle mura della navatella, a guisa di cemento.
Continuate le esplorazioni nella navata opposta, a cornu evangelii, vi sì rinvennero altri avanzi di rocchi di colonne, e massi di travertino, senza ordine alcuno, nella linea medesima di quelli trovati nell’altra nave minore.
Se non che vi si notarono tre colonne di cipollino, ben conservate e coi propri capitelli, i quali nei posteriori restauri dell’edificio furono chiusi da murature. In questa navata medesima, demolendosi un altarino del sec. XVI, fu rimessa in luce una base votiva alla Fortuna Primigenia, in travertino alta met. 0,85, larga met. 0,70, profonda met. 0,59; la quale porta l’iscrizione: FORTVNAE PRIMIGENIA Q LOLLI APOLLOPHANES PATER ET FILIVS AVLIA ARCHELAIS VOTO SVSCEPTO
Nei lavori per la conservazione delle fabbriche attribuite all'Erario, nell'antico tempio della Fortuna prenestina, furono sgombrate le terre che per l'altezza di m. 0,40 riempivano l'ambiente dell’Erario stesso. In detto sgombero il giorno 7 settembre si scoprirono varî frammenti architettonici spettanti alla decorazione del tempio soprasianie, e la parte inferiore di una statua marmorea, virile, rappresentante un personaggio paludato. Fu pure scoperta la parte inferiore di una statua marmorea muliebre, forse simulacro della Fortuna, vedendosi sopra la gamba sinistra l’attaccatura di un oggetto che poteva essere il remo, attributo della Dea che governa le sorti dell’universo. Il frammento di marmo bianco, è alto m. 1,40.
Nel terreno Galeazzi sull'entrata della città, in contrada s. Rocco, nell'area ove si estendeva la parte superiore dell'antico Foro di Preneste, il giorno i5 dello scorso febbraio fu dissotterrata una base di statua marmorea di forma cilindrica.
Ha nel vivo del plinto il diam. di m. 0,69. ed è alta in tutto m. 1,20. Vi è incisa l'iscrizione seguente, che ho trascritta dal calco cartaceo mandato al Ministero dall'ispettore sig. V. Cicerchia:IMP CAESARI DIVI NERVAE F NERVAE TRAIANO AVGVST GERMANICO PONTIF MAX TRIB POTESTAT COS IIII P P DECVRIONES POPVLVSQVE
Le lettere del primo verso sono alte mm. 50 ; quelle dell'ultimo ram. 32; a sinistra, in lettere alte mm. 22, si legge: DEDICATA XIIII K OCT TI CLAVDIO ATTALO MAM!LIANO T SABIDIO SABINO II VIR
Di questa iscrizione mandarono apografi l'architetto sig. D. Marchetti e l'ispettore sopra ricordato sig. Cicerchia. Ambedue notarono che il titolo onorario ci riporta all'anno 101 dell'era nuova, e che il giorno 18 di settembre, in cui la statua a Traiano fu inaugurata, era il giorno natalizio di quell'imperatore.
L'ispettore aggiunse che vicino alla base si rinvenne un rocchio di colonna scanalata di marmo bigio, dell'altezza di poco più di un metro.
Felice Bernabei.
Gli scavi in Piazza Regina Margherita (già Savoia) iniziati dalla Società Archeologica Prenestina (v. Notizie 1907, pag. 132), per l’importanza dei trovamenti e della località, sono stati continuati per conto del Ministero della P. I. dall'Ufficio per gli scavi e le scoperte di antichità.
È stato anzitutto riconosciuto che i gradini di tufo venuti in luce a sin. del monumento descritto a pag. 132 (fig. 1, A), si prolungano per m. 7,40 (fig. 1, B; fig. 3). Essi hanno un’alzata di m. 0,25 ed una pedata di m. 0,30. Si interrompono, nè si è potuto constatare se essi abbiano la continuazione per tutta la larghezza della piazza.
Proseguendo lo scavo verso ponente, è tornata in luce una strada a poligoni (fig. 1,D; fi. 3) che sale verso nord con una pendenza del 20 °/,, piegando poscia verso ovest; la continuazione di questa strada si ritrova sotto la chiesa (fig. 1, F). Continua sotto il muro del seminario. Verso sud finisce nella platea di lastre di travertino a m. 2,25 sotto il piano odierno (fig. 1, C), la quale è stata ritrovata in molti altri punti della piazza. A nord ha alla destra la crepidine (H) larga m. 0,50 e un canale di scolo (I), largo m. 0,44. Più a destra si sono trovate due basi di colonna (L, L') e una sottobase (N); le basi sono larghe m. 0,90 e le colonne hanno m. 0,82 di diametro. Tra le colonne sonvi massi (M, M') di m. 1,90 di lunghezza.
Accanto alla base L, che sta precisamente sotto il muro del seminario, si rinvenne un rocchio della sua colonna. A quella strada scende una bella gradinata (fig. 1, E; fig. 3), in travertino, con un'alzata di m. 0,25 e una pedata di m. 0,30. Verso nord, dove piega a semi- cerchio, essa termina a zero sulla strada, nel quale punto esiste tuttora un paracarri di travertino (fig. 3). La stessa gradinata è stata riconosciuta in un cavo aperto a sud della fontana (fig. 1, E; fig. 4).
Questa gradinata conduce evidentemente all'edifizio (basilica civile), su cui sorge oggi la cattedrale di s. Agapito e di cui si vedono ‘sotto il muro odierno i tufi di sostruzione (fig. 3), che ricorrono pure sotto la chiesa (G). Uno stretto canale (c) (largo m. 0,45) corre lungo l’edificio, di cui l'angolo è smussato; era limitato da un muretto di blocchi di tufo (largo m. 0,20). Dopo il muro vi ha un altro canale, largo m. 1,05 e quindi un terzo, superiore, incavato nel tufo, largo m. 0,15.
Da questi scavi risulta anzitutto che la presente Piazza Regina Margherita non corrisponde interamente ad una piazza antica (il supposto oro primitivo): da un lato quest'area era occupata dal monumento A (fig. 1), l’altro era in gran parte coperto dalla maestosa gradinata. Mentre poi sembrava che principale edifizio fosse il centrale, quello dalle colonne, si vede non solo che fu possibile in parte di nasconderlo, quando in epoca imperiale fu costruito ii monumento A, tagliando la scala n° tufo B B', la quale per certo è coordinata con l'edifizio centrale, ma inoltre che più maestoso, dominante sulla platea ad esso coordinata, era l'edifizio su cui sorge ora la cattedrale, in cui forse si potrebbe riconoscere il Tempio della Fortuna, riconoscendo negli altri prossimi degli edifici di carattere civile.
In questo edifizio possono baia anche i numerosi rocchi di colonne scanalate di travertino, ricoperte di stucco (cfr. pure Nozizie 1882, serie 3, vol. X, pag. 418), frammenti di basi, di capitelli ecc. (v. fig. 5, 6). Esso era circondato da peristilio. Da questi frammenti architettonici non si deve staccare il frammento di architrave (m. 0, 72 X 1,00 X 0 ,30). Era ricoperto di stucco e le lettere erano incise su questo, e appena segnate sul travertino, onde della lettera L si vede appena una traccia, essendo lo stucco caduto (v. fig. 7). Vi si legge: …RO LVCVL... Il punto e le lettere ci riportano all'epoca sullana. Il supplemento è certo: Var ]ro Lucul[lus]. Si tratta di quel M. Licinio Lucullo, figlio di L. Licinio Lucullo, pretore nel 103, che, adottato da M. Terenzio Varrone, assunse il nome di M. Terenzio Varrone Lucullo (cfr. i Vasti capit., C.I.L. 1°, pag. 27: M.[ Terent]ius M. f.[ Var]r. Lucull. Fu questore, pare, nell'88 a. C.; dopo le guerre mitridatiche combattè contro i Mariani e nell'83 vinse a Fidentia o Placentia; fu edile nel 79, pretore nel 76, console nel 73, governatore della Macedonia nel 72; trionfò nel 71 (v. su di lui Drumann, 7 Geschichte Roms, IV, pag. 176 segg.).
Egli appare qui come costruttore di un grande edifizio. Ma possiamo credere che a Praeneste egli ebbe funzione più alta, di fondatore della colonia stabilita da Sulla dopo la distruzione dell'antica città, che era stato rifugio del giovine Mario. Nel fondare le sue colonie. Sulla si appellò alla legge Valeria dell'82, la quale gli conferiva i pieni potèri:(Cic.,; De leg. agr., 3,2,5. App. b.c.l.; 98, 99. Plut., Sulla, 33); che egli delegasse, siccome fu uso costante nell'impero, persone non rivestite di carattere di magistrato e in genere scelte fra quelle di sua fiducia, risulta dal fatto che la colonia Veneria a Pompei fu dedotta da Publio, fratello di Sulla (Cic., Pro Sulla, 21, 67): tale dovette essere, per Praeneste, Lucullo.
Tra le terre. si rinvennero parecchi oggetti:
a) Statuaria. (I frammenti marmorei sono Ab sii numerosi, destinati forse alla calcara, che si è rinvenuta non lontano): 1. Testa di giovane, in marmo a grana Lia con : E ca (alt. m. 0,25 (v. fig. 8, 9); 2. Statuetta marmorea. Rappresenta una donna vestita di chitone, manto con peso e cinto (alt. m. 0,26) (v. fig. 10, 11); 3. Parte superiore di busto marmoreo (m. 0,11 X 0,33). Il vestito potrebbe ricordare la Kora prassitelica di Firenze e di Vienna; 4. Testa di giovane (ritratto) con capelli sulla fronte (m. 0,20, v. fig. 12); 5. Testa di giovane (ritratto) con ciuffo di capelli sull'occipite (m. 0,23, v. fig. 13, 14); 6. Parte anteriore di testa femminile con capelli a grosse treccie, coperta di manto (m. 0,20, v. fig. 15). Il panneggio e l'acconciatura ricorda l'Ercolanese maggiore di Dresda; 7. Testa muliebre con cuffia sulla parte posteriore, dalla quale escono i capelli che sono in alto annodati; dei nastri, l'uno passa sulla fronte e l'altro sull'alto della testa (m. 0,18, v. fig. 16051); 8. Testa muliebre con grandi ricci e manto (m. 0,27, v. fig. 18); 9. Frammentino di torso di bambino (m. 0,15); 10. Frammento di torsetto virile; 11. Gamba di grande statua, mancante del ginocchio e di tutto il piede (m. 0,55): | I 12. Gamba di grande statua, che era in antico riportata (m. 0,35); 13. Braccio piegato, con perno di ferro; 14. Parte anteriore di piede calzato; all'annodatura del nastro vi è un mascheroncino (m. 0,10 X 0,10);
b) Terracotta. 1. Frammento di antefissa con parte di figura femminile con chitone cinto. Poggia la mano sin. sulla testa di una pantera (m. 0,19 X 0,17, v. fig. 19); 2. Id. simile (m. 0,10 X 0,15); 3. Id., parte inferiore con listello, su cui si vede la parte inferiore di figura muliebre vestita (m. 0,14 X 0,16); 4. Parte inferiore di antefissa, su cui si vedono due gambe accavalcate (m. 0,12 X 0,12); 5. Frammento di grande antefissa a largo coppo. Sul davanti si vede la parte inferiore di una donna che tiene la mano d. sulla testa di una pantera sollevata sulle gambe posteriori (m. 0,20 X 0,18, v. fig. 20); 6. Frammento di antepagmento con testa muliebre che sorge da viticci (m. 0,15 X 0,15, v. fig. 21); 7,8, 9, 10, 11. Frammenti di antepagmenti con ornati a foglie e fiori; 12. Frammento di antefissa con grosso fiore d'acanto e delfino (m. 0,10 X 0,14); 13. Frammento di antefissa con parte posteriore di leone; 14. Testa virile barbata in rilievo (m. 0,12 X 0,10); IS Id fp o0,11 X0.10) i 16. Testa virile con cappuccio (m.. ol X 0, ,09); 17. Parte superiore di testa virile in rilievo: 18. Frammento di figura muliebre vestita in rilievo ; 19. Statuetta femminile ammantata (ex voto, m. 0,10). Sono tornati in luce i bolli di mattone C.I.L. XV 781, 2304, 2313, 2321, 2330a, 2340, 2354. Su un frammento di mattone è dipinta in rosso l'iscrizione riprodotta a fig. 22.
c) Iscrizioni. 1. Blocco di travertino scorniciato (m. 0,90 X 0,40 X 0,37), il quale ha superiormente due incavi circolari (diam. m. 0,23), distanti tra loro m. 0,35: FORTVNAE PR TI CLAVDIVS ASINIV... DONVM DEDI; 2. Cippetto (m. 0,10 X 0,12): FLAMINIA NAIS FOR PRI V S L M; 3. Sul prospetto di un trapezoforo marmoreo mancante della parte superiore e del piede (m. 0,36 X 0,12) in bellissime lettere: PRO AELIO EROTE COIVGI SVO LVC CAP P X V IDVS MAIAS; 4. Frammento di lastra marmorea (m. 0,22 X 0,15 X 0,25) a brutte lettere: VICTORIAE FO... GERM LANIS...; 5. Id. (m. 0.21 X 0,12 X 0,04) a belle lettere: ...TRIB ...ae CVR...; 6. Id. (m. 0,18 0,18 X 0,45): HIPPO STINO; 7. Id. (m. 0,13 × 0,21 X 0,05): ...MINEP ... XOS ... ??; 8, Id. (m. 0.14 X 0,09 X 0,035): ...ORN...; 9. Id. (m 0,21 X 0,24 X 0,05). scoriniciato: ...LIO... EN…; 10. Id. (m. 0,12 X 0,09 X 0,018): ...ECIT...; 11. Id. (m. 0,08 X 0,06); 12. Frammento di basetta (m. 0,20 X 0,18 X 0,07): ...A HATILI...; 13. Frammento di lastra (m. 0,20 X 0,10 X 0,07): ...EN…; 14. Frammento di lastra di bigio (m. 0,07 X 0,07 X 0,04): ...DA…; 15. Frammento di base di travertino sagomata (m 0,22 X 0,10). Sul rovescio reca il resto di iscrizione di cava: ...IMA.
Si è rinvenuto, oltre ad alcune monete moderne ed una del senato romano, un. grande bronzo di Crispina.
Dante Vaglieri.
Sotto la scala del seminario di Palestrina sono tornati in luce molti altri frammenti architettonici in travertino tutti ricoperti di stucco. Degno di nota è un capitello, simile a quelli della facciata della così detta cella del tempio della Fortuna. Su un frammento di colonnetta di africano (alt. m. 0,07: diametro m. 0,14) si
legge: V S V VERGINIVS PRIMV ET MIATHA...e su una basetta di marmo (m. 0,15 X 0,20 X 0,06): M LVSCI... Ad oriente del canale indicato proprio sotto il muro del seminario vi è un blocco di travertino, che formava la base di una colonna, allineata con l’altra; su essa era, alquanto inclinato, un rocchio della colonna stessa, leggermente sfaccettata, ricoperta di stucco (alt. m. 0,80, diametro m. 0,80).
In linea di questa colonna ad occidente del canale, a m. 0,80 da questo, precisamente sotto il centro della porta del seminario si è incontrata la copertura di un pozzo, costituito da un lastrone di travertino (m. 1,20 X 1,20) con foro circolare nel centro (diam. m. 0,40; spessore m. 0,29); intorno al foro vi è una fascia in rilievo di m. 0,17 X 0,01. Il pozzo è stato sinora spurgato sino a m. 5,50 di profondità. Ha le pareti ricoperte di stucco. Da principio è circolare, quindi alla profondità di m. 5,50 prende la forma di piramide (m. 1 X 0,70).
Nello spurgo del pozzo si sono rinvenuti i seguenti frammenti marmorei: grande testa muliebre (alt. m. 0,30) con capelli avvolti a nodo dietro alla nuca, tenia ed un foro in alto. Nell'orecchio sinistro si nota il buco per l'orecchino; torso di statua virile nuda, forse seduta; torso di statua femminile con tunica e manto (alt. m. 0,40); testa di giovane (alta m. 0,20); frammento di statua femminile con un lembo di manto che copre l'inguine; altri frammenti di statue; tre frammenti di lastre con iscrizione: 1. (m. 0,18 X 0,12 X 0,075), scorniciata: forTVNAe NVM... sigVM IOVis pueri...; 2. (m. 0,15 X 0,15 X 0,35): ...AN ...fortuNAE Primigeniae ...ANDA..; 3. (m. 0,15 X 0,15 % 0,035): ...ER...IAN...
Dante Vaglieri.
Già si è detto di una lastra di travertino, scoperta sotto la porta del seminario, quasi quadrata, i cui lati misurano m. 1,27 X 1,38, hanno lo spessore di m. 0,30 (tavola. 1, C), e nel mezzo della quale è praticata un'apertura rotonda. Quest'apertura, di cui fu misurato il diametro (m. 0,44) (v. sopra, pag. 475), immette in un tombino (fig. 2), a forma di collo di bottiglia, la cui larghezza è in alto di m. 0,65, in basso di m. 1,45. In fondo si aprono due bracci di un cunicolo a cocciopisto, col cordoncino consueto (48), lungo l'uno m. 18,30, l'altro m. 3,85, che mettono in un vano a cocciopisto quasi circolare, del diam. di m. 1,60. Il piano del cunicolo, anche esso a cocciopisto, è a m. 6,38 sotto quello della pavimentazione antica stradale. Lo spurgo di questa cisterna ha dato i seguenti oggetti:
Bronzo. Testina femminile (m. 0,12 X 0,08) con piccola parte di collo, lunghi capelli, divisi sulla fronte, fermati da tenie, e annodati dietro la nuca. Avambraccio destro con la mano aperta (m.0,20). Braccio destro piegato (m. 0,20). Piedino massiccio con porzione di gamba e perno inferiormente per l'innesto nella base (m. 0,10 X 0,05). Lembo di veste (m. 0,27 X 0,25). Tre piccole patere a forma di losanga, con avanzi di chiodi nel fondo (m. 0,09 X 0,03). Spranghetta a forma rettangolare piatta con altra riportata ad angolo retto, ripiegata ad arco (m. 0,24). Quattordici monete: GB. di Augusto (Cohen 308), MB. di Augusto (Coh. 228, 445), di Agrippa (Coh. 3), di Tiberio, coloniale (non identificabile), di Germanico (Coh. 1), di Nerone e Druso (Coh. 1) di Domiziano (Coh. 334, e 3 non identificabili), di Traiano (non identificabile), e due pezzi non identificabili. Di particolare interesse sono alcuni rari frammenti enei di carattere architettonico. In prima linea sono da citarsi due palmette in lamina (m. 0,21 X 0,09; 0,26 X 0,09) (¹). Altre decorazioni riproducono i soliti motivi ornamentali delle decorazioni fittili più comuni, non differendone che nella materia. Allo stesso gruppo appartiene una palmetta trilobata, le cui dimensioni testimoniano la vastità dell’edificio.
Marmo. Testina di statuetta femminile, in marmo a grana grossa, con capelli divisi sulla fronte, annodati dietro la nuca (Diana?) (m. 0,11). Testa virile in marmo a grana grossa con lunghi capelli ricci (ritratto) (m. 0,22 X 0,15). Frammento, riportato, di grande statua panneggiata, con parte di mammella (m. 0,40 X 0,20). Frammento di coscia di grande statua (m. 0,20 X 0,17). Id., con parte di panneggio (m. 0,30 X 0,20). Frammento di gamba (m. 0,20 X 0,15). Frammento di polpaccio di grande statua (m. 0,25 X 0,20). Avampiede nudo di statuetta, riportato (m. 0,08 X 0,08). Frammento di basetta di piccola statua con piedino. Mano, riportata, di grande statua (m. 0,15 X 0,12). Manina, riportata, di statuetta in marmo a grana grossa (m. 0,09 x 0,06). Altra simile. Frammento di medaglione: su un lato è graffito un viso volto a destra (m. 0,09 X 0,02). Frammento di cornice formata di tre gole intagliate con motivi eguali ed un listello, dei primi tempi dell'impero (m. 0,25. X 0,13). Motivo terminale di un coronamento (m. 0,28 X 0,14). Frammento di trapezoforo (m. 0,20). Frammento di lastrina (m. 0,075 X 0,18 X 0,023) con avanzo d'iscrizione metrica: CA IOVEM SVPERANT ID | fATA TRAHVNT VRBES S. Tre frammenti di lastra (spess. m. 0,035) scorniciata; due dei quali (2 e c) sono posteriormente sagomati: a) (m. 0,10 X 0,15): Fortunae primiGENIA e TOR. b) (m. 0,085 X 0,08); LEC. c) (m. 0,15 x 0,18): NSCHO ...NTO. Frammento di lastra (m. 0,14 X 0,12 X 0,038): ForTVNae. Frammento di colonnina (alt. m. 0,12; diam. m. 0,13), su cui parte delle lettere sono ricoperte da ossido, prodotto da una spranga di ferro: PA...LARIVS FORT PRIM D D L M SACRVM. Frammento di lastra (m. 0,12 X 0,15): iuS SEX. Frammento di lastra (m. 0,12 X 0,15): ...VS...NA…
Travertino. Frammento di piccola base (m. 0,08 X 0,21 X 0,20) in lettere arcaiche: ..s. q. l. Philpu... (Fortun)ae Primogen(iae) d(ono) d(edit) l(ibens) m(ertio). Id. (m. 0,08 X 0,18 X 0,20): ...NIVS Q F M
Avorio. Statuetta acefala, di guerriero, con scudo circolare, infilato nel braccio sinistro; la gamba sinistra, piegata, era portata innanzi e alzata. Dietro la statua vedesi un piccolo foro e dietro lo scudo la lettera V.
Osso. Frammento piatto, sagomato e alquanto arcuato (m. 0,20 X 0,07); bordo di rivestimento.
Terracotta. Frammento di coronamento di edificio (sec. IV-III av. Cr.). Frammenti di cornici di antepagmenti decoranti gli epistilii ofi capreoli (sec. III). Frammento di antepagmenti, degli architravi di un peristilio degli ultimi anni della repubblica o del principio dell'impero, applicati in calce sulle travi rivestite in muratura. Frammento di antepagmento di stile a fiori, comune nel III secolo. Frammenti di antefisse di epoche diverse, su cui è rappresentata la solita figura femminile alata, che tiene lateralmente i due leoni. Altri frammenti hanno la figura virile corrispondente. Alcuni frammenti di bassorilievi, destinati a decorare gli interni o la cornice terminale dei portici. Frammento di antefissa, con parte di coppo; vi rimane la parte inferiore della rappresentanza di un fanciullo ignudo, calzato. Frammento con testa di leone lavorata a stucco, in grandezza naturale. Fondi di vasi aretini (C.I.L. XV, 1027 a, 5687 b, e: ...ILIADO AVOLV he completa C.I.L. XV, 5792). Lucerne (C.I.L. XV, 6593); grande lucerna con foglie e listelli nella parte superiore ed una lucertola sul becco; altre dieci varie). Mattoni col bollo (C.I.L. XV, 2813, 2321, 2349, 2359). In fondo al cunicolo, verso ovest, si rinvenne la parte inferiore di un'olla, contenente piccolissime ossa, cenere e carbone.
Ferro. Due spranghe di ferro quadrangolari con fori (m. 0,92 x 0,07 X 0,02; 0,60 X 0,07 X 0,01). Parte anteriore di ronca (m. 0,20). Diversi chiodi con capocchia sferica.
Basalte. Sette pesi.
E inoltre due frammenti di un vasetto di pasta vitrea, un pezzo informe di diaspro sanguigno (gr. 300), pezzi di marmi colorati, di grossi embrici, di transenne di travertino, di carbone, di conchiglie che adornavano probabilmente qualche parete, ecc.
Proseguito lo sterro verso l'interno del seminario si è constatato, dopo il piano di lastre di travertino (fig. 1, D), larghe m. 0,50), che formano angolo e in cui trovasi quella che chiude il tombino, la cunetta £, larga m. 0,58, il cui piano è concavo e formato con lastre di tufo, un piano di lastroni di travertino Y della larghezza di m. 0,95, e infine dei filari di parallelepipedi di tufo G, larghi m. 0,60, di cui si vedono due per intero e un terzo circa per metà. Lo scavo non potè qui continuare per un blocco di sassi e calce caduto, appartenente per certo alla volta.
Nella così detta Area sacra, fu fatta una ricerca per determinare se essa era interrotta da colonne. Aperta una trincea sulla linea E (fig. 14), a m. 5,75 dal muro dell'intercapedine, a m. 0,30 di profondità si è riconosciuto sulla roccia spianata un lastricato circolare di calce, incrostato, segno evidente di basamento di colonna. Nel resto del cavo si è ritrovata sempre la roccia spianata, ma ricoperta del lastricato di calce, per posa del pavimento di travertino.
Un'altra trincea sulla linea A ha dato lo stesso risultato fino a m. tredici dal muro interno della intercapedine, dove si è riconosciuto che la roccia scende, ed a a m. 1,30 di profondità si è constatato un muro (a, b) di blocchi di tufo, largo m. 0,65, che procede in direzione est-ovest. I basamenti delle colonne, a m. 5,75 dal muro dell'intercapedine, si sono ritrovati quindi ovunque in corrispondenza con la colonna di fondo, meno che in un punto, dove è stato distrutto, secondo si dice, pochi anni or sono. Anche in D si è ritrovata la roccia, la quale evidentemente è stata scavata a formare il piano dell'edificio.
L'Associazione Archeologica Prenestina ha fatto lo sterro della Piazsetta dell'Erbe, dove si è veduto che non esisteva alcun edificio antico nè una via; il terreno vergine si è rinvenuto a tre metri di profondità. Non si è rinvenuto che una testa femminile marmorea; un frammento di antepagmento fittile con parte di palmetta, circondata da girale a nastro, listello orizzontale e nascimento di strigilature (m. 0,19 X 0,15); un frammento di lastra marmorea scorniciata (m. 0,19 X 0,15), con l'iscrizione: FortunaE PRIMigeniae ex VISV...
Dante Vaglieri.
Stampe antiche1907
Scavi in Piazza Regina Margherita a Palestrina
Notizie degli scavi di antichità
1907
Scavi in Piazza Savoia a Palestrina
Notizie degli scavi di antichità
1827
Musaico nel tempio della Fortuna Prenestina
1826
Luigi Rossini
Tempio della Fortuna Primigenia a Palestrina
Le antichità dei contorni di Roma
1826
Luigi Rossini
Interno del santuario della Fortuna Primigenia a Palestrina
Le antichità dei contorni di Roma
1826
Luigi Rossini
Interno del Cortile del Seminario di Palestrina
Le antichità dei contorni di Roma
1826
Luigi Rossini
Ristauro del Tempio della Fortuna Prenestina
Le antichità dei contorni di Roma
1774
Pierre Adrien Paris
Plan du temple de la Fortune Prénestine
1699
Pietro Santi Bartoli
Ichnographia templi fortvnae praenestinae
Romanae magnitudinis monumenta quae urbem illam orbis