Informazioni storiche

Informazioni storiche artistiche sul monumento

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Codice identificativo monumento: 6190

Cronologia

1446: Il cardinale Prospero Colonna, signore di Nemi, incarica l'architetto Leon Battista Alberti del recupero delle Navi romane nel Lago di Nemi. Il resoconto dell'impresa è narrato da Flavio Biondo nella sua Italia illustrata: grazie ad alcuni esperti nuotatori genovesi, si esplora la nave più vicina a riva, determinandone distanza e profondità; poi se ne tenta il recupero mediante una piattaforma galleggiante munita di corde e uncini.

1535: Il bolognese Francesco De Marchi compie una serie di immersioni nel Lago di Nemi, di cui dà conto nella sua opera Della Architettura Militare. Utilizzando una speciale campana di legno munita di oblò in vetro, che protegge la parte superiore del corpo lasciando libere gambe e braccia e permettendo la respirazione, De Marchi determina le dimensioni dello scafo più vicino a riva e il suo stato di conservazione.

10/8/1827: Il cavaliere Annesio Fusconi al cospetto di un folto pubblico, utilizzando una campana di Halley dotata di una pompa d'aria, raggiunge i relitti delle navi romane nel lago di Nemi e asporta marmi, smalti, mosaici, frammenti di colonne metalliche, laterizi, chiodi.

3/10/1895: Su incarico della famiglia Orsini e con il contributo dello Stato, si procede ad una serie di immersioni per recuperare parti delle navi romane di Nemi. Avvalendosi della collaborazione di un provetto palombaro, sono recuperati: una ghiera di un timone, le teste feline, rulli sferici, rulli cilindrici, cerniere, filastrini in bronzo, tubi di piombo, tegole di rame dorato, laterizi di varie forme e dimensioni, frammenti di mosaici con abbellimenti in pasta di vetro, lamine di rame e 400 metri di fasciame e travi.

18/11/1895: In seguito alla campagna di esplorazioni subacque nel Lago di nemi, viene individuata la seconda nave romana, dalla quale si recupera altro materiale.

9/4/1927: In un discorso alla Reale Società Romana di Storia Patria, Mussolini annuncia la decisione di recuperare le navi romane sommerse nel Lago di Nemi.

20/10/1928: Per realizzare il recupero delle navi romane, Mussolini avvia lo svuotamento del lago di Nemi, mettendo in funzione l'impianto idrovoro fornito dalla Riva. L'acqua viene confluita nel condotto dell'emissario romano.

28/3/1929: In seguito all'attività di svutamento del lago di Nemi, affiorarono le prime strutture delle navi romane.

6/11/1930: Riprendono i lavori di recupero delle navi romane nel lago di Nemi, dopo un accordo tra Consiglio dei ministri, Marina Militare ed i ministeri dei Lavori pubblici e dell'Educazione nazionale.

18/11/1935: Nel Museo delle Navi di Nemi, viene posizionata la prima imbarcazione.

20/1/1936: Nel Museo delle Navi di Nemi, viene posizionata anche la seconda imbarcazione.

21/4/1940: Inaugurazione del Museo delle Navi di Nemi.

31/5/1944: Un violento incendio devasta il Museo delle Navi di Nemi, distruggendo i resti delle imbarcazioni romane.

13/1/2011: Il comando provinciale della Guardia di Finanza di Roma, recupera i frammenti una statua di Caligola in trono come Zeus, frutto di scavo clandestino presso l'area del Tempio di Diana a Nemi.

2013: Il gruppo di Caligola in trono come Zeus (sequestrato due anni prima da alcuni tombaroli), dopo ulteriori scavi nel sito alla scoperta di nuovi frammenti e i necessari restauri, viene esposta al Museo delle Navi di Nemi.

17/12/2021: La testata di baglio in bronzo con testa di leone proveniente dalla prima nave di Caligola, ritornata dal Museo Noazionale romano di Palazzo Massimo al Museo delle Navi Romane di Nemi.

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